J.R. WARD.
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UN AMORE VIOLATO.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 4.
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Parte 1.
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Titolo originale: Lover Revealed. 2007.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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"Era stata una giornata lunghissima e terrificante. Per quante ore lo avevano interrogato?
Dodici? A Butch sembravano almeno mille. Cerc di respirare a fondo, ma aveva qualche costola rotta. Grazie alle premure del suo aguzzino aveva male dappertutto, ma per lo meno il lesser aveva medicato la ferita da arma da fuoco. Solo per prolungare il terzo grado. L'unica nota positiva di quell'incubo era che dalle sue labbra non era uscito niente sulla confraternita. Niente di niente. Neanche quando il lesser era passato ad accanirsi sulle unghie della dita e in mezzo alle gambe."
Si inginocchi, incantevole, per dirmi: Lotta con la mia razza, e mi avrai.
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Butch O'Neal  un ex poliziotto della Omicidi di Calwell e, per certi versi, anche un ex umano.
Da quando la sua strada ha incrociato quella dei vampiri della Confraternita del Pugnale Nero, infatti, la sua vita  completamente cambiata: ha tagliato i ponti con la sua famiglia disastrata, si  stabilito nel quartier generale della confraternita e combatte al fianco dei guerrieri contro i lesser. Ma quando s'innamora di Marissa, bella e aristocratica vampira, Butch capisce che quel mondo non gli appartiene: non pu combattere al fianco dei vampiri perch  troppo vulnerabile e non pu amare una donna della loro stirpe poich, come umano, invecchierebbe molto prima. Ma Butch non sa di essere un predestinato e, quando i lesser lo catturano imprimendogli il marchio del Male, scopre di possedere un dono: un potere sconosciuto che fa di lui un'arma micidiale contro i nemici giurati dei vampiri. L'ex poliziotto dovr sottoporsi a molte terribili prove. Sar un viaggio senza ritorno, che lo condurr ai confini della morte e sempre pi vicino alla meravigliosa creatura che gli ha rubato il cuore. Questo  il quarto romanzo della serie della Confraternita del Pugnale Nero.
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L'AUTRICE.
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J.R. Ward  lo pseudonimo di Jessica Rowley Pell Bird, scrittrice statunitense. Si  laureata in Storia dellArte Medievale e in Giurisprudenza, dopo aver lavorato per anni in una delle pi prestigiose istituzioni medico-universitarie di Boston.
Con il nome Jessica Bird e con lo pseudonimo J. R. Ward ha scritto vari libri e romanzi, tra cui libri d'amore e la serie della Confraternita del pugnale nero, serie che le ha fatto vincere un RITA Award per il miglior paranormal romance. Inoltre, la serie,  stata al primo posto della lista dei best seller di riviste come il New York Times e il USA Today. La serie della Confraternita del pugnale nero  iniziata nel 2005 e conta al 2019 ben 17 libri.
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Dedicato a: Te.
Cribbio, hai tirato fuori la stronza che c' in me, sul serio. Per poi te ne sei uscito con quella frase e io mi sono sciolta. Ti amo da impazzire.
Con immensa gratitudine ai lettori della Confraternita del Pugnale Nero e in particolare alle ragazze... su che divano siamo adesso?
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Ringraziamenti.
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Grazie infinite:
Karen Solem, Kara Cesare, Claire Zion, Kara Welsh.
Grazie, Capitan Bunny, altrimenti detta la Bestia Rosa e PythAngie la Pitbull Mod...
seriamente, Dorine e Angie, vi prendete cura di me in modo strepitoso.
Grazie al Gruppo dei Quattro: mega abbracci... M-E-G-A abbracci.
Non so cosa farei senza di voi.
A DLB: Ricordati che la mamma ti vuole bene. Sempre.
A NTM: La cosa che pi amo del tu-sai-dove... sei tu. Sono proprio fortunata a conoscerti.
Come sempre, molti ringraziamenti al mio Comitato Esecutivo: Sue Grafton, Dott.ssa Jessica
Andersen, Betsey Vaughan. E con grande stima all'incomparabile Suzanne Brockmann.
Con affetto alla mia Barca, alla mia famiglia e ai miei amici scrittori.
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Glossario dei nomi comuni e dei nomi propri.
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Ahvenge. Vendicare con esito letale. In genere  il vampiro maschio a cercare vendetta per
l'amata o comunque per una persona cara.
Cohntehst. Conflitto tra due vampiri in competizione per aggiudicarsi il diritto di diventare il
compagno di una femmina.
Confraternita del Pugnale Nero. Vampiri guerrieri altamente qualificati incaricati di proteggere
la loro specie dagli attacchi della Lessening Society. In seguito a una riproduzione selettiva all'interno
della razza, i membri della confraternita sono dotati di una forza fisica e mentale eccezionali e della
capacit di guarire rapidamente.
In genere non sono imparentati tra loro e vengono arruolati nella confraternita tramite nomina
da parte degli altri fratelli. Aggressivi, orgogliosi, indipendenti e riservati per natura, conducono
esistenze separate dai vampiri civili e hanno pochissimi contatti con i membri delle altre classi, eccetto
quando devono nutrirsi del loro sangue.
Sono protagonisti di leggende e oggetto di venerazione all'interno del mondo dei vampiri.
Possono morire solo in seguito alle ferite pi gravi, per esempio una pugnalata o un colpo di arma da
fuoco al cuore.
A parte Darius, i nomi dei vampiri membri della Confraternita del Pugnale Nero richiamano la
caratteristica peculiare della loro natura: Wrath, "ira", in inglese; Tohrment, che rimanda all'inglese
torment, "tormento"; Vishous, variante divicious, ovvero "vizioso"; Rhage, variante dell'inglese rage ,
"rabbia"; Phury, che rimanda a un'idea di purezza e infine Zsadist, ispirato all'inglese sadistic, "sadico"
(N.d.T.).
Dhunhd. Inferno.
Doggen, Nel mondo dei vampiri questo termine designa un membro della classe dei servitori.
Nel servire i loro padroni, i doggen sono fedeli ad antiche tradizioni conservatrici, osservano un rigido
codice di comportamento e regole molto formali in fatto di vestiario. Possono uscire durante il giorno,
ma invecchiano relativamente in fretta. La loro aspettativa di vita si aggira intorno ai cinquecento anni.
Elette. Vampire femmine allevate allo scopo di servire la Vergine Scriba. Sono considerate
membri dell'aristocrazia, anche se la loro esistenza  focalizzata pi su questioni spirituali che
mondane.
Hanno pochissimi o nessun contatto con i maschi, ma per volere della Vergine Scriba possono
accoppiarsi con i guerrieri per propagare la loro classe. Sono dotate della capacit di predire il futuro.
In passato i membri della confraternita privi di una compagna potevano servirsi di loro per soddisfare il
periodico bisogno di bere sangue, ma in seguito questa pratica  stata abbandonata.
Fado. Regno intemporale dove i defunti si riuniscono per l'eternit con i loro cari.
Ghardian. Custode, tutore. Esistono svariati tipi di ghardian, il pi importante dei quali, noto
come whard,  quello che si occupa di una femmina sottoposta a sehclusion.
Glymera. lite aristocratica, grosso modo equivalente all'alta societ inglese del periodo della
Reggenza (1811-20).
Hellren. Vampiro maschio sposato con una femmina. I maschi possono avere pi di una
compagna.
Leahdyre. Persona potente e influente.
Leelan. Termine affettuoso liberamente traducibile con "mia diletta", "mia adorata".
Lessening Society. Societ dei minori. Ordine di assassini fondato dall'Omega allo scopo di
annientare la specie dei vampiri.
Lesser. Essere umano privato dell'anima che, in quanto membro della Lessening Society, ha
come obiettivo lo sterminio dei vampiri.
Per uccidere un lesser, o "minore", bisogna pugnalarlo al petto, altrimenti non invecchia e vive
in eterno. I lesser non mangiano, non bevono e sono sessualmente impotenti. Col tempo perdono la
pigmentazione originaria di capelli, pelle e iridi fino a diventare di un biondo slavato, molto pallidi e
con gli occhi chiarissimi.
Profumano di talco per neonati. Una volta ammessi all'interno della Lessening Society da parte
dell'Omega, essi conservano un vaso di ceramica in cui viene custodito il loro cuore, dopo che  stato
rimosso.
Lheage. Espressione di rispetto con cui una femmina sessualmente sottomessa si rivolge al suo
dominatore.
Mahmen. Madre, mamma. Usato sia come nome comune sia come appellativo affettuoso.
Mhis. Mascheramento di un determinato ambiente fisico; creazione di un campo illusorio.
Nalla. Appellativo affettuoso traducibile con "Mia diletta", "cara", "amore".
Nallum. Appellativo affettuoso traducibile con "Mio diletto", "caro", "amore".
Newling. Vergine.
Omega. Figura mistica e malvagia che ha come obiettivo l'estinzione dei vampiri a causa del
risentimento che cova nei confronti della Vergine Scriba. Esiste in una dimensione intemporale ed 
dotato di ampi poteri, ma non della facolt di procreare.
Periodo del bisogno. Periodo di fertilit di un vampiro femmina.
In genere dura due giorni ed  accompagnato da un forte desiderio sessuale. Si verifica grosso
modo cinque anni dopo la transizione e, in seguito, si ripresenta una volta ogni dieci anni. Tutti i
vampiri maschi reagiscono in qualche misura quando si trovano nelle vicinanze di una femmina che
attraversa questa fase. Si tratta di un periodo potenzialmente pericoloso, caratterizzato da lotte e
conflitti tra maschi in competizione, in particolare se la femmina non ha un compagno.
Phearsom. Aggettivo che si riferisce alla potenza degli organi sessuali maschili. Traducibile
letteralmente come: "degno di penetrare una femmina".
Prima Famiglia. Il re e la regina dei vampiri e tutti i figli da essi generati.
Princeps. Supremo rango dell'aristocrazia dei vampiri, secondo soltanto ai membri della Prima
Famiglia e alle Elette della Vergine Scriba. E un titolo nobiliare che si eredita alla nascita e che non
pu essere conferito in seguito.
Pyrocant. Termine che si riferisce a una debolezza cruciale di un individuo. Si pu trattare di
una debolezza interna, come per esempio una dipendenza, oppure esterna, come un amante.
Rytho. Maniera rituale di fare ammenda. Viene offerto da chi ha ferito nell'onore un altro
vampiro. Se lo accetta, la vittima ha il diritto di colpire con un'arma a sua scelta il responsabile
dell'offesa, il quale deve presentarsi privo di difese.
Schiavo di sangue. Vampiro, maschio o femmina, soggiogato da un altro vampiro allo scopo di
soddisfare il suo bisogno di bere sangue. La pratica di tenere degli schiavi di sangue  largamente in
disuso, pur non essendo stata dichiarata illegale.
Sehclusion. Condizione imposta dal re a una femmina dell'aristocrazia in seguito a una
petizione presentata dai familiari della femmina stessa. Pone la femmina sotto la custodia esclusiva di
un whard, in genere il maschio pi anziano della famiglia.
Il whard acquisisce di conseguenza il diritto legale di controllare sotto ogni aspetto la vita della
femmina, limitandone a suo piacimento i contatti con il mondo esterno.
Shellan. Vampira sposata. Le shellan, in genere, hanno un solo compagno a causa della natura
spiccatamente territoriale dei vampiri maschi sentimentalmente legati.
Symphath. All'interno della razza dei vampiri, questa  una specie caratterizzata, tra le altre
cose, dalla capacit e dal desiderio di manipolare le emozioni altrui allo scopo di realizzare uno
scambio di energia.
Storicamente isymphath sono stati oggetto di discriminazione e in determinate epoche sono stati
perseguitati e cacciati dai vampiri. Attualmente sono in via di estinzione.
Tahlly. Appellativo affettuoso liberamente traducibile con "caro", "tesoro".
Tomba. Cripta sacra della Confraternita del Pugnale Nero, utilizzata come luogo cerimoniale
nonch come magazzino dove vengono custoditi i vasi contenenti i cuori dei lesser. Tra le cerimonie ivi
celebrate, figurano affiliazioni alla confraternita, funerali e azioni disciplinari nei confronti dei fratelli.
Nessuno vi  ammesso eccetto i membri della Confraternita, la Vergine Scriba o i candidati
all'affiliazione.
Trahyner. Termine utilizzato tra vampiri maschi per esprimere rispetto e affetto reciproco.
Liberamente traducibile con "amico caro".
Transizione. Momento critico nella vita di un vampiro, maschio o femmina, che segna il suo
passaggio all'et adulta. In genere si verifica intorno ai venticinque anni di et. Dopo la transizione, i
vampiri sono costretti, per sopravvivere, a bere il sangue di un vampiro dell'altro sesso e non
sopportano pi la luce del sole. Alcuni vampiri, in particolare i maschi, non sopravvivono a questo
cambiamento. Prima della transizione i vampiri sono fisicamente deboli, non attivi sessualmente o
comunque indifferenti e incapaci di smaterializzarsi.
Vampiro. Membro di una specie distinta da quella dell'Homo sapiens. Per sopravvivere, i
vampiri devono bere il sangue di un vampiro del sesso opposto. Il sangue umano li mantiene in vita,
anche se la forza fisica che ne ricavano non dura a lungo. Dopo la transizione, che in genere si verifica
intorno ai venticinque anni, i vampiri non possono pi uscire alla luce del sole e sono costretti a bere
con regolarit sangue fresco. I vampiri non sono in grado di "convertire" gli umani, trasformandoli a
loro volta in vampiri, tramite un morso o una trasfusione di sangue, anche se in rari casi possono
riprodursi accoppiandosi con la specie umana. I vampiri riescono a smaterializzarsi a piacimento, anche
se per farlo devono riuscire a calmarsi e a concentrarsi e non possono portare con s nulla di pesante.
Sono anche in grado di cancellare i ricordi degli umani, a patto che si tratti di ricordi a breve termine.
Alcuni vampiri sono inoltre dotati della facolt di leggere nel pensiero. La loro aspettativa di vita 
pari, e in alcuni casi anche superiore, al migliaio di anni.
Vergine Scriba. Forza mistica consigliera del re nonch custode degli archivi dei vampiri e
dispensatrice di privilegi. Esiste in una dimensione atemporale ed  dotata di ampi poteri. Capace di un
unico atto creativo, lo ha utilizzato per dare vita ai vampiri.
Wahlker. Individuo che, dopo la morte e l'ingresso nel Fado, torna in vita. I wahlker sono molto
rispettati e riveriti per il loro travaglio.
Whard. Equivalente di padrino o madrina, nonch custode, tutore di una femmina sottoposta a
sehclusion.
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Capitolo 1.
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E se ti dicessi che ho avuto una fantasia?
Butch O'Neal mise gi lo scotch e guard la bionda che aveva parlato. Sullo sfondo della zona
VIP dello Zero-Sum, quella donna era la fine del mondo. Tutta vestita di striscioline di lucida pelle
bianca, sembrava un incrocio tra Barbie e Barbarella. Difficile dire se fosse una delle professioniste del
club oppure no. Il Reverendo trafficava solo col meglio, ma forse era una modella di FHM o di Maxim.
La donna piant le mani sul piano di marmo del tavolo, sporgendosi verso di lui. I suoi seni
erano perfetti, i migliori che il denaro potesse comprare, e il suo sorriso radioso, una promessa di
peccati commessi in ginocchio. Che si facesse pagare oppure no, quella era un'ornitologa esperta, aveva
un debole per gli uccelli.
Allora, cocco? lo incalz lei, sovrastando il ritmo ipnotico della musica techno. Non ti va di
realizzare il mio sogno?
Butch le rivolse un sorriso stentato. Di sicuro quella sera la bionda avrebbe fatto felice
qualcuno. Probabilmente una intera vagonata di qualcuno. Ma a lui non andava di salire su quel treno.
Spiacente, ma per i pompini dovrai rivolgerti a qualcun altro.
La totale mancanza di reazioni da parte della ragazza, trad il suo status di professionista. Con
un sorriso vacuo veleggi verso il tavolo accanto, replicando la stessa identica scena.
Butch butt indietro la testa, tracannando le due dita di Lagavulin rimaste nel bicchiere. La
mossa successiva fu chiamare con un cenno una cameriera, la quale, senza neanche avvicinarsi, annu e
corse al bancone a prendergliene un altro.
Erano quasi le tre del mattino; tra una mezz'oretta sarebbe comparso anche il resto della troica.
Vishous e Rhage erano fuori a caccia di lesser, quei bastardi senz'anima che uccidevano la loro gente,
ma era probabile che i due vampiri fossero rimasti a bocca asciutta. La guerra segreta tra la loro specie
e la Lessening Society si era svolta in sordina per tutto gennaio e febbraio, con pochissimi non morti in
circolazione, il che era una buona notizia per la popolazione civile, ma un motivo di preoccupazione
per la confraternita del Pugnale Nero.
Salve, sbirro. La profonda voce maschile veniva da dietro la sua testa.
Butch sorrise. Quel suono lo faceva sempre pensare alle brume notturne, quelle da cui pu
spuntare la mano che ti uccide. Meno male che a lui piaceva il lato oscuro della vita.
'Sera, Reverendo, disse senza voltarsi.
Sapevo che l'avresti mandata via.
Leggi nel pensiero?
Qualche volta.
Butch si lanci un'occhiata alle spalle. Il Reverendo si teneva nell'ombra, gli occhi color
ametista che brillavano, la cresta da moicano tagliata cortissima. Il completo nero che indossava era
uno sballo: Valentino. Butch ne aveva uno identico.
Anche se il Reverendo quell'abito in lana pettinata se l'era comprato con i suoi soldi. Il
Reverendo, ovvero Rehvenge, ovvero il fratello di Bella, la shellan di Z, era il proprietario dello
Zero-Sum e intascava una grossa fetta di tutto quello che transitava di l. Cavolo, con tutta la
depravazione in vendita l al club, alla fine di ogni serata infilava un bel mucchio di svanziche nel
porcellino salvadanaio.
Naa, quella l non faceva per te, disse il Reverendo infilandosi nel spar e lisciandosi la
cravatta Versace annodata alla perfezione. E io so perch hai detto di no.
Ah, s?
Le bionde non ti piacciono.
No, in effetti non gli piacevano pi. Forse  solo che non mi ispirava lei.
So io quello che ti ci vuole.
Arriv lo scotch e Butch ne mand gi subito una generosa sorsata.
Davvero?
 il mio mestiere. Fidati.
Senza offesa, ma preferirei non farlo, in questo caso.
Sai una cosa, sbirro? Il Reverendo si pieg in avanti; aveva un profumo buonissimo.
D'altronde, Cool Water di Davidoff era un classico intramontabile.
Ti aiuter lo stesso.
Butch gli diede una pacca sulla spalla massiccia. Mi interessano solo i baristi, amico. I buoni
samaritani mi fanno venire l'orticaria.
A volte gli opposti si attraggono.
Allora siamo fregati, disse Butch, accennando col capo alla folla seminuda che si dimenava,
strafatta di ecstasy o di cocaina. Qui sembrano tutti fatti con lo stampino.
Buffo, negli anni trascorsi al Dipartimento di Polizia di Caldwell lo Zero-Sum per lui era un
mistero. Tutti sapevano che quel posto era un centro di spaccio e di prostituzione, ma nessuno era mai
riuscito a raccogliere abbastanza indizi da ottenere un mandato di perquisizione; e s che, entrando una
qualunque sera della settimana, si vedevano dozzine di violazioni della legge, quasi tutte praticate in
tandem.
E adesso che bazzicava la confraternita sapeva il perch. Il Reverendo conosceva una quantit
di trucchetti per modificare la percezione degli eventi e delle circostanze da parte della gente. Come
ogni altro vampiro era in grado di cancellare i ricordi degli umani, manipolare le telecamere di
sicurezza, smaterializzarsi a suo piacimento. Lui e i suoi loschi traffici erano un bersaglio mobile che
non si muoveva mai.
Dimmi un po' una cosa, disse Butch, come hai fatto a tenere nascosta alla tua aristocratica
famiglia questa tua piccola attivit notturna?
Il Reverendo sorrise, lasciando intravedere la punta delle zanne. Dimmela tu una cosa, invece:
come ha fatto un umano a entrare tanto in confidenza con la confraternita?
Butch inclin il bicchiere in segno di deferenza. A volte il destino ti porta a imboccare strade
sbagliate.
Giusto, umano. Giustissimo. Il cellulare di Butch si mise a suonare e il Reverendo si alz. Ti
mando io qualcosa.
A meno che non sia scotch non lo voglio, amico.
Vedrai che cambierai idea.
Ne dubito. Butch tir fuori il suo Motorola Razr e lo apr di scatto. Cosa c', V? Dove sei?
Vishous , ansimava come un cavallo da corsa e oltretutto la voce giungeva distorta dall'ululato
sordo del vento in sottofondo: la sinfonia di chi sta correndo a perdifiato. Merda, sbirro, abbiamo
qualche problema.
Dove sei? ripet Butch; una scarica di adrenalina lo aveva gi acceso come un albero di
Natale.
Fuori citt con una grana. Quelle carogne si sono messe a dare la caccia ai civili nelle loro
case.
Butch balz in piedi. Sto arrivando...
Col cavolo. Stai fermo l. Ti ho chiamato solo per avvertirti. Non vedendoci arrivare potevi
pensare che eravamo morti. A dopo.
La comunicazione venne interrotta.
Butch torn a sedersi pesantemente nel spar. Dal tavolo accanto un gruppo di clienti proruppe
in un'esplosione di allegria, qualche battuta aveva scatenato uno scroscio di risa, come uno stormo di
uccelli che si levano in volo, finalmente liberi.
Butch guard il fondo del bicchiere. Sei mesi prima non aveva niente nella vita. Niente donna.
Niente famiglia a cui sentirsi legato. Niente casa degna di tal nome. E il suo lavoro di detective della
Omicidi se lo stava mangiando vivo. Poi lo avevano cacciato dalla polizia per comportamento violento.
Per una serie di strane circostanze era entrato in contatto con la confraternita. Aveva conosciuto l'unica
donna al mondo capace di farlo rimbambire. E si era anche rifatto completamente il guardaroba.
Quest'ultima cosa, almeno, rientrava nella categoria dei "pro" e ci era rimasta.
Per un po' quel cambiamento era servito a mascherare la realt, ma ultimamente aveva notato
che, malgrado tutte le differenze, era sempre fermo al punto di partenza: non pi vivo di quando stava
marcendo nella sua vecchia vita.
Sempre alla finestra a guardare gli altri vivere.
Scolandosi il suo Lag, ripens a Marissa. Rivide i suoi lunghi capelli biondi. La sua carnagione
pallida. I suoi occhi celesti. Le sue zanne.
Gi, niente bionde per lui. Non poteva neanche lontanamente pensare a implicazioni sessuali
con donne dai capelli chiari.
Ah, dannazione, al diavolo il colore dei capelli! Nessuna donna, in quel locale o sulla faccia
della terra, poteva anche solo avvicinarsi a Marissa. Lei era pura come il cristallo, rifrangeva la luce, e
in sua presenza la vita diventava migliore, si ravvivava, si tingeva della sua grazia.
Merda. Era proprio un imbecille.
Solo che, dannazione, lei era cos bella. Per il breve periodo in cui era parsa attratta da lui,
Butch aveva sperato che potessero costruire qualcosa insieme. Poi, per, era sparita all'improvviso. E
questo dimostrava che era una tipa sveglia, in effetti. Lui non aveva granch da offrire a una come lei, e
non perch fosse solo un umano. Lui si barcamenava ai margini del mondo della confraternita, si
teneva a galla, impossibilitato a combattere al fianco dei fratelli proprio per quello che era e
impossibilitato a tornare nel mondo umano perch sapeva troppo. L'unica via d'uscita da quella terra di
nessuno era andarsene con i piedi avanti.
Era o non era il candidato ideale di un'agenzia online per cuori solitari?
Con un'altra esplosione di ilarit, i suoi vicini di tavolo lasciarono partire un'altra salva di risate
e Butch si volt a dare un'occhiata. Al centro della combriccola c'era un biondino tutto in tiro. Non
dimostrava pi di quindici anni, ma nell'ultimo mese era stato un habitu dell'area VIP e buttava via i
soldi neanche fossero coriandoli.
Evidentemente compensava le sue carenze fisiche spalancando il portafoglio.
Un altro esempio di come i soldi possono comprarti qualunque cosa.
Butch fin lo scotch e fece un cenno alla cameriera. Poi guard il fondo del bicchiere. Merda.
Quattro whisky doppi e non si sentiva neanche un po' brillo, il che la diceva lunga su quanto si fosse
alzato il suo livello di guardia. Ormai era un alcolizzato fatto e finito, non pi un novellino alle prime
armi.
Quando quella consapevolezza lo lasci indifferente, si rese conto che aveva smesso di
galleggiare. Adesso stava affondando.
Be', quella sera era proprio l'anima della festa, eh?
Il Reverendo dice che ti serve un'amica.
Butch non si prese neanche la briga di alzare gli occhi. No, grazie.
Perch non mi guardi, prima?
D al tuo capo che apprezzo molto il suo... Butch guard in su e ammutol all'istante.
Riconobbe subito la donna; d'altronde la responsabile della sicurezza dello Zero-Sum era
difficile da dimenticare. Alta un metro e ottanta, come minimo.
Capelli corvini dal taglio maschile. Occhi grigio scuro come la canna di un fucile.
La canottiera che aveva indosso metteva in risalto un busto da atleta, tutto muscoli e vene in
rilievo, neanche un filo di grasso. Dava l'idea di una capace di spezzarti le ossa, e con grande piacere
anche. Soprappensiero, le guard le mani.
Dita lunghe. Forti. Il genere che poteva far danni.
Dio buono... gli sarebbe piaciuto farsi fare del male. Quella notte, tanto per cambiare, gli
sarebbe piaciuto soffrire fuori invece che dentro.
La donna fece un sorrisetto, come se avesse intuito cosa stava pensando, e Butch intravide le
zanne. Ah... allora non era una donna. Era una vampira.
Quel bastardo del Reverendo aveva ragione. Questa qui avrebbe funzionato perch era tutto
l'opposto di Marissa. E perch incarnava il tipo di sesso anonimo che Butch aveva praticato per tutta la
sua vita da adulto, E perch prometteva proprio il genere di dolore che lui stava cercando senza
neanche saperlo.
Vedendolo infilare la mano dentro la giacca del suo completo Ralph Lauren Etichetta Nera, la
femmina scosse la testa. Non lo faccio per soldi. Mai.
Consideralo come un favore a un amico.
Ma io non ti conosco.
Non sei tu l'amico a cui mi riferivo.
Butch si volt e vide Rehvenge che osservava la scena dal fondo della zona VIP. Il vampiro lo
ricambi con un sorriso alquanto compiaciuto prima di sparire dentro il suo ufficio privato.
Lui  un mio carissimo amico, mormor la femmina.
Ah, davvero. Come ti chiami?
Non ha importanza, rispose lei tendendogli la mano. Dai, Butch, altrimenti detto Brian, di
cognome O'Neal. Vieni con me. Dimentica per un po' quello che ti spinge a tracannare uno dopo l'altro
tutti quei Lagavulin. Ti prometto che la voglia di autodistruzione ti star ancora aspettando, quando
sarai tornato.
Cristo, non gli garbava per niente che lei sapesse tante cose sul suo conto.
Perch prima non mi dici come ti chiami?
Per stanotte puoi chiamarmi Sympathy. Cosa ne dici?
Lui la squadr da capo a piedi. Portava pantaloni di pelle. Come previsto.
Per caso hai due teste, Sympathy?
Lei rise, una risata bassa, profonda. No, e non sono neanche un travestito. Il tuo non  l'unico
sesso forte.
Lui la guard intensamente in quegli occhi grigio ferro. Poi si volt verso i bagni. Dio... sempre
la solita storia, la conosceva a menadito. Una sveltina con una sconosciuta, una collisione insignificante
tra due corpi. La sua vita sessuale era fatta di quello schifo, da che riusciva a ricordare... ma non
ricordava di aver mai provato quella specie di cupa disperazione.
Pazienza. Preferiva davvero restare casto finch il suo fegato marcio non lo faceva schiattare?
Solo perch una femmina che lui non meritava non voleva saperne di lui?
Abbass lo sguardo sui pantaloni. Il suo corpo moriva dalla voglia di farlo.
Almeno quella parte dei conti quadrava.
Scivol fuori dal spar, il cuore gelido come una strada d'inverno.
Andiamo.
Su un incantevole vibrato di violini l'orchestra da camera pass a eseguire un valzer e Marissa
guard la folla scintillante confluire nel salone da ballo.
Tutt'intorno a lei maschi e femmine si avvicinarono, le mani si intrecciarono, i corpi si
incontrarono, gli sguardi si incrociarono. Il tipico aroma speziato, penetrante, del desiderio sessuale
satur l'aria in una miscela di dozzine di variazioni diverse.
Marissa inspir a labbra socchiuse, cercando di non annusare troppo.
Inutile tentare di sfuggire, le cose andavano cos. Sebbene l'aristocrazia andasse fiera della
propria buona educazione e del proprio stile, la glymera, in fin dei conti, era ancora soggetta alla realt
biologica della razza; quando i vampiri maschi si legavano sentimentalmente a una femmina, il loro
istinto possessivo si manifestava con un odore specifico e quando le femmine accettavano i loro
compagni, ostentavano con orgoglio quella intensa fragranza sulla loro pelle.
O almeno Marissa supponeva lo facessero con orgoglio.
Dei centoventicinque vampiri radunati nel salone da ballo di suo fratello lei era l'unica a non
avere un compagno. C'erano numerosi scapoli, ma non l'avrebbero mai invitata a ballare.
Piuttosto che avvicinarla, quei princeps preferivano saltare il valzer o scendere in pista con le
loro madri o sorelle.
No, nessuno la voleva. Mentre una coppia le volteggiava davanti, Marissa abbass lo sguardo
per pura cortesia; l'ultima cosa che voleva era che incespicassero rovinosamente per evitare di
guardarla negli occhi.
Ebbe l'impressione di avvizzire a vista d'occhio. Non capiva come mai quella sera la sua
condizione di spettatrice scansata da tutti come un'appestata fosse un fardello tanto gravoso. Erano
quattrocento anni che nessun membro dellaglymera incrociava il suo sguardo e ormai ci era abituata:
prima era stata la shellan indesiderata del Re cieco, adesso era la sua ex shellan indesiderata, ripudiata
in favore dell'adorata regina mezzosangue.
Forse alla fine si era stancata di stare alla finestra a guardare.
A labbra serrate e con mani tremanti, raccolse la pesante sottana dell'abito da sera e si diresse
verso il sontuoso ingresso ad arco del salone da ballo. La salvezza era appena oltre la soglia; con una
muta preghiera, Marissa apr con una spinta la porta della toilette delle signore. L'aria che l'accolse
odorava di fresie e di profumo, e nel suo invisibile abbraccio c'era... solo silenzio.
Sia ringraziata la Vergine Scriba.
Entr guardandosi intorno e la tensione che l'attanagliava si allent leggermente. Quel bagno in
particolare della magione di suo fratello l'aveva sempre fatta pensare a un lussuoso spogliatoio per
debuttanti. Decorato con un vivido motivo ispirato alla Russia degli zar, il salottino d'ingresso, color
rosso sangue, era fornito di dieci tavolini da toilette in tinta, completi di lavandino e provvisti di tutto
ci che una femmina poteva desiderare per migliorare il proprio aspetto. Sul fondo del locale c'erano i
gabinetti veri e propri, tutti arredati in modo diverso e ispirati alle svariate uova Faberg della vasta
collezione di suo fratello.
Assolutamente femminili. Assolutamente deliziosi.
Ferma al centro di tutto quel lusso, Marissa aveva voglia di mettersi a urlare.
Invece, mordendosi le labbra, si chin a controllarsi i capelli in una delle specchiere. La folta
chioma bionda, che quando era sciolta le arrivava in fondo alla schiena, era raccolta con precisione
millimetrica in cima alla testa e lo chignon sembrava reggere bene. Anche a distanza di parecchie ore
era ancora tutto a posto, i fili di perle che la sua doggen le aveva intrecciato tra i capelli non si erano
spostati da quando era scesa per il ballo.
D'altronde, starsene in disparte non aveva certo messo a dura prova quell'acconciatura degna di
Maria Antonietta.
La collana, in compenso, era ancora tutta storta. Risistem l'alto girocollo di perle in modo che
il pendente, una perla di Tahiti di ventitr millimetri, puntasse dritto verso la castigata scollatura.
L'abito grigio tortora era un Balmain vintage che Marissa aveva acquistato a Manhattan negli
anni '40 del Novecento. Le scarpette erano Stuart Weitzman nuove di zecca; non che si vedessero sotto
la gonna lunga fino a terra. Collana, orecchini e bracciali erano di Tiffany, come sempre: da quando
suo padre aveva scoperto il grande Louis Comfort, sul finire dell'Ottocento, tutta la famiglia era
diventata cliente affezionata della gioielleria e le era sempre rimasta fedele.
Non era questa la peculiarit dell'aristocrazia? Costanza e qualit in ogni cosa, cambiamenti e
difetti erano visti con severa disapprovazione.
Marissa si raddrizz e indietreggi fino in fondo alla stanza per riuscire a vedersi per intero.
Quanta ironia nel riflesso che ricambiava il suo sguardo: lo specchio le restituiva un'immagine di
assoluta perfezione femminile, una bellezza inverosimile, pi una scultura che un essere in carne e
ossa. Alta e sottile, aveva un fisico morbido e delicato e un viso assolutamente sublime, una perfetta
combinazione di labbra, occhi, guance e naso. La pelle era color alabastro, gli occhi di un azzurro
argenteo. Il sangue nelle sue vene era tra i pi puri della specie.
Eppure eccola l. La femmina abbandonata. La femmina respinta. La zitella illibata, indesiderata
e difettosa che neanche un guerriero purosangue come Wrath era stato capace di sopportare
sessualmente almeno una volta, se non altro per liberarla dalla condizione di newling. A causa della
repulsione di Wrath nei suoi confronti, lei era considerata ancora nubile, malgrado fosse stata con lui
per un'eternit. Per essere considerata la shellan di qualcuno, infatti, bisognava che il matrimonio fosse
stato consumato.
La fine del loro rapporto era stata a un tempo una sorpresa e una cosa scontata. Per tutti.
Malgrado Wrath avesse dichiarato pubblicamente che era stata lei a lasciarlo, la glymera sapeva la
verit. In tutti quei secoli lei non era mai stata toccata, non aveva mai avuto sulla pelle l'odore con cui il
suo compagno manifestava il proprio desiderio, non aveva mai passato un solo giorno da sola con lui.
Ma il punto cruciale era che nessuna femmina si sarebbe mai sognata di lasciare Wrath di sua
spontanea volont. Lui era il Re cieco, l'ultimo vampiro purosangue rimasto sul pianeta, un valoroso
guerriero, oltre che un membro della confraternita del Pugnale Nero. Non c'era nessuno pi in alto di
lui.
E che conclusione ne aveva tratto l'aristocrazia? Doveva esserci qualcosa di sbagliato in lei,
quasi sicuramente nascosto sotto i vestiti, e con ogni probabilit era una carenza di natura sessuale. Per
quale altro motivo, altrimenti, un guerriero sanguigno come Wrath non provava il minimo impulso
sessuale nei suoi confronti?
Marissa trasse un profondo respiro. Poi un altro. E un altro ancora.
Il profumo dei fiori freschi le invase le narici, un dolce effluvio che si gonfi a dismisura fino a
sostituire l'aria.... fino a riempirle i polmoni. Quasi a contrastare quell'aggressione, la gola le si chiuse;
Marissa si tir la collana. Stretta... era troppo stretta intorno al collo. E pesante... come due mani che la
strangolavano... Apr la bocca per respirare, ma non serv a niente. Aveva i polmoni ostruiti e come
foderati da quell'odore di fiori... stava soffocando, annegando, anche se non era sott'acqua...
Malferma sulle gambe, and alla porta, ma non se la sentiva di affrontare quelle coppie
danzanti, quelle persone che definivano la propria identit ostracizzandola. No, non poteva farsi vedere
da loro... avrebbero capito quanto era sconvolta. Avrebbero visto quanto era difficile tutto questo per
lei. E
l'avrebbero disprezzata ancor di pi.
Si guard intorno nel bagno delle signore, gli occhi rimbalzavano frenetici da uno specchio
all'altro. Convulsamente cerc di... cosa stava facendo? Dove poteva... andare... camera da letto, al
piano di sopra... Doveva... oh, Dio... non riusciva a respirare. Sarebbe morta l, proprio l, subito,
perch la gola era serrata come un pugno.
Havers... suo fratello... doveva avvertirlo. Lui era un dottore... Sarebbe venuto e l'avrebbe
aiutata... ma cos il suo compleanno sarebbe stato rovinato. Rovinato... per causa sua. Tutto rovinato
per causa sua... Era tutta colpa sua... tutto quanto. Tutta l'ignominia che l'aveva colpita era colpa sua...
Grazie a Dio i suoi genitori erano morti da secoli e non l'avevano vista per quello che... era...
Stava per vomitare. Stava decisamente per vomitare.
Con le mani tremanti e le gambe molli, si precipit in uno dei gabinetti e si chiuse dentro a
chiave. Prima di arrivare al water armeggi con il rubinetto, aprendolo per coprire con lo scroscio
dell'acqua il suo respiro affannoso nel caso fosse entrato qualcuno. Poi cadde in ginocchio, piegandosi
sopra la tazza di porcellana.
Si abbandon all'impulso di vomitare, ma dalla gola contratta dai conati non usciva niente a
parte l'aria. Cominci a sudare in fronte, sotto le ascelle e in mezzo ai seni. Con la testa che girava e la
bocca spalancata, cerc disperatamente di respirare mentre i pensieri - il pensiero di morire senza che ci
fosse qualcuno ad aiutarla, il pensiero di rovinare la festa di suo fratello, il pensiero di essere aborrita
da tutti - le ronzavano in testa come tante api... uno sciame di api che ronzavano, pungevano...
provocando la morte... pensieri come api nella sua testa...
Marissa scoppi a piangere, non perch temesse di morire, ma perch sapeva che non sarebbe
morta.
Dio, in quegli ultimi mesi gli attacchi di panico erano stati tremendi, l'ansia la braccava come
un predatore intangibile, tenace, infaticabile. Ogni tracollo era come una rivelazione, sempre nuova e
orribile.
Tenendosi la testa con la mano, pianse senza ritegno, le lacrime le rigavano le guance, restando
intrappolate tra le perle e i diamanti del girocollo. Si sentiva cos sola. Prigioniera di un incubo
magnifico, tutto ricchezza ed eleganza, dove i cattivi erano in smoking e gli avvoltoi piombavano in
picchiata su ali di raso e seta per strapparle via gli occhi con il becco.
Inspir a fondo, cercando di controllare almeno in parte il respiro. Calmati...
calmati adesso. Stai bene. Ci sei gi passata.
Dopo qualche minuto guard dentro il water. La tazza era dorata e le sue lacrime increspavano
la superficie dell'acqua come se vi splendesse il sole, D'un tratto si accorse della durezza delle piastrelle
sotto le ginocchia. La gupire le stringeva la cassa toracica e aveva la pelle tutta appiccicosa.
Alz la testa e si guard intorno. Be', chi l'avrebbe mai detto? Per crollare aveva scelto il suo
gabinetto preferito, quello ispirato all'Uovo dei mughetti. Per terra, abbracciata al water, era circondata
da pareti rosa carico dipinte a mano con tralci di un verde brillante e piccoli fiorellini bianchi. Il
pavimento e il piano del lavandino erano di marmo rosa venato di bianco e panna. Le applique alle
pareti erano dorate.
Bellissimo. Lo sfondo perfetto per un attacco d'ansia. D'altronde, ultimamente il panico si
"portava" un po' con tutto, no? Come il nero.
Alzandosi faticosamente da terra, Marissa chiuse il rubinetto e croll sulla poltroncina rivestita
di seta nell'angolo. L'abito da sera si allarg intorno a lei come un animale che si stiracchia dopo che il
dramma  passato.
Si guard allo specchio. Aveva la faccia tutta chiazzata di rosso e il naso paonazzo. Il trucco era
rovinato. I capelli tutti in disordine.
Ecco, dentro lei era cos. Quindi non c'era da stupirsi se la glymera la disprezzava. In qualche
modo loro sapevano che quello era il suo vero Io.
Dio... forse era per questo che Butch non l'aveva voluta...
Oh, diamine, no. L'ultima cosa di cui aveva bisogno in quel momento era pensare a lui. Quello
che doveva fare era rassettarsi alla bell'e meglio e poi correre su in camera da letto. Certo, nascondersi
non era carino, ma neanche lei lo era.
Mentre si accingeva a sistemarsi i capelli, ud la porta esterna del bagno aprirsi, la musica da
camera si alz, poi si abbass quando l'uscio si richiuse.
Fantastico. Adesso era in trappola. Ma forse la nuova arrivata era da sola, cos non doveva
preoccuparsi di non origliare.
Non riesco a credere di essermi macchiata lo scialle, Sanima.
Ma bene, cos adesso era una ficcanaso, oltre che una codarda.
Si nota appena, disse Sanima. Grazie al cielo te ne sei accorta subito.
Entriamo qui dentro e puliamolo con un po' d'acqua.
Marissa cerc di concentrarsi. Non preoccuparti di loro, sistemati i capelli e basta. E, per l'amor
del cielo, fai qualcosa per quel mascara. Sembri un procione.
Afferr una spugnetta e la inumid in silenzio mentre le due amiche entravano nel gabinetto di
fronte. Dovevano aver lasciato la porta aperta perch si sentiva tutto quello che dicevano.
E se mi ha vista qualcuno?
Shh... dai, togliamolo scialle... oh, mio Dio. Ci fu una risatina. Il tuo collo.
La voce della pi giovane si abbass in un sussurro estatico.  colpa di Marius. Da quando ci
siamo sposati, il mese scorso,  stato...
Adesso ridevano entrambe.
Ti cerca spesso durante il giorno? il tono cospiratorio di Santina era deliziato.
Oh, s. Quando ha preteso che le nostre camere da letto fossero comunicanti non capivo
perch. Adesso s che ho capito. ... insaziabile. E non... non vuole solo nutrirsi.
Marissa si blocc con la spugnetta sotto l'occhio. Solo una volta aveva conosciuto il desiderio di
un maschio per lei. Un bacio, uno soltanto... e ne custodiva gelosamente il ricordo. Sarebbe finita nella
tomba ancora vergine e quel fugace incontro di labbra sarebbe stato l'unica sua esperienza in materia di
sesso.
Butch O'Neal. Butch l'aveva baciata con... Smettila.
Si diede da fare con l'altra met della faccia.
Essere sposini novelli, che meraviglia. Per non devi far vedere a nessuno questi segni. Hai la
pelle tutta rovinata.
Per questo sono corsa subito in bagno. E se qualcuno mi avesse chiesto di togliere lo scialle
perch ci avevo rovesciato sopra il vino? Quest'ultima frase venne pronunciata in tono orripilato, del
tipo solitamente riservato a incidenti che coinvolgono armi da taglio.
Conoscendo la glymera, tuttavia, Marissa capiva fin troppo bene quell'ansia di non attirare
l'attenzione.
Mettendo da parte la spugnetta, cerc di darsi un'aggiustata ai capelli... e abbandon ogni sforzo
di non pensare a Butch.
Dio, quanto le sarebbe piaciuto dover nascondere agli occhi della glymera i segni dei suoi denti.
Quanto le sarebbe piaciuto custodire il delizioso segreto che, sotto una mise impeccabile, il suo corpo
aveva conosciuto il sesso sfrenato con Butch. Quanto le sarebbe piaciuto avere sulla pelle l'odore del
desiderio che lo legava a lei esaltandolo, come facevano le femmine accoppiate, grazie alla scelta del
profumo pi adatto.
Nulla di tutto ci sarebbe mai accaduto. Tanto per cominciare, gli umani non manifestavano i
loro legami sentimentali tramite l'odore, da quanto aveva sentito. E se anche lo facevano, l'ultima volta
che si erano visti Butch O'Neal l'aveva piantata in asso, quindi non era pi interessato a lei. Forse
perch aveva saputo delle sue pecche. Essendo a stretto contatto con la confraternita, di sicuro adesso
sapeva tutto di lei.
C' qualcuno l dentro? chiese brusca Sanima.
Marissa imprec tra s; forse le era sfuggito un sospiro. Rinunciando a sistemarsi viso e capelli,
apr la porta. Appena la videro, le due ragazze abbassarono lo sguardo, il che, date le circostanze, era
un bene. I suoi capelli erano un disastro, Non preoccupatevi. Non dir niente, mormor Marissa.
Perch non si doveva mai parlare di sesso in pubblico. E neanche in privato, per la verit.
Le due giovani si inchinarono rispettosamente senza dire niente mentre lei usciva.
Appena fuori dal bagno, molti altri si affrettarono a distogliere lo sguardo...
specie gli scapoli che fumavano il sigaro nell'angolo.
Subito prima di voltare la schiena al ballo, incroci lo sguardo di suo fratello tra la folla. Con un
sorriso mesto, Havers annu, quasi avesse intuito che sua sorella non poteva fermarsi un minuto di pi.
Fratello caro, pens. Havers l'aveva sempre sostenuta, non aveva mai mostrato di vergognarsi di
lei. Lo avrebbe amato in ogni caso perch avevano gli stessi genitori, ma lo adorava soprattutto per la
sua lealt.
Con un'ultima occhiata alla glymera in tutto il suo splendore, Marissa sal in camera sua. Dopo
una doccia veloce si cambi, infilandosi un lungo vestito di foggia pi semplice e un paio di scarpe col
tacco basso, poi scese per le scale di servizio.
Poteva sopportare di essere ancora pura come un giglio e indesiderata. Se quello era il destino
che la Vergine Scriba aveva voluto per lei non poteva farci niente. C'erano vite di gran lunga peggiori
della sua e lamentarsi per ci che le mancava, considerato tutto quello che aveva, era stucchevole ed
egoista.
Ci che non poteva tollerare era di sentirsi inutile. Grazie a Dio aveva un ruolo nel Consiglio
dei Princeps, un ruolo garantitole dal suo nobile lignaggio.
Ma c'era anche un altro modo per lasciare un segno positivo nel mondo.
Mentre digitava il codice per aprire una porta d'acciaio, si scopr a invidiare le coppie che
danzavano all'altro capo del sontuoso edificio; probabilmente le avrebbe invidiate per tutta la vita.
Purtroppo quello non era il suo destino.
Lei doveva percorrere altre strade.
Capitolo 2
Butch usc dallo Zero-Sum alle quattro meno un quarto del mattino; la Escalade era
parcheggiata sul retro del locale, ma lui si diresse dalla parte opposta. Aveva bisogno di una boccata
d'aria. Ges... aveva bisogno di una boccata d'aria.
A met marzo sembrava di essere ancora in pieno inverno nella parte settentrionale dello Stato
di New York, e di notte si gelava come in una cella frigorifera. Mentre camminava da solo lungo Trade
Street, il fiato si condensava in tante nuvolette bianche che poi si disperdevano alle sue spalle. Il freddo
e la solitudine non gli davano fastidio, anzi: si sentiva ancora accaldato e assediato, pur avendo lasciato
la calca sudata del club.
Avanzava con passo pesante; i mocassini Ferragamo calpestavano il marciapiede schiacciando
sotto i tacchi il sale e la sabbia lungo la stretta striscia di asfalto tra i cumuli di neve sporca. In
sottofondo, una musica martellante usciva soffocata dagli atri locali sulla Trade, anche se mancava
poco alla chiusura.
Giunto all'altezza di McGrider's, si slacci il colletto e acceler il passo. Evit i bar dove si
suonava il blues perch erano la meta abituale dei ragazzi del Dipartimento e non gli andava di
incrociarli. Per quanto ne sapevano i suoi ex colleghi, lui era sparito senza lasciare traccia e voleva che
le cose restassero cos.
Subito dopo c'era Screamer's; il rap duro risuonava con forza, trasformando l'intero edificio in
una specie di amplificatore del basso. Giunto all'angolo, Butch si ferm a guardare il vicolo che
costeggiava il locale.
Era cominciato tutto l. Il suo viaggio pazzesco nel mondo dei vampiri era iniziato proprio l, a
luglio, con un'autobomba su cui aveva svolto delle indagini: una BMW saltata per aria. Un uomo
ridotto in cenere. Nessuna prova materiale tranne un paio di stelle Ninja in uso nelle arti marziali. Era
un lavoro da professionisti, il genere di roba che aveva lo scopo di mandare un messaggio, e pochi
giorni dopo nei vicoli della citt erano comparsi i cadaveri delle prostitute.
Sgozzate. Il sangue impestato di eroina. E sulla scena del delitto altre armi tipiche delle arti
marziali.
Lui e il suo collega, Jos de la Cruz, avevano ipotizzato che l'attentato esplosivo fosse collegato
a un magnaccia del quartiere e le donne assassinate un regolamento di conti, ma ben presto Butch
aveva scoperto tutta la storia. Darius, un membro della confraternita del Pugnale Nero, era stato
eliminato dai nemici della sua razza, i lesser. E gli omicidi delle prostitute rientravano in una strategia
messa in atto dalla Lessening Society per catturare dei vampiri civili a cui estorcere informazioni.
Cristo, all'epoca non si era mai neanche sognato che esistessero i vampiri.
Tanto meno che guidassero BMW da 90.000 dollari, O che avessero dei nemici tanto sofisticati.
Imbocc il vicolo e cammin fino al punto esatto in cui la 650i era saltata in aria. Sul muro
dell'edificio c'era ancora un alone nero di fuliggine provocato dalla vampata dell'esplosione. Butch
allung il braccio per sfiorare con la punta delle dita i mattoni gelidi.
Era cominciato tutto l.
Una raffica di vento s'insinu sotto il suo cappotto, sollevando il cachemire di prima qualit e
soffiando sull'elegante completo che c'era sotto. Butch tolse la mano dal muro e guard i vestiti che
aveva addosso. Il cappotto era un Missoni, pi o meno cinquemila dollari. Il vestito sotto il cappotto era
un Ralph Lauren Etichetta Nera, tremila bigliettoni, suppergi. Le scarpe, una vera occasione, gli erano
costate solo settecento verdoni. I gemelli ai polsini erano di Cartier e rientravano nella categoria delle
cifre a quattro zeri. L'orologio da polso era un Patek Philippe. Venticinquemila dollari.
Le due Glock quaranta millimetri nelle fondine ascellari venivano duemila dollari l'una.
Quindi aveva addosso... Cristo santo, all'incirca 44.000 dollari di Saks Fifth e Army/Navy. E
quella era solo la punta dell'iceberg. A casa aveva due armadi pieni di quella roba... ma niente era stato
comprato con i suoi soldi. Tutto era stato acquistato con i quattrini della confraternita.
Merda... se ne andava in giro con dei vestiti che non erano suoi. Viveva in una casa, mangiava
ottimo cibo e guardava un televisore con lo schermo al plasma... ma niente di tutto ci era suo. Beveva
scotch che non pagava di tasca sua. Guidava un'auto di lusso di cui non era il proprietario. E in cambio
cosa faceva? Un tubo di niente. Tutte le volte che c'era da entrare in azione, i fratelli lo tenevano in
panchina...
Nel vicolo risuonarono dei passi in corsa, sempre pi vicini. E appartenevano a pi di una
persona.
Butch arretr nell'ombra, sbottonandosi il cappotto e la giacca per poter impugnare pi
agevolmente le pistole in caso di necessit. Non aveva intenzione di immischiarsi negli affari altrui, ma
non era tipo da tirarsi indietro se ci andava di mezzo un innocente.
Lo sbirro che era in lui non era ancora morto del tutto, evidentemente.
Dato che il vicolo aveva un'unica via d'uscita, i corridori in avvicinamento dovevano passargli
davanti per forza. Sperando di evitare conflitti a fuoco, si premette contro un cassonetto
dell'immondizia in attesa di vedere cosa succedeva.
Un ragazzo gli pass davanti di volata, correva scompostamente in preda al panico, il volto una
maschera di terrore. E dietro di lui... be', questa poi, i due energumeni che gli stavano alle calcagna
avevano i capelli chiarissimi. Erano grossi come armadi. E profumavano di talco per neonati.
Lesser. A caccia di un civile.
Butch impugn una delle Glock, chiam Vishous al cellulare premendo il tasto di chiamata
rapida e si lanci all'inseguimento. Mentre correva, sent scattare la segreteria telefonica, quindi infil
di nuovo in tasca il suo Razr.
Quando li raggiunse, i tre erano in fondo al vicolo e le cose si stavano mettendo male. Ora che
avevano messo all'angolo il civile, gli assassini si muovevano lentamente, avanzando, indietreggiando,
sorridendo, giocando come il gatto col topo. Il civile tremava come una foglia, gli occhi sbarrati al
punto che il bianco della sclera brillava nel buio.
Butch punt la pistola. Ehi, biondini, che ne dite di alzare le mani?
I lesser si bloccarono e lo guardarono. Cristo, era come rimanere inchiodati in mezzo alla strada
davanti a quattro fari, soprattutto se eri un cervo e il coso che ti stava piombando addosso era un TIR.
Quei bastardi dei non morti erano forza bruta allo stato puro potenziata da un a fredda logica: pessima
combinazione, specialmente se moltiplicata per due.
Non sono affari tuoi, disse quello a sinistra.
Gi,  quello che continua a ripetermi il mio coinquilino. Ma, vedi, non sono molto bravo a
prendere ordini.
Quei due erano furbi, doveva ammetterlo. Uno si concentr su di lui mentre l'altro punt sul
civile, all'apparenza troppo terrorizzato per riuscire a smaterializzarsi.
Ancora un po' e lo prenderanno in ostaggio, pens Butch.
Perch non te ne vai? disse il bastardo sulla destra.  meglio per te.
Pu darsi, ma sarebbe peggio per lui, ribatt Butch accennando col capo al civile.
Una brezza gelida spazz il vicolo, sollevando fogli di giornale rimasti orfani e sacchetti di
plastica vuoti. Butch scosse la testa; gli prudeva il naso, detestava l'odore dei lesser.
Sentite un po', disse, questa puzza di borotalco... come fate a sopportarla, voi lesser!
Gli assassini lo squadrarono da capo a piedi con i loro occhi sbiaditi, trovando inspiegabile che
un umano conoscesse quel termine: lesser. Poi entrambi passarono all'azione. Quello pi vicino al
vampiro lo agguant, tirandolo con forza contro il petto: adesso l'ostaggio, da potenziale era diventato
reale. Nello stesso momento l'altro, veloce come un lampo, si avvent contro Butch.
Butch per mantenne il sangue freddo. Con calma angolo la canna della Glock e spar in pieno
petto a quella specie di rullo compressore. Non appena la pallottola lo colp, quel figlio di puttana
lanci un urlo lacerante, poi croll a terra di schianto e l rimase, immobile.
Non era quella la reazione normale, quando un lesser veniva impallinato. In genere quelle
carogne riuscivano a cavarsela, ma grazie alla confraternita, Butch aveva riempito il caricatore con dei
proiettili speciali.
Ma che cazzo..., imprec con un filo di voce l'assassino superstite.
Sorpresa, stronzo. Ho del piombo davvero speciale.
Il lesser si riscosse, sollev di peso il vampiro e, stringendolo in vita con un braccio solo, lo us
come scudo.
Butch punt la pistola contro la coppia. Maledizione. Non sparare. Non devi sparare. Lascialo
andare.
Da sotto l'ascella del civile spunt la canna di una pistola.
Butch si tuff verso uno stretto androne mentre la prima pallottola rimbalzava sull'asfalto.
Proprio mentre trovava riparo, una seconda pallottola lo colp alla coscia.
Caaazzo, benvenuto nel regno degli animali spiaccicati per strada. Gli sembrava di avere un
chiodo incandescente conficcato nella gamba, la nicchia in cui si teneva schiacciato offriva la stessa
protezione di un lampione e il lesser si stava gi spostando per migliorare la sua posizione di tiro.
Butch afferr una bottiglia di Coors vuota e la scagli dall'altra parte del vicolo. Quando il
lesser volt la testa di scatto per seguire il rumore, Butch fece partire quattro colpi ben mirati a
semicerchio intorno alla coppia. Il vampiro si fece prendere dal panico, proprio come previsto,
trasformandosi in un carico instabile e cadendo in avanti; Butch allora piant una pallottola nella spalla
del lesser, che, dopo un mezzo giro su se stesso, atterr a faccia in gi sull'asfalto.
Gran tiro. Il non morto per si muoveva ancora e, poco ma sicuro, nel giro di un minuto e
mezzo si sarebbe rimesso in piedi.
Quelle pallottole speciali erano fantastiche, ma l'effetto non durava per sempre, aiutavano a
tramortire i lesser solo se li si colpiva al petto invece che al braccio.
E, come se non bastasse, i problemi non erano finiti.
Adesso che era libero, il vampiro aveva ripreso fiato e si era messo a gridare.
Butch avanz zoppicando, imprecando tra s per il dolore alla gamba. Cristo santo, tutto quel
baccano avrebbe richiamato l'intero corpo di polizia fin dalla fottuta Manhattan.
Si piazz davanti al vampiro, fulminandolo con un'occhiataccia. Devi piantarla di strillare,
okay? Ascoltami. Smettila. Subito. Di. Strillare. Il vampiro farfugli qualcosa, poi ammutol come se
il motore della sua laringe fosse rimasto senza benzina. Bene. Ora devi farmi due favori. Prima di
tutto voglio che ti calmi per poterti smaterializzare. Capisci quello che sto dicendo? Fai un bel respiro...
cos. Bravo. E adesso voglio che ti copri gli occhi. Forza, coprili.
Come fai a sapere...
Parlare non era sulla lista delle cose da fare. Chiudi gli occhi e copriteli. E
continua a respirare. Andr tutto bene a patto che tu sparisca da questo vicolo.
Quando il vampiro si copr gli occhi con mani tremanti, Butch and dal secondo lesser, steso a
faccia in gi in mezzo alla strada. Dalla spalla sgorgava a fiotti il sangue nero e dalla bocca gli
uscivano gemiti soffocati.
Butch lo afferr per i capelli, gli sollev la testa dall'asfalto e gli punt la canna della Glock alla
base del cranio. Poi premette il grilletto. La met superiore della faccia di quel bastardo si disintegr,
mentre braccia e gambe continuarono a contrarsi in modo convulso finch non ricaddero, immobili.
Ma non era ancora finita. Bisognava pugnalare al petto entrambi gli assassini per essere sicuri
che fossero davvero morti. E Butch non aveva niente di tagliente con s.
Tir fuori il cellulare e pigi di nuovo il tasto di chiamata rapida, mentre col piede faceva
rotolare il lesser sulla schiena. Intanto che il telefonino di V
cominciava a squillare, frug nelle tasche del lesser. Estrasse un BlackBerry e un portafoglio...
Che mi venga un colpo, sussurr. L'assassino aveva attivato il cellulare, evidentemente per
chiamare aiuto. In linea si sentivano gi respiri affannosi e abiti svolazzanti, chiaro segnale che i
rinforzi stavano arrivando di gran carriera.
Butch lanci un'occhiata al vampiro mentre il telefonino di V continuava a suonare. Come
andiamo? Bene, mi pare. Sembri proprio calmo e padrone di te.
Rispondi a quel maledetto telefono, V. V...
Il vampiro abbass le mani e gli occhi gli caddero sul lesser, la cui fronte adesso era spappolata
sul muro di mattoni alla sua destra. Oh... mio Dio...
Butch si raddrizz, ostruendogli la visuale. Non pensare a quello.
Il civile allung la mano indicando un punto verso il basso. E tu... tu sei ferito.
S, ma non preoccuparti neanche per me. Ho bisogno che ti calmi e che ti levi di mezzo,
amico. Immediatamente, cazzo.
Proprio mentre scattava la segreteria telefonica di Vishous, nel vicolo risuon un gran fragore di
stivali che correvano sull'asfalto. Butch si ficc il telefono in tasca e sfil il caricatore dalla Glock.
Mentre ne inseriva un altro, decise che era ora di passare alle maniere forti. Smaterializzati.
Smaterializzati subito.
Ma... ma...
Subito! Per l'amor del cielo porta il culo fuori di qui se non vuoi tornartene a casa in una cassa
da morto.
Perch stai facendo tutto questo? Sei solo un umano...
Sapessi quanto sono stufo di sentirmelo dire. Smamma!
Il vampiro chiuse gli occhi, sussurr una parola nell'Antico Idioma e spar.
Il frastuono infernale dei lesser in avvicinamento era sempre pi forte; Butch si guard intorno
in cerca di un riparo, ben sapendo che la scarpa sinistra grondava del suo stesso sangue. L'angusto
androne era la sua unica possibilit. Imprecando di nuovo, si appiatt contro il portone e mise fuori la
testa per vedere cosa lo aspettava.
Oh, merda... Dio onnipotente nell'alto dei cieli... erano in sei.
Vishous sapeva cosa stava per succedere e preferiva non essere presente.
Quando un lampo di un bianco accecante illumin a giorno le tenebre, si volt di scatto e
cominci a correre a pi non posso. Non c'era motivo di guardarsi indietro quando il ruggito assordante
della bestia riecheggiava come un rombo di tuono nel silenzio della notte. V sapeva gi tutto: Rhage si
era trasformato, la creatura si era scatenata e i lesser con cui si erano scontrati stavano per tramutarsi
nel suo pranzo. Tutto come al solito, insomma... a parte la loro attuale ubicazione: lo stadio di football
americano del liceo di Caldwell.
Forza, Bulldog! Urr!
V corse verso le gradinate e le sal di volata, portandosi in cima alla sezione riservata ai tifosi
della Caldwell High School. Gi in basso, sulla linea delle cinquanta iarde, la bestia gherm un lesser,
lo gett per aria e lo riprese con i denti.
Vishous si guard intorno. Era una notte senza luna, per fortuna, ma intorno alla scuola c'erano
forse venticinque fottutissime case. E gli umani all'interno di quelle villette a due piani, in stile ranch o
colordale, di sicuro erano stati svegliati da quel bagliore abbacinante come un'esplosione nucleare.
Imprecando, il vampiro si sfil con gesti bruschi il guanto foderato di piombo che gli copriva la
mano destra. Quando tese il braccio, il fulgore proveniente dall'interno del palmo illumin i tatuaggi
che correvano dai polpastrelli al polso, su entrambi i lati della mano. Con gli occhi fissi sul campo da
football, V si concentr sul battito del suo cuore, sul sangue che pompava nelle vene, sintonizzandosi
sul ritmo delle pulsazioni. Pu-pum, pu-pum, pu-pum...
Dal palmo, a ondate, fuoriusc una sorta di cortina fumogena, qualcosa di simile alle vampe di
calore che si levano dall'asfalto surriscaldato. Proprio mentre si accendevano le luci su un paio di
verande, si aprivano le porte d'ingresso e i padri di famiglia facevano capolino dai loro castelli, la
dissimulazione del mhis cominci a fare effetto: le immagini e i rumori della lotta in corso sul campo
da football vennero sostituiti dalla banale illusione che era tutto a posto, che tutto era come doveva
essere.
Dagli spalti, V sfrutt la sua potente visione notturna per osservare gli umani che si guardavano
intorno e si salutavano a vicenda. Uno dei due sorrise, stringendosi nelle spalle. Non era difficile
immaginarsi la conversazione.
Ehi, Bob, l'hai visto anche tu?
S, Gary. Una luce fortissima. Enorme.
Dici che dobbiamo chiamare la polizia?
Sembra tutto a posto.
Gi. Proprio strano. Ehi, senti, tu, Marilyn e i bambini siete liberi questo sabato? Potremmo
farci un giretto al centro commerciale e poi magari una pizza, cosa dici?
Idea grandiosa. Ne parler con Sue. 'Notte.
'Notte.
Mentre le porte si chiudevano e quegli uomini di sicuro ciabattavano fino al frigorifero per uno
spuntino notturno, Vishous tenne in vita la dissimulazione.
La bestia si sbrig in fretta. E non lasci molti avanzi. Quand'ebbe terminato, il drago coperto di
scaglie si guard intorno e, scorgendo V, emise un ringhio che risuon fin sulle gradinate prima di
spegnersi in uno sbuffo.
Hai finito, bestione? grid V. Per tua informazione, il palo della porta, laggi in fondo,
sarebbe ideale come stuzzicadenti.
Un altro sbuffo. Poi la creatura si sdrai e al suo posto, sul terreno intriso del sangue nero dei
lesser, comparve Rhage, nudo come un verme. Non appena la metamorfosi fu completa, V si precipit
gi dagli spalti attraversando il campo di corsa.
Fratello? gemette Rhage, rabbrividendo nella neve.
S, Hollywood, sono io. Adesso ti porto a casa da Mary.
 stato meno peggio del solito,
Bene.
In fretta, V si tolse il giaccone di pelle, allargandolo sul petto di Rhage; poi tolse il cellulare da
una delle tasche. C'erano due chiamate dal numero di Butch; avendo bisogno di un passaggio, V decise
di richiamarlo. Non ottenendo risposta, chiam la Tana e senti scattare la segreteria telefonica.
Porca miseria... Phury era alla clinica di Havers a farsi risistemare la protesi.
Wrath non poteva guidare perch era mezzo cieco. Tohrment non si vedeva da mesi. Restava
solo... Zsadist.
Conoscendolo da cent'anni era difficile non mettersi a bestemmiare. Z non era l'ideale come
scialuppa di salvataggio, proprio per niente; era pi come un branco di squali. Ma che alternativa
aveva? E poi, da quando aveva una compagna, era leggermente migliorato.
S, fu la brusca risposta al telefono, Hollywood ha liberato di nuovo il Godzilla che  in lui.
Mi serve una macchina.
Dove siete?
Weston Road. Stadio della Caldwell High School.
Tra dieci minuti sono l. Servono medicazioni?
No, siamo illesi tutti e due.
Ricevuto. Tenete duro.
La comunicazione venne interrotta e V guard il telefonino. L'idea che quel bastardo
terrificante fosse diventato affidabile era una sorpresa. Non si sarebbe mai aspettato di vedere una cosa
del genere... non che riuscisse pi a "vedere" alcunch, ormai.
Pos la mano buona sulla spalla di Rhage e guard in su. Un universo infinito e inconoscibile
incombeva sopra di lui, sopra tutti loro, e per la prima volta quella vastit lo terrorizzava. D'altronde,
era la prima volta in vita sua che volava senza rete.
Le sue visioni erano sparite. Quelle finestre sul futuro, cos invasive, quelle stramaledette
anticipazioni di quanto stava per accadere, quelle istantanee senza data che lo avevano tenuto sulle
spine da che riusciva a ricordare, di punto in bianco erano sparite. Cos come le intrusioni dei pensieri
altrui.
Aveva sempre desiderato essere da solo nella sua testa. Ironia della sorte, adesso trovava quel
silenzio assordante.
V? Tutto okay?
V abbass gli occhi su Rhage. La perfezione della sua bellezza bionda era incredibile, malgrado
avesse la faccia tutta imbrattata del sangue dei lesser. Stanno venendo a prenderci. Ti riportiamo a
casa dalla tua Mary.
Rhage cominci a biascicare qualcosa e V lo lasci fare. Poveraccio. Le maledizioni non erano
mai uno spasso.
Dieci minuti dopo, Zsadist entrava nel campo da football a bordo della sua BMW biturbo
investendo un cumulo di nevischio sporco e lasciandosi dietro una scia di fanghiglia. Mentre la M5
avanzava nella neve, V cap che avrebbero ridotto male la pelle del sedile posteriore; meno male che
Fritz, maggiordomo straordinario, era capace di pulire qualunque macchia, roba da non credere.
Zsadist scese dall'auto e gir intorno al baule. Dopo un secolo in cui per scelta era sempre stato
a stecchetto, adesso aveva messo su dodici chili abbondanti sui suoi quasi due metri di altezza. La
cicatrice in faccia restava evidente, cos come le fasce che gli avevano tatuato intorno al collo e ai polsi
quand'era uno schiavo di sangue, ma grazie a Bella, la sua shellan, i suoi occhi non erano pi due pozzi
neri d'odio. Quasi pi.
Senza dire niente, i due vampiri trasportarono Rhage fino alla macchina e poi lo caricarono sul
sedile di dietro.
Torni a casa per conto tuo? chiese Z, mettendosi al volante.
S, rispose V. Prima per devo ripulire la scena. Il che significava usare la sua mano per
"friggere" il sangue dei lesser che era schizzato un po' dappertutto.
Vuoi che ti aspetti?
No, porta a casa il nostro amico. Mary morir dalla voglia di vederlo.
Zsadist perlustr i dintorni con un'occhiata veloce. Io aspetto.
Va tutto bene, Z. Non star qui da solo per molto.
Il labbro sfregiato di Zsadist si incresp in un ringhio. Se non sei al quartier generale quando
arrivo, torno a prenderti.
La BMW part a razzo, sollevando schizzi di fango e neve con gli pneumatici posteriori.
Ges, Z era proprio d'aiuto.
Dieci minuti dopo, V si smaterializz e riprese forma al quartier generale proprio mentre
Zsadist ci arrivava con Rhage. Mentre Z portava dentro Hollywood, Vishous guard le auto
parcheggiate in cortile. Dove diavolo era l'Escalade? Butch doveva essere rientrato, ormai.
Tir fuori il cellulare e premette il tasto di chiamata veloce. Quando sent scattare la segreteria
telefonica disse, Ehi, socio, io sono a casa. Tu che fine hai fatto?
Dato che loro due si telefonavano in continuazione, sapeva che Butch si sarebbe fatto vivo
subito. Cavolo, magari il ragazzo si stava dando da fare.
Sarebbe stata la prima volta da tempo immemorabile. Era ora che quel poveretto archiviasse la
sua ossessione per Marissa per concedersi un piccolo sfogo sessuale.
A proposito di sfogo... V valut la luce in cielo. Calcol che gli restava pi o meno un'ora e
mezzo di oscurit e la cosa lo rendeva dannatamente nervoso.
C'era qualcosa che bolliva in pentola, quella notte; tirava una brutta aria, ma senza pi visioni
non sapeva cosa fosse. Quella tabula rasa lo stava facendo sclerare.
Prese di nuovo il cellulare e fece un numero. Quando all'altro capo della linea lo squillo
s'interruppe, non aspett di sentire il "pronto". Preparati che arrivo.
Mettiti quello che ti ho comprato. Raccogli i capelli e lascia libero il collo.
Attese di sentire le uniche tre parole che gli interessavano e fu subito accontentato. S, mio
lheage, disse la voce femminile.
V chiuse la telefonata e si smaterializz.
Capitolo 3
Negli ultimi tempi gli affari allo Zero-Sum andavano a gonfie vele, pens Rehvenge
controllando i conti. Il flusso di cassa era notevole, c'era un incremento nelle scommesse sportive e la
clientela era aumentata. Dio, da quand' che aveva il club? Cinque? Sei anni? E finalmente stava
rendendo abbastanza da permettergli di tirare il fiato.
Era un modo deprecabile di fare soldi, naturalmente, tra sesso, droghe, alcol e scommesse, ma
lui doveva mantenere mahmen e, fino a non molto tempo prima, anche sua sorella, Bella. E poi c'era il
ricatto che gli pendeva sulla testa.
Mantenere un segreto poteva essere molto costoso.
Alz gli occhi quando la porta dell'ufficio si apr. Era la responsabile della sicurezza del locale;
aveva ancora addosso l'odore di O'Neal. Rehv fece un sorrisetto. Gli piaceva avere ragione. Grazie di
esserti presa cura di Butch.
Gli occhi grigi di Xhex erano diretti come sempre. Non l'avrei fatto se non avessi voluto.
E io non te l'avrei chiesto. Allora, cosa abbiamo?
La vampira si sedette di fronte a lui, il fisico duro come il piano di marmo della scrivania su cui
Rehvenge poggiava i gomiti. Sesso non consensuale nella toilette degli uomini, al mezzanino. Me ne
sono gi occupata. La donna vuole citarci in giudizio.
Il tipo era ancora in grado di camminare con le sue gambe quando hai finito con lui?
S, ma aveva cambiato connotati, non so se mi spiego. Ho beccato anche due minorenni dentro
il locale e li ho sbattuti fuori. E uno dei buttafuori prendeva mazzette dai clienti in fila per entrare, per
cui l'ho licenziato.
Nient'altro?
C' stato un altro caso di overdose.
Cazzo. Non per colpa di quello che vendiamo noi, per, giusto?
No. Era roba che veniva da fuori. Xhex tir fuori una bustina di cellophane dalla tasca
posteriore dei pantaloni di pelle e la butt sulla scrivania. Sono riuscita a fregare questa prima che
arrivassero i paramedici. Penso di assumere qualcun altro per risolvere il problema.
Bene. Trova quello spacciatore e portalo qui da me. Voglio occuparmene di persona.
Sar fatto.
Hai altro da dirmi?
Nel silenzio che segu, Xhex si sporse in avanti, intrecciando le dita. Il suo corpo era tutto
muscoli scolpiti, solo angoli spigolosi a parte i seni, piccoli e sodi.
Era deliziosamente ermafrodita, pens Rehvenge, anche se femmina al cento per cento, da
quello che aveva sentito.
Lo sbirro dovrebbe ritenersi fortunato. Xhex non faceva sesso molto di frequente, e solo quando
trovava un partner all'altezza.
Non le piaceva neanche perdere tempo. Di solito. Parla, Xhex.
Voglio sapere una cosa.
Rehv si appoggi all'indietro sulla sedia. Mi far incazzare?
S. Stai cercando una compagna?
Con uno sguardo di fuoco negli occhi viola, Rehvenge abbass leggermente il mento
guardandola da sotto in su. Chi ha messo in giro questa voce? Voglio il nome.
 una deduzione, non un pettegolezzo. Stando ai tracciati del GPS, la tua Bentley  stata
parecchie volte da Havers, ultimamente. Si d il caso che io sappia che Marissa  libera. E bella.
Complicata. Ma a te non  mai piaciuta laglymera. Stai pensando di metterti con lei?
Niente affatto, ment lui.
Bene Quando Xhex lo trafisse con lo sguardo, fu chiaro che sapeva la verit.
Perch saresti pazzo a provarci. Scoprirebbe la verit su di te... e non parlo di quello che
succede qui dentro. Marissa fa parte del Consiglio deiPrinceps, Cristo santo. Se sapesse che sei un
symphath per noi due sarebbe la fine.
Rehv si alz in piedi e afferr il bastone da passeggio. I fratelli sanno gi di me.
Com' possibile? esclam Xhex con un filo di voce.
Rehvenge ripens al piccolo incidente con quel guerriero, Phury, e decise di non scendere nei
particolari. Lo sanno e basta. E adesso che mia sorella  sposata con uno di loro, sono entrato a far
parte della stramaledetta famiglia. Perci, se anche il Consiglio dei Princeps dovesse scoprirlo, i
guerrieri lo terrebbero a bada.
Peccato che il suo ricattatore se ne infischiasse dei sistemi dei Normali.
I symphath, stava imparando a sue spese, erano nemici molto temibili. Non c'era da stupirsi se
tutti odiavano quelli come lui.
Ne sei sicuro? lo incalz Xhex.
Bella ne morirebbe se mi spedissero in una di quelle colonie. Pensi che quel suo hellren
sopporterebbe di vederla tanto sconvolta, specialmente adesso che  incinta? Z  un gran figlio di
puttana ed  molto protettivo nei suoi confronti.
Per cui, s, sono sicuro.
Bella non sa niente di te?
No. Anche se Zsadist lo sapeva, non gliel'avrebbe mai detto, non l'avrebbe mai messa in
quella situazione. Era escluso. La legge imponeva di denunciare subito i symphath se non si voleva
subire un procedimento giudiziario.
Rehv fece il giro della scrivania appoggiandosi al bastone, tanto nessuno poteva vederlo tranne
Xhex. La dopamina che si sparava regolarmente in vena lo aiutava a tenere sotto controllo i peggiori
impulsi dei symphath, consentendogli di spacciarsi per un Normale. Non sapeva come facesse Xhex e
non era sicuro di volerlo sapere. Il punto era che, non potendo contare sul tatto, era costretto a usare il
bastone per non rischiare di cadere. Il senso della profondit poteva aiutarti solo fino a un certo punto
quando non riuscivi a sentire i piedi o le gambe.
Non preoccuparti, disse. Nessuno sa di me o di te. E le cose non cambieranno.
Due occhi grigi lo guardarono fisso. La stai nutrendo, Rhev. Non era una domanda. Era una
richiesta perentoria di verit. Stai nutrendo Marissa?
Questi sono affari miei, non tuoi.
Xhex balz in piedi. Accidenti a te... eravamo d'accordo. Venticinque anni fa, quando ho avuto
quel problemino, abbiamo fatto un patto. Niente compagni.
Non dovevamo nutrire i Normali. Che cosa cavolo stai combinando?
Ho tutto sotto controllo e questa conversazione finisce qui, disse Rehvenge controllando
l'orologio. Guarda guarda,  orario di chiusura e tu hai bisogno di prenderti una pausa. Possono
chiudere i Mori.
Lei lo guard truce per un attimo. Io non me ne vado finch il lavoro non  finito...
Ti sto dicendo di andare a casa, e non perch voglio essere gentile. Ci vediamo domani sera.
Senza offesa: ma vaffanculo, Rehvenge.
Xhex and alla porta con movenze da killer, cosa che in effetti era.
Guardandola, Rehvenge pens che il suo lavoro al club non era niente al confronto di ci di cui
era capace.
Xhex, disse, forse abbiamo sbagliato a fare quell'accordo.
Lei gli scocc un'occhiata della serie: "sei scemo?". Tu ti fai due volte al giorno. Credi che
Marissa non finirebbe per accorgersene? E cosa mi dici del fatto che sei costretto ad andare da suo
fratello, il buon dottorino, per il neuromodulatore da cui dipendi? E poi cosa direbbe un'aristocratica
come lei di tutto... questo? cos dicendo fece un ampio gesto con il braccio indicando l'ufficio. Non
ci siamo sbagliati.  solo che ti stai dimenticando i perch di tutto quanto.
La porta si chiuse lentamente alle spalle di Xhex e Rehv abbass lo sguardo sul proprio corpo
intorpidito. Ripens a Marissa, cos bella e pura, cos diversa dalle altre femmine che gli ronzavano
intorno, cos diversa da Xhex... da cui lui si nutriva.
Lui desiderava Marissa, a quel punto era mezzo innamorato di lei. E il maschio in lui voleva
possederla anche se le droghe lo rendevano impotente. Non poteva far del male alla persona amata,
anche se si scatenavano i suoi lati oscuri. Giusto?
Pens a lei, con indosso i suoi incantevoli abiti d'alta moda, cos elegante, cos raffinata, cos...
pulita. La glymera si sbagliava sul suo conto. Marissa non aveva difetti; era perfetta.
Sorrise, il suo corpo si accese di un fuoco che solo gli orgasmi pi violenti potevano spegnere.
Si stava avvicinando quel periodo del mese, quindi presto lei lo avrebbe chiamato. S, avrebbe avuto
ancora bisogno di lui... presto. Il sangue di Rehvenge era diluito, quindi Marissa era costretta a nutrirsi
con gratificante frequenza, e dall'ultima volta erano passate quasi tre settimane.
Lo avrebbe chiamato a giorni. E lui non vedeva l'ora di rendersi utile.
V torn al quartier generale della confraternita con qualche minuto di anticipo sull'alba,
materializzandosi davanti alla porta di quella che un tempo era stata la casa del custode. Aveva sperato
che il sesso come piaceva a lui servisse a calmarlo, ma invece no, era ancora un fascio di nervi.
Attravers il vestibolo della Tana e lungo la strada si tolse le armi, tesissimo e impaziente di
farsi una doccia per togliersi di dosso l'odore della femmina con cui era appena stato. Avrebbe dovuto
essere affamato, invece la sola cosa che voleva era un goccio di Grey Goose.
Ehi, Butch! Ci sei? chiam.
Silenzio.
And a controllare nella camera da letto dell'amico, in fondo al corridoio.
Stai dormendo?
Spalanc la porta. Il grande letto era vuoto. Allora forse lo sbirro era ancora alzato e si trovava
nell'edificio principale.
V attravers la Tana di corsa e mise fuori la testa dalla porta del vestibolo.
Una rapida occhiata alle auto parcheggiate in cortile e il cuore prese a battere all'impazzata.
Niente Escalade. Quindi Butch non era al quartier generale.
Il cielo cominciava a rischiararsi a est e la luce gli bruci gli occhi, quindi mise subito dentro la
testa e and a sedersi dietro ai suoi computer. Inserendo le coordinate della Escalade, vide che il SUV
era parcheggiato dietro Screamer's.
Ottimo. Almeno Butch non si era schiantato contro qualche albero...
D'un tratto rimase impietrito. Lentamente, infil la mano nella tasca posteriore dei pantaloni di
pelle, sopraffatto da una premonizione terribile, fastidiosa come un'eruzione cutanea. Apr il Razr e
controll la segreteria telefonica. La prima volta Butch aveva riattaccato senza lasciare messaggi.
Quando scatt il secondo messaggio, le tapparelle d'acciaio della Tana cominciarono a scendere
per proteggerlo dalla luce del giorno.
V si accigli. Dalla segreteria telefonica veniva solo una specie di sibilo. Poi un fragore
assordante lo indusse ad allontanare di scatto il cellulare dall'orecchio.
Adesso la voce di Butch, dura, forte: Smaterializzati. Smaterializzati subito.
La voce terrorizzata di un vampiro: Ma... ma...
Subito! Per l'amor del cielo, porta il culo fuori di qui... Rumori soffocati di qualcosa che
sventolava.
Perch stai facendo tutto questo? Sei solo un umano...
Sapessi quanto sono stufo di sentirmelo dire. Smammai
Ci fu come uno sfregamento metallico, una pistola che veniva ricaricata.
La voce di Butch: Oh, merda...
Poi si scaten l'inferno. Spari, grugniti, tonfi. Balz su dalla scrivania cos in fretta da
rovesciare la sedia. Ma di colpo si blocc. Era intrappolato in casa dalla luce del giorno.
Capitolo 4
La prima cosa che Butch pens rinvenendo, fu che qualcuno doveva chiudere il rubinetto. Quel
continuo gocciolio era fastidioso.
Poi socchiuse una palpebra e si accorse che era il suo sangue a gocciolare. Ah... giusto. Lo
avevano pestato e adesso perdeva.
Era stata una giornata lunghissima e terrificante. Per quante ore lo avevano interrogato? Dodici?
Gli sembravano almeno mille.
Cerc di respirare a fondo, ma aveva qualche costola rotta per cui, oltre al dolore, si becc
anche l'ipossia. Cavolo, grazie alle premure del suo aguzzino aveva un male cane dappertutto, ma per
lo meno il lesser aveva medicato la ferita da arma da fuoco.
Solo per prolungare il terzo grado.
L'unica nota positiva di quell'incubo, era che dalle sue labbra non era uscito niente sulla
confraternita. Niente di niente. Neanche quando il lesser era passato ad accanirsi sulle unghie delle dita
e in mezzo alle gambe. Sarebbe morto presto, ma almeno, una volta in cielo, avesse potuto guardare
negli occhi San Pietro sapendo di non aver fatto la spia.
O invece era gi morto ed era finito all'inferno? Era tutto l? Viste le porcherie che aveva
combinato sulla terra, poteva capire perch fosse finito nell'alberghetto del demonio. Ma allora il suo
torturatore non avrebbe dovuto avere le corna, come i diavoli?
Okay, adesso basta o rischiava di andare fuori di testa.
Apr un po' di pi gli occhi; doveva sforzarsi di separare la realt dalle sciocchezze senza senso.
Aveva il sospetto che quello sarebbe stato il suo ultimo sprazzo di lucidit, quindi gli conveniva
approfittarne.
Aveva la vista appannata. Le mani... i piedi... eh, s, erano incatenati. Ed era ancora steso su
qualcosa di duro, un tavolo. La stanza era... buia. L'odore di terra significava che probabilmente era in
un seminterrato. La lampadina spoglia appesa al soffitto rivelava... s, tutto l'armamentario per la
tortura.
Rabbrividendo, distolse lo sguardo da quella distesa di strumenti affilati.
Che cos'era quel rumore? Un rombo sommesso. Che diventava pi forte.
Sempre pi forte.
Appena si spense, una porta si apr, al piano di sopra, e Butch ud appena una voce maschile
dire, Padrone.
La replica gli giunse soffocata. Indistinta. Poi una conversazione, con qualcuno che camminava
per la stanza, facendo filtrare la polvere gi dalle assi del pavimento. A un certo punto un'altra porta si
apr con un cigolio e le scale accanto a lui cominciarono a scricchiolare.
Butch cominci a sudare freddo e abbass le palpebre, sbirciando attraverso le fessure tra le
ciglia.
Per primo scese il lesser che se l'era lavorato per benino, il tizio che aveva visto l'estate prima,
quello della Accademia di Arti Marziali di Caldwell - si chiamava Joseph Xavier, se ben ricordava.
L'altro era avvolto da capo a piedi in una tunica di un bianco accecante, la faccia e le mani
completamente coperti.
Sembrava una specie di monaco o di prete.
Solo che l sotto non c'era n un uomo n un Dio. Pi Butch lo scrutava, pi faticava a respirare
per la repulsione. Qualunque cosa si nascondesse sotto quella tunica, era un distillato di malvagit, del
tipo che animava i serial killer, gli stupratori, gli assassini e quelli che godevano a picchiare i propri
figli: odio e scelleratezza allo stato solido, in carne e ossa.
La paura di Butch schizz alle stelle. Poteva sopportare di essere pestato a sangue: il dolore era
una cosa tremenda, ma c'era un limite ben preciso segnato dal momento in cui il cuore cessava di
battere. Qualunque cosa si celasse sotto quella lunga veste bianca, invece, custodiva misteri di
sofferenza paragonabili solo a quelli biblici. Come lo sapeva? Perch tutto il suo essere si stava
rivoltando in preda al disgusto, tutti i suoi istinti gli urlavano di scappare, di salvarsi... di pregare.
Delle parole si fecero strada con prepotenza nella sua mente. Il Signore  il mio pastore, nulla
mi manca...
Il cappuccio della figura coperta dalla tunica si volse verso Butch con l'agilit snodata della
testa di un gufo.
Butch chiuse gli occhi, affannandosi a recitare il Ventitreesimo Salmo. Pi in fretta... doveva
ricordarsi le parole, pi in fretta. In pascoli verdeggianti mi fa riposare. Mi conduce ad acque di
ristoro... ricrea l'anima mia, mi guida per retti sentieri, per amore del suo nome...
 questo l'uomo? La voce che riecheggi nel seminterrato lo mand in confusione,
facendogli perdere il ritmo: era stentorea e aveva come un'eco, sembrava uscita da un film di
fantascienza, con tutte quelle inquietanti distorsioni.
La sua pistola era caricata con i proiettili della confraternita.
Concentrati sul Salmo. E recitalo pi in fretta. Anche se andassi per valle tenebrosa non temo
alcun male...
So che sei sveglio, umano. La voce reboante risuon nel suo orecchio.
Guardami. Sono il padrone del tuo aguzzino.
Butch apr gli occhi, gir la testa e deglut convulsamente. Il volto che lo fissava dall'alto era un
condensato di tenebra, un'ombra tornata in vita.
L'Omega.
Il Male ridacchi. E cos sai chi sono, eh? Poi, raddrizzandosi, aggiunse, Non ti ha detto
niente, vero, Fore-lesser?
Non ho ancora finito.
Ah, dunque la risposta  no. E lo hai torchiato per bene, visto quant' prossimo alla morte. S,
sento che sta per arrivare. E vicinissima. L'Omega si chin di nuovo sopra Butch e inspir a fondo.
S, entro un'ora al massimo. Forse anche meno.
Lo terr in vita finch potr servire, disse il Fore-lesser.
No, invece. L'Omega cominci a girare intorno al tavolo e Butch lo segu con gli occhi in
preda a un terrore sempre pi grande, potenziato dalla forza centrifuga dei passi del Male intorno al
tavolo. Girava, girava, girava.., e Butch batteva i denti dalla paura.
Smise di tremare non appena l'Omega si ferm in fondo al tavolo. Due mani impalpabili si
alzarono, afferrarono il cappuccio della tunica bianca e lo abbassarono. Sul soffitto la lampadina
tremol come se tutta la luce fosse stata risucchiata da quella sagoma nera.
Lascialo andare, ordin l'Omega; la sua voce era come un'onda filtrata e insieme esaltata
dall'aria. Liberalo nei boschi. D agli altri di non avvicinarsi a lui
Che cosa? pens Butch.
Che cosa? disse il Fore-lesser.
Tra i punti deboli della confraternita c' una lealt paralizzante, non  cos?
S, una fedelt paralizzante. I fratelli non abbandonano mai uno dei loro.  il loro lato animale
L'Omega tese la mano. Un coltello, per favore. Intendo sfruttare a nostro favore questo umano.
Ma hai appena detto che sta per morire.
E invece gli conceder ancora un po' di vita. E anche un altro regalo. Coltello.
A occhi sbarrati, Butch vide il Fore-lesser passare all'Omega un coltello da caccia lungo una
ventina di centimetri.
L'Omega pos una mano sul tavolo, punt la lama in corrispondenza del polpastrello e premette
con forza. Si ud un crac, come quando si taglia una carota.
L'Omega si chin sopra Butch. Dove possiamo nasconderlo, dove possiamo nasconderlo...
Quando il coltello si alz, indugiando sopra al suo addome, Butch lanci un urlo. E stava ancora
urlando quando gli venne praticato un piccolo taglio nel ventre. Poi l'Omega prese quella piccola parte
di s, la falange nera.
Butch lott con tutte le sue forze, strattonando le catene che lo tenevano prigioniero. Aveva gli
occhi fuori dalle orbite per l'orrore, tanto che la pressione sul nervo ottico lo accec.
L'Omega introdusse la punta del dito nelle sue viscere, poi si chin a soffiare sul taglio. La pelle
si cicatrizz, la ferita si richiuse. Immediatamente, Butch sent il marcio dentro di s, sent il male
diffondersi, dilagare, strisciare come un verme.
Alz la testa. La pelle intorno al taglio stava gi diventando grigia.
Le lacrime gli gonfiarono le palpebre. Poi, lentamente, cominciarono a rigargli le guance
tumefatte.
Liberalo.
Il Fore-lesser armeggi con le catene, ma quando le sciolse, Butch si accorse che non riusciva a
muoversi. Era paralizzato.
Lo porter io, disse l'Omega. Sopravvivr, e ritrover la strada per tornare alla
confraternita.
I fratelli avvertiranno la tua presenza.
Pu darsi, ma verranno comunque a prenderlo.
Lui racconter tutto.
No, perch non si ricorder di me, disse l'Omega, voltandosi verso Butch.
Tu non ricorderai niente.
Quando i loro sguardi si incontrarono, Butch sent l'affinit tra loro, sent il vincolo, l'identit
che li legava. Pianse per la violazione che aveva subito, ma ancor pi per la confraternita. I fratelli lo
avrebbero accolto dentro casa.
Avrebbero cercato di aiutarlo in tutti i modi possibili.
E, quant'era vero il male che adesso aveva dentro, lui avrebbe finito col tradirli.
Ma forse Vishous e gli altri non sarebbero riusciti a trovarlo. Come potevano?
E senza vestiti sarebbe sicuramente morto assiderato nel giro di poco tempo.
L'Omega allung una mano e gli asciug una delle guance. Contro il nero traslucido di quelle
dita, le lacrime erano iridescenti. Butch rivoleva indietro quello che era uscito dal suo corpo.
Impossibile. Portandosi la mano alla bocca il Male assapor la sofferenza e la paura dell'umano,
leccando... succhiando.
La disperazione confondeva la memoria di Butch, ma la fede che aveva creduto perduta gli
sugger un altro versetto del Salmo: Bont e benevolenza mi accompagneranno tutti i giorni della mia
vita. Io abiter nella casa del Signore per tutta la durata dei miei giorni.
Adesso per questo non era pi possibile, vero? Lui aveva il male dentro di s, sotto la sua
pelle.
L'Omega sorrise, Butch ne era certo, anche se non capiva da dove gli derivasse tanta certezza.
Peccato che non ci resti pi tempo a causa della precariet delle tue condizioni. Ma ci saranno altre
occasioni, in futuro, per noi due. Ci che diventa mio torna sempre da me. Adesso dormi.
Come una lampada che si spegne con un clic, Butch si addorment.
Rispondi a questa maledetta domanda, Vishous.
V distolse lo sguardo dal suo re proprio mentre la pendola nell'angolo dello studio cominciava a
battere le ore. Smise dopo quattro rintocchi, quindi erano le quattro del pomeriggio. I fratelli erano stati
per tutto il giorno nella centrale di comando di Wrath, aggirandosi inquieti nel salone in stile Luigi
XIV, elegante fino al ridicolo, saturando l'aria delicata del luogo con la loro collera.
Vishous, ringhi Wrath. Sto aspettando. Come pensi di riuscire a rintracciare lo sbirro? E
perch non ce l'hai detto prima?
Perch sapeva che quella faccenda avrebbe creato dei problemi, rispose mentalmente V, e loro
di rogne ne avevano gi pi che a sufficienza.
Cercando di farsi venire in mente qualcosa da dire, guard i fratelli. Phury era seduto davanti al
camino, sul sof foderato di seta azzurrina che, con lui sopra, appariva minuscolo; la chioma
multicolore adesso gli arrivava ben al di sotto della mascella. Z era alle spalle del suo gemello,
appoggiato alla mensola del camino, gli occhi gli erano tornati neri perch era furibondo. Rhage era
accanto alla porta, il bel viso contratto in un'espressione rabbiosa, le spalle che fremevano come se la
bestia dentro di lui fosse altrettanto inferocita.
E poi c'era Wrath. Dietro il raffinato scrittoio, il Re cieco trasudava minaccia da tutti i pori,
scuro in volto, gli occhi debolissimi nascosti dietro un paio di occhiali neri avvolgenti. I poderosi
avambracci, tatuati all'interno con motivi ispirati al suo lignaggio di vampiro purosangue, erano piantati
sopra un sottomano con decorazioni a sbalzo in oro.
Che Tohr non fosse insieme al resto del gruppo era una ferita ancora aperta per tutti loro.
V? Sto aspettando una risposta. Parla o, che Dio mi aiuti, te la tirer fuori con la forza.
 solo che so come trovarlo.
Che cosa ci stai nascondendo?
V and al mobile bar, si vers due dita di Grey Goose e le tracann d'un fiato.
Deglut un'infinit di volte prima di decidersi a parlare.
L'ho nutrito.
Un coro di esclamazioni soffocate risuon nella stanza. Mentre Wrath si alzava, incredulo, V si
vers un altro goccio di vodka.
Tu hai fatto che cosa? l'ultima parola usc come un ruggito.
Gli ho fatto bere un po' del mio sangue.
Vishous... Wrath gir impettito intorno alla scrivania, i pesanti stivali calavano sul pavimento
come macigni. Il re and a fermarsi a un passo da lui.
Butch  un maschio.  un umano. Cosa cazzo ti  saltato in mente?
Ancora un po' di vodka. Era giunto il momento di versarsi un altro po' di Goose. Decisamente.
V si scol il terzo bicchierino di vodka e se ne vers un quarto. Adesso che ha il mio sangue
nelle vene sono in grado di rintracciarlo, ecco perch l'ho fatto bere. Ho visto... che dovevo farlo. Cos
l'ho fatto, e lo rifarei di nuovo.
Wrath si volt di scatto e prese a girare per la stanza, le mani strette a pugno.
Mentre il capo cercava di sfogare la frustrazione camminando, gli altri fratelli guardavano
Vishous, incuriositi.
Ho fatto quello che dovevo, sbott V, buttando gi la vodka d'un fiato.
Wrath si ferm davanti a uno dei finestroni alti fino al soffitto. La tapparella era abbassata
perch era giorno, non filtrava neanche un filo di luce. Si  attaccato alla tua vena?
No.
Un paio di fratelli si schiarirono la gola, quasi a volerlo incoraggiare a dire la verit.
Imprecando, V si vers dell'altra vodka. Oh, per l'amor del cielo, con lui non funziona cos.
Gliene ho dato un po' in un bicchiere. Non sapeva quello che stava bevendo.
Cazzo, V, farfugli Wrath, poteva morire sul colpo...
 successo tre mesi fa. Butch l'ha superata bene, non ci vedo nulla di male...
La voce di Wrath tuon con la violenza di un'incursione aerea. Hai violato la legge! Nutrire un
umano! Cristo! Cosa dovrei fare adesso?
Se vuoi darmi in pasto alla Vergine Scriba, accomodati pure, non ho intenzione di ribellarmi.
Ma sia ben chiaro: prima di tutto voglio trovare Butch e riportarlo a casa, vivo o morto.
Wrath si tir su gli occhiali e si stropicci gli occhi, un'abitudine che aveva sviluppato di
recente, quando non ne poteva pi del suo ruolo di re. Se lo hanno interrogato potrebbe aver parlato.
Potrebbe averci compromessi.
V guard il fondo del bicchiere e, lentamente, scosse la testa. Morirebbe piuttosto che
consegnarci al nemico. Ve lo garantisco. Tracann la vodka e la sent scivolare gi in gola. Il mio
amico  cos, una roccia.
Capitolo 5
Rehvenge non era parso per nulla sorpreso quando lo aveva chiamato, pens Marissa. D'altro
canto aveva sempre avuto questa strana capacit di leggerle dentro.
Sollevando leggermente il mantello nero, sgattaiol fuori dalla porta di servizio della sontuosa
dimora di suo fratello. Era appena scesa la notte e lei rabbrivid, ma non per il freddo. Era colpa del
sogno orribile che aveva fatto quel giorno. Nel sogno lei volava, volava in alto nel cielo, volava sopra
uno stagno ghiacciato oltre il quale si vedevano dei pini, volava oltre una macchia di alberi finch non
aveva rallentato e aveva guardato in gi. Sul terreno innevato, raggomitolato su se stesso e sanguinante,
aveva visto... Butch.
L'impulso di chiamare la confraternita l'aveva assillata finch le immagini dell'incubo non si
erano dissipate. I guerrieri l'avrebbero richiamata, seccatissimi, dicendole che Butch stava benissimo,
ne era certa, e lei si sarebbe sentita troppo stupida. Forse avrebbero pensato che lo stava perseguitando.
Solo che, Dio... la vista di Butch sanguinante sulla terra ammantata di bianco, quell'immagine di lui,
impotente, in posizione fetale, non aveva smesso di tormentarla.
Ma era solo un sogno. Soltanto... un sogno.
Chiuse gli occhi, imponendosi una parvenza di calma, e si smaterializz verso il centro citt,
fino al terrazzo di un attico al trentesimo piano o gi di l. Non appena riprese forma, Rehvenge apr
una delle sei vetrate scorrevoli.
Subito si accigli. Sei turbata.
Sforzandosi di sorridere, Marissa gli and incontro. Sai che sono sempre un po' a disagio.
Lui le punt contro il bastone da passeggio d'oro cesellato. No, stavolta  diverso.
Dio, non aveva mai conosciuto nessuno tanto in sintonia con le sue emozioni.
Adesso mi passa.
Lui la prese per il gomito, tirandola dentro, e Marissa venne avvolta da un calore tropicale.
Rehv teneva sempre alta la temperatura e non si toglieva il cappotto di zibellino lungo fino ai piedi
finch non si accomodavano sul divano.
Chiss come faceva a sopportare tutto quel caldo, ma all'apparenza non poteva farne a meno.
Rehvenge chiuse la vetrata. Marissa, voglio sapere cosa c'.
Niente, davvero.
Con un gesto fluido si tolse il mantello e lo appoggi su una sedia in acciaio cromato e nero.
Tre lati dell'attico erano costituiti da ampie vetrate da cui si godeva una splendida vista sulle due met
di Caldwell: lo scintillio delle luci del centro, l'ansa scura del fiume Hudson e le stelle che sovrastavano
il tutto. A differenza dello sfolgorante panorama, l'arredamento era minimalista, tutta eleganza ebano e
panna... un po' come Rehv, con la sua cresta nera da moicano, la pelle dorata e i vestiti sempre
impeccabili.
In circostanze diverse avrebbe adorato quell'attico, pens Marissa.
In circostanze diverse avrebbe potuto adorare anche Rehvenge.
Rehv socchiuse gli occhi viola, appoggiandosi al bastone per andarle vicino.
Era un vampiro enorme, con la stessa corporatura dei fratelli, e sapeva come incutere
soggezione. Non mentirmi, disse; il bel viso aveva un'espressione dura.
Marissa sorrise appena. I maschi come lui tendevano a essere molto protettivi e, anche se loro
due non stavano insieme, non si sorprese nel vederlo pronto a difenderla a ogni costo. Stamattina ho
fato un brutto sogno e non me ne sono ancora liberata. Tutto qua.
Lui la scrutava serio e Marissa ebbe una sensazione stranissima, come se Rehvenge passasse al
setaccio le sue emozioni, esaminando dall'interno le loro interconnessioni.
Dammi la mano, disse Rehvenge.
Lei gliela tese senza esitare. Rehvenge era sempre molto formale, com'era in uso nella glymera,
e non l'aveva ancora salutata come imponeva l'etichetta.
Quando i loro palmi s'incontrarono, per, invece di sfiorarle le nocche con le labbra nel
consueto baciamano, le mise il pollice sul polso, esercitando una pressione verso il basso. Prima
leggera, poi un po' pi forte. Tutt'a un tratto, quasi avesse aperto una sorta di tubo di scarico, le
sensazioni di paura e preoccupazione che la tormentavano s'incanalarono lungo il braccio di Marissa
fluendo fino a lui, attratte da quel semplice contatto fisico.
Rehvenge? sussurr debolmente lei.
Non appena lui la lasci andare, le emozioni tornarono indietro, come una sorgente libera da
ostruzioni.
Stanotte non sei in condizione di stare con me.
Arrossendo, lei si massaggi la pelle nel punto in cui lui l'aveva toccata. Ma s che posso. E...
ora.
Per superare quell'impasse and al divano di pelle nera che usavano di solito e si ferm l
accanto. Un attimo dopo, Rehvenge la raggiunse e si tolse la pelliccia di zibellino, allargandola sul sof
per potervisi stendere insieme a lei. Poi si sbotton la giacca nera del completo e si tolse anche quella.
L'elegante camicia di seta, di un bianco immacolato, si apr al centro sotto la punta delle sue dita,
mettendo in mostra la massiccia distesa glabra del torace. Sui pettorali c'erano dei tatuaggi, due stelle
rosse a cinque punte, e sull'addome scolpito spiccavano altri disegni.
Quando si sedette, appoggiandosi all'indietro contro i braccioli del divano, i muscoli si
fletterono. La guard e i suoi luminosi occhi color ametista la attrassero a s, cos come la sua mano,
quando pieg l'indice facendole segno di avvicinarsi.
Vieni qui, tahlly. Ho io quello che ti serve.
Marissa sollev leggermente la gonna del vestito e si arrampic tra le sue gambe. Rehv
insisteva sempre per farla bere dalla sua gola, ma nelle tre occasioni precedenti non si era mai eccitato,
neanche una volta. Il che era un sollievo, oltre che un memento. Neanche Wrath aveva mai avuto
erezioni in sua presenza.
Abbass lo sguardo sulla magnificenza virile di Rehv, sulla sua pelle liscia, e il moderato
appetito che la stuzzicava da qualche giorno si ridest con forza.
Poggi i palmi sui suoi pettorali e si sollev sopra di lui, guardandolo mentre chiudeva gli
occhi, piegava il mento di lato e le faceva scorrere le mani lungo le braccia. Dalle labbra gli usc un
gemito soffocato; succedeva sempre appena prima che lei lo mordesse. In un'altra situazione, Marissa
avrebbe detto che pregustava ci che stava per accadere, ma sapeva che non era cos. Il suo membro era
sempre flaccido, e non riusciva a credere che gli piacesse tanto essere sfruttato.
Apr la bocca e le zanne si allungarono verso il basso. Sdraiandosi sopra a Rehv...
L'immagine di Butch nella neve la lasci impietrita, e dovette scuotere la testa per tornare a
concentrarsi sulla gola di Rehvenge e sulla fame che la attanagliava.
Nutriti, si disse. Prendi quello che lui ti offre.
Ci riprov, solo per fermarsi con la bocca sul suo collo. Mentre serrava con forza gli occhi in
preda alla frustrazione, Rehv le mise una mano sotto il mento e le alz la testa.
Chi  lui, tahlly? chiese, sfregando il pollice sul suo labbro inferiore. Chi  questo maschio
che ami e che non vuole nutrirti? E bada che mi offender a morte se non me lo dirai.
Oh, Rehvenge... tu non lo conosci.
 uno sciocco.
No. La sciocca sono io.
Con uno slancio inaspettato, Rehv la attir verso le sue labbra. Lo shock fu tale che Marissa si
lasci sfuggire un ansito e, in un soprassalto erotico, lui le infil la lingua in bocca. La baci con
maestria, tutto fluidit e lente penetrazioni. Lei non si eccit minimamente, ma intu che tipo di amante
sarebbe stato: dominatore, potente... meticoloso.
Gli premette le mani sul petto e lui la lasci andare.
Rehv si abbandon all'in dietro; i suoi occhi di ametista brillavano, la bella luce viola che
emanavano si rivers dentro di lei. Non era in erezione, ma il fremito che pervadeva il suo fisico
muscoloso le fece capire che era un maschio che aveva il sesso nella testa e nel sangue... e che aveva
voglia di penetrarla.
Sembri molto sorpresa, disse lui con voce sensuale.
Visto come la consideravano quasi tutti i maschi, lo era eccome. Non me l'aspettavo.
Specialmente perch pensavo che tu non potessi...
Sono in grado di accoppiarmi con una femmina, disse lui abbassando le palpebre e, per un
istante, la spavent. In determinate circostanze.
D'un tratto un'immagine scioccante si accese nella mente di Marissa: lei nuda sopra un letto con
una coperta di zibellino sotto di s, Rehv nudo ed eccitatissimo che le spalancava le gambe con
l'inguine. All'interno della propria coscia vide il segno di un morso, come se lui si fosse abbeverato alla
vena che passava in quei punto.
Inspir a fondo coprendosi gli occhi e la visione scomparve. Ti porgo le mie scuse, tahlly,
mormor lui. Temo di avere delle fantasie troppo sviluppate. Ma non preoccuparti, le terremo relegate
nella mia testa.
Santo cielo, Rehvenge, non avrei mai immaginato. Forse, se le cose stessero diversamente...
Pi che giusto, la interruppe lui. La guard intensamente e poi scosse la testa.
Mi piacerebbe tanto conoscere questo tuo maschio.
 proprio questo il problema. Lui non  mio.
Allora, come ho detto,  uno sciocco, disse Rehv, toccandole i capelli. Per quanto tu sia
affamata, dovremo rimandare a un'altra volta, tahlly. Stanotte il tuo cuore non ci consente di farlo.
Marissa si scost, si alz in piedi e rivolse gli occhi alle vetrate e alla citt sfavillante dietro di
esse. Si chiese dove fosse Butch e cosa stesse facendo, poi riport lo sguardo su Rehv; avrebbe tanto
voluto sapere perch non si sentiva attratta da lui. Era bello come un guerriero: potente, focoso, forte...
specialmente ora, con il poderoso corpo allungato scompostamente sul divano coperto di zibellino e le
gambe spalancate in uno smaccato invito sessuale.
Vorrei tanto desiderare te, Rehv.
Buffo, disse lui con una risata asciutta. So esattamente cosa intendi.
V usc con passo deciso dal vestibolo della dimora della confraternita e si ferm in cortile. A
ridosso dell'imponente edificio in pietra che torreggiava alle sue spalle, liber la mente nella notte,
come un radar in cerca di un segnale.
Non sognarti di fare tutto da solo, gli ringhi Rhage all'orecchio. Trova il posto dove lo
tengono prigioniero e poi chiamaci.
Quando V non disse niente, Rhage lo afferr per la nuca, scuotendolo come una bambola di
pezza nonostante i suoi quasi due metri di muscoli.
Poi gli and sotto a muso duro, per la serie: "non facciamo scherzi", Vishous.
Mi hai sentito?
S, certo, disse V, liberandosi dalla sua stretta; a un tratto scopr che non erano soli. Gli altri
fratelli stavano aspettando, armati e rabbiosi, una bomba pronta a esplodere. Malgrado tutta la loro
aggressivit, tuttavia, lo guardavano preoccupati. Quell'ansia lo mandava fuori di testa, quindi si volt
dall'altra parte.
Riprese il controllo sulla sua mente e setacci la notte, cercando di cogliere quell'infinitesima
eco di se stesso che stava dentro Butch. Penetr l'oscurit perlustrando campi e montagne, laghi
ghiacciati e torrenti impetuosi, spingendosi lontano, sempre pi lontano... lontano... Oh, Dio.
Butch era vivo. A malapena. E si trovava... a nord-est. Tra i venti e i venticinque chilometri di
distanza.
Quando V estrasse la Glock, una morsa d'acciaio gli strinse il braccio e Rhage ripet, serio,
Non sognarti di affrontare quei lesser da solo.
Ho capito.
Giuramelo, lo incalz Rhage, quasi avesse intuito che Vishous meditava di travolgere
chiunque tenesse prigioniero Butch e di chiamare i compagni solo alla fine, per fare pulizia.
Salvo che quella era una faccenda personale, non riguardava solo la guerra in corso tra i vampiri
e la Lessening Society. Quei bastardi dei non morti avevano preso il suo... be', non sapeva esattamente
cosa fosse Butch per lui. Ma tra loro c'era qualcosa di profondo, era tantissimo che non sentiva niente
di altrettanto profondo per qualcuno.
Vishous...
Vi chiamer quando sar il momento. Cos dicendo, si smaterializz, liberandosi dalla stretta
del fratello.
Viaggiando in un confuso aggregato di molecole, si disperse in forma di bruma nei sobborghi
rurali di Caldwell fino a una distesa di boschi al di l di uno stagno ancora ghiacciato. Triangol la
propria ricomparsa a un centinaio di metri dal segnale che aveva captato da Butch, ricomponendosi
accovacciato e pronto a combattere.
Il piano era ottimo perch, dannazione, avvertiva la presenza di lesser dappertutto...
Si accigli, trattenendo il respiro. Si mosse adagio a semicerchio, ispezionando i dintorni con
gli occhi e le orecchie e mettendo da parte l'istinto. L attorno non c'erano lesser. L attorno non c'era
niente. Neanche una baracca o un capanno da caccia
All'improvviso rabbrivid. No, qualcosa c'era in quei boschi, altro che...
qualcosa di enorme, un condensato di malvagit, un male che lo rese irrequieto.
L'Omega.
Volt la testa di scatto verso quel concentrato malefico e una folata gelida lo invest in pieno
viso, quasi che Madre Natura lo sollecitasse ad andare nella direzione opposta.
Niente da fare. Lui doveva tirar fuori di l il suo coinquilino.
Corse verso quello che riusciva a percepire di Butch, facendo scricchiolare la neve sotto gli
stivali. In alto, sopra di lui, la luna piena brillava ai margini di un cielo senza nuvole, ma la presenza
del male era cos vivida che avrebbe potuto trovare la strada anche a occhi chiusi. E, cazzo, Butch era
vicino a quella tenebra.
Dopo una cinquantina di metri, vide i coyote. Giravano intorno a qualcosa che si trovava per
terra, ringhiando non come se fossero affamati, ma come se il branco si sentisse minacciato.
Qualcosa aveva catturato il loro interesse, qualcosa di talmente pericoloso che non si accorsero
nemmeno della presenza di V. Per disperderli, il vampiro punt la pistola verso l'alto e spar un paio di
colpi. I coyote si sparpagliarono tutt'intorno e...
V si blocc di botto. Guardava quello che c'era per terra senza riuscire a deglutire. Il che era un
bene, perch tutt'a un tratto aveva la bocca secca.
Butch era steso nella neve, riverso su un fianco, nudo, massacrato, tutto coperto di sangue, il
volto tumefatto, pieno di lividi ed escoriazioni. Aveva una coscia bendata, ma sotto la fasciatura la
ferita aveva ripreso a sanguinare. Non era quello l'orrore, per. Il male era tutt'intorno allo sbirro...
tutt'intorno a lui... merda, era lui l'impronta nera e nauseabonda che V aveva percepito.
Oh, beata Vergine del Fado.
Vishous si guard velocemente intorno, poi si lasci cadere in ginocchio e, con delicatezza,
pos la mano guantata sull'amico. Quando una scossa dolorosa gli sal su per il braccio, l'istinto gli
disse di scappare perch la cosa su cui aveva posato il palmo andava evitata a tutti i costi. Era il male.
Butch, sono io. Butch?
Lo sbirro si mosse con un gemito e un barlume di speranza gli illumin il volto devastato, come
se avesse sollevato la testa verso il sole. Poi per quell'espressione si spense.
Dio santo, aveva gli occhi sigillati perch aveva pianto e le lacrime, in quel freddo polare, si
erano ghiacciate.
Non preoccuparti, sbirro. Adesso ti... Cosa poteva fare? L'umano stava per morire, l fuori, al
freddo, ma cosa diavolo gli avevano fatto? Era saturo di tenebra.
Butch apr la bocca. I suoni rochi che ne uscirono potevano essere parole, ma Vishous non
riusciva a sentirle.
Non dire niente, socio. Adesso mi prendo cura io di te...
Butch scosse la testa e fece per muoversi. Con patetica debolezza, tese le braccia e si aggrapp
al terreno, cercando di trascinare nella neve il suo povero corpo distrutto. Lontano da V.
Butch, sono io...
No... Lo sbirro si agitava frenetico, cercando di far presa nella neve con le unghie,
trascinandosi a fatica. Infetto... non so come... infetto... non puoi...
prendermi. Non so perch...
Butch! Smettila! grid V, usando la voce, alta e tagliente, come uno schiaffo.
Lo sbirro si plac, ma non era chiaro se fosse perch aveva obbedito agli ordini o perch aveva
esaurito le energie.
Cosa cavolo ti hanno fatto, amico mio? V tir fuori dal giaccone una coperta termica e la
avvolse intorno al compagno.
Infetto. Butch rotol goffamente sulla schiena e spinse via la coperta foderata d'alluminio, la
mano fracassata ricadde sul ventre. In... fetto.
Cosa cazzo...
Sull'addome dello sbirro c'era un cerchio nero grande come un pugno, simile a un livido ma dai
contorni molto ben definiti, al centro del quale spiccava come...
una cicatrice chirurgica.
Merda. Gli avevano messo dentro qualcosa.
Uccidimi. La voce di Butch era un raschio raggelante. Uccidimi subito.
Infetto. Qualcosa... dentro. Sta crescendo...
Accovacciato sui talloni, V si prese la testa tra le mani. Imponendosi di lasciare da parte le
emozioni, mise in moto il cervello, pregando che la sua overdose di materia grigia giungesse in suo
soccorso. Qualche istante dopo, la conclusione a cui pervenne, radicale ma logica, lo aiut a
concentrarsi fino a ritrovare la calma.
Con mano ferma, sfoder uno dei pugnali neri e lo punt sul suo coinquilino.
Quella cosa non doveva stare l dentro, per cui doveva tirarla fuori. Ed essendo qualcosa di
nefasto, l'estrazione andava fatta l, in campo neutro, piuttosto che a casa o alla clinica di Havers. Senza
contare che ormai lo sbirro aveva il fiato della morte sul collo, quindi prima veniva decontaminato,
meglio era.
Butch, bello, fai un bel respiro e cerca di non muoverti, voglio...
Fai molta attenzione, guerriero.
Piegato sulle ginocchia, V si volt di scatto. Proprio dietro di lui, sospesa sopra il terreno, c'era
la Vergine Scriba. Come sempre, era forza allo stato puro, la lunga veste nera immota malgrado il
vento, il volto nascosto nell'ombra, la voce limpida come l'aria notturna.
Vishous apr la bocca, ma lei lo anticip. Prima che oltrepassi i limiti a te imposti per
rivolgermi una domanda, ti dir che, no, non posso aiutarti direttamente. Questo  il genere di
questione da cui devo tenermi fuori. Ti dir questo, tuttavia: saresti saggio a svelare la maledizione che
detesti. Maneggiare ci che c' dentro l'umano ti avviciner alla morte pi di quanto ti sia mai accaduto.
Nessuno, tranne te, sarebbe in grado di rimuoverlo. Poi sorrise a fior di labbra, quasi gli avesse letto
nel pensiero. S, questo momento  parte del motivo per cui tempo fa hai sognato l'umano. Ma c' un
altro perch che forse ti sar chiaro in futuro.
Lui ce la far?
Mettiti all'opera, guerriero, lo spron in tono duro la Vergine Scriba. Farai pi progressi
verso la sua salvezza se agisci, invece di offendermi.
V si chin sopra Butch e, in fretta, pratic un'incisione col pugnale. Dalle labbra screpolate
dello sbirro usc un gemito, mentre nel suo ventre si apriva un buco.
Oh, Ges. Dentro la carne era avviluppato qualcosa di nero.
La voce della Vergine Scriba adesso era pi vicina, sopra la spalla di V. Scopri la tua mano,
guerriero, fallo senza indugio. Il male si sta diffondendo con grande rapidit.
V rinfoder il pugnale e si strapp via il guanto. Tese il palmo verso Butch, ma all'improvviso
si ferm. Un momento, non posso toccare nessuno con questa mano.
L'infezione protegger l'umano. Non esitare, guerriero. E, mentre lo tocchi, visualizza il
fulgore del tuo palmo tutto intorno a te, come se fossi ammantato di luce bianca.
Vishous allung la mano, immaginandosi di essere circonfuso da un'incandescenza pura e
radiosa. Nell'attimo in cui entr in contatto con quell'oggetto nero, trasal, scosso da un brivido
violento. La cosa, qualunque cosa fosse, si disintegr con un sibilo e uno schiocco, ma, oh, merda, lui
inizi a sentirsi male.
Respira, disse la Vergine Scriba. Respira profondamente e vedrai che passer.
Vishous barcoll appoggiandosi al terreno, la testa ciondoloni, la gola che si contraeva
convulsamente. Credo di stare per...
S, diede di stomaco. Scosso da una serie di conati violentissimi, si sent sollevare per le
braccia. La Vergine Scriba lo sostenne per tutto il tempo e, alla fine, Vishous si accasci contro di lei.
Per un attimo gli parve addirittura che lei gli accarezzasse i capelli.
Poi, all'improvviso, nella mano buona comparve il suo cellulare e la voce della Vergine Scriba
risuon forte al suo orecchio. Adesso vai, Porta via questo umano, e ricorda che il male si annida
nell'animo, non nel corpo. Devi portare qui il vaso di uno dei tuoi nemici. Portalo in questo punto
preciso e imponi la tua mano su di esso. Fallo senza por tempo in mezzo.
V annu. Un consiglio liberamente offerto dalla Vergine Scriba non era il tipo di cosa che si
poteva ignorare.
Guerriero, mantieni il tuo scudo di luce intorno a questo umano. E usa la tua mano per
guarirlo. Potrebbe ancora morire se nel suo corpo e nel suo cuore non entrer abbastanza luce.
V sent affievolirsi la forza della Vergine Scriba e fu assalito da un altro attacco di nausea.
Mentre affrontava gli effetti persistenti del contatto con quell'oggetto misterioso, ma assalito da un
pensiero: Ges, se lui stava cos male chiss come stava Butch.
Quando il telefono che aveva in mano suon, si rese conto che per un po' era rimasto sdraiato
supino nella neve. Pronto? disse, tutto intontito.
Dove sei? Che cosa sta succedendo? L'urlo stentoreo di Rhage fu un sollievo.
L'ho trovato. Ho... V lanci un'occhiata all'ammasso sanguinolento a cui era ridotto il suo
coinquilino. Ges, ho bisogno di un passaggio. Oh, merda, Rhage... si port la mano agli occhi e
cominci a tremare. Rhage... cosa gli hanno fatto...
Il tono di Rhage si addolc subito, quasi avesse intuito che V era andato in palla. Okay,
rilassati adesso. Dimmi, dove sei?
Nei boschi,.. non so... Dio, il suo cervello era andato completamente in tilt.
Non riesci a localizzarmi col GPS?
Una voce in sottofondo, forse Phury, grid, Ce l'ho!
Bene, V, ti abbiamo trovato e stiamo venendo a prenderti...
No, questo posto  contaminato. Rhage cominci con le domande, ma V lo interruppe subito.
Un'auto. Ci serve un'auto. Devo portarlo via di qui. Non voglio che venga nessun altro.
Ci fu una lunga pausa. D'accordo. Vai dritto a nord, fratello. A meno di un chilometro c' la
Route 22. Noi saremo l ad aspettarti.
Chiama... V dovette schiarirsi la gola e asciugarsi gli occhi prima di proseguire. Chiama
Havers. Digli che  in arrivo un caso grave. Digli che deve metterci in quarantena.
Ges... che cosa diavolo gli hanno fatto?
Sbrigati, Rhage... no, aspetta! Porta con te il vaso di un lesser.
Perch?
Non ho tempo di spiegarti. Portalo e basta.
V si mise in tasca il telefono, si infil il guanto sulla mano luminosa e and da Butch. Dopo
essersi assicurato che fosse bene avvolto nella coperta termica, lo sollev da terra. Butch si lasci
sfuggire un gemito di dolore.
Non sar una passeggiata, disse V, ma dobbiamo andare via di qui.
Poi per si accigli, guardando per terra. Butch non sanguinava pi tanto ma, perdio, come
doveva fare con le orme che avrebbero lasciato nella neve? Se i lesser tornavano avrebbero potuto
seguire le loro tracce e catturarli durante la fuga.
All'improvviso in cielo si addensarono delle nubi temporalesche e cominci a nevicare fitto
fitto.
La Vergine Scriba s che era forte.
Incamminandosi in quella che adesso era quasi una bufera di neve, V immagin uno scudo
protettivo di luce bianca intorno a s e all'uomo che teneva in braccio.
Sei venuta!
Marissa sorrise, chiudendo la porta dell'allegra stanza priva di finestre. Sul letto da ospedale
c'era una bambina di sette anni dall'aria piccola e frage. Al suo fianco, solo leggermente pi grande
ma molto pi vulnerabile, c'era sua madre.
Ieri sera ti avevo promesso che sarei passata di nuovo a trovarti, no?
La bambina sorrise, mettendo in mostra un buco nero nel punto in cui le mancava un incisivo.
Comunque sei venuta. E sei cos carina.
Anche tu, disse Marissa, sedendosi sul letto e prendendole la mano. Come stai?
Mahmen e io stavamo guardando i cartoni di Dora l'esploratrice.
La madre abbozz un pallido sorriso, che per non bast a illuminarle gli occhi o il volto
insignificante. Da quando sua figlia era stata ricoverata, tre giorni prima, si muoveva come un automa,
inebetita. Be', a parte quando sobbalzava ogni volta che qualcuno entrava nella stanza.
Mahmen dice che possiamo restare qui ancora per poco.  vero?
La madre fece per parlare, ma Marissa la anticip, Ora non devi preoccuparti di questo. Prima
dobbiamo pensare alla tua gamba.
Madre e figlia non rientravano nella categoria dei civili facoltosi, con ogni probabilit non
potevano permettersi di pagare le cure, ma Havers non mandava via mai nessuno. E di certo non le
avrebbe dimesse prima del tempo.
Mahmen dice che la mia gamba  conciata male.  vero?
Ancora per poco, rispose Marissa, abbassando lo sguardo sulle coperte. Per il momento
Havers avrebbe operato la frattura composta. Nella speranza che guarisse bene.
Mahmen dice che dovr restare per un'ora nella stanza verde. Pensi che ci vorr cos tanto?
Mio fratello ti terr l solo finch sar necessario.
Havers avrebbe sostituito la tibia con una protesi al titanio; era meglio che perdere la gamba,
ma era pur sempre una strada irta di difficolt. Crescendo, la bambina avrebbe avuto bisogno di
ulteriori interventi e, a giudicare dai suoi occhi stanchissimi, la madre sapeva che quello era solo
l'inizio.
Io non ho paura, disse la piccola, stringendosi al collo un malconcio tigrotto di peluche.
Mastimon verr con me. L'infermiera ha detto che pu.
Mastimon ti protegger.  feroce, proprio come dev'essere una tigre.
Gli ho detto di non sbranare nessuno.
Molto saggio, disse Marissa, infilando la mano nella tasca del vestito rosa pallido e tirandone
fuori una scatola di pelle. Ho una cosa per te.
Un regalo?
S. Marissa volt la scatola verso la bambina e la apr. Dentro c'era un disco d'oro grande
all'incirca come un piattino da caff; il prezioso oggetto era lustro come uno specchio e brillava come il
sole.
Com' bello, esclam la bambina.
Questo  il mio piattino dei desideri, disse Marissa, tirandolo fuori dalla scatola e voltandolo
sottosopra. Vedi la mia iniziale qui dietro?
La bambina strizz gli occhi. S. E guarda! C' una lettera come nel mio nome.
L'ho fatta aggiungere io. Mi piacerebbe che lo tenessi tu.
La madre nell'angolo si lasci sfuggire un'esclamazione soffocata.
Evidentemente sapeva che tutto quell'oro valeva una fortuna.
Davvero? disse la bambina.
Allunga le mani, disse Marissa, posandole il disco nel palmo.
Oh,  pesantissimo.
Sai come funzionano questi piattini magici? Quando la piccola scosse la testa, Marissa tir
fuori una piccola pergamena e una penna stilografica. Tu esprimi un desiderio e io lo scrivo qui sopra.
Mentre dormi, la Vergine Scriba verr e lo legger.
Se non esaudisce il tuo desiderio significa che sei cattiva?
Oh, no. Significa solo che ha in mente qualcosa di meglio per te. Allora, cosa ti piacerebbe?
Puoi dire qualunque cosa. Un bel gelato quando ti svegli? Un altro cartone di Dora?
La bambina aggrott la fronte, concentrandosi a fondo. Voglio che mahmen la smetta di
piangere. Lei fa finta di niente, ma da quando io... sono caduta dalle scale,  triste.
Marissa deglut; sapeva anche troppo bene che la bambina non si era rotta la gamba in quel
modo. Penso che vada bene. Adesso lo scrivo.
Nei caratteri intricati dell'Antico Idioma, verg in inchiostro rosso: Se non  chiedere troppo, vi
sarei grata se faceste felice la mia mahmen.
Ecco fatto. Come ti sembra?
Perfetto!
Adesso lo pieghiamo e lo lasciamo l. Forse la Vergine Scriba ti risponder mentre sei in sala
oper... nella stanza verde.
La bambina abbracci il tigrotto ancora pi forte. Mi piacerebbe molto.
Entr un'infermiera e Marissa si alz in piedi. In un impeto di rabbia, prov l'impulso
ingovernabile di proteggere la piccola, di difenderla da quello che era successo a casa sua e da quello
che stava per succedere in sala operatoria.
Invece guard sua madre. Andr tutto bene.
Poi le and vicino  le mise una mano sulla spalla ossuta; la femmina trasal, poi le strinse il
palmo con forza.
Mi dica che lui non pu entrare qui dentro, disse sottovoce. Se ci trova, ci uccider.
Nessuno pu entrare nell'ascensore senza identificarsi davanti alla telecamera, bisbigli
Marissa. Siete al sicuro tutte e due. Glielo garantisco.
La madre annu e Marissa usc perch la piccola potesse essere sedata.
Fuori in corridoio si appoggi alla parete, nuovamente sopraffatta dalla collera. Al pensiero che
quelle due poverette fossero vittime del carattere violento di un maschio le veniva voglia di imparare a
sparare.
Dio, non riusciva neanche a immaginare di lasciarle andare via perch di sicuro quell'hellren le
avrebbe trovate appena uscite dalla clinica. In genere i vampiri veneravano le loro compagne e le
rispettavano, ma da sempre all'interno della razza c'era una minoranza di mascalzoni che le maltrattava
e i casi di violenza domestica erano spaventosi e piuttosto frequenti.
Una porta si chiuse sulla sinistra; Marissa alz la testa e vide Havers avanzare lungo il
corridoio, assorto nella lettura della cartella clinica di qualche paziente.
Strano... aveva dei calzari di plastica gialla come quelli che usava sempre quando si metteva la
tuta di protezione chimica.
Sei stato ancora in laboratorio, fratello caro? chiese.
Havers alz gli occhi di scatto, spingendosi sul naso gli occhiali cerchiati di tartaruga. Il vivace
papillon rosso era tutto storto. Come, scusa?
Sorridendo, Marissa accenn con la testa ai suoi piedi. Il laboratorio.
Ah... s. Ci sono andato, rispose Havers, chinandosi a togliere le soprascarpe dai mocassini e
appallottolando la plastica gialla. Marissa, mi faresti il favore di tornare a casa? Ho invitato a cena il
leahdyre e altri sette membri del Consiglio dei Princeps, luned prossimo. Il menu dev'essere perfetto;
parlerei io stesso con Karolyn, ma sono atteso in sala operatoria.
Ma certo, fece lei. Poi per si accigli, vedendo che suo fratello era ancora immobile come
una statua. Va tutto bene?
S, grazie. Vai... vai, adesso. Fai... s, adesso vai per favore.
Era tentata di insistere, ma non voleva ritardare l'operazione alla piccola, quindi gli diede un
bacio sulla guancia, gli raddrizz il cravattino e si allontan.
Giunta davanti alla porta a due battenti che immetteva nella sala accettazione, qualcosa la
indusse a voltarsi indietro.
Teso in volto, Havers stava infilando i calzari protettivi in un contenitore per lo smaltimento dei
rifiuti tossici. Poi, con un profondo sospiro, spinse la porta che immetteva nell'anticamera della sala
operatoria.
Ah, pens Marissa, aora si trattava di questo. Era turbato per l'intervento alla piccola. Chi
poteva biasimarlo?
Si volt di nuovo verso la porta... poi sent gli stivali.
Rimase impietrita. Un solo tipo di vampiro produceva quel fragore quando camminava.
Voltandosi di scatto, vide Vishous che avanzava lungo il corridoio, la testa bruna china; dietro
di lui, Phury e Rhage incarnavano altrettante minacce silenziose. Tutti e tre grondavano di armi e
stanchezza; Vishous, inoltre, aveva delle macchie di sangue sui pantaloni di pelle e sul giaccone. Ma
cosa erano andati a fare nel laboratorio di Havers? Laggi in fondo c'era solo quello.
I fratelli non si accorsero della sua presenza finch in pratica non la travolsero.
Fermandosi in contemporanea, distolsero subito lo sguardo, senza dubbio perch lei non era pi
nelle grazie di Wrath.
Vergine santa, cos da vicino avevano un aspetto davvero orribile. Sofferente, anche se non
proprio malato, se cos si poteva dire.
Posso esservi utile? chiese Marissa.
 tutto a posto, rispose sbrigativo Vishous. Scusaci.
Il sogno... Butch steso nella neve.., Si  fatto male qualcuno? Butch...?
Vishous si limit a scansarla brutalmente, passandole davanti e spalancando con una spinta le
porte dell'accettazione. Gli altri due le rivolsero dei sorrisi stentati prima di fare altrettanto.
Seguendoli con lo sguardo, Marissa li vide oltrepassare il banco dell'accettazione e fermarsi
davanti all'ascensore all'ingresso. In attesa che le porte si aprissero, Rhage mise una mano sulla spalla
di Vishous, che parve rabbrividire.
Quella scena le fece scattare nella testa un campanello d'allarme; non appena le porte
dell'ascensore si chiusero, Marissa si diresse verso l'ala della clinica da cui provenivano i tre guerrieri.
Muovendosi lesta, oltrepass il vasto laboratorio illuminato a giorno e infil la testa dentro le sei stanze
per i degenti che facevano parte del vecchio reparto. Erano tutte vuote.
Perch i fratelli erano andati l? Solo per parlare con Havers?
D'impulso and al banco dell'accettazione, si mise al computer e controll i ricoveri. Non salt
fuori nulla sui fratelli o su Butch, ma questo non significava niente. I guerrieri non venivano mai
registrati e supponeva che lo stesso valesse per Butch, se mai fosse stato ricoverato. Quello che cercava
era il numero dei letti occupati sui trentacinque complessivi della clinica.
Quando lo trov, fece un rapido giro di ispezione, controllando ogni stanza.
Era tutto regolare. Non c'era niente di strano. Butch non era stato ricoverato, a meno che non
fosse in una delle altre stanze dell'edificio principale. A volte certi pazienti VIP stavano l.
Marissa raccolse la gonna e corse verso le scale di servizio.
Butch si raggomitol su se stesso anche se non aveva freddo; se fosse riuscito a sollevare le
ginocchia abbastanza in alto, il dolore allo stomaco sarebbe diminuito, almeno in teoria.
S, come no. L'attizzatoio incandescente che gli perforava le viscere non si lasci impressionare
da quel piano.
Sollev a fatica le palpebre gonfie e, dopo un gran battere di ciglia e una serie di respiri
profondi, giunse alla seguente conclusione: non era morto. Si trovava in un ospedale e gli stavano
pompando nel braccio qualche porcheria che lo teneva in vita.
Quando si rotol su un fianco con cautela, cap un'altra cosa. Il suo corpo era stato usato come
un sacco da pugile. Oh... e nella pancia aveva qualcosa di disgustoso, come se il suo ultimo pasto fosse
stato un piatto di roast beef andato a male.
Che cosa cazzo gli era capitato?
Gli tornarono alla mente solo alcune immagini indistinte: Vishous che lo trovava nei boschi.
Lui che lo implorava di lasciarlo morire. Poi un coltello che tagliava qualcosa e... la mano di V, quella
mano luminosa che estraeva uno schifoso pezzo di...
Riverso su un fianco, gli venne da vomitare al solo ricordo. Nella sua pancia c'era stato
qualcosa di ripugnante. Un concentrato di malvagit allo stato puro, e quell'orrore tenebroso si stava
diffondendo.
Con mani tremanti, afferr il camice che gli avevano infilato e lo sollev bruscamente. Oh...
Ges...
Sulla pelle dello stomaco c'era una macchia simile a un'ustione, come il segno lasciato da un
fuoco che fosse stato spento soffiandoci sopra. In preda alla disperazione, cerc di scavare nella sua
mente annebbiata, sforzandosi di ricordare da dove arrivava quella cicatrice e che cosa fosse, ma non
cav un ragno dal buco.
Cos, come avrebbe fatto il detective che era stato un tempo, esamin la scena... che in quel
caso era il suo corpo. Alz una mano e vide che le unghie erano un disastro, sembrava che qualcuno si
fosse divertito a infilarci sotto qualcosa tipo una lima o dei piccoli chiodi; fece un profondo respiro e
cap di avere le costole rotte; stando al gonfiore degli occhi, poi, la sua faccia doveva essere entrata in
collisione con le nocche di qualcuno.
Era stato torturato. Di recente.
Scav ancora pi a fondo nella memoria cercando di ripescare qualche ricordo, sforzandosi di
tornare all'ultimo posto in cui era stato. Lo Zero-Sum. Era stato allo Zero-Sum con... oh, Dio, quella
vampira. Nei bagni. A fase sesso selvaggio e non protetto. Poi era uscito e... i lesser. Si era scontrato
con quei lesser. Gli avevano sparato e poi...
A quel punto i suoi ricordi giunsero al capolinea. Sbalzati fuori dalla logica e catapultati dentro
a un pozzo di si be', e poi?
Aveva spifferato i segreti della confraternita? Aveva tradito i fratelli? Aveva denunciato le
persone che gli erano pi vicine e pi care?
E cosa cavolo era capitato alla sua pancia? Dio, gli sembrava di avere melma nelle vene per
quello che ci era marcito dentro, qualunque cosa fosse.
Si accasci sul letto, respirando per un po' a bocca aperta. E scopr che non c'era speranza di
avere un po' di pace.
Il suo cervello non voleva saperne di riposare o forse voleva fare colpo, perch cominci a
sputare fuori immagini a casaccio ripescate dal passato pi remoto. Compleanni col pap che lo
guardava male e la mamma tutta tesa che fumava come una ciminiera. Natali in cui i suoi fratelli e le
sue sorelle ricevevano dei regali e lui no.
Torride serate di luglio che non c'era verso di rinfrescare neanche con tutti i ventilatori del
mondo; col caldo il suo vecchio tracannava una birra ghiacciata dopo l'altra e poi, pieno di Pabst Nastro
Azzurro, si sfogava su Butch svegliandolo a suon di pugni.
Ricordi a cui non pensava pi da anni tornarono ad assalirlo, come tanti visitatori indesiderati.
Vide le sue sorelle e i suoi fratelli che gridavano e giocavano felici sui prati verdi. E ramment come
gli sarebbe piaciuto stare in mezzo a loro invece che tenersi in disparte, lo strambo che non era mai
riuscito a integrarsi.
E poi... Oh, Dio, no... quel ricordo no.
Troppo tardi. Si rivide a dodici anni, tutto pelle e ossa e arruffato, in piedi sul marciapiede
antistante la villetta a schiera degli O'Neal, a South Boston. Era un bel pomeriggio d'autunno quando
aveva visto sua sorella Janie salire su una Chevy Chevette rossa con delle strisce color arcobaleno sulla
fiancata. La rivide che lo salutava con la mano dal finestrino posteriore mentre l'auto si allontanava.
Adesso che la porta su quell'incubo si era spalancata, non riusc pi a fermare il film dell'orrore.
Ramment i poliziotti che si erano presentati a casa loro, quella sera, e le ginocchia di sua madre che
avevano ceduto quando avevano finito di parlare con lei. Ricord i piedipiatti che lo interrogavano
perch lui era stato l'ultimo a vedere Janie viva. Sent il suo IO dell'epoca dire agli agenti che non
aveva riconosciuto i ragazzi a bordo dell'auto e che avrebbe voluto dire a sua sorella di non salire.
Soprattutto, rivide gli occhi di sua madre che bruciavano di un dolore talmente grande da non
riuscire a sciogliersi in lacrime.
Poi fece un balzo in avanti di vent'anni e forse pi. Dio... quand'era stata l'ultima volta che
aveva sentito o visto uno dei suoi genitori? Oppure i suoi fratelli o le sue sorelle? Cinque anni?
Probabilmente. Cavolo, i suoi erano stati cos contenti quando se n'era andato a vivere per conto suo e
aveva cominciato a disertare le feste in famiglia.
Gi, intorno alla tavolata natalizia tutti gli altri si erano sentiti parte del tessuto familiare degli
O'Neal mentre lui era la pecora nera. Alla fine aveva smesso del tutto di tornare a casa, lasciando solo
dei recapiti telefonici a cui potevano rintracciarlo, numeri che loro non avevano mai chiamato.
Perci se adesso moriva loro non l'avrebbero neanche saputo, giusto? Vishous di sicuro sapeva
tutto del clan O'Neal, compresi i numeri di previdenza sociale e gli estratti conto bancari, ma Butch non
gli aveva mai parlato di loro. I fratelli li avrebbero avvertiti? E cosa avrebbero detto?
Si guard; sapeva che le probabilit di non uscire vivo da quella stanza erano altissime. Il suo
corpo assomigliava molto a quelli che aveva visto alla Omicidi, gli ricordava i cadaveri rinvenuti nei
boschi. Be', per forza. Era l che lo avevano trovato. Abbandonato. Usato. Dato per morto.
Un po' come Janie.
Proprio come Janie.
A occhi chiusi, si lasci andare alla deriva, galleggiando sopra il dolore fisico.
E, sull'onda di quella sofferenza, ebbe una visione di Marissa la sera che l'aveva conosciuta.
L'immagine era cos vivida che gli parve quasi di sentire l'odore d'oceano che l'accompagnava sempre.
Rivide con precisione tutta la scena: l'abito giallo semitrasparente che indossava... i lunghi capelli,
sciolti sulle spalle... il salotto giallo limone in cui si trovavano.
Per lui Marissa era la donna indimenticabile, quella che non aveva mai posseduto e che non
sarebbe mai stata sua, ma che ciononostante lo aveva toccato nel profondo.
Dio, era cos maledettamente stanco.
Apr gli occhi e, prima ancora di sapere cosa stava facendo, si stacc dall'interno
dell'avambraccio il nastro adesivo trasparente che teneva ferma la flebo. Sfilare l'ago dalla vena fu pi
facile di quanto pensasse, d'altronde il resto del suo corpo era talmente dolorante che trafficare con
quell'aggeggio era una cosa da niente.
Se ne avesse avuta la forza, avrebbe cercato qualcosa di un po' pi tosto per darsi il colpo di
grazia. Ma il tempo... il tempo era l'arma che avrebbe utilizzato perch era quello che aveva a
disposizione. E a giudicare da come si sentiva, non ci sarebbe voluto molto. In pratica sentiva gi i suoi
organi rantolare in preda all'agonia.
Chiuse gli occhi, abbandonandosi del tutto, solo vagamente consapevole che gli allarmi del
macchinario dietro il letto stavano suonando. Essendo un combattente per natura, la facilit con cui si
arrese fu una sorpresa, ma poi si sent schiacciato da una violenta ondata di sfinimento. Sapeva per
istinto che non era la stanchezza del sonno, ma piuttosto della morte, e fu lieto che fosse arrivata cos in
fretta.
Andando alla deriva, libero da tutto, immagin di essere all'inizio di un lungo corridoio
accecante, in fondo al quale c'era una porta. Ferma davanti all'uscio c'era Marissa che, sorridendogli,
gli faceva strada verso una camera da letto bianca inondata di luce.
Profondamente sollevato, fece un bel respiro e cominci ad avanzare. Gli piaceva pensare che
stava andando in cielo, malgrado, tutte le cose brutte che aveva fatto, perch cos tutto aveva un senso.
Non sarebbe stato il paradiso senza di lei.
Capitolo 6
Fermo nel parcheggio della clinica, Vishous guardava Rhage e Phury fare manovra a bordo
della Mercedes nera. Stavano andando a recuperare il telefonino di Butch nel vicolo dietro Screamer's e
la Escalade rimasta nel parcheggio dello Zero-Sum, poi sarebbero tornati.
Inutile dire che per quella sera V non sarebbe ridisceso in campo. I residui del male che . aveva
maneggiato persistevano dentro di lui, indebolendolo. Ma soprattutto vedere Butch martoriato e in fin
di vita gli aveva procurato una sorta di danno interiore. Era come se una parte di lui si fosse scardinata,
come se un qualche intimo portellone d'emergenza si fosse spalancato e segmenti di lui si stessero
staccando dal nucleo.
In realt era gi da un po' che aveva quella sensazione, da quando le sue visioni lo avevano
abbandonato; ma quella notte da incubo, degna di un film dell'orrore, l'aveva ulteriormente peggiorata.
Privacy. Aveva bisogno di stare da solo. Per non gli andava di tornare alla Tana. L il silenzio,
il divano vuoto dove si sedeva sempre Butch, la pesante consapevolezza che mancava qualcosa,
sarebbero risultati intollerabili.
Quindi and nel suo rifugio segreto. Riprendendo forma a trenta piani d'altezza, si materializz
sulla terrazza del suo attico al Commodore. Il vento ululava. Era una sensazione piacevole. Sferzandolo
attraverso i vestiti, gli faceva sentire qualcosa di diverso dalla voragine spalancata nel suo petto.
And in fondo al terrazzo. Puntellandosi con le braccia sul parapetto, guard gi, oltre il bordo
del grattacielo, le strade sottostanti. C'erano delle automobili, gente che entrava nell'atrio, qualcuno che
infilava la testa dentro un taxi per pagare il tassista. Tutto normale. Tutto normalissimo...
E intanto, lass, lui stava morendo.
Butch non ce l'avrebbe fatta. L'Omega era entrato dentro di lui; era l'unica spiegazione possibile
di quello che gli avevano fatto. Anche se il male era stato asportato, l'infezione che aveva provocato era
molto pi che mortale e ormai il danno era fatto.
Si sfreg la faccia. Cosa cavolo avrebbe fatto senza quel figlio di puttana saccente, sboccato e
scotch-dipendente? Quel brutto bastardo lo aiutava a smussare le asperit della vita, chiss perch.
Forse funzionava come la carta vetrata: una ruvida, insistente carezza contropelo che alla fine lasciava
tutto pi liscio.
Dando le spalle al salto di un centinaio di metri che lo separava dall'asfalto, and a una porta,
tir fuori di tasca una chiave dorata e la infil nella serratura.
L'attico oltre la soglia era il suo spazio privato, per le sue... avventure private. E l'odore della
femmina che aveva posseduto la notte prima aleggiava ancora nell'oscurit.
Alcune candele nere si accesero obbedendo alla forza del pensiero del vampiro. Muri, soffitti e
pavimenti erano neri e quel vuoto cromatico assorbiva la luce, risucchiandola, divorandola. L'unico
vero mobile era un letto matrimoniale enorme, anch'esso coperto da lenzuola di raso nero. Ma lui non
passava molto tempo sul materasso.
Lui preferiva il cavalletto. Il cavalletto con il suo piano duro  i suoi lacci di contenimento. E
usava anche gli oggetti appesi l accanto: le cinghie di cuoio, le verghe, i bavagli, i collari, gli arpioni, i
frustini... e, sempre, le maschere. Voleva che le femmine restassero anonime, doveva coprire la loro
faccia mentre le legava. Non desiderava conoscerle se non come l'ennesimo strumento per le sue
pratiche devianti.
Nel sesso era depravato e lo sapeva, cazzo. Dopo aver sperimentato parecchie cose, alla fine
aveva trovato quello che lo appagava di pi. Per fortuna c'erano femmine a cui piaceva quello che
faceva loro, ci andavano matte proprio come lui andava matto per il piacere che gli procurava
dominarle, da sole o in coppia.
Se non che... quella sera, guardando tutto quell'armamentario, le sue perversioni lo fecero
sentire sporco. Forse perch non andava mai in quel posto se non quando era pronto a usare i suoi
attrezzi, non aveva mai guardato l'attico a mente fredda.
La suoneria del cellulare lo fece trasalire. Guard il numero sul display e si riscosse di colpo.
Havers.  morto?
La voce del medico era tutta tatto e sensibilit, da vero professionista. A riprova del fatto che la
vita di Butch era appesa a un filo.  andato in arresto cardiocircolatorio, padrone. Si  strappato via la
flebo e i suoi parametri vitali sono crollati. Lo abbiamo ripreso per i capelli, ma non so per quanto
ancora potr farcela.
Non puoi legarlo?
L'ho gi fatto. Ma  meglio prepararsi al peggio.  solo un umano...
No, non  cos.
Oh.., ma certo, padrone, non intendevo nel senso...
Merda. Senti, adesso torno l. Voglio stare con lui.
Preferirei di no. Si agita quando c' qualcun altro nella stanza e questo non facilita le cose. Al
momento  stabile, compatibilmente con le sue condizioni generali, e tranquillo per quanto possibile.
Non voglio che muoia solo come un cane.
Ci fu una pausa. Tutti noi moriamo da soli, padrone. Se anche fossi nella stanza insieme a lui,
entrerebbe comunque nel Fado... da solo. Ha bisogno di calma, in modo che il suo corpo possa decidere
se riprendersi o meno. Stiamo gi facendo tutto il possibile.
V si copr gli occhi con la mano. Con una vocina flebile che non riconobbe, disse, Io non...
non voglio perderlo. Io, ehm... s, non so cosa potrei fare se lui... s'interruppe tossicchiando. Cazzo.
Mi prender cura di lui come se fosse un mio parente. Dagli ancora un giorno per provare a
stabilizzarsi.
Domani appena fa buio, allora. E chiamami se dovesse peggiorare.
V chiuse la chiamata e si ritrov a fissare uno degli stoppini accesi. Sopra il fusto di cera nera
della candela, la testina luminosa tremolava nelle correnti d'aria della stanza.
La fiamma lo fece riflettere. Il suo giallo brillante era... be', era un po' come il biondo dei
capelli, no?
Tir fuori il cellulare. Havers si sbagliava sul divieto di far visita a Butch.
Dipendeva da chi era a fargli visita.
Fece il numero. Quella era l'ultima spiaggia e la cosa lo infastidiva. Ci che stava facendo forse
non era giusto, lo sapeva. Forse avrebbe anche provocato un casino di guai. Ma quando il tuo migliore
amico ballava la danza macabra con la Vecchia Signora con la falce in mano, non te ne fregava pi
niente di un sacco di cose.
Padrona?
Marissa alz lo sguardo dalla scrivania del fratello. Aveva davanti la disposizione dei posti a
tavola per la cena dei Princeps, ma non riusciva a concentrarsi. Tutto quel cercare, in clinica e dentro
casa, non era approdato a niente. Nel frattempo, i suoi sensi urlavano che qualcosa non andava.
Si sforz di sorridere a beneficio della doggen sulla soglia. S, Karolyn?
La domestica fece un inchino. Una telefonata per lei. Sulla uno.
Grazie. La doggen chin brevemente il capo e usc mentre Marissa sollevava il ricevitore.
Pronto?
 nella stanza da basso vicino al laboratorio di tuo fratello.
Vishous? disse Marissa balzando in piedi. Cosa...?
Entra dalla porta con su scritto "RIPOSTIGLIO". Sulla destra c' un pannello che si apre con
una spinta. Mi raccomando, mettiti una tuta protettiva prima di andare a trovarlo...
Butch... Dio santo, Butch. Cosa...
Mi hai sentito? Mettiti la tuta e non togliertela mai.
Cosa ...
Un incidente d'auto. Vai. Subito. Sta morendo.
Marissa lasci cadere il ricevitore e si precipit fuori dallo studio di Havers, rischiando di
travolgere Karolyn in corridoio.
Padrona! Cos' successo?
Attravers il salotto di corsa, spalanc la porta di comunicazione con la cucina ed entr
incespicando. Girato l'angolo che portava alle scale di servizio, perse una delle scarpe col tacco alto,
scalci via anche l'altra e prosegu scalza. In fondo alle scale, digit il codice di sicurezza per l'ingresso
posteriore della clinica ed entr come una furia nella sala d'attesa del Pronto Soccorso.
Le infermiere la chiamarono, ma lei le ignor correndo verso il laboratorio di Havers. Dopo
averlo oltrepassato, trov la porta con la targa RIPOSTIGLIO e la spalanc.
Ansimando, si guard intorno... niente. Solo strofinacci, spazzoloni, secchi vuoti e grembiuli.
Ma Vishous aveva detto...
Un momento. Per terra c'erano dei graffi leggerissimi, il pavimento era consumato come per
l'aprirsi e il chiudersi di una porta segreta. Marissa spinse da parte i grembiuli e trov un pannello
piatto. Facendo forza con le unghie, riusc ad aprirlo. Si accigli. Era una specie di sala di monitoraggio
fiocamente illuminata, provvista di computer e apparecchiature mediche sofisticatissime.
Avvicinandosi al chiarore azzurrognolo di uno degli schermi, vide un letto d'ospedale. Steso
sopra di esso c'era qualcuno legato a braccia e gambe spalancate, tutto pieno di fili e tubicini. Butch.
Di slancio si gett davanti alle tute gialle e alle maschere protettive appese accanto alla porta ed
entr nella stanza; la camera d'equilibrio si apr con un sibilo.
Beata Vergine del Fado... esclam, portandosi una mano alla gola.
Stava proprio morendo. Lo sentiva. Ma c'era qualcos'altro... qualcosa di terrificante, qualcosa
che fece scattare il suo istinto di sopravvivenza come davanti a un aggressore armato di pistola. Il corpo
le urlava di scappare via, di uscire di l, di salvarsi.
Ma il cuore la spinse verso il capezzale di Butch. Oh... Dio.
Il camice gli lasciava braccia e gambe scoperte e sembrava ammaccato dappertutto. E la sua
faccia... misericordia divina, era tutto massacrato.
Butch emise un gemito gutturale e lei fece per prendergli la mano... oh, no, anche l. Le dita
tozze erano tutte gonfie in punta, la pelle violacea, alcune unghie mancavano.
Voleva toccarlo, ma non sapeva dove, non c'era pi niente di sano. Butch?
Al suono della sua voce, lui ebbe un fremito e apr gli occhi. Be', un occhio.
Quando riusc a metterla a fuoco, l'ombra di un sorriso gli incresp le labbra.
Sei tornata. Ti ho... appena vista sulla porta. La voce era flebile, un'eco metallica della voce
da basso che aveva normalmente. Ti ho vista e poi... ti ho... persa. Ma eccoti qua.
Marissa si sedette con cautela sul bordo del letto, chiedendosi con quale infermiera l'avesse
scambiata. Butch...
Dov'... finito il vestito giallo? Le parole uscivano distorte, Butch non riusciva a muovere
bene la bocca, era come se avesse la mascella fratturata. Eri cos bella... con quel vestito giallo...
L'aveva presa per un'infermiera, non c'erano dubbi. Quelle tute appese vicino alla porta erano
giall... oh, accidenti. Si era scordata di metterla. Maledizione, se il sistema immunitario di Butch era
compromesso doveva proteggerlo.
Butch, esco un attimo a prendere una...
No... non lasciarmi... non andare... fece lui. Cominci a muovere frenetico le mani facendo
cigolare le cinghie di cuoio che lo tenevano legato. Ti prego... oh, Dio... non lasciarmi...
Va tutto bene, torno subito.
No... mia amata... vestito giallo... non lasciarmi...
Non sapendo cos'altro fare, Marissa si chin e con delicatezza gli pos una mano sul viso. Non
ti lascer.
Lui premette la guancia tumefatta contro il suo palmo, sfregandole sulla pelle le labbra
screpolate. Promettimelo, sussurr.
Io...
Il portello della camera di equilibrio si apr con un sibilo e Marissa si volt a guardare da sopra
la spalla.
Havers irruppe nella stanza come se lo avessero sparato dentro con un siluro.
Attraverso la maschera gialla che gli copriva il viso, l'orrore nel suo sguardo era lampante come
un urlo.
Marissa! grid barcollando nella tuta protettiva, la voce era soffocata e convulsa. Beata
Vergine del Fado, ma cosa... dovevi metterti una tuta!
Butch cominci a divincolarsi nel letto e lei gli accarezz delicatamente il braccio. Shh... sono
qui. Quando si fu calmato un po', disse, Adesso me ne infilo subito una...
Tu non ti rendi conto... oh, Dio! esclam-Havers, tremando come una foglia. Adesso sei
compromessa. Potresti essere contaminata.
Contaminata? ripet Marissa guardando Butch.
Non puoi non averlo sentito quando sei entrata! Poi Havers si lanci in uno sproloquio; ma
lei non lo ascoltava gi pi.
Mentre suo fratello continuava a parlare, le sue priorit si riordinarono automaticamente, senza
lasciare spazio a dubbi. Non aveva importanza che Butch l'avesse scambiata per un'altra. Se
quell'equivoco serviva a tenerlo in vita, se gli dava la forza di resistere, il resto non contava.
Marissa, mi stai ascoltando? Sei contam...
Be', fece lei, lanciandogli un'occhiata da sopra la spalla, se sono contaminata dovr stare qui
con lui, suppongo, giusto?
Capitolo 7
John Matthew si raddrizz davanti al bersaglio, stringendo la presa sul pugnale. All'estremit
opposta della palestra, al di l del mare azzurro dei tatami, c'erano tre sacchi da pugile appesi sotto il
settore gradinate. John si concentr e, nella sua mente, il sacco centrale divenne un lesser. Figurandosi i
capelli bianchi, gli occhi sbiaditi e la carnagione pallida che tormentavano i suoi sogni, si mise a
correre, i piedi-nudi che schiaffeggiavano la plastica dei materassini.
Il suo fisico minuto non era veloce n vigoroso, ma la sua forza di volont era enorme. E un
giorno, nel giro di un anno o poco pi, anche il resto di lui avrebbe eguagliato la potenza del suo odio.
Lui. Non. Ce. La. Faceva. Pi. Ad. Aspettare. Che arrivasse la transizione.
Cazzo.
Alzando il pugnale sopra la testa, apr la bocca per lanciare un grido di guerra.
Non ne usc niente perch lui era muto, ma si immagin di fare un baccano del diavolo.
Per quanto lo riguardava, erano stati i lesser a uccidere i suoi genitori. Tohr e Wellsie lo
avevano accolto in casa loro, gli avevano svelato la sua vera identit, gli avevano manifestato l'unico
affetto che avesse mai conosciuto. Quando quelle carogne dei non morti avevano ucciso Wellsie e,
subito dopo, Tohr era scomparso, John si era ritrovato da solo con la sua sete di vendetta... vendetta in
nome loro e in nome dell'altra vita innocente sacrificata a gennaio.
Col braccio alto sopra la spalla, John corse a rotta di collo verso il sacco.
All'ultimo momento si raggomitol su se stesso rotolando sopra il tatami, poi di scatto si sollev
da terra brandendo il pugnale e colpendo il sacco da sotto. Se fosse stato un vero scenario bellico il
coltello si sarebbe conficcato nelle viscere del lesser. Fino in fondo.
Rigir il manico nello squarcio ed estrasse il pugnale.
Poi balz in piedi e si volt di scatto, immaginando che il non morto fosse crollato in ginocchio
premendosi le mani sul buco che gli aveva aperto nell'addome. Quindi pugnal il sacco dall'alto,
immaginando se stesso nell'atto di affondare la lama nella nuca...
John?
John ruot su se stesso, ansimante.
La femmina che si stava avvicinando lo fece tremare... e non solo perch gli aveva fatto
prendere un bello spavento. Era Beth Randall, la regina meticcia, che poi era anche sua sorella, almeno
stando agli esami del sangue. Stranamente, in sua presenza la testa di John si prendeva una piccola
vacanza, il suo cervello andava in tilt, ma adesso per lo meno non sveniva pi come era successo la
prima volta che l'aveva vista.
Beth attravers la distesa di tatami, alta e snella, in jeans e girocollo bianco, i capelli scuri
proprio come quelli di John. Pi si avvicinava pi si sentiva che aveva addosso l'odore di Wrath, un
aroma penetrante, specifico del suo hellren. John aveva il sospetto che quella specie di marchio si
manifestasse attraverso il sesso perch era sempre pi forte al momento del Primo Pasto della giornata,
quando quei due scendevano dalla camera da letto.
John, ti andrebbe di unirti a noi per l'ultimo pasto della notte?
Devo stare qui a fare pratica, rispose a gesti lui. Tutti al quartier generale avevano imparato la
lingua dei segni, e quella concessione alla sua debolezza, al suo mutismo, lo infastidiva. Lui avrebbe
preferito non beneficiare di nessun trattamento di favore. Avrebbe voluto essere normale.
Ci farebbe piacere vederti. Passi gi tanto di quel tempo qui in palestra.
L'addestramento  importante.
Beth adocchi il pugnale che aveva in mano. Anche altre cose lo sono.
Sotto lo sguardo fisso del ragazzo, Beth si guard intorno con gli occhioni blu, quasi cercasse
un argomento convincente.
Per favore, John, noi siamo... io sono in pensiero per te.
Un tempo, tre mesi prima, gli avrebbe fatto un immenso piacere sentirselo dire da lei. Da
chiunque. Ma ora non pi. Lui non voleva il suo interessamento.
Voleva che Beth si togliesse dai piedi.
Scosse la testa. E va bene, si arrese Beth con un grosso sospiro. Ti lascer qualcosa da
mangiare in ufficio, okay? Per favore... mangia.
John annu e quando Beth alz una mano, quasi volesse toccarlo, si scans.
Senza un'altra parola, lei si volt e usc attraversando di nuovo la distesa di materassini azzurri.
Appena la porta si chiuse alle sue spalle, John torn di corsa in fondo alla palestra e si
accovacci, pronto per ripartire all'attacco. Si lanci in avanti, alzando il coltello sopra la testa, braccia
e gambe rinvigorite da un odio mortale.
Mr X pass all'azione a mezzogiorno in punto, entrando nel garage della casa in cui si
ricaricava e salendo sull'anonima monovolume con cui si confondeva nel traffico umano di Caldwell.
Non nutriva il minimo interesse per la sua missione, ma quando il capo ti dava un ordine e tu eri
il Fore-lesser, dovevi scattare. O cos o venivi licenziato.
Mr X ci era gi passato una volta e non gli era piaciuto per niente: vedersi recapitare la lettera di
licenziamento dall'Omega in persona era divertente pi o meno come mangiarsi un'insalata di filo
spinato.
Essere tornato su quel cavolo di pianeta, e ancora una volta nel ruolo di Fore-lesser, era uno
shock anche per lui. Ma a quanto pareva il padrone si era stufato di tutto quel carosello di luogotenenti
e ora ne voleva uno fisso. Evidentemente Mr X era stato il migliore tra tutti quelli succedutisi negli
ultimi cinquanta o sessantanni, per cui era stato richiamato in servizio per un altro giro di giostra.
Riesumato dall'inferno.
Cos quel giorno stava andando al lavoro. Infil la chiavetta nel quadro di accensione e il
motore anemico della Town & Country si accese tossicchiando.
Era completamente demotivato, non si sentiva pi il capo di un tempo. Ma era difficile non
essere scazzato quando sapevi che, comunque andasse, eri destinato a perdere. L'Omega si sarebbe
incazzato di nuovo e si sarebbe sfogato sul suo numero uno. Era inevitabile.
Sotto il fulgido sole di mezzogiorno, Mr X si diresse fuori dal vivace sobborgo di recente
lottizzazione, passando davanti alle case di Monopoly risalenti alle fine degli anni '90 del Novecento.
Condividevano tutte il medesimo architetto e profilo genetico: dozzinali variazioni di una bellezza
stucchevole. Un'orgia di porticati anteriori dalle modanature inconsistenti. Un'orgia di imposte di
plastica.
Un'orgia di decorazioni stagionali a tema, al momento ispirate alla Pasqua.
Il nascondiglio ideale per un lesser: un covo di mammine tanto premurose quanto esaurite e di
paparini quadri intermedi frustrati.
Mr X imbocc Lily Lane in direzione della Route 22, fermandosi al segnale di STOP
all'incrocio con l'arteria principale. Grazie al GPS localizz approssimativamente il punto in mezzo ai
boschi che l'Omega gli aveva chiesto di controllare. Il tempo di percorrenza indicato era di dodici
minuti. Ottimo. Il capo scalpitava, era smanioso di verificare se il suo piano col cavallo di Troia umano
aveva funzionato, se la confraternita si era beccata il suo bel pacco dono.
Mr X ripens a quel tizio, sicuro di averlo gi visto da qualche parte. Mentre s'interrogava sulle
circostanze di quell'incontro, gli venne da pensare che tanto non aveva pi importanza. Non gliene
importava pi niente gi quando aveva torchiato quel bastardo.
Quel figlio di puttana era un osso duro, Cristo, altro che. Dalle sue labbra non era uscita
neanche una parola sulla confraternita, malgrado tutto quello che gli aveva fatto. Mr X era rimasto
impressionato. Uno come lui sarebbe stato un'arma straordinaria nelle mani della Lessening Society, se
fossero riusciti a convertirlo.
Magari era gi successo. Magari adesso quell'umano era uno di loro.
Poco pi tardi Mr X lasci la Town & Country sul ciglio della Route 22 e si inoltr nei boschi.
Quella notte c'era stata una stranissima bufera marzolina. Con i rami carichi di neve i pini sembravano
tanti giocatori di football americano, imbottiti dalla testa ai piedi e pronti a farsi una bella partita. Molto
carino, in effetti. Se eri un amante della natura e stronzate del genere.
Pi si addentrava nei boschi meno gli serviva il localizzatore perch riusciva a percepire
l'essenza del padrone, proprio come se l'Omega fosse poco pi avanti.
Forse l'umano non era stato tratto in salvo dai fratelli...
Be', questa poi.
Sbucato in una radura, vide un cerchio bruciacchiato per terra. Il calore sviluppatosi in quel
punto era stato abbastanza forte da sciogliere la neve e ridurre il terriccio in fanghiglia. Ora che la terra
si era ghiacciata di nuovo si vedevano i contorni della bruciatura. Tutto intorno aleggiava ancora la
presenza dell'Omega, simile al tanfo d'immondizia che d'estate perdura anche parecchio tempo dopo
che la spazzatura  stata portata via.
Mr X inspir a fondo. S, c'era anche qualcosa di umano in quella miscela nauseabonda.
Porca miseria, lo avevano ammazzato. La confraternita aveva fatto fuori quell'umano.
Interessante. Se non che... come mai l'Omega ignorava che l'uomo era morto? Forse la falange che gli
aveva infilato dentro non era sufficiente a permettergli di richiamarlo alla base?
Adesso doveva fare rapporto. All'Omega non sarebbe piaciuto per niente. Il capo era allergico
al fallimento: gli dava l'orticaria. Il che comportava conseguenze terribili per i fore-lesser.
Mr X si inginocchi sulla terra inaridita e prov invidia per quell'umano.
Beato lui. Quando un lesser tirava le cuoia, dall'altra parte lo attendeva un'agonia liquida e
senza fine, un bagno nell'orrore simile a una visione dell'inferno cristiano moltiplicata per mille: una
volta morti, i lesser tornavano nelle vene dell'Omega ed entravano in circolo, girando e rigirando
all'infinito in quella brodaglia malefica fatta di altri lesser defunti, diventando il sangue stesso che il
padrone ti metteva dentro quando entravi nella Lessening Society. Per loro non c'era mai fine al freddo
polare, ai morsi della fame o alla pressione insostenibile perch restavano coscienti. In eterno.
Mr X rabbrivid. Ateo in vita, aveva sempre visto la morte come un sonnellino sottoterra. Ora,
da lesser, sapeva esattamente ci che l'attendeva se il padrone perdeva le staffe e lo "licenziava" di
nuovo.
Eppure c'era ancora speranza. Mr X aveva trovato una piccola scappatoia, sempre ammesso che
tutti i pezzi combaciassero alla perfezione.
Grazie a un colpo di fortuna, forse aveva individuato una via di scampo dal mondo dell'Omega.
Capitolo 8
Butch ci mise tre lunghissimi giorni a svegliarsi e riemerse dal coma come una boa che riaffiora
di colpo dagli abissi del nulla e galleggia titubante nel lago di suoni e immagini della realt. Alla fine
riusc a rimettere insieme i pezzi abbastanza da capire che aveva di fronte un muro bianco e che in
sottofondo sentiva un sommesso bip bip.
Una stanza d'ospedale. Giusto. E adesso le cinghie che gli legavano braccia e gambe erano
sparite.
Cos, tanto per fare, rotol sulla schiena e spinse la testa e le spalle gi dal letto. Gli piaceva la
sensazione della stanza che girava vorticosamente. Lo distraeva dal suo vasto assortimento di dolori e
patimenti.
Cavolo, che sogni bizzarri e meravigliosi aveva fatto. Marissa al suo capezzale che si prendeva
cura di lui. Gli accarezzava il braccio, i capelli, la faccia. Gli sussurrava di non lasciarla. Era stata la
sua voce a tenerlo aggrappato alla vita, a trattenerlo dal tuffarsi nella luce bianca che rappresentava
l'aldil, come sapeva chiunque avesse visto Poltergeist. Per lei Butch in qualche modo aveva tenuto
duro e, a giudicare dal battito forte e regolare del suo cuore, pareva proprio che ce l'avrebbe fatta.
Salvo che, naturalmente, quei sogni erano tutto un imbroglio. Marissa non era l e adesso lui era
prigioniero del suo corpo, quell'inutile involucro di pelle, finch la prossima tragedia non lo avesse
steso di nuovo al tappeto.
Non aveva smesso di respirare, maledizione, sempre la solita sfiga.
Alz gli occhi sull'asta della flebo. Squadr la sacca del catetere. Poi si volt verso quello che
aveva tutta l'aria di essere un bagno. Una doccia. Dio, si sarebbe tagliato un braccio per una doccia.
Spost le gambe di lato. Forse ci che stava per fare era un errore. Appese la sacca del catetere
vicino alla flebo, dicendosi che almeno il capogiro era quasi completamente passato.
Un paio di respiri profondi e si aggrapp all'asta della flebo per usarla a mo'
di bastone.
Pos i piedi sul pavimento gelido poi, adagio, lasci gravare il peso sulle gambe.
Le ginocchia cedettero senza esitazione.
Mentre ricadeva all'indietro sul letto, cap che non ce l'avrebbe mai fatta ad arrivare fino al
bagno. Perduta ogni speranza di un po' d'acqua calda, volt la testa e guard la doccia con feroce
bramosia...
E inspir con forza, come dopo una bastonata alla nuca.
Per terra, in un angolo della stanza, Marissa dormiva raggomitolata su un fianco, la testa
poggiata su un cuscino. Uno splendido abito di chiffon azzurro pallido le copriva le gambe. I capelli,
quella incredibile massa biondo cenere, quella cascata di onde degne di un romanzo d'amore
medievale, si allargava tutto intorno a lei.
Porca miseria. Era proprio l con lui. Lo aveva salvato davvero.
Animato da una nuova forza, si alz e avanz barcollando sul linoleum.
Avrebbe voluto inginocchiarsi, ma sapeva che rischiava di restare bloccato, cos si accontent
di stare in piedi accanto a lei.
Perch Marissa era l? Gli risultava che non volesse pi saperne di lui. Diamine, si era rifiutata
di vederlo, a settembre, quando era andato a trovarla sperando...
tutto.
Marissa? La voce era partita. Dovette schiarirsi la gola. Marissa, svegliati.
Lei batt le palpebre e si raddrizz di scatto. Quegli occhi celesti, trasparenti come spuma di
mare, incrociarono i suoi. Attento che cadi!
Mentre Butch barcollava all'indietro rischiando di finire a gambe all'aria, Marissa balz in piedi
e lo sorresse al volo. Malgrado il fisico sottile come un giunco, sostenne senza fatica il suo peso, il che
gli ramment che non era una umana, e che con ogni probabilit era pi forte di lui. Lo aiut a
rimettersi a letto e gli rimbocc le lenzuola. Era debole come un bambino e per forza di cose lei lo
trattava come tale. Quella consapevolezza lo punse sul vivo.
Come mai sei qui? chiese in tono aspro per l'imbarazzo.
Quando Marissa evit di incrociare il suo sguardo, cap che anche lei era a disagio. Vishous mi
ha detto che stavi male.
Ah, e cos era stato V a imporle la parte di Florence Nightingale facendo leva sul suo senso di
colpa. Quel bastardo sapeva che Butch era cotto di lei e che il suono della sua voce gli avrebbe fatto
esattamente l'effetto che gli aveva fatto: aiutarlo a uscire dal coma. Cos, per, lei si era ritrovata in una
posizione terribile: una catena riluttante per la proverbiale ancora di salvezza.
Butch cambi posizione con un gemito. Anche per il duro colpo inferto al suo orgoglio.
Come ti senti? chiese Marissa.
Meglio. Relativamente. Finire sotto un autobus sarebbe stato meno peggio di quello che gli
aveva fatto quel lesser. Quindi non sei obbligata a restare.
Lei tolse la mano dal lenzuolo e inspir lentamente; i seni si gonfiarono sotto il costoso corpetto
del vestito. Quando si strinse le braccia intorno al busto, il suo corpo si pieg in un'elegante curva a S.
Butch distolse lo sguardo, vergognandosi perch una parte di lui voleva approfittare della sua
compassione per tenerla l con s. Marissa, adesso puoi anche andare, sai.
A dire il vero non posso.
Butch si accigli, voltandosi di nuovo verso di lei. Perch no?
Lei impallid, ma poi alz il mento. Sei in...
Ci fu un sibilo e un alieno entr nella stanza, indossava una tuta gialla e una specie di maschera
antigas. Il volto dietro quel respiratore di plastica era femminile, ma dai tratti indistinti.
Butch si volt verso Marissa, inorridito. Perch cazzo non hai addosso uno di quei cosi? Non
aveva idea di che infezione avesse, ma se era grave al punto che il personale medico doveva bardarsi
come in Silkwood, doveva immaginare che fosse letale.
Marissa trasal, spaventata, e lui si sent come un mostro. Io... io non ce l'ho e basta.
Padrone? intervenne cortese l'infermiera. Dovrei prelevare un campione di sangue, se non le
dispiace.
Butch allung un braccio senza smettere di guardare truce Marissa. Avresti dovuto infilarti una
di quelle quando sei entrata qui dentro, vero? Vero? S.
Maledizione, sbott lui. Perch non l'hai...
Quando l'infermiera infil l'ago nell'incavo del gomito, tutte le forze lo abbandonarono
all'improvviso, come se l'ago avesse fatto scoppiare il palloncino che conteneva le sue energie.
Sopraffatto da un violento senso di vertigine, dovette abbandonare la testa contro il cuscino. Ma
era ancora incavolato nero. Dovresti avere addosso una di quelle.
Senza dire niente, Marissa si limit a camminare su e gi per la stanza.
In quel silenzio, Butch lanci un'occhiata alla fialetta infilata nella vena.
Quando l'infermiera la sostitu con una vuota, Butch non pot fare a meno di notare che il suo
sangue sembrava pi scuro del normale. Molto pi scuro.
Dio buono... che cosa diavolo sta uscendo dal mio corpo?
Ora va meglio. Molto meglio, comment l'infermiera sorridendo dietro la maschera.
Chiss di che colore era prima, borbott lui. Quella porcheria marrone sembrava acqua di
scolo.
Finito il prelievo, l'infermiera gli infil un termometro sotto la lingua e controll i macchinari
dietro il letto. Le porto qualcosa da mangiare.
Lei ha mangiato? farfugli lui riferendosi a Marissa.
Tenga la bocca chiusa. Ci fu un bip e l'infermiera gli sfil dalle labbra l'asticella rivestita di
plastica. Va molto meglio. Allora, gradisce qualcosa in particolare?
Butch pens a Marissa che stava rischiando la vita a causa del suo senso di colpa. S, voglio
che quella femmina esca di qui.
Nel sentire quelle parole, Marissa smise si camminare. Appoggiandosi al muro si guard,
sorpresa di vedere che il vestito le andava ancora bene. Si sentiva dimezzata. Piccola. Inconsistente.
Quando l'infermiera usc, gli occhi nocciola di Butch erano di fuoco. Per quanto ancora dovrai
restare qui?
Finch Havers non dir che posso uscire.
Stai male?
Lei scosse la testa.
Per che cosa mi stanno curando?
Per le ferite dell'incidente d'auto. Erano gravissime e su tutto il corpo.
Incidente d'auto? Butch parve confuso, poi accenn col capo alla flebo, quasi volesse
cambiare discorso. Che cosa c' l dentro?
Marissa incroci le braccia sul petto e recit l'elenco di antibiotici, sostanze nutritive,
antidolorifici e anticoagulanti che gli stavano somministrando per via endovenosa. Anche Vishous
viene a dare una mano.
Pens a V, ai suoi disarmanti occhi di diamante, ai tatuaggi sulla tempia... e all'evidente
antipatia che aveva per lei. Era l'unico a entrare nella stanza senza tuta protettiva. Passava due volte al
giorno, all'inizio e alla fine della nottata.
V  venuto qui a trovarmi?
Tiene la mano sopra la tua pancia. Ti fa bene. La prima volta che il guerriero aveva scoperto
Butch tirando gi le lenzuola e sollevando il camice dell'ospedale, lei era rimasta senza parole, sia per
quella visione tanto intima sia per l'autorevolezza del fratello. Ma era ammutolita anche per un altro
motivo. La ferita all'addome di Butch era spaventosa... e poi anche Vishous l'aveva spaventata. Si era
tolto il guanto con cui lei lo aveva sempre visto, rivelando una mano luminosa e tatuata su entrambi i
lati.
Marissa era stata assalita dal terrore: chiss cosa stava per accadere. Invece Vishous si era
limitato a stendere la mano a un palmo sopra il ventre dell'amico.
Anche durante il coma, Butch aveva sospirato di sollievo.
Dopo, Vishous aveva rimesso a posto il camice e le lenzuola e si era voltato verso di lei,
ordinandole di chiudere gli occhi. Malgrado il timore che le incuteva, Marissa aveva ubbidito. Quasi
subito si era sentita pervadere da una profonda sensazione di pace, come se fosse immersa in una
rilassante luce bianca. Vishous glielo faceva ogni volta, prima di andarsene, e Marissa sapeva che la
stava proteggendo. Anche se non capiva perch, visto che chiaramente la detestava.
Torn a concentrarsi su Butch e sulle sue ferite. Non hai avuto un incidente stradale, vero?
Lui chiuse gli occhi. Sono molto stanco.
Tagliata fuori da quel gesto, Marissa si sedette sul pavimento nudo stringendo le braccia intorno
alle ginocchia. Havers si era offerto di portarle qualcosa per farla stare pi comoda, una branda o una
poltrona, ma lei temeva che, se Butch fosse peggiorato di nuovo, il personale medico non sarebbe
riuscito ad avvicinare abbastanza in fretta l'attrezzatura necessaria. E suo fratello non aveva potuto
darle torto.
Dopo Dio solo sapeva quanti giorni passati cos, aveva la schiena tutta anchilosata e le palpebre
come carta vetrata, ma mentre lottava per tenere in vita Butch non si era mai sentita stanca. Anzi, non si
accorgeva neanche del tempo che passava; si era sempre stupita quando le portavano da mangiare o
quando entravano le infermiere o Havers. O Vishous.
Finora non si era ammalata. Be', in realt si era sentita male prima dell'arrivo di Vishous. Ma da
quando lui aveva cominciato a fare quello che faceva con quella sua mano, qualunque cosa fosse, stava
bene.
Si volt verso il letto. Chiss perch Vishous le aveva detto di andare in quella stanza. Di sicuro
la sua mano si era rivelata molto pi utile di lei.
Mentre i macchinari emettevano dei leggeri bip e il ventilatore sul soffitto entrava in funzione,
fece scorrere gli occhi lungo il corpo immobile di Butch. Al pensiero di quello che c'era sotto le coperte
avvamp.
Adesso conosceva ogni centimetro del suo corpo.
La pelle era levigata sopra i muscoli e aveva un tatuaggio nero all'altezza delle reni - una serie
di linee raggruppate per quattro, ogni fascio era sbarrato da un tratto obliquo. Ce n'erano venticinque,
se aveva contato bene, alcune erano sbiadite, come se risalissero a molti anni prima. Chiss cosa
commemoravano.
La peluria scura sui pettorali era stata una sorpresa; non sapeva che gli umani non fossero glabri
come i vampiri. Comunque, Butch non era molto irsuto; i pochi peli che aveva sul petto si diradavano
rapidamente in una linea sottile sotto l'ombelico.
E poi... Si vergognava di se stessa, ma aveva guardato il suo membro. La peluria alla giuntura
delle gambe era scura e molto folta; al centro c'era un grosso gambo carnoso largo quasi quanto il suo
polso e, sotto di esso, un sacco voluminoso e pesante.
Era il primo maschio che vedeva nudo. I nudi della storia dell'arte non erano affatto come quelli
veri. Era bellissimo. Affascinante.
Abbandon la testa all'indietro e fiss il soffitto. Non era stato carino violare la sua intimit. E
non era carino sentirsi eccitata al solo ricordo.
Dio, quanto ancora doveva aspettare prima di potersene andare via di l?
Soprappensiero, strinse tra le dita la stoffa impalpabile del vestito e reclin il capo per vedere la
cascata di chiffon azzurro pallido. Quella incantevole creazione di Narciso Rodriguez avrebbe dovuto
essere comodissima, ma la gupire, che lei portava sempre in ossequio alle convenienze, cominciava a
darle un fastidio tremendo. Per ci teneva a essere bella per Butch, anche se a lui non importava niente,
e non perch stesse male. Semplicemente, non era pi attratto da lei. Non tollerava neanche la sua
presenza.
Pazienza, lei avrebbe continuato a vestirsi bene.
Purtroppo tutto ci che indossava l dentro poi sarebbe finito nell'inceneritore. Che peccato
bruciare tutti quei bei vestiti.
Capitolo 9
Il cazzone coi capelli bianchi  tornato, pens Van Dean guardando oltre la fitta rete metallica.
Era la terza settimana di fila che quel tizio veniva agli incontri clandestini nel sottosuolo di
Caldwell. Sullo sfondo della folla urlante intorno alla gabbia dove si svolgeva il combattimento,
spiccava come un'insegna al neon, anche se Van non sapeva bene perch.
Quando un ginocchio entr in collisione con il suo fianco, torn a concentrarsi su quello che
stava facendo. Tir indietro il braccio e poi lo fece scattare in avanti, colpendo in faccia il suo
avversario. Il sangue schizz fuori dal suo naso in un'esplosione rossa, che atterr sul materassino
appena prima dell'uomo stesso.
Piantando i piedi sul ring, Van abbass gli occhi sull'avversario, gocciolando sudore sui suoi
addominali. Non c'erano arbitri a impedirgli di riempirlo di cazzotti in testa, nessuna regola che gli
vietasse di prendere a calci nelle reni quel bestione fino a costringerlo a fare la dialisi per il resto dei
suoi giorni. Al minimo fremito in quello zerbino umano, Van si sarebbe scatenato.
Procurare la morte a mani nude era ci che voleva il suo lato speciale, ci che bramava il suo
lato speciale. Van era sempre stato diverso, non solo dai suoi avversari, ma da tutti quelli che aveva
conosciuto in vita sua: il suo animo non era quello di un semplice pugile, ma quello di un guerriero
dell'antica Roma.
Avrebbe voluto vivere nel passato, ai tempi in cui sventravi l'avversario quando stramazzava ai
tuoi piedi... poi andavi a cercare la sua casa per violentargli la moglie e massacrargli i figli. E dopo aver
saccheggiato i suoi averi, davi fuoco a quello che restava.
Invece viveva al giorno d'oggi. E di recente si era aggiunta un'altra complicazione. Il fisico che
ospitava quel suo lato speciale cominciava a perdere colpi. La spalla gli faceva un male cane, cos
come le ginocchia, anche se lui stava bene attento a non farlo vedere, dentro e fuori dal ring.
Stendendo il braccio di lato, ud uno schiocco e nascose una smorfia di dolore.
Nel frattempo, la cinquantina di spettatori presenti rumoreggiava e scuoteva la recinzione
metallica alta tre metri. Dio, i tifosi lo adoravano. Lo chiamavano per nome. Volevano vederlo
combattere ancora.
Ma per la sua parte speciale loro non contavano quasi niente.
In mezzo alla folla, incroci lo sguardo del tizio coi capelli bianchi. Accidenti, quelli s che
erano occhi ben strani. Vuoti. Senza il minimo barlume di vita. E il tizio non applaudiva neanche.
Vabb.
Col piede nudo, Van diede un colpetto al suo avversario. Quello gemette, ma non apr gli occhi.
Fine dell'incontro.
La cinquantina di uomini intorno alla gabbia si abbandon a un coro di acclamazioni
entusiastiche.
Con un balzo, Van si aggrapp al bordo della recinzione e la scavalc agevolmente malgrado i
suoi novanta chili di peso. Quando atterr dall'altra parte, la folla esplose in un boato ancora pi
assordante, ma si fece subito da parte per lasciarlo passare. La settimana prima uno degli spettatori gli
era finito in mezzo ai piedi e si era ritrovato senza un dente.
L'"arena" da combattimento, se si poteva chiamare cos, era situata in un parcheggio sotterraneo
abbandonato e il proprietario di quella terra di nessuno di cemento faceva da intermediario per gli
incontri. L'intera faccenda era losca per definizione; Van e i suoi avversari erano l'equivalente umano
dei galli da combattimento, niente di pi. La paga era buona, per, e finora non c'erano state retate della
polizia... anche se poteva sempre succedere. Tra il sangue e le scommesse, gli sbirri non erano
interessati a quel giro, quindi era una cosa tipo circolo privato, e se parlavi facevi una brutta fine. Nel
vero senso della parola. Il padrone aveva sei gorilla che facevano rigare diritto tutti quanti.
Van and dal tizio che doveva pagarlo, intasc i suoi cinquecento pezzi, recuper il giubbotto e
si avvi verso il furgoncino. La canottiera di Hanes era macchiata di sangue, ma non se ne cur. Quello
che lo preoccupava erano le articolazioni doloranti. E la spalla sinistra.
Cazzo. Ogni settimana era sempre pi faticoso soddisfare quel suo lato speciale e mettere KO
gli avversari. D'altronde, ormai era quasi al capolinea. A trentanove anni eri pronto per la pensione, nel
mondo dei combattimenti.
Perch ti sei fermato?
Giunto al furgone, Van guard il riflesso nel finestrino del lato del guidatore.
Non era sorpreso che l'uomo coi capelli bianchi lo avesse seguito. Non rispondo alle domande
dei tifosi, amico.
Non sono un tifoso.
I loro occhi si incontrarono sulla piatta superficie di vetro. Allora perch sei sempre ai miei
incontri?
Perch ho una proposta per te.
Non voglio un manager.
Non sono neanche un manager.
Van si volt a guardarlo da sopra la spalla. Il tizio era ben piantato e si muoveva come un
lottatore, tutto spalle contratte e braccia larghe. Le mani erano due badili, del tipo che quando si
stringono a pugno sono grosse come due palle da bowling.
Allora si trattava di questo, eh? Se vuoi salire sul ring con me devi metterti d'accordo con quel
tizio laggi in fondo, disse indicando l'uomo che gestiva i pagamenti.
Non sono qui neanche per questo.
Van si volt; si era rotto di quel quiz del cazzo. Allora cosa vuoi?
Prima devo sapere perch ti sei fermato.
L'altro era al tappeto.
La faccia del tizio si contrasse in una smorfia di fastidio. E allora?
La sai una cosa? Stai cominciando a farmi incazzare.
Bene. Sto cercando un uomo che corrisponde alla tua descrizione.
Ah, questo s che restringeva il campo. Naso da pugile in una faccia normalissima con un taglio
di capelli militare. Pi banale di cos. Un sacco di uomini mi assomigliano.
Be', se si escludeva la sua mano destra.
Dimmi una cosa, disse il tizio, sei stato operato di appendicite?
Van strinse gli occhi e si rimise in tasca le chiavi del furgoncino. Adesso delle due l'una. O te
ne vai e io salgo sul mio furgone oppure vai avanti a parlare e allora succede un casino. Scegli tu.
L'uomo pallido gli and pi vicino. Ges, aveva uno strano odore. Tipo...
borotalco?
Non minacciarmi, ragazzo. La voce era bassa e il fisico che supportava quelle parole era
pronto a entrare in azione.
Bene, bene, bene... chi l'avrebbe mai detto? Un avversario degno di quel nome.
Van gli and ancora pi sotto. Allora arriva al dunque, cazzo.
Appendicite?
S, mi hanno operato.
L'uomo sorrise. Fece un passo indietro, Ti andrebbe un lavoro?
Ne ho gi uno. Oltre a questo.
Costruzioni. E pestare degli estranei per soldi.
Lavori onesti, tutti e due. Da quando ficchi il naso negli affari miei?
Da un po', rispose il tizio, tendendogli la mano. Joseph Xavier.
Van non gliela strinse. Non mi interessa conoscerti, Joe.
Signor Xavier per te, figliolo. Non ti va di ascoltare una proposta?
Van pieg la testa di lato. Sai una cosa, io sono un po' come una puttana. Mi piace essere
pagato dai segaioli. Perci cosa ne dici di allungarmi un centone, Joe, cos poi parliamo della tua
proposta?
L'uomo si limit a fissarlo e Van fu colto da un inaspettato brivido di paura.
Cazzo, c'era qualcosa che non andava in quel tizio.
La voce di quel bastardo era ancora pi bassa quando parl. Prima d bene come mi chiamo,
figliolo.
Che cazzo. Per un centone poteva fare lo sforzo di parlare anche per un pazzoide come quello.
Xavier.
Signor Xavier, lo corresse il tizio con un sorriso da predatore, tutto denti e senza un briciolo
di allegria. Ripetilo, figliolo.
Un impulso sconosciuto spinse Van ad aprire la bocca.
Appena prima di proferire parola, fu assalito dal ricordo vivido di quando, a sedici anni, si era
tuffato nell'Hudson. A mezz'aria aveva visto la grossa pietra contro cui stava andando a sbattere,
sott'acqua, e aveva capito che era fregato.
Come previsto, la sua testa aveva sbattuto contro il sasso, come se la collisione fosse
predestinata, come se avesse avuto una corda invisibile intorno al collo e la roccia lo avesse attirato a
s. Ma non era stato brutto, almeno non subito. Dopo il crac dell'impatto era stato pervaso da un senso
di calma, una sorta di placida soddisfazione, come se il destino si fosse compiuto. Istintivamente, aveva
capito che quella sensazione preludeva alla morte.
Buffo, adesso viveva lo stesso disorientamento stralunato. La stessa sensazione che quell'uomo
dalla pelle candida come la neve fosse come la morte: inevitabile e fatale... ed era l apposta per lui.
Signor Xavier, mormor. Quando la banconota da cento dollari gli comparve davanti, Van
allung la mano a cui mancava un dito e la prese.
Ma sapeva che avrebbe ascoltato anche senza i soldi.
Qualche ora dopo, Butch rotol sull'altro fianco e la prima cosa che fece fu cercare con lo
sguardo Marissa.
La vide seduta in un angolo, con accanto un libro aperto. Ma non stava guardando la pagina.
Fissava le piastrelle di linoleum sbiadito e ne seguiva le striature con l'indice lungo, perfetto.
Aveva un'aria tristissima ed era cos bella che gli vennero le lacrime agli occhi.
Dio, al pensiero che poteva contagiarla o metterla in pericolo gli veniva voglia di tagliarsi la
gola.
Vorrei che non fossi mai entrata qui dentro, gracchi. Vedendola trasalire, ripens al modo in
cui si era espresso. Quello che voglio dire...
So quello che vuoi dire, lo interruppe lei; poi, in tono pi duro, aggiunse,
Hai fame?
S, rispose lui, cercando di tirarsi su. Ma soprattutto vorrei fare una doccia.
Marissa si alz in piedi; faceva pensare alla bruma che si leva impalpabile, talmente era
aggraziata, e quando si avvicin Butch rimase senza fiato. Cavolo, quel vestito celeste era dello stesso
identico colore dei suoi occhi.
Ti aiuto ad andare in bagno.
No, ce la faccio.
Lei incroci le braccia sul petto. Se proverai ad andare in bagno da solo, cadrai e ti farai
male.
Chiama un'infermiera, allora. Non voglio che mi tocchi.
Lei lo fiss per un attimo. Poi batt le palpebre. Una volta. Due volte.
Vuoi scusarmi un momento? disse in tono piatto. Ho bisogno del gabinetto.
Puoi chiamare l'infermiera premendo quel pulsante rosso sul telecomando che hai l.
And in bagno e chiuse la porta. Butch sent che aveva aperto il rubinetto.
Fece per prendere il piccolo comando a distanza, ma poi si ferm sentendo che l'acqua del
lavandino continuava a scorrere. Era un rumore ininterrotto, non come quando ci si lava le mani e la
faccia o si riempie un bicchiere.
E andava avanti, senza sosta.
Con un grugnito, butt le gambe gi dal letto e si mise in piedi, aggrappandosi all'asta della
flebo, che vibr per lo sforzo di sostenerlo. Mise un piede davanti all'altro fino ad arrivare alla porta del
bagno. Premette un orecchio contro il pannello di legno. Riusciva a sentire solo l'acqua che scorreva.
Per qualche motivo buss piano. Poi buss di nuovo. Dopo il terzo tentativo gir la maniglia,
anche se sarebbe stato molto imbarazzante per tutti e due se Marissa fosse stata effettivamente sul
gabinetto...
Marissa era seduta sulla tazza del water, in effetti. Ma il coperchio era abbassato.
E lei piangeva. Tremava e piangeva.
Oh... Ges. Marissa.
Lei si mise a strillare, come se Butch fosse l'ultima cosa al mondo che voleva vedere. Esci!
Lui entr barcollando e cadde in ginocchio ai suoi piedi. Marissa. ..
Gradirei un po' di privacy, se non ti dispiace sbott lei, coprendosi il volto con le mani.
Butch allung un braccio e chiuse il rubinetto. Mentre il lavandino si svuotava con un leggero
gorgoglio, il respiro soffocato di Marissa prese il posto dello scroscio d'acqua corrente.
Va tutto bene, disse Butch. Tra poco potrai andartene. Potrai uscire...
Stai zitto! grid lei, abbassando le mani quel tanto che bastava per guardarlo, torva.
Tornatene a letto e chiama l'infermiera, se ancora non l'hai fatto.
Lui si accovacci sui talloni, frastornato, ma deciso. Mi spiace che ti ritrovi bloccata qui con
me.
Ci avrei scommesso.
Lui si accigli. Marissa...
Venne interrotto dal rumore del portello della camera di equilibrio che si apriva.
Sbirro? la voce di V giunse nitida, senza il filtro della maschera protettiva.
Un momento, grid Butch. Marissa non aveva bisogno di altri spettatori.
Dove sei, sbirro? Qualcosa non va?
Butch voleva rialzarsi. Davvero. Ma quando si aggrapp all'asta della flebo e tir, il suo corpo
cedette e croll di schianto. Marissa cerc di afferrarlo, ma lui scivol via dalla sua presa, finendo
lungo disteso sul pavimento piastrellato del bagno, con la guancia vicino alla base del water. Sent
confusamente Marissa che parlava a scatti, affannata. Poi il pizzetto di V entr nel suo campo visivo.
Butch guard il suo coinquilino... e, merda, gli si annebbi la vista tanto era felice di vedere
quel bastardo. La faccia di Vishous era quella di sempre, la solita barbetta scura intorno alla bocca, i
tatuaggi stilla tempia immutati, le iridi sempre fulgide come diamanti. Familiare, molto familiare. Casa
e famiglia in un'unica confezione formato vampiro.
Butch riusc a trattenere le lacrime. Era gi incastrato senza speranza sotto un water, crollare del
tutto sarebbe stato il colmo. La sua figuraccia l'aveva gi fatta.
Battendo le palpebre frenetico, disse, Dove hai messo lo scafandro, socio? La tuta gialla, hai
presente?
V sorrise, gli occhi leggermente lucidi, come se anche lui fosse commosso.
Non preoccuparti, sono protetto. Allora, sei tornato tra noi, mi pare, giusto?
E pronto a scendere in pista.
Ma va?
Altro che. Stavo pensando di darmi all'edilizia. Volevo controllare da vicino come hanno
messo insieme questo bagno. I piastrellisti hanno fatto un lavoro coi fiocchi. Dovresti vedere.
Cosa ne dici se ti riporto a letto?
Prima voglio dare un'occhiata alle tubature del lavandino.
Il sogghigno di V trasudava rispetto, oltre che affetto. Almeno lascia che ti aiuti a rimetterti in
piedi.
Naa, ce la faccio da solo. Butch cerc di rimettersi in posizione verticale, ma fu costretto a
stendersi di nuovo sul pavimento. Alzare la testa era una fatica immane. Ma forse, se lo lasciavano l
ancora un po'... una settimana? Meglio dieci giorni.
E dai, sbirro, arrenditi e fatti aiutare.
Tutt'a un tratto, Butch si sent troppo stanco per ribellarsi. Si lasci andare, completamente
privo di forze, consapevole che Marissa lo stava guardando.
Dannazione, si poteva essere pi deboli di cos? Merda, l'unica consolazione era che non
sentiva strani spifferi sul fondoschiena.
Il che lasciava intuire che il camice non si era aperto. Dio, ti ringrazio.
Le braccia nerborute di V lo sollevarono senza il minimo sforzo. Mentre tornavano in camera,
Butch si rifiut di appoggiare la testa sulla spalla dell'amico, anche se tenerla dritta gli fece venire i
sudori freddi. Una volta a letto, fu scosso dai brividi, oltre che da un violento capogiro.
Prima che V si raddrizzasse, Butch lo afferr per un braccio, bisbigliando,
Devo parlarti. Da solo.
Cosa c'? chiese sottovoce V.
Butch si volt verso Marissa, ferma in un angolo.
Arrossendo, lei guard il bagno, poi afferr due grossi sacchetti di carta.
Credo che mi far una doccia. Volete scusarmi? Senza attendere una risposta, spar dentro il
gabinetto.
Quando la porta si chiuse, V si sedette sulla sponda del letto. Parla.
Marissa  in pericolo?
Mi sono preso cura di lei ed  in isolamento da tre giorni, sembra che stia bene.  probabile
che tra non molto la lascino uscire. Ormai siamo tutti abbastanza convinti che non ci sia pericolo di
contagio.
A che cosa  stata esposta? A che cosa sono stato esposto io?
Lo sai che ti hanno preso i lesser, vero?
Butch alz una delle mani martoriate. E io che credevo di aver fatto la manicure da Elizabeth
Arden.
Il solito sapientone. Ti hanno tenuto prigioniero per un giorno intero...
All'improvviso Butch lo afferr per il braccio. Non sono crollato. Qualunque cosa mi abbiano
fatto, io non ho detto niente sulla confraternita. Lo giuro.
V mise la mano sopra quella di Butch e la strinse forte. So che non l'hai fatto, amico mio. So
che non l'avresti mai fatto.
Bene.
Lasciarono la presa contemporaneamente e V spost lo sguardo sulle dita di Butch, quasi
cercasse di immaginare le torture a cui erano state sottoposte. Che cosa ricordi?
Solo le sensazioni. Il dolore e... la paura. Il terrore. L'orgoglio...  l'orgoglio che mi d la
sicurezza di non aver cantato, la sicurezza che non sono riusciti a piegarmi.
V annu e tir fuori dalla tasca una delle sue sigarette rollate a mano. Stava per accenderla, ma
poi not le bombole d'ossigeno e, imprecando, la rimise via.
Senti, bello, devo chiedertelo... la testa come va? Voglio dire, vivere una cosa cos...
Tutto a posto. Sono sempre stato troppo scemo per soffrire di disturbi postraumatici da stress o
roba del genere, e poi non ho un vero e proprio ricordo di quello che  successo. Se Marissa pu uscire
di qui sana e salva, allora, s, direi che sto bene. Si sfreg la faccia, infastidito dal prurito della barba
che cresceva, poi abbass il braccio. Quando la mano gli cadde sull'addome, gli torn in mente la ferita
nera, Hai qualche idea su quello che mi hanno fatto?
Quando V scosse la testa, Butch imprec. Vishous era una specie di link di Google ambulante,
il fatto che fosse in alto mare era una pessima notizia.
Per ci sto lavorando, sbirro. Trover una risposta, te lo prometto, disse il fratello
accennando col capo allo stomaco dell'amico. Com'?
Non lo so. Sono stato troppo preso dal coma per preoccuparmi della mia tartaruga.
Ti spiace se do un'occhiata?
Con una scrollata di spalle, Butch spinse gi le coperte. V sollev il camice ed entrambi
abbassarono lo sguardo sulla sua pancia. Intorno alla ferita, la pelle non aveva un bell'aspetto, grigia e
raggrinzita com'era.
Ti fa male? chiese V.
Un casino. Mi d una sensazione di... freddo. Come se avessi del ghiaccio secco nella pancia,
Mi dai il permesso di fare una cosa?
Cosa?
Una cosetta terapeutica.
Certo. Ma quando V tir fuori la mano che usava per lavoro e fece per togliersi il guanto,
Butch si ritrasse. Cosa credi di fare con quella?
Fidati, okay?
Butch scoppi in una risata sgangherata. L'ultima volta che l'hai detto mi sono ritrovato a bere
un cocktail di vampiro, te ne sei scordato?
Ti ha salvato il culo.  cos che sono riuscito a trovarti.
Allora era quello il motivo per cui Vishous gli aveva fatto bere il suo sangue.
Be', allora, dammi pure un assaggio di quella mano.
Quando per V avvicin la mano incandescente, Butch non riusc a trattenere una smorfia.
Rilassati, sbirro. Non ti far male.
Ti ho visto arrostire una casa con quella bastarda.
Vero. Ma questa volta non andr a fuoco niente.
V tese la mano tatuata e incandescente sopra la ferita e Butch esal un profondo sospiro di
sollievo. Era come se una cascata d'acqua tiepida si riversasse dentro la ferita per poi scorrere sopra di
lui, attraverso di lui. Purificandolo a fondo.
Oh... Dio..., esclam Butch, rovesciando gli occhi, estasiato. Che bello.
Si abbandon completamente ed ebbe la sensazione di galleggiare, di andare alla deriva, libero
dal dolore, scivolando in una sorta di stato onirico. Lasci andare il proprio corpo, si lasci andare.
Sentiva distintamente l'avanzare della guarigione, come se i processi rigenerativi del suo corpo
avessero ingranato la quarta. Con il passare dei secondi, con lo scorrere dei minuti, con il tempo che
fluiva all'infinito, gli parve di vivere intere giornate di riposo, ottime scorpacciate e serenit di spirito
che si susseguivano, una dopo l'altra, catapultandolo dallo stato pietoso in cui era al miracoloso dono
della salute.
Ferma sotto il getto della doccia, Marissa reclin il capo all'indietro lasciandosi scorrere l'acqua
addosso. Si sentiva scossa e vulnerabile, specialmente dopo aver visto Vishous riportare a letto Butch.
Quei due erano cos uniti, l'amicizia che li legava era evidente nel modo in cui i loro sguardi si
cercavano e non si lasciavano pi.
Alla fine si decise a uscire, si frizion con gesti bruschi e si asciug i capelli.
Mentre prendeva un cambio pulito di biancheria intima, guard la gupire; col cavolo che se la
sarebbe messa. La ficc di nuovo dentro uno dei sacchetti; al momento non se la sentiva proprio di
sopportare quella morsa d'acciaio intorno alla cassa toracica.
Infilarsi il vestito color pesca sopra i seni nudi le parve strano, ma aveva chiuso con le
scomodit. Almeno per un po'. E poi, tanto, chi l'avrebbe saputo?
Pieg il vestito celeste di Rodriguez e lo butt in un contenitore per rifiuti tossici insieme alla
biancheria sporca. Poi si fece forza e apr la porta che dava sulla stanza.
Butch era steso sul letto, il camice sollevato sul torace, le lenzuola abbassate all'altezza dei
fianchi. La mano luminosa di Vishous era sospesa a una decina di centimetri sopra la ferita annerita.
Nel silenzio tra i due maschi, lei era m'intrusa. Ma non poteva andare da nessun'altra parte.
Si  addormentato, grugn Vishous.
Marissa si schiar la gola, ma non le venne in mente niente da dire. Dopo un lungo silenzio, alla
fine mormor, Dimmi... la sua famiglia sa quello che  successo?
S. Tutta la confraternita lo sa.
No, intendo dire... la sua famiglia umana.
Quella non conta.
Ma non dovrebbero essere...
V la guard spazientito, gli occhi di diamante duri e un po' malvagi. Per qualche motivo,
Marissa si rese conto soltanto allora che era armato fino ai denti, i pugnali neri incrociati sul petto
massiccio.
Quell'espressione tagliente si accordava perfettamente con le sue armi.
La sua "famiglia" non lo vuole. La voce di V era stridente, come se quella spiegazione non la
riguardasse e gliela stesse dando solo per metterla a tacere.
Quindi non conta. Adesso vieni qui. Lui ha bisogno di sentirti vicina.
Il contrasto tra la faccia del fratello e il suo ordine di avvicinarsi la lasci interdetta. Cos come
il fatto incontrovertibile che l'aiuto pi grande, per Butch, era la sua mano.
No, lui non ha nessun bisogno di me e non mi vuole qui, mormor, chiedendosi per
l'ennesima volta perch mai V l'avesse chiamata, tre notti prima.
 preoccupato per te. Per questo vuole che tu te ne vada.
Lei arross. Ti sbagli, guerriero.
Io non sbaglio mai. Quelle iridi bianche cerchiate di blu si alzarono di scatto su di lei. Erano
cos gelide che Marissa fece un passo indietro, ma Vishous scosse la testa. Dai, toccalo. Fatti sentire.
Ha bisogno di sapere che ci sei.
Marissa aggrott la fronte, pensando che Vishous era matto. Poi per and all'altro capo del
letto e accarezz i capelli di Butch. Non appena lo tocc, Butch si volt verso di lei.
Vedi? disse Vishous, tornando a concentrarsi sulla ferita. Ti desidera da morire.
Vorrei tanto che fosse cos, pens Marissa.
Veramente?
Marissa si irrigid. Non leggermi nel pensiero, per favore.  da maleducati.
Non l'ho fatto. Hai parlato ad alta voce.
La mano di lei esit sui capelli di Butch. Oh. Scusa.
Per un po' rimasero in silenzio, entrambi concentrati su Butch. Poi, in tono duro, Vishous
chiese, Perch lo hai respinto, Marissa? Quando l'autunno scorso  passato a trovarti, perch lo hai
mandato via?
Lei si accigli. Ma non  mai venuto a trovarmi.
S, invece.
Come, scusa?
Hai sentito benissimo.
Mentre si guardavano negli occhi, le venne da pensare che Vishous metteva addosso una paura
del diavolo, ma non era un impostore. Quando? Quando  venuto a trovarmi?
Ha aspettato un paio di settimane, dopo che hanno sparato a Wrath, e poi  venuto a casa tua.
Quando  tornato, ha detto che non eri neanche scesa di persona. Cristo, quella s che  stata una mossa
imperdonabile, femmina. Sapevi che aveva una cotta per te e lo hai fatto congedare da un domestico.
Complimenti.
No... non  vero... Lui non  mai venuto, lui... Nessuno mi ha detto che lui...
Oh, per piacere.
Non assumere quel tono con me, guerriero. Vishous la fulmin con lo sguardo, ma lei era
troppo infuriata per curarsi di chi o di che cosa lui fosse. Alla fine dell'estate scorsa ero a letto con
l'influenza, grazie a tutte le volte che avevo nutrito Wrath per poi andare a lavorare alla clinica. Quando
Butch non si  fatto pi sentire, ho pensato che avesse avuto un ripensamento su noi due. Dato che...
non ho mai avuto una gran fortuna con i maschi, mi ci  voluto un po' per trovare il coraggio di
avvicinarlo. Ma quando l'ho fatto, tre mesi fa, qui in clinica, lui ha messo in chiaro che non voleva pi
vedermi. Quindi fammi il favore di non incolparmi per qualcosa che non ho fatto.
Ci fu un lungo silenzio, poi Vishous la lasci senza parole per la sorpresa.
Be', senti senti, disse. E le sorrise, addirittura.
Nel pallone, Marissa abbass lo sguardo su Butch e riprese ad accarezzargli i capelli. Te lo
giuro, se avessi saputo che era lui mi sarei trascinata gi dal letto per andare ad aprirgli la porta di
persona.
Molto bene, femmina. Molto... bene, mormor Vishous con un filo di voce.
Nel silenzio che segu, Marissa ripens agli eventi dell'estate precedente. La convalescenza che
si era concessa non era dovuta solo all'influenza. Era sconvolta dall'attentato alla vita di Wrath messo in
atto da suo fratello, dal fatto che Havers, il medico sempre calmo ed equilibrato, si fosse spinto al punto
di tradire il suo re, svelando il suo nascondiglio a un lesser. Certo, Havers lo aveva fatto per vendicarla,
per vendicare il modo in cui era stata accantonata in favore dell'attuale regina, ma questo non
giustificava in alcun modo il suo gesto.
Beata Vergine del Fado, Butch aveva cercato di vederla, ma perch nessuno le aveva detto
niente?
Non ho mai saputo che eri venuto da me, mormor, lisciandogli i capelli sulla fronte.
Vishous ritrasse la mano e, con un gesto brusco, tir su il lenzuolo, Chiudi gli occhi, Marissa.
 il tuo turno.
Lei lo guard. Io non ne sapevo niente.
Ti credo. Chiudi gli occhi, adesso.
Finito il trattamento, V and alla porta, assecondando con le spalle l'andatura dinoccolata.
Prima di uscire, le lanci un'occhiata da sopra la spalla. Non credere che Butch sia guarito solo
grazie a me. Tu sei la sua luce, Marissa. Non dimenticarlo mai. Poi, socchiudendo gli occhi, aggiunse,
Ma ricordati bene una cosa. Fallo soffrire e io ti considerer mia nemica.
John Matthew sedeva in un'aula che sembrava uscita dritta dritta dal liceo di Caldwell. Di fronte
alla lavagna c'erano sette lunghi banchi, ciascuno occupato da una coppia di stagisti. Tutti tranne uno.
John se ne stava seduto da solo, in fondo. Proprio come aveva fatto al liceo di Caldwell.
La differenza tra quella lezione e la roba che aveva studiato a scuola, tuttavia, era che adesso
prendeva appunti con grande diligenza ed era concentratissimo, come se sulla lavagna stessero
proiettando una maratona di film della serie Die Hard.
D'altra parte, l non c'era pericolo di dover studiare geometria.
Quel pomeriggio faceva lezione Zsadist. Il guerriero camminava avanti e indietro, parlando dei
componenti chimici dell'esplosivo al plastico C4. Indossava uno dei suoi soliti maglioni a collo alto
neri e un paio di comodi calzoni da ginnastica di nylon. Con quella cicatrice che gli tagliava la faccia in
due, aveva tutta l'aria di aver fatto esattamente quello che si vociferava avesse fatto: ammazzato
femmine, trucidato lesser, attaccato persino i fratelli senza motivo.
In compenso era un insegnante fenomenale, questa era la cosa strana.
Ora passiamo ai detonatori, disse. Personalmente preferisco il tipo azionato da un comando
a distanza.
John volt il foglio del quaderno mentre Z tracciava sulla lavagna lo schema tridimensionale di
un meccanismo, una specie di scatola con dei circuiti elettrici.
Ogni volta che disegnava qualcosa, il risultato era sempre cos dettagliato e realistico che
sembrava quasi di poterlo toccare.
In un momento di pausa, John controll l'orologio. Altri quindici minuti e poi, dopo un pasto
leggero, sarebbero andati in palestra. Non vedeva l'ora.
Quando aveva iniziato a frequentare i corsi della confraternita odiava le lezioni pratiche di arti
marziali miste. Adesso, invece, le adorava. Era ancora l'ultimo della classe, dal punto di vista tecnico,
ma di recente aveva ampiamente compensato quella lacuna con la rabbia che aveva in corpo. E la sua
aggressivit aveva innescato un cambiamento nelle dinamiche di gruppo.
All'inizio, tre mesi prima, i compagni di classe lo prendevano in giro, lo accusavano di leccare i
piedi ai fratelli, lo deridevano per la cicatrice che aveva sin dalla nascita perch era identica a quella a
forma di stella dei membri della confraternita. Adesso, invece, tutti stavano bene attenti a non
infastidirlo. Be', tutti tranne Lash. Lash continuava a tormentarlo, a prenderlo di mira, a sfotterlo.
Non che a John importasse. S, fisicamente era in classe con il resto dei tirocinanti,
tecnicamente viveva al quartier generale insieme ai fratelli, teoricamente era legato alla confraternita
per via del sangue di suo padre, ma da quando aveva perso Tohr e Wellsie era un cane sciolto, per
quanto lo riguardava.
Senza legami con nessuno.
Quindi gli altri ragazzi in quell'aula non contavano niente per lui.
Spost lo sguardo sulla nuca di Lash. Aveva raccolto i capelli in una coda di cavallo che
pendeva con nonchalance sul giubbotto disegnato da qualche stilista di grido. Come faceva a sapere
della storia dello stilista? Perch Lash sbandierava sempre ai quattro venti quello che indossava, appena
metteva piede in classe.
Quella sera aveva anche buttato l che il suo orologio nuovo era una creazione di Jacob Arabo,
il famoso gioielliere.
John socchiuse gli occhi, pregustando lo scontro che lo avrebbe opposto a Lash in palestra.
Quasi avesse percepito la sua euforia, Lash si volt, il diamante che aveva all'orecchio sfavillava. Le
sue labbra si allargarono in un sorrisetto maligno, poi si arricciarono quando gli mand un bacio al
volo.
John? la voce di Zsadist picchiava duro come un martello. Ti dispiacerebbe mostrarmi un
po' di rispetto?
Arrossendo, John riport lo sguardo su di lui e Zsadist riprese la lezione, battendo il lungo
indice sulla lavagna. Una volta attivato, un meccanismo come questo si pu innescare con una
quantit di cose, la pi comune delle quali  una frequenza sonora. Si pu utilizzare un cellulare, un
computer oppure un segnale radio.
Zsadist riprese a disegnare, il gesso strideva sulla lavagna.
Ecco un altro tipo di detonatore, disse, facendo un passo indietro. Questo qui  tipico delle
autobombe. Lo si collega all'impianto elettrico dell'automobile.
Una volta innescata la bomba, basta mettere in moto la macchina e tic, tac, bum.
John strinse convulsamente la penna, battendo le palpebre frenetico, in preda a un forte
capogiro.
La bomba scoppia appena si accende il motore? chiese Blaylock, lo studente rosso di capelli.
C' un margine di un paio di secondi. Vi faccio anche notare che, essendo stato manomesso
l'impianto elettrico dell'auto, il motore non parte. Chi  alla guida gira la chiavetta d'accensione e sente
solo una serie di clic.
Il cervello di John cominci a sparare ricordi in rapida successione.
Pioggia... una pioggia nera sul parabrezza di un'auto.
Una mano che stringe una chiave, che si allunga verso il blocchetto d'accensione.
Un motore che gira a vuoto senza accendersi. Una sensazione di paura, di perdita irreparabile.
Poi un lampo accecante...
John ruzzol gi dalla sedia, ignaro della crisi che lo aveva colpito: troppo impegnato a urlare
dentro la sua testa, fisicamente non sentiva niente.
Qualcuno era andato perduto! Qualcuno... era stato abbandonato. Lui aveva abbandonato
qualcuno..,
Capitolo 10
Nella casa della confraternita, con l'alba ormai alle porte e le tapparelle d'acciaio che si
abbassavano nella sala del biliardo, Vishous diede un morso al panino al roast-beef di Arby's. Aveva lo
stesso sapore di una guida telefonica, ma non per colpa degli ingredienti.
Allo schiocco soffocato delle palle che cozzavano l'una contro l'altra, guard in su. Beth, la
regina, si stava raddrizzando dal panno verde.
Bel colpo, comment Rhage, appoggiandosi alla tappezzeria di seta.
Scrupoloso allenamento, ribatt Beth, girando intorno al tavolo per valutare il tiro successivo.
Quando si pieg di nuovo stringendo la stecca nella mano sinistra, il Rubino Saturnino che aveva al
dito medio brill.
V si pul la bocca con un tovagliolino di carta. Ti batter di nuovo, Hollywood.
Probabile.
Ma non ce ne fu il tempo. Wrath piomb nella stanza, chiaramente di pessimo umore. I capelli
neri, lunghi quasi fino al sedere fasciato di pelle, svolazzarono alle sue spalle prima di posarsi sulla
poderosa schiena.
La regina mise gi la stecca. Come sta John?
E io cosa cavolo ne so, esclam Wrath, baciandola sulla bocca e poi ai due lati del collo, in
corrispondenza delle vene. Non vuole farsi vedere da Havers, si rifiuta di mettere piede alla clinica.
Adesso si  addormentato nell'ufficio di Tohr, stravolto.
Che cosa ha scatenato la crisi, stavolta?
Z stava facendo lezione sugli esplosivi e lui, a un certo punto, ha avuto un attacco ed  finito
per terra. Come la prima volta che ti ha vista.
Beth si appoggi contro al suo hellren, cingendogli la vita con le braccia. I loro capelli neri si
confusero, lisci quelli di lui, ondulati quelli di lei. Quelli di Wrath erano lunghissimi, ma girava voce
che a Beth piacessero cos, che se li fosse fatti crescere per lei.
V si pul la bocca un'altra volta. Strano che i maschi facciano certe cagate.
Beth scroll la testa. Vorrei tanto che John venisse a stare qui con noi.
Dormire su quella poltrona, vivere in quell'ufficio... Passa troppo tempo da solo e non mangia
abbastanza. E, oltretutto, Mary dice che non vuole parlare per niente di quello che  successo a Tohr e a
Wellsie. Si rifiuta di aprirsi.
Non mi interessa di cosa parla, basta che vada da quel maledetto dottore.
Gli occhiali da sole avvolgenti di Wrath si spostarono su V. E l'altro nostro paziente come sta?
Cristo, c' un gran bisogno di un medico interno da queste parti, mi pare.
V allung la mano verso il sacchetto di Arby's e tir fuori il panino numero due. Lo sbirro sta
guarendo. Sar fuori tra un giorno o due, credo.
Voglio sapere cosa cavolo gli hanno fatto. La Vergine Scriba non vuole dirmi niente.  muta
come un pesce.
Ieri ho cominciato le ricerche. Sono partito dalle Cronache. Ovvero diciotto volumi di storia
dei vampiri nell'Antico Idioma. Dio, gli veniva voglia di sbattere la testa contro il muro per la
disperazione. Quei tomi erano di una noia mortale, peggio dell'inventario di un negozio di ferramenta.
Se non trovo niente, posso sempre controllare da qualche altra parte, compendi di tradizioni orali
messi per iscritto e roba simile. I vampiri vivono su questo pianeta d ventimila anni,  altamente
improbabile che in tutto questo tempo non sia mai successo niente del genere. Oggi passer l'intera
giornata a lavorarci su.
Perch, come al solito, non poteva sperare in un po' di sonno. Era pi di una settimana che non
riusciva a chiudere occhio e nulla lasciava supporre che quel pomeriggio le cose sarebbero andate
diversamente.
Porca miseria... stare sveglio per otto giorni di fila non faceva bene alla sua attivit cerebrale. Se
non entravi con regolarit nella fase REM e smettevi di sognare, potevi beccarti una psicosi che ti
faceva sballare i circuiti. Era un miracolo che non avesse gi cominciato a dare i numeri.
V? lo chiam Wrath.
Scusa? Hai detto qualcosa?
Stai bene?
Vishous addent il panino. S, bene. Benissimo, rispose a bocca piena.
Dodici ore dopo, al calar della notte, Van Dean ferm il furgone sotto un acero lungo una bella
stradina pulita.
La situazione non gli piaceva.
All'apparenza, la casa in fondo al piccolo prato era una tra le tante villette in stile coloniale in
un quartiere come tanti altri. Il problema era il numero di automobili parcheggiate nel vialetto
d'accesso. Quattro.
Lui pensava di incontrare Xavier a tu per tu; cos almeno gli era stato detto.
Studi il posto dall'interno del furgone, Le tapparelle erano tutte abbassate.
Dentro c'erano solo due luci accese. La veranda era al buio.
La posta in gioco era molto alta. Accettare quell'incarico significava dire addio a quello schifo
di lavoro nelle costruzioni e ridurre l'usura del suo fisico. Poteva raddoppiare quello che guadagnava
adesso, e mettere da parte qualcosa per tirare avanti quando non sarebbe pi stato in grado di salire sul
ring.
Scese e si avvi verso il portico anteriore. Lo zerbino decorato con un tralcio di edera su cui
piant gli stivali faceva accapponare la pelle.
La porta si spalanc prima ancora che suonasse il campanello. Sulla soglia c'era Xavier,
mastodontico e bianco neanche fosse appena uscito dal candeggio, Sei in ritardo.
Avevi detto che sarebbe stato un incontro a quattr'occhi.
Ti preoccupa la compagnia?
Dipende da che compagnia .
Xavier si spost a destra di un passo. Perch non entri? Cos lo scopri da solo.
Van rimase fermo sullo zerbino. Tanto perch tu lo sappia, ho detto a mio fratello che venivo
qui. Indirizzo e tutto.
Quale fratello, quello pi grande o quello pi piccolo? ribatt Xavier con un sorriso, mentre
Van socchiudeva gli occhi. S, sappiamo di loro. Come hai detto tu, indirizzi e tutto.
Van infil la mano nella tasca del parka. La nove millimetri gli scivol nel palmo come se
stesse tornando a cuccia.
La grana, pensa alla grana.
Un attimo dopo disse, Vogliamo muoverci o andiamo avanti a chiacchierare in mezzo alla
corrente?
Non sono io quello che sta dalla parte sbagliata della porta, figliolo.
Van entr, tenendo d'occhio Xavier. Dentro faceva freddo, come se il riscaldamento fosse al
minimo o la casa fosse abbandonata. L'assenza di mobili faceva propendere per la seconda ipotesi.
Xavier infil la mano nella tasca posteriore dei calzoni e Van si irrigid, in allarme. Quello che
si trov davanti era un'arma, per certi versi: dieci fruscianti banconote da cento dollari.
Allora, affare fatto? chiese Xavier.
Van si guard intorno. Poi prese i soldi e se li infil in tasca. S.
Bene, Cominci stanotte, disse Xavier, voltandosi e puntando verso il retro della casa.
Van lo segu, sempre allerta. Specialmente quando, gi nel seminterrato, vide altri sei Xavier
fermi in fondo alle scale. Sei uomini alti, canuti e profumati come certe vecchiette.
A quanto pare anche tu hai dei fratelli, butt l Van in tono disinvolto.
Non sono fratelli. E non usare mai quella parola, qui dentro, disse Xavier; poi, lanciando
un'occhiata ai sei bestioni, spieg, Questi saranno i tuoi allievi.
Muovendosi senza aiuto, ma sotto l'occhio vigile di un'infermiera bardata contro ogni possibile
contaminazione, Butch torn a letto dopo essersi lavato e sbarbato per la prima volta. Gli avevano tolto
catetere e flebo ed era riuscito a far fuori un pasto abbondante. Aveva anche dormito come un sasso
undici ore su dodici.
Dannazione... cominciava a sentirsi di nuovo un essere umano, e la rapidit con cui stava
rifiorendo era un dono del cielo, per quel che ne sapeva.
Se l' cavata benissimo, padrone, disse l'infermiera.
Prossima tappa, le Olimpiadi, scherz lui, coprendosi con le lenzuola.
Uscita l'infermiera, Butch lanci un'occhiata a Marissa. Era seduta sulla branda che lui aveva
insistito per far portare dentro, la testa china su un lavoro di ricamo. Da quando si era svegliato,
un'oretta prima, gli era parsa un po' strana, come se fosse in procinto di dire qualcosa che faticava a
tirare fuori.
Spost gli occhi dalla corona dorata dei capelli alle mani delicate, all'abito color pesca che
tracimava dal letto di fortuna... poi riport lo sguardo sul vestito.
Sul davanti c'erano tanti minuscoli bottoncini. Un centinaio, forse.
Butch spost le gambe, irrequieto. Chiss, quanto ci avrebbe impiegato a slacciare tutte quelle
perline.
La reazione del suo corpo fu immediata, il sangue conflu in mezzo alle gambe provocandogli
un'erezione.
Be', chi l'avrebbe mai detto. Stava proprio meglio.
Ed era anche un gran figlio di puttana, perdio.
Si gir dall'altra parte e chiuse gli occhi.
Ma a occhi chiusi, rivide il bacio che le aveva dato sulla loggia della casa di Darius, l'estate
prima. Merda, che guaio, il ricordo era nitido come una fotografia. Seduto con Marissa in mezzo alle
gambe, le aveva infilato la lingua in bocca. Erano ruzzolati per terra quando lui aveva spaccato la
sedia...
Butch?
Apr gli occhi e si volt di scatto. Marissa era l, davanti a lui, il viso all'altezza del suo. Nel
panico, guard in gi per controllare che le lenzuola nascondessero quello che stava succedendo tra le
sue cosce.
S? disse, con una voce cos roca che fu costretto a ripetersi. Cristo, la sua laringe aveva
sempre prodotto note aspre, parole perennemente rauche, ma se c'era una cosa che di sicuro non
migliorava la situazione era pensare di restare nudo. Specialmente con Marissa.
Dal modo in cui lo scrutava, temette che avesse visto tutto, fino in fondo all'anima. Dove era
pi forte la sua ossessione per lei.
Marissa, dovrei mettermi a dormire, adesso, credo. S, insomma, sai, riposare e tutto il resto.
Vishous ha detto che sei venuto a trovarmi. Dopo che hanno sparato a Wrath.
Butch strinse di nuovo le palpebre con forza. Il suo primo pensiero fu di trascinare il culo gi
dal letto, andare a cercare il suo coinquilino e picchiarlo.
Maledizione, V...
Non me l'hanno detto, prosegu Marissa. Butch la guard perplesso e lei scosse la testa. Non
ne sapevo niente. L'ho scoperto solo quando me l'ha detto Vishous, ieri sera. Con chi hai parlato
quando sei venuto? Cosa  successo?
Non lo sapeva? Io, ehm,  stata una doggen ad aprire la porta.  salita al piano di sopra e,
quando  scesa, ha detto che non potevi ricevere visite e che avresti chiamato. Ma poi tu non hai
telefonato... e io non volevo darti il tormento o roba del genere.
Be', okay... un pochino l'aveva fatto. Solo che lei non lo aveva mai saputo, grazie a Dio. A
meno che, naturalmente, quella lingua lunga di V non l'avesse ragguagliata anche su quello. Il bastardo.
Sono stata malata, Butch, e ho avuto bisogno di tempo per riprendermi. Per avevo voglia di
vederti. Per questo ti ho chiesto di passare a trovarmi quando ti ho incontrato per caso, a dicembre.
Quando tu hai detto di no ho pensato... be', che non ti interessavo pi.
Lei aveva voglia di vederlo? Aveva detto cos?
Butch, io avevo voglia di vederti.
S che l'aveva detto. Due volte.
Be', dannazione... questo s che lo tirava su di morale.
Merda, mormor, guardandola negli occhi. Hai idea di quante volte sono passato davanti a
casa tua, in macchina?
Davvero?
Praticamente ogni sera. Ero patetico. Diamine, lo era ancora.
Per volevi mandarmi via da questa stanza. Ti sei arrabbiato quando mi hai vista qui.
Ero incazzai... ehm, arrabbiato perch non avevi addosso la tuta protettiva. E poi ero convinto
che ti avessero costretta a venire. Con mano tremante, le sfior una ciocca di capelli. Dio, com'erano
morbidi. Vishous sa essere molto persuasivo, e non volevo che stessi qui controvoglia, spinta solo
dalla piet o dalla compassione.
Io volevo stare qui. Io voglio stare qui, disse lei, afferrandogli la mano e stringendola con
forza.
Nel silenzio che segu, un silenzio della serie: "oh mio Dio dev'essere Natale", Butch si sforz
di riordinare mentalmente gli ultimi sei mesi, di rimettersi al passo con quella realt che in qualche
modo avevano perso. Lui la voleva. Lei lo voleva. Era proprio vero?
Sembrava vero. Sembrava bellissimo. Sembrava...
Si lasci sfuggire parole incaute, disperate. Sono patetico quando penso a te, Marissa. S,
cazz... ehm... proprio patetico. Quando penso a te.
Lei alz gli occhi celesti. Anche... io. Con te.
Butch non si rese neanche conto di quello che stava facendo, ma un attimo prima erano separati
e un attimo dopo stava posando la bocca su quella di Marissa. Sentendola ansimare, si ritrasse.
Scusa...
No... io...  solo che mi hai colta di sorpresa, disse lei, gli occhi fissi sulle sue labbra. Voglio
che tu...
Okay. Butch pieg la testa di lato e le sfior le labbra con delicatezza. Vieni pi vicino.
Prendendola per un braccio, la tir sul letto, poi la fece sdraiare sopra di s.
Era leggerissima, poco pi che aria calda; gli piaceva da morire, specialmente essere avvolto dai
suoi capelli biondi. Le prese la faccia tra le mani e la guard.
Quando lei schiuse le labbra in un sorriso dolcissimo, Butch intravide la punta delle zanne. Oh,
Dio, doveva entrare dentro di lei, doveva penetrarla in qualche modo; si sollev leggermente e
cominci con la lingua. Le lecc l'interno della bocca, strappandole un gemito. Poi si baciarono con
trasporto. Le infil le dita tra i capelli tenendola ferma per la nuca, le allarg le gambe, scivol in
mezzo alle sue cosce aumentando la pressione nel punto in cui era duro, grosso, eccitato.
All'improvviso una domanda gli esplose nella testa, una domanda che non aveva il diritto di
fare, una domanda che lo mand in confusione, facendogli perdere il ritmo. Si scost da lei.
Butch, cosa c'?
Lui le accarezz la bocca con il pollice, chiedendosi se avesse un uomo. Nei nove mesi trascorsi
da quando l'aveva baciata si era fatta un amante? Magari anche pi di uno?
Butch?
Niente, disse lui, il petto attanagliato da un istinto ferocemente possessivo.
La baci di nuovo, stavolta con un senso di propriet che non aveva il diritto di provare, fece
scivolare una mano sulle sue reni premendola contro l'erezione.
Sentiva il bisogno irrefrenabile di accampare dei diritti su di lei, di far sapere a qualunque altro
essere di sesso maschile che lei era la sua donna. Il che era una follia.
Marissa si ritrasse di scatto, annusando l'aria, confusa. Gli umani si legano sentimentalmente
alle loro femmine?
Ah... ci lasciamo prendere dall'emozione, certo.
No... stabiliscono un legame olfattivo? Gli affond la faccia nel collo inspirando a fondo, poi
cominci a sfregare il naso contro la sua pelle.
Lui la afferr per i fianchi, chiedendosi fin dove sarebbero arrivati. Non era certo di avere la
forza per fare sesso, anche se era in piena erezione. Non voleva dare niente per scontato, per, Dio
onnipotente, da lei voleva proprio questo.
Mi piace tanto il tuo odore, Butch.
Dev'essere il sapone che ho appena usato. Ma quando lei gli fece scorrere le zanne su per il
collo, gemette, Oh, merda... non... fermarti...
Capitolo 11
Vishous entr in clinica e punt dritto verso la stanza della quarantena.
Nessuno al banco dell'accettazione os mettere in discussione il suo diritto di fare irruzione in
quel modo, anzi, tutti si affrettarono a levarsi di torno.
Buon per loro. Era armato fino ai denti e aveva un diavolo per capello.
La giornata era stata una gran perdita di tempo. Nelle Cronache non aveva trovato nulla che si
avvicinasse anche lontanamente a quello che aveva subito Butch. Niente neanche nelle Storie Orali. Il
peggio era che percepiva confusamente delle cose, nel futuro, tasselli dei destini di certe persone che si
ricomponevano, ma non riusciva a vedere niente di quello che il suo istinto gli segnalava. Era come
guardare un lavoro teatrale con il sipario abbassato: ogni tanto vedeva muoversi il drappo di velluto
quando un corpo, dall'altra parte, lo sfiorava, udiva voci indistinte, notava un cambiamento nella luce
che filtrava da sotto l'orlo ornato di nappine. Per i particolari gli sfuggivano, le sue cellule cerebrali
mancavano il bersaglio.
Oltrepass il laboratorio di Havers ed entr nel ripostiglio. Varcata la porta segreta si ritrov
nell'anticamera deserta, computer e monitor montavano la guardia da soli.
Di colpo si ferm.
Sullo schermo pi vicino c'era Marissa stesa sopra Butch, sul letto. Lo sbirro la stringeva tra le
braccia, le ginocchia nude spalancate ad accoglierla mentre si strusciavano l'uno contro l'altro. V non li
vedeva in faccia, ma era evidente che si baciavano e ci davano dentro con la lingua.
V si sfreg la mascella, vagamente consapevole che sotto le armi e i calzoni la pelle si stava
surriscaldando. Porca miseria... la mano di Butch scivolava adagio su per la schiena di Marissa, sotto la
cascata di capelli biondi, accarezzandole il collo, la nuca.
Era arrapato, il ragazzo, eppure la toccava in modo molto delicato. Molto tenero.
V ripens al sesso che aveva fatto lui, la notte che i lesser avevano catturato Butch. Non c'era
niente di delicato in quello. Proprio come piaceva alle due parti in causa.
Butch cambi posizione, facendo rotolare Marissa sulla schiena e montandole sopra. Nel farlo,
il camice si apr, i legacci si sciolsero, mettendo in mostra la schiena robusta e la parte inferiore del suo
corpo, altrettanto vigorosa. Il tatuaggio alla base della spina dorsale si flett quando spinse l'inguine tra
le sottane di Marissa, cercando di andare a segno. Mentre sfregava contro di lei quella che aveva tutta
l'aria di essere un'erezione granitica, Marissa spost le belle mani, lunghe ed eleganti, affondandogli le
unghie nelle natiche nude, graffiandolo.
Butch alz la testa, senza dubbio per emettere un gemito, pens V.
Ges, gli sembrava quasi di sentirlo... Si... lo sentiva. E all'improvviso venne colto da una
smania stranissima. Merda. Che cosa lo intrigava tanto in quella scena?
Butch lasci ricadere la testa sul collo di Marissa e cominci a muovere i fianchi, su e gi, poi
ancora su, flettendo la spina dorsale. Le spalle massicce si contraevano e si rilassavano in modo
ritmico. V batteva freneticamente le palpebre. Poi smise del tutto, come ipnotizzato.
Marissa si inarc aprendo la bocca. Cristo, che spettacolo era sotto il suo uomo, i capelli
allargati a ventaglio sui cuscini, aggrovigliati intorno ai bicipiti muscolosi di Butch. Nella vampa della
passione, nel suo abito color pesca, era come il sole che sorge al mattino, un'alba, una promessa di
calore, e Butch si stava crogiolando in ci che aveva l'immensa fortuna di toccare.
La porta dell'anticamera si apr e V si volt di scatto, piazzandosi davanti al monitor.
Havers pos su uno scaffale la cartella clinica di Butch e prese una tuta protettiva. Buonasera,
padrone. Sei venuto a curarlo ancora un po', giusto?
S..., rispose V; la voce gli si incrin e dovette schiarirsi la gola. Adesso per non  il
momento giusto.
Havers si ferm con la tuta in mano. Sta riposando?
Neanche un po'. S. Per cui sar meglio lasciarlo in pace.
Il medico inarc le sopracciglia, perplesso dietro gli occhiali di tartaruga.
Chiedo scusa?
V prese la cartella e gliela restitu, poi gli tolse di mano la tuta e la riappese al gancio. Dopo,
dottore.
Ma... ma io devo visitarlo. Penso che sia pronto per tornare a casa...
Fantastico. Per adesso usciamo.
Havers fece per protestare, ma V ne aveva abbastanza di quella conversazione. Afferrandolo per
le spalle, lo guard dritto negli occhi e con la forza del pensiero lo convinse a desistere.
S... mormor Havers. Dopo. D-domani?
S, domani andr benissimo.
Mentre spingeva in corridoio il fratello di Marissa, la sola cosa a cui riusciva a pensare erano le
immagini su quello schermo. Aveva sbagliato a guardare.
Aveva sbagliato a... desiderare.
Marissa era tutta un fuoco.
Butch... oddio, Butch. Sopra di lei. Com'era pesante, e grosso, talmente grosso che sotto il
vestito lei aveva spalancato le gambe per fargli posto. E il modo in cui si muoveva... il ritmo dei suoi
fianchi la stava facendo impazzire.
Quando smise di baciarla, aveva il respiro affannoso e i suoi occhi nocciola erano pieni di
desiderio, di un feroce appetito sessuale. Forse avrebbe dovuto sentirsi confusa perch non aveva idea
di quello che stava facendo. Invece provava un senso di potenza.
Ruppe il silenzio dicendo, Butch? Anche se non le era chiaro cosa stesse chiedendo,.
Oh... Dio, piccola. Con una carezza quasi impercettibile fece scivolare la mano lungo il suo
collo, fino alla clavicola. Giunto alla scollatura del vestito si ferm, chiedendole silenziosamente il
permesso di levarglielo.
Il che la raffredd all'istante. I suoi seni sembravano abbastanza nella media, ma non si era mai
potuta confrontare con altre femmine. Non avrebbe tollerato di vedere il disgusto con cui l'avevano
guardata i maschi della sua specie. Non sulla faccia di Butch, e specialmente non se era nuda. Era gi
stato abbastanza difficile sopportarlo da vestita e da parte di maschi di cui non le importava niente.
Va tutto bene, disse Butch ritraendo la mano. Non voglio forzarti.
La baci con delicatezza, rotolando gi da lei e tirandosi il lenzuolo sull'inguine. Sdraiato
supino, si copr gli occhi con il braccio, il petto che si alzava e si abbassava come dopo una corsa.
Marissa abbass gli occhi sul corpino dell'abito: lo stava stringendo cos convulsamente da
avere le nocche bianche. Butch?
Lui abbass il braccio e volt la testa sul cuscino. Aveva la faccia ancora gonfia, in certi punti,
un occhio era ancora nero. Gli avevano rotto il naso, ma non di recente. Eppure per lei era bellissimo.
Cosa, piccola?
Hai... hai avuto molte amanti?
Lui si accigli. Inspir a fondo. Non sembrava desideroso di rispondere. S. S, molte.
Marissa ebbe la sensazione che i suoi polmoni fossero diventati di cemento mentre se lo
immaginava nell'atto di baciare altre donne, di spogliarle, di accoppiarsi con loro. Era pronta a
scommettere che la stragrande maggioranza delle sue amanti non erano vergini inesperte.
Dio, le veniva da vomitare.
Che poi  un altro dei motivi per cui  meglio se ci fermiamo, disse Butch.
Come sarebbe?
Non dico che ci saremmo spinti fino a quel punto, ma avrei bisogno di un preservativo.
Be', questo almeno sapeva cos'era. Ma perch? Io non sono fertile.
La lunga pausa che segu non faceva ben sperare. E neanche il modo in cui Butch imprec
sottovoce. Non sempre sono stato attento.
Con che cosa?
Col sesso. Ho fatto... molto sesso con persone che forse non erano del tutto sane. E l'ho fatto
senza protezione. Avvamp, quasi vergognandosi di se stesso.
Il rossore sal lungo il collo, diffondendosi su tutto il viso. Per cui, ecco, con te avrei bisogno
di un preservativo. Chiss cosa potrei essermi beccato.
Perch non sei stato pi attento?
Perch non me ne fregava un caz... ehm, s, cio... Allung una mano e prese una ciocca dei
suoi capelli. Mentre se la portava alle labbra per baciarla, disse sottovoce, Adesso vorrei tanto essere
vergine, maledizione.
Io sono immune ai virus umani.
Non sono stato solo con umane, Marissa.
Lei rimase raggelata. Finch si trattava di femmine della sua stessa specie, di donne, le
sembrava diverso, anche se non sapeva perch. Ma un'altra vampira?
Chi ? chiese tesa.
Non credo proprio che tu la conosca, disse lui, lasciando andare i capelli e rimettendosi il
braccio sugli occhi. Dio, vorrei tanto non averlo fatto. Vorrei non aver fatto un sacco di cose.
Oh... Ges.  successo di recente, vero?
S.
Tu... la ami?
Lui la guard incredulo. Dio, no. Non la conoscevo nemmeno... oh, merda, cos suona ancora
peggio, eh?
L'ha fatta entrare nel tuo letto? Hai dormito con lei, dopo? Perch diamine gli stava facendo
tutte quelle domande? Era come rigirare il coltello nella piaga.
No,  successo in un locale. Doveva aver fatto una faccia scioccata, pens Marissa, perch lui
imprec di nuovo. Marissa, la mia non  stata una vita esemplare. Il Butch che hai conosciuto tu,
legato alla confraternita, vestito elegante... non  cos che vivevo prima. Quello che vedi adesso non  il
vero Butch.
E chi saresti, allora?
Uno che tu non conosceresti mai. Anche se fossi un vampiro le nostre strade non si
incrocerebbero mai. Io sono un colletto blu. Nel vedere l'espressione confusa di Marissa, si affrett a
spiegare, Uno di una classe inferiore.
Lo disse come un dato di fatto, come l'altezza o il peso.
Io non ti vedo come uno di una classe inferiore, Butch.
Come ho gi detto, tu non mi conosci veramente.
Quando sto sdraiata accanto a te, quando respiro il tuo odore, quando sento la tua voce, so
tutto quello che c' da sapere. Marissa fece scorrere lo sguardo sul suo corpo. Tu sei il compagno che
desidero, ecco chi sei.
A un tratto dalla pelle di Butch si sprigion un odore penetrante, speziato, il genere di effluvio
che, se fosse stato un vampiro, Marissa avrebbe preso per il marchio del suo amore per lei. Fu questo a
darle coraggio.
Con dita tremanti, fece per slacciare il primo dei minuscoli bottoni del corpetto.
Butch le prese le mani. Non sei obbligata a farlo, Marissa. Ci sono cose che voglio da te, ma
non ho fretta.
Ma io voglio farlo. Voglio stare con te. Gli spinse via la mano e ricominci ad armeggiare
con i bottoni, ma non and molto lontano perch tremava troppo. Credo che dovrai farlo tu.
Lui inspir a fondo, emettendo un sibilo molto erotico. Sei sicura?
S. Vedendolo esitare, accenn con la testa al corpetto. Per favore.
Levamelo.
In lenta successione, Butch slacci uno dopo l'altro i bottoncini a forma di perla, le dita si
muovevano sicure malgrado le ferite. A poco a poco il vestito si apr fino a formare una stretta V.
Senza il bustino, la pelle nuda di lei venne subito allo scoperto.
All'ultimo bottone, Marissa cominci a tremare tutta.
Marissa, non sei a tuo agio.
E solo che... Nessun maschio mi ha mai vista prima d'ora.
Butch rimase impietrito. Sei ancora...
Illibata, termin lei. Odiava quella parola.
Adesso tremava anche lui e l'odore intenso che si levava dal suo corpo si fece ancora pi forte.
Non avrebbe avuto nessuna importanza se anche non lo fossi stata. Voglio che tu lo sappia.
Lo so, disse lei sorridendo appena. Adesso vuoi...? Mentre lui alzava le mani per
completare l'opera, Marissa sussurr, Solo, sii gentile, va bene?
Butch si accigli. Quello che vedr non pu non piacermi, perch fa parte di te. Lei evitava di
guardarlo. Marissa, tu per me sei bellissima, disse sporgendosi verso di lei.
Spazientita dalla propria timidezza, lei spalanc il corpino, scoprendo i seni.
Chiuse gli occhi, incapace di respirare, Marissa. Sei bellissima.
Facendosi forza, lei alz le palpebre. Ma Butch non stava guardando quello che aveva messo in
mostra.
Non mi hai ancora guardata, vero?
Non ne ho bisogno.
Lei sentiva le lacrime agli angoli degli occhi. Per favore... guardami.
Lui face scorrere lo sguardo verso il basso inspirando con forza, a denti stretti; il sibilo risuon
in tutta la stanza. Ah, diamine, pens Marissa, c'era qualcosa che non andava, lo sapeva...
Ges, sei perfetta, esclam Butch, passandosi la lingua sul labbro inferiore.
Posso toccarti?
Sopraffatta dall'emozione, lei annu con uno scatto del mento. La mano di Butch si infil sotto il
corpino e scivol su per il torace accarezzandole il seno, di lato, impalpabile come un respiro. Lei
trasal a quel contatto, poi si rilass.
Almeno finch Butch non le sfreg il pollice sul capezzolo.
Allora, senza volerlo, si inarc.
Sei... assolutamente perfetta, disse lui con voce roca. Sono accecato da tanta bellezza.
Chin il capo, posando le labbra sullo sterno per poi farsi strada, un bacio dopo l'altro, fino al
seno. Il capezzolo si eresse protendendosi verso... s, verso la sua bocca. Oh... Dio, s... la sua bocca.
Con gli occhi fissi in quelli di Marissa, Butch si attacc al suo seno, prendendo il capezzolo tra
le labbra. Lo succhi per una frazione di secondo prima di lasciarlo andare soffiando sulla punta umida
di saliva. Marissa sent una vampata di calore in mezzo alle gambe.
Stai bene? chiese lui. Va tutto bene?
Non sapevo... che potessero dare questa sensazione.
No? Lui sfior ancora il capezzolo con le labbra. Ma ti sarai toccata in questo punto
bellissimo. No? Mai?
Lei non riusciva a pensare in modo lucido. Le femmine della mia classe sociale... ci insegnano
a non... fare certe cose. A meno che non siamo con il nostro compagno, e anche in quel caso... Dio,
ma cosa stava dicendo?
Ah... be', ma io adesso sono qui, giusto? Butch tir fuori la lingua e le lecc il capezzolo.
Gi, adesso sono qui. Perci dammi la mano, Marissa. Quando lei lo fece le baci il palmo. Adesso
ti faccio sentire com' la perfezione.
Si infil in bocca l'indice di Marissa e lo succhi, poi lo pass sull'areola tracciando dei cerchi
intorno al capezzolo, toccandola con la sua stessa mano.
Lei abbandon il capo all'indietro, senza mai smettere di guardarlo negli occhi.  cos...
Morbido e duro allo stesso tempo, vero? Butch si chin a prendere in bocca capezzolo e dito
insieme, avvolgendoli nel calore vellutato della lingua. Ti piace?
S... beata Vergine del Fado, s.
Butch avvicin la mano all'altro seno e fece ruotare il capezzolo tra pollice e indice, poi
massaggi il turgore sottostante. Torreggiava sopra di lei, immenso, il camice gli scivolava gi dalle
spalle contratte, le grosse braccia tese nello sforzo di puntellarsi sopra di lei. Quando cambi lato,
concentrandosi sull'altro capezzolo, i suoi capelli scuri le sfiorarono la pelle candida, morbidi come
seta.
In preda all'eccitazione e a una smania crescente, Marissa non si accorse che le stava alzando le
sottane... finch non se le ritrov sollevate sulle cosce.
Butch la sent irrigidirsi. Posso spingermi un po' pi in l? chiese senza staccare la bocca dal
suo seno. Giuro che mi fermer appena mi dirai di farlo
Uhm... s.
Butch fece scivolare il palmo sul suo ginocchio nudo e lei trasal, ma quando ricominci a
titillare il seno, Marissa dimentic ogni paura. Con cerchi lenti, pigri, la mano di lui risal lungo la
gamba fino a scivolare in mezzo alle cosce...
All'improvviso, lei sent qualcosa sgorgare dal proprio corpo. Nel panico strinse con forza le
gambe spingendolo via.
Cosa c', piccola?
Tutta rossa Marissa farfugli, Sento qualcosa... di diverso...
Dove? Qui sotto? chiese lui, accarezzandole l'interno della coscia.
Lei annu e Butch fece un sorriso sornione, molto sensuale. Ah, davvero? La baci,
indugiando a lungo. Non vuoi dirmi che cos'? Marissa avvamp ancora di pi, mentre lui
continuava ad accarezzarla. Diverso in che senso?
Sono... Non riusciva a dirlo.
Butch spost la bocca vicino al suo orecchio. Sei bagnata? Quando Marissa annu, lui si
lasci sfuggire un gemito gutturale. Va bene cos...  cos che dev'essere.
Veramente? Perch...
Con un gesto repentino lui le tocc le mutandine in mezzo alle gambe; entrambi sobbalzarono a
quel contatto.
Oh... Dio, mugol Butch abbandonando la testa sulla spalla di lei. Adesso s che sei con me.
Sei proprio qui con me.
Con la mano sul raso caldo e umido che copriva l'intimit di Marissa, Butch sentiva palpitare
con forza l'erezione. Gli bastava spingere di lato gli slip e si sarebbe tuffato in un mare di miele, lo
sapeva, ma non voleva scioccarla rischiando di sciupare la magia del momento.
Pieg le dita sfregando la base del palmo contro la sommit della vulva, nel punto pi sensibile.
Con un ansito, Marissa spinse i fianchi in avanti, poi segu il ritmo lento della mano di lui. Il che,
naturalmente, lo spinse quasi oltre il limite.
Per non perdere il controllo, ruot i fianchi in modo da intrappolare l'erezione tra lo stomaco e il
materasso.
Butch, ho bisogno... di qualcosa... io...
Piccola, ti sei mai... Ah, cavolo, impossibile che si fosse masturbata. Per lei era stata una
sorpresa anche solo toccarsi il capezzolo.
Cosa?
Non importa. Allent la pressione sulla vulva e accarezz le mutandine con la punta delle
dita. Adesso ci penso io. Fidati, Marissa.
La baci sulla bocca succhiandole le labbra, facendola impazzire. Poi infil la mano sotto gli
slip di raso...
Oh,.. cazzo, esclam con un filo di voce, sperando che lei fosse troppo stordita per averlo
sentito.
Marissa fece per tirarsi indietro. Che cos'ho che non va?
Tranquilla, tranquilla, disse lui, premendole la coscia sulla gamba per tenerla ferma. Poi
temette di aver raggiunto l'orgasmo... data la sensazione da lancio missilistico che gli aveva appena
attraversato il membro. Non c' niente che non va, piccola.  solo che sei... oh, Dio, qui sei tutta
nuda. Mosse la mano, insinuando le dita tra le pieghe della vulva... misericordia divina, era cos liscia.
Cos bagnata. Cos eccitata.
Si stava gi smarrendo in mezzo a tutta quella carne viscida, quando si accorse della confusione
di Marissa. Non hai peli, disse.
Non va bene?
Lui scoppi a ridere. No,  bellissimo. Lo trovo eccitante.
Eccitante? Diciamo pure esplosivo. Voleva strisciare sotto la sua gonna per leccarla, succhiarla,
assaporarla, ma sarebbe stato decisamente troppo.
Era proprio un cavernicolo, cazzo, ma l'idea di essere l'unico ad avere posato la mano l dov'era
adesso era erotica da matti.
Ti piace cos? chiese, spingendosi leggermente oltre.
Dio... Butch Marissa s'inarc con violenza sul letto, gettando indietro la testa, il collo piegato
in un arco flessuoso.
Lui non riusciva a staccare gli occhi dalla sua gola, pervaso da uno stimolo stranissimo: aveva
voglia di morderla. Apr la bocca quasi si apprestasse a farlo.
Poi, imprecando, scacci via quell'impulso bizzarro.
Butch... io sto male.
Lo so, piccola. Adesso ci penso io. Si attacc al seno con la bocca e cominci a toccarla
seriamente, trovando il ritmo giusto, attento a non penetrarla per non sconvolgerla.
Alla fine fu lui a perdere la testa. La frizione continuata, il contatto col corpo di lei, l'odore di
tutto quanto lo travolsero come una valanga e si accorse che stava simulando l'atto sessuale, pompando
con l'inguine contro il materasso in sincronia con la mano. Lasci cadere la testa tra i seni di Marissa
perch non ce la faceva pi a tenerla dritta. Doveva smetterla con quel massaggio all'uccello.
Doveva concentrarsi su di lei.
Guard in su. Marissa aveva gli occhi sbarrati e leggermente spaventati. Era sull'orlo
dell'orgasmo e cominciava ad agitarsi.
Va bene, piccola, va tutto bene, la tranquillizz lui senza smettere di accarezzarla tra le
gambe.
Che cosa mi sta succedendo?
Stai per venire, le bisbigli all'orecchio. Lasciati andare. Ci sono qua io. Ti tengo, io.
Aggrappati a me.
Lei gli affond le unghie nelle braccia e, quando i graffi lo fecero sanguinare, Butch sorrise,
pensando che era assolutamente perfetto.
Marissa sollev i fianchi di scatto. Butch...
Ecco, cos. Vieni da me.
Non posso... non ci riesco... Lei scuoteva la testa avanti e indietro, combattuta tra quello che
voleva il suo corpo e quello che la sua mente faticava ad assimilare. Rischiava di perdere lo slancio se
lui non faceva qualcosa alla svelta.
Spinto da un istinto misterioso, Butch le affond la faccia nel collo e la morse, proprio in
corrispondenza della giugulare. Funzion. Marissa grid il suo nome in preda agli spasmi, dimenando i
fianchi selvaggiamente, flettendo la spina dorsale.
Con una gioia profonda, lui l'aiut a cavalcare le onde dell'orgasmo, parlandole per tutto il
tempo... anche se Dio solo sapeva cosa stava dicendo.
Quando lei si plac, Butch alz la testa dal suo collo. Tra le sue labbra dischiuse scorse la punta
delle zanne e fu colto da un impulso irrefrenabile. Le spinse la lingua in bocca e lecc quelle lame
affilate, sentendole raspare sulla carne. Voleva sentirle sulla pelle... voleva che lei succhiasse il suo
sangue, che lo bevesse fino a saziarsene, che la sua vita dipendesse da lui.
Si impose di smettere e la ritirata gli lasci un gran senso di vuoto. Quanti desideri insoddisfatti,
e non erano tutti sessuali. Aveva bisogno di... cose che soltanto lei poteva dargli, cose che non capiva
fino in fondo.
Marissa apr gli occhi. Non sapevo... che sarebbe stato cos.
Ti  piaciuto?
Il sorriso di lei bast a fargli scordare tutto il resto. Oh, s.
La baci teneramente, poi le abbass le sottane e le riabbotton il vestito, coprendo quel suo
corpo meraviglioso. La strinse tra le braccia mettendosi comodo. Marissa si stava gi addormentando e
lui era felicissimo di guardarla scivolare nel sonno. Gli sembrava perfetto: restare sveglio mentre lei
riposava, vegliare su di lei.
Avrebbe voluto avere un'arma, chiss perch.
Non riesco a tenere gli occhi aperti, disse lei.
Non provarci nemmeno.
Le accarezz i capelli, pensando che adesso nella sua vita andava tutto benissimo, anche se,
tempo dieci minuti, avrebbe avuto il pi grave caso di palle blu a memoria d'uomo.
Butch O'Neal, pens, hai trovato la tua donna.
Capitolo 12
Somiglia tutto a tuo padre.
Joyce O'Neal Rafferty si chin sopra la culla, rimboccando la copertina intorno al figlioletto di
tre mesi. Quel dibattito andava avanti dalla nascita del bambino, e lei si era stufata. Suo figlio aveva
preso chiaramente dal nonno.
No, assomiglia a te.
Sentendo le braccia del marito intorno alla vita, soffoc l'impulso di scostarsi.
Sembrava che a Mike non importassero i chili di troppo che aveva messo su con la gravidanza,
ma era un'altra cosa che la metteva in ansia.
Sperando di dirottare altrove l'attenzione del marito, disse, Allora, domenica prossima puoi
scegliere. O ti arrangi con Sean per conto tuo oppure vai a prendere mia madre. Cosa preferisci?
Lui lasci ricadere le braccia. Perch non pu passare tuo padre a prenderla dalla casa di
riposo?
Lo sai com' fatto pap. Non ci sa fare con lei, specialmente in macchina. La mamma si
agiter, lui perder la pazienza e quando arriveranno al battesimo sar un casino.
Il petto di Mike si alz e si abbass in un gran sospiro. Penso sia meglio se vai tu da tua
madre. Sean e io ce la caveremo benissimo. Non potrebbe accompagnarci una delle tue sorelle?
S. Colleen, forse.
Rimasero in silenzio per qualche minuto, intenti a guardare Sean respirare.
Poi Mike disse, Pensi di invitare anche lui?
A Joyce venne voglia di imprecare. Nella famiglia O'Neal c'era un solo "lui".
Brian. Butch. Era quello il "lui" in questione. Dei sei figli di Eddie e Odell O'Neal, due non
c'erano pi. Janie era stata assassinata e Butch era praticamente sparito dopo le superiori. L'ultima
scomparsa era stata una benedizione, la prima una maledizione.
Tanto non verr.
Dovresti invitarlo lo stesso.
Se viene, la mamma comincer a dare i numeri.
A causa della demenza sempre pi devastante che l'aveva colpita, Odell a volte pensava che
Butch fosse morto e che fosse questo il motivo per cui non c'era mai. L'altro suo modo di affrontare
quella perdita era inventarsi storie pazzesche su di lui. Per esempio che si era candidato alle elezioni
per diventare sindaco di New York, O che stava frequentando una scuola di medicina. O che non era
figlio di suo padre, motivo per cui Eddie non lo sopportava. Tutte scemenze. Le prime due per ovvi
motivi e la terza perch, se era vero che Eddie non aveva mai potuto soffrire Butch, il motivo non era
che fosse illegittimo.
Eddie non aveva mai amato particolarmente nessuno dei suoi figli.
Dovresti invitarlo comunque, Joyce. Questa  la sua famiglia.
Non proprio.
L'ultima volta che aveva parlato con suo fratello era stato... Dio, al suo matrimonio, cinque anni
prima? E da allora nessuno lo aveva praticamente pi visto n sentito. In famiglia girava voce che suo
padre avesse ricevuto un messaggio da Butch in... agosto? S, a fine estate. Aveva lasciato un numero a
cui lo si poteva rintracciare, tutto qua.
Sean emise un leggero fischio dal naso.
Joyce?
Oh, ma dai, non si far vedere se glielo chiedo io.
Vorr dire che avrai il merito di averlo invitato senza neanche la scocciatura di averci a che
fare. E comunque potrebbe anche sorprenderti.
Io non lo chiamo, Mike. Non c' nessun bisogno di altri drammi in questa famiglia. Come se
non bastasse avere una madre matta e, in pi, con l'Alzheimer.
Controll ostentatamente l'ora. Ehi,  gi cominciato CSI?
Poi, con piglio deciso, trascin il marito fuori dalla stanza del bambino, distraendolo da
faccende che non lo riguardavano.
Marissa non era sicura dell'ora, quando si svegli, ma sapeva di avere dormito molto. Apr gli
occhi e sorrise. Ancora KO, Butch era incollato alla sua schiena, una coscia tra le sue gambe, la mano
stretta sul suo seno, la testa contro il suo collo.
Si gir adagio per averlo di fronte e fece scorrere lo sguardo sul suo corpo. Il lenzuolo con cui
prima si era coperto era scivolato via e sotto il leggero camice da ospedale c'era qualcosa di grosso
all'altezza dell'inguine. Misericordia divina...
un'erezione. Era eccitato.
Che cosa guardi, piccola? chiese Butch con voce cavernosa.
Trasalendo, Marissa alz gli occhi. Non sapevo che fossi sveglio.
Non mi sono mai addormentato. Sono ore che ti guardo. Rimise a posto il lenzuolo e sorrise,
Come stai?
Bene.
Vuoi che ci facciamo portare la colaz...
Butch. E adesso come faceva a chiederglielo? I maschi fanno quello che mi hai fatto fare tu,
vero? Voglio dire, ieri notte, quando ti sei messo a toccarmi.
Lui arross, tirando ancora pi su il lenzuolo. S, certo. Ma non devi preoccuparti.
Perch?
Non devi e basta.
Posso guardarti? Fece lei, accennando col capo al suo inguine. L?
Lui tossicchi. Vuoi farlo veramente?
S. Dio, s... voglio toccarti l.
Con un'imprecazione soffocata, lui farfugli, Potresti rimanere scioccata.
Sono rimasta scioccata quando mi hai infilato la mano tra le cosce. 
scioccante in quel senso? In modo piacevole?
S. I suoi fianchi cambiarono posizione, come se li avesse ruotati alla base della spina
dorsale. Ges... Marissa.
Ho voglia di vederti nudo, disse lei, mettendosi in ginocchio e allungando le mani verso il
suo camice. E ho voglia di spogliarti.
Butch le strinse le mani con forza. Io, ehm... Marissa, hai una vaga idea di cosa succede
quando un uomo viene? Perch  quello che succeder se cominci a toccarmi, poco ma sicuro. E non ci
vorr molto.
Voglio scoprirlo. Con te.
Lui chiuse gli occhi. Inspir a fondo. Dio onnipotente.
Sollevando il busto dal letto, si pieg in avanti per potersi sfilare dalle braccia le due met del
camice. Poi si lasci andare sul materasso, rivelandole il proprio corpo: il collo robusto, piantato sulle
spalle larghe... i pettorali scolpiti cosparsi di una leggera peluria... la distesa muscolosa dell'addome e...
Marissa tir indietro il lenzuolo. Misericordia divina, il suo sesso era...  diventato cos...
enorme.
Butch scoppi in una risata fragorosa. Dici cose bellissime.
L'ho visto quand'era... non sapevo che diventasse...
Non riusciva a staccare gli occhi dall'erezione stesa contro il suo ventre. Il membro, turgido,
aveva lo stesso colore delle labbra di Butch, ed era scioccante nella sua bellezza, la sommit smussata,
la verga perfettamente cilindrica e molto grossa alla base. E i pesi gemelli sotto di esso erano
voluminosi e spudoratamente virili.
Forse gli umani ce l'avevano pi grosso dei vampiri?
Come ti piace essere toccato?
Se sei tu a farlo, in qualunque modo.
No, fammi vedere.
Butch strinse gli occhi per un istante, gonfiando il petto. Poi alz le palpebre, schiuse le labbra,
e fece scivolare piano la mano sopra i pettorali e l'addome.
Piegando una gamba di lato prese nel palmo il pene, stringendo nel pugno quel pezzo di carne
rosa carico e reggendolo nella grande mano. Con un movimento lento e fluido lo accarezz, dalla base
alla punta.
Una cosa cos, disse rauco, tenendolo dritto. Buon Dio, guardati. .. potrei venire anche
subito.
No. Lei gli spinse via il braccio e l'erezione rimbalz rigida sul suo stomaco.
Voglio essere io a farti venire.
Quando lo prese in mano, lui gemette, dimenandosi tutto.
Era caldo e duro. Era liscio e cos grosso che non riusciva a stringerlo nel palmo.
Con qualche esitazione iniziale, segu l'esempio di Butch, facendo scorrere la mano su e gi,
meravigliata da come la pelle vellutata scivolasse sopra la verga d'acciaio.
Quando lo vide digrignare i denti, si ferm. Va bene cos?
S... dannazione... Butch alz il mento di scatto, le vene del collo sembravano sul punto di
esplodere. Non fermarti.
Lei lo prese anche con l'altra mano, unendo i palmi, muovendoli insieme. Lui spalanc la bocca
rovesciando gli occhi, un velo di sudore su tutto il corpo.
Cos ti piace, Butch?
Sto gi per venire. Serr le mascelle, respirando a denti stretti. Poi per le prese le mani,
fermandola. Aspetta! Non ancora...
L'erezione pulsava, impaziente nella loro stretta. Una goccia cristallina comparve in punta.
Butch inspir, ansimante. Accarezzami ancora. Fammelo sospirare, Marissa.
Pi mi mandi su di giri, pi bello sar il finale.
Usando come guida i suoi ansiti e gli spasmi dei suoi muscoli, Marissa impar quali erano i
picchi e le vallate del suo piacere, cap quando era prossimo al limite e come tenerlo in sospeso, sul filo
del rasoio.
Dio, il sesso era potere, e in quel momento era tutto nelle sue mani. Butch era privo di difese,
vulnerabile... proprio come lei la notte prima. E questo le piaceva da impazzire.
Ti prego... piccola... Le piaceva da morire quell'affanno roco. Le piacevano i tendini del suo
collo, tesi fino allo spasimo. Le piaceva il dominio che esercitava su di lui mentre lo teneva in mano.
Il che la indusse a riflettere. Lasci andare la presa e si concentr sullo scroto facendo scivolare
la mano sotto di esso, stringendolo nel palmo. Con un'imprecazione, Butch strinse convulsamente le
lenzuola.
Marissa continu a toccarlo fino a ridurlo a un fascio di nervi, madido di sudore e tremante. Poi
si chin a baciarlo sulla bocca. Lui la gherm per il collo premendola contro le proprie labbra,
mordicchiandola, baciandola, penetrandola con la lingua.
Adesso? chiese lei nel bel mezzo del bacio.
Adesso.
Mosse la mano sempre pi in fretta sul suo sesso; il volto di lui era contratto in una bellissima
maschera di sofferenza, il suo corpo teso come un cavo d'acciaio.
Marissa... Con gesti scomposti, Butch afferr il camice e se lo tir sui fianchi, nascondendosi
alla sua vista. Poi lei lo sent sobbalzare con violenza e rabbrividire; qualcosa di caldo e viscido usc
dal suo corpo, in fiotti successivi, coprendole la mano. L'istinto le sugger di non perdere il ritmo finch
tutto non fosse finito.
Alla fine Butch apr gli occhi. Erano velati. Sazi. Colmi di una luce calda, adorante.
Non voglio lasciarti andare, disse lei.
Allora non farlo. Mai.
Si stava afflosciando nel suo palmo, la verga d'acciaio di poco prima si stava ritirando.
Baciandolo, Marissa sfil la mano da sotto al camice e la guard, curiosa di vedere cos'era uscito dal
suo corpo.
Non sapevo che fosse nero>, mormor sorridendo.
Sul volto di lui si dipinse l'orrore. Oh, Cristo!
Havers avanzava lungo il corridoio, diretto alla stanza della quarantena.
Lungo il tragitto pass a controllare la piccola che aveva operato giorni prima.
Si stava riprendendo bene, ma era preoccupato all'idea di dimettere lei e la madre. Quell'hellren
era violento ed era molto probabile che sarebbero tornate tutte e due in clinica. Ma che altro poteva
fare? Non poteva tenerle l in eterno.
Doveva liberare il letto, gli serviva.
Passando davanti al .laboratorio, salut un'infermiera intenta ad analizzare una serie di
campioni. Giunto davanti alla porta del RIPOSTIGLIO esit.
Non gli andava gi che Marissa fosse chiusa l dentro con quell'umano.
Ma l'importante era che non fosse rimasta contaminata. Stando alla visita cui l'avevano
sottoposta il giorno prima, stava bene; a quanto pareva il suo gesto avventato non le sarebbe costato la
vita.
Quanto all'umano, poteva tornare a casa. Dall'ultima analisi il suo sangue era risultato molto
vicino al normale e lui si stava rimettendo in forze a una velocit sorprendente, quindi era giunto il
momento di allontanarlo il pi possibile da Marissa. Havers aveva gi avvertito i fratelli di andare a
riprenderselo.
Butch O'Neal era pericoloso, e non solo per via della contaminazione. Voleva Marissa... glielo
si leggeva negli occhi. E questo era inaccettabile.
Scroll la testa, ripensando a come aveva cercato di tenerli lontani, in autunno. All'inizio aveva
dato per scontato che Marissa lo avrebbe dissanguato, il che poteva andare bene. Ma quando era
apparso chiaro che sua sorella, durante la malattia, si struggeva per lui, Havers era dovuto intervenire.
Dio, aveva sperato che prima o poi Marissa trovasse un vero compagno, ma non certo un umano
inferiore e attaccabrighe. Sua sorella aveva bisogno di qualcuno all'altezza, anche se era improbabile
che lo trovasse nell'immediato futuro, data l'opinione che la glymera si era fatta di lei.
Forse per... be', aveva notato come la guardava Rehvenge. Magari con lui poteva funzionare.
Rehv vantava ottime ascendenze sia da parte di madre che di padre. Era un tantino... duro, forse, ma
agli occhi della societ era un compagno pi che adeguato.
Forse quell'unione andava incoraggiata? In fin dei conti, Marissa era ancora illibata, pura come
il giorno in cui era venuta al mondo. E Rehvenge era pieno di soldi, anche se nessuno sapeva come li
avesse fatti o perch. E, cosa ancora pi importante, non si curava delle opinioni della glymera.
S, pens Havers, Sarebbe stata un'ottima unione. La migliore cui Marissa poteva aspirare.
Spalanc la porta del ripostiglio sentendosi rinfrancato. L'umano stava per lasciare la clinica e
nessuno doveva sapere che quei due erano rimasti chiusi per giorni nella stessa stanza. Per fortuna il
suo personale era molto discreto.
Dio, poteva solo immaginare cosa le avrebbe fatto la glymera se avesse saputo che Marissa era
stata a stretto contatto con un umano. La gi precaria reputazione di sua sorella non avrebbe retto a
ulteriori maldicenze e, francamente, neanche lui. Era arcistufo dei fallimenti sociali di Marissa.
Le voleva molto bene, ma ormai era al limite della sopportazione.
Marissa non capiva perch Butch la stava trascinando in bagno di corsa.
Butch! Che cosa stai facendo?
Lui apr il rubinetto, le mise le mani sotto l'acqua e afferr una saponetta lavandola con cura. Il
panico gli induriva gli occhi e gli tirava le labbra.
Che cosa diavolo sta succedendo qui!
Tutti e due si voltarono di scatto verso la porta; fermo sulla soglia c'era Havers, senza pi tuta
protettiva... Marissa non lo aveva mai visto tanto fuori di s.
Havers...
Suo fratello la interruppe, lanciandosi in avanti e trascinandola fuori dal bagno.
Fermati... ahi! Havers, mi fai male!
Poi accadde tutto cos in fretta che lei non vide niente.
Havers era semplicemente... sparito. Un attimo prima la tirava per il braccio mentre lei cercava
di liberarsi dalla sua stretta e un attimo dopo Butch lo teneva schiacciato con la faccia contro il muro.
Non m'importa se sei suo fratello, ringhi minaccioso Butch. Non azzardarti pi a trattarla
cos. Mai pi. Poi spinse l'avambraccio contro la nuca del medico per sottolineare quello che aveva
appena detto.
Butch, lascialo...
Ci siamo capiti? ringhi Butch, interrompendola. Quando Havers annu, ansante, Butch lo
liber, and al letto e con calma si avvolse un lenzuolo intorno alla vita. Come se niente fosse; in fondo
aveva solo malmenato un vampiro.
Nel frattempo Havers incespic e, per non cadere, si aggrapp al bordo del letto, gli occhi fuori
dalle orbite mentre si raddrizzava gli occhiali sul naso e guardava torvo sua sorella. Voglio che tu esca
da questa stanza. Subito.
No.
Havers rimase a bocca aperta. Come hai detto, scusa?
Io voglio stare qui con Butch.
Non se ne parla nemmeno!
Se lui mi vorr, star al suo fianco come sua shellan, disse lei nell'Antico Idioma.
Havers la guard come se lo avesse preso a schiaffi: scioccato e disgustato insieme. E io te lo
proibisco. Che fine ha fatto la tua dignit?
Dovresti proprio andare, Marissa, disse Butch, anticipandola..
I due fratelli si voltarono di scatto verso di lui. Butch? fece lei.
Il volto dai lineamenti duri che amava tanto si addolc per un attimo, ma subito si incup. Se lui
ti d il permesso di uscire, dovresti farlo.
E non tornare pi, diceva la sua espressione.
Marissa guard suo fratello col cuore che batteva all'impazzata. Lasciaci soli.
Quando Havers scosse la testa, lei grid, Vattene fuori di qui!
C'erano volte in cui l'isteria femminile riusciva a catturare l'attenzione generale, e questa era
una di quelle volte. Butch ammutol mentre Havers appariva sconcertato.
Poi il medico spost gli occhi su Butch e li socchiuse in due sottili fessure. I fratelli stanno
venendo a prenderti, umano. Li ho chiamati per avvertirli che sei libero di andare. Cos dicendo, gett
la cartella di Butch sul letto, come se avesse deciso di lavarsi le mani dell'intera faccenda. Non farti
pi vedere qui. Mai pi.
Quando suo fratello usc, Marissa guard Butch; aveva un groppo in gola, non riusciva a
parlare.
Per favore, piccola, l'anticip lui, cerca di capire. Io non sto bene. Dentro di me c' ancora
qualcosa che non va.
Io non ho paura di te.
Io s invece.
Lei si strinse le braccia intorno allo stomaco. Che cosa succeder se adesso esco da questa
stanza? Tra te e me?
Pessima domanda, pens Marissa nel silenzio che segu.
Butch...
Devo scoprire cosa mi hanno fatto. Guard in gi toccando la ferita nera e tutta raggrinzita
vicino all'ombelico. Devo sapere cosa c' dentro di me. Io voglio stare con te, ma non cos. Non come
sono adesso.
Sono stata con te per quattro giorni e sto bene. Perch smettere. ..
Vai, Marissa. La sua voce era tormentata e triste. Come il suo sguardo.
Appena possibile verr a cercarti.
S, figuriamoci, pens lei.
Beata Vergine del Fado, le sembrava di rivivere da capo la storia con Wrath.
Lei che aspettava e aspettava in eterno, mentre un maschio che aveva di meglio da fare se ne
andava in giro per il mondo.
Aveva gi buttato via trecento anni, aspettando e sperando inutilmente.
Non voglio pi farlo, mormor. Poi, in tono pi deciso, disse, Non voglio pi aspettare.
Neanche te. Ho sprecato quasi met della vita standomene a casa ad aspettare, nella speranza che un
maschio venisse a prendermi. Non posso pi farlo... anche se per me tu sei molto... importante.
Anche tu sei importante per me. Per questo ti sto dicendo di andare. Lo faccio per
proteggerti.
Lo fai per... "proteggermi". Marissa lo squadr da capo a piedi. Era riuscito a neutralizzare
Havers solo perch aveva avuto dalla sua il fattore sorpresa e perch il vampiro in questione era un
civile. Se suo fratello fosse stato un guerriero, Butch sarebbe finito al tappeto. Lo fai per proteggermi?
Cristo santo, potrei sollevarti sopra la testa con un braccio solo, Butch. Fisicamente non c' niente che
tu possa fare meglio di me. Quindi non farmi nessun favore.
Era la cosa pi sbagliata da dire, naturalmente.
Butch distolse lo sguardo incrociando le braccia sul petto, a labbra serrate.
Oh, Dio. Butch, non volevo dire che sei debole...
Sono contento che tu mi abbia rammentato una cosa.
Oh, Dio. Cosa?
Il sorriso forzato che le rivolse era spaventoso. Io sono un essere inferiore sotto due aspetti:
sono sull'ultimo gradino sia della scala sociale che evolutiva.
Cos dicendo, accenn col capo alla porta. Quindi... s, adesso puoi anche andare. E hai
perfettamente ragione. Non aspettarmi.
Marissa fece per toccarlo, ma gli occhi gelidi e vuoti di Butch la trattennero.
Accidenti, aveva rovinato tutto.
No, si disse. Non c'era proprio niente da rovinare. Non se lui voleva escluderla dagli aspetti pi
brutti della sua vita. Non se voleva lasciarla da sola e magari poi tornare chiss quando, forse mai.
Davanti alla porta, non pot fare a meno di voltarsi a guardarlo un'ultima volta. L'immagine di
Butch a torso nudo, con quel lenzuolo stretto in vita, tutto coperto di lividi ed escoriazioni ancora in via
di guarigione... era tra quelle che presto si sarebbe augurata di dimenticare.
Usc, e il portello della camera di equilibrio si richiuse con un sibilo su di lui.
Cristo santo, pens Butch, accasciandosi sul pavimento. Allora era cos che ci si sentiva quando
ti spellavano vivo.
Massaggiandosi la mascella, rimase seduto per terra con lo sguardo perso nel vuoto, smarrito,
anche se sapeva perfettamente dove si trovava: era solo con i residui del male che aveva dentro.
Ehi, Butch.
Alz la testa di scatto. In piedi, appena oltre la soglia, c'era Vishous in tenuta da combattimento,
una micidiale macchina da guerra armata di pugnali e vestita di pelle. La custodia per abiti di Valentino
appesa alla mano guantata era completamente fuori luogo, incongrua come lo sarebbe stato un
maggiordomo armato di kalashnikov.
Caaaazzo, Havers deve essere ammattito a dimetterti. Fai spavento.
Brutta giornata, tutto qua. E ce ne sarebbero state molte altre, quindi era meglio se ci faceva il
callo.
Dov' Marissa?
Se n' andata.
Andata?
Non farmelo ripetere di nuovo.
Oh, cazzo. Vishous inspir a fondo, buttando la custodia sul letto. Be', ti ho portato dei
vestiti e un cellulare nuovo...
Ce l'ho ancora dentro, V. Lo sento. Ne... sento il sapore.
Con i suoi occhi di diamante, V lo scrut in fretta da capo a piedi. Poi gli and vicino e tese la
mano. Per il resto stai guarendo bene. Stai guarendo in fretta.
Butch afferr il palmo dell'amico e si ritrov in piedi. Forse, se esco di qui, possiamo venirne a
capo insieme. A meno che tu non abbia gi scoperto...
Ancora niente. Ma non ho perso le speranze.
Io s, invece.
Butch tir gi la lampo della custodia per abiti, lasci cadere il lenzuolo che aveva in vita e si
mise un paio di boxer. Poi, con gesti bruschi, infil le gambe in un paio di calzoni neri e le braccia in
una camicia di seta.
Vestirsi cos lo fece sentire un imbroglione perch la verit era che lui era un malato, un mostro,
un incubo. Ges Cristo... che cosa era uscito dal suo corpo al momento dell'orgasmo? E Marissa...
meno male che l'aveva lavata subito.
I tuoi valori sembrano buoni, disse V, scorrendo la cartella clinica che Havers aveva gettato
sul letto. Sembra tornato tutto normale.
Ho eiaculato una decina di minuti fa e quella roba era nera. Perci non tutto  normale.
Un lungo silenzio accolse quel simpatico annuncio. Se avesse aggredito di sorpresa V avrebbe
suscitato una reazione meno scioccata.
Oh, Cristo, borbott, infilando i piedi nei mocassini Gucci e prendendo l'elegante cappotto di
cachemire nero. Andiamocene via di qui.
Davanti alla porta, si volt a guardare il letto. Le lenzuola erano ancora tutte aggrovigliate dopo
quello che aveva fatto con Marissa.
Imprecando, usc e si ritrov in una sala di monitoraggio, poi V fece strada attraverso uno
stanzino pieno di prodotti per le pulizie. Una volta in corridoio, passarono davanti a un laboratorio e
sbucarono nella clinica vera a propria, a giudicare dalla lunga fila di stanze. Lungo il tragitto, Butch
sbirci dentro ognuna di esse e, a un certo punto, si ferm di colpo.
Seduta sul bordo del letto c'era Marissa nel suo vestito color pesca. Teneva la mano a una
bambina, parlandole piano, mentre una femmina pi grande, probabilmente la madre della piccola,
assisteva alla scena da un angolo della stanza.
Fu la madre ad alzare lo sguardo. Vedendo Butch e V si ritrasse in se stessa, stringendosi nel
maglione logoro e abbassando gli occhi a terra.
Butch deglut a fatica e riprese a camminare.
Davanti agli ascensori, in attesa che ne arrivasse uno, disse, V?
S?
Anche se non  niente di concreto, ti sei gi fatto un'idea di quello che mi hanno fatto, vero?
Lo disse senza guardarlo. Neanche V lo guard.
Pu darsi. Ma qui non siamo soli.
Le porte dell'ascensore si aprirono con un din elettronico. I due salirono in silenzio.
Quando uscirono dalla grande casa che ospitava la clinica e si tuffarono nella notte, Butch disse,
Per un po' ho sanguinato nero, sai.
Nella tua cartella c' scritto che il colore del sangue  tornato normale.
Butch afferr V per un braccio, costringendolo a voltarsi. Significa che adesso sono in parte un
lesser?
Ecco. L'aveva detto. Il suo pi grande timore, la ragione per cui si era allontanato da Marissa.
Col cavolo che avrebbe imparato a conviverci.
V lo guard dritto negli occhi. No.
Come facciamo a saperlo?
Perch mi rifiuto di accettare questa conclusione.
Butch moll la presa.  pericoloso infilare la testa nella sabbia, vampiro.
Adesso potrei essere tuo nemico.
Tutte. Cazzate.
Vishous, potrei...
V lo afferr per i baveri del cappotto, tirandolo con forza contro di s.
Tremava dalla testa ai piedi, gli occhi brillavano come cristalli nella notte. Tu non sei mio
nemico.
In uno scatto d'ira, Butch lo afferr per le spalle possenti stringendo nei pugni il giaccone di
pelle. Come facciamo a esserne sicuri?
V scopr le zanne e soffi come un felino, minaccioso. Butch reag prontamente con altrettanta
aggressivit, sperando, pregando che cominciassero a darsele di santa ragione. Moriva dalla voglia di
darle e di prenderle; voleva che tutti e due ne uscissero coperti di sangue.
Rimasero a lungo avvinghiati, i muscoli in tensione, grondanti di sudore, sul punto di esplodere.
Poi la voce di Vishous risuon nello spazio che separava le loro due facce, strozzata, sostenuta
da un respiro affannoso, disperato. Tu sei l'unico amico che ho. Non sarai mai mio nemico.
Impossibile dire chi fu il primo ad abbracciare l'altro, ma l'impulso irresistibile di ridurre in fin
di vita il compagno si dissolse, lasciando solo il legame che li univa. Stretti in un abbraccio virile,
rimasero fermi per qualche minuto nel vento gelido. Quando si staccarono, lo fecero in modo goffo e
imbarazzato.
Dopo qualche colpo di tosse da parte di entrambi, V tir fuori una sigaretta e l'accese. Soffiando
fuori il fumo, disse, Tu non sei un lesser, sbirro. Quando uno diventa lesser il suo cuore viene
rimosso. Il tuo batte ancora.
E se fosse un lavoro lasciato a met? Qualcosa di interrotto?
Non so cosa dirti. Ho spulciato gli archivi della razza in cerca di qualcosa, qualunque cosa. A
una prima lettura non  saltato fuori niente, quindi ho ripreso in mano da capo le Cronache. Sto
controllando anche nel mondo umano, in cerca di qualche stranezza in Internet. V soffi fuori un'altra
nuvola di fumo turco. Trover una risposta. Non so come, ma in qualche modo ci riuscir.
Hai provato a vedere cosa ci aspetta?
Vuoi dire nel futuro?
S.
Certo che ci ho provato. V gett via la sigaretta, la schiacci sotto lo stivale, poi si chin a
raccogliere il mozzicone. Infilandolo nella tasca posteriore dei calzoni, disse, Ma continuo a non
captare niente. Merda... ho bisogno di bere un goccio.
Anch'io. Zero-Sum?
Sei sicuro?
Neanche un po'.
Allora okay, vada per lo Zero-Sum.
Si avviarono verso la Escalade e Butch prese posto sul sedile accanto al guidatore. Dopo aver
allacciato la cintura di sicurezza, si port la mano allo stomaco. Adesso l'addome gli faceva un male
cane perch aveva camminato, ma non gli importava niente del dolore. In realt, niente sembrava pi
avere molta importanza.
Uscendo dal viale d'accesso alla clinica, V disse, A proposito, c' stata una telefonata per te.
Ieri sera tardi. Un certo Mikey Rafferty.
Butch si accigli. Perch mai uno dei suoi cognati, e quello in particolare, l'aveva chiamato? Di
tutte le sue sorelle e i suoi fratelli, Joyce era quella che lo detestava di pi - il che era tutto dire,
considerato come lo vedevano gli altri.
Alla fine suo padre aveva avuto l'attacco di cuore che lo aspettava al varco da anni?
Che cosa ha detto?
Parlava di un battesimo. Voleva fartelo sapere, cos puoi farti vivo se la cosa ti interessa. 
questa domenica.
Butch guard fuori dal finestrino. Un altro bambino, be', il primo per Joyce, ma era il suo
nipotino numero... quanti erano? Sette? No, otto.
Procedevano in silenzio verso il centro nevralgico della citt, incrociando i fari delle automobili
che arrivavano in senso contrario, lampi accecanti che subito si dissolvevano. Si lasciarono alle spalle
case, grandi magazzini, stabili per uffici di inizio secolo. Butch pens a tutta la gente che viveva e
lavorava a Caldwell.
Hai mai desiderato dei figli, V?
No. Non mi interessa.
Io un tempo s.
Ora non pi?
Non mi capiter mai, ma non importa. Ci sono gi un mucchio di O'Neal in giro per il mondo.
Pi che abbastanza.
Un quarto d'ora dopo erano in centro e parcheggiavano dietro lo Zero-Sum.
Butch fatic a scendere dalla Escalade. La familiarit di tutto quanto - la macchina, il suo
coinquilino, il suo bar preferito - lo destabilizzava. Perch anche se era tutto come al solito, lui era
cambiato.
Frustrato, guardingo, allung la mano verso lo scomparto del cruscotto e tir fuori un berrettino
dei Red Sox. Mettendoselo, apr la portiera. Non era il caso di fare tanto il melodrammatico, in fondo
era tutto come prima.
Appena mise piede gi dal SUV, rimase impietrito.
Butch? Cosa c', socio?
Be', domanda da un milione di dollari. Aveva la sensazione che il suo corpo si fosse trasformato
in una sorta di diapason. Una qualche energia vibrava attraverso di lui,.. attirandolo...
Si volt, avviandosi svelto lungo la Decima Strada. Doveva assolutamente scoprire cos'era quel
magnete, quel richiamo irresistibile.
Butch? Dove vai, sbirro?
V lo afferr per il braccio, ma lui si liber con uno strattone, accelerando il passo. Gli sembrava
di essere all'estremit di una fune con qualcuno che lo tirava dall'altra parte.
Di sfuggita, not che V trotterellava al suo fianco e intanto parlava come se avesse tirato fuori il
cellulare. Rhage? Ho un problemino. Decima Strada. No, si tratta di Butch.
Butch si mise a correre a rotta di collo, il cappotto di cachemire che svolazzava alle sue spalle.
Quando il corpo gigantesco di Rhage si materializz dal nulla davanti a lui, cerc di schivarlo.
Con un balzo il vampiro gli tagli la strada. Butch, dove corri?
Quando il fratello lo agguant, Butch lo spinse via, mandandolo a sbattere contro un palazzo.
Non toccarmi!
Duecento metri pi in l scopr cosa lo stava attirando: tre lesser sbucati da un vicolo.
Butch si ferm. I non morti si fermarono. In uno spaventoso momento di comunione, Butch
riconobbe in loro ci che lui aveva dentro. Gli venne da piangere.
Sei una nuova recluta? chiese uno dei tre.
Per forza, intervenne un altro. Stanotte hai mancato l'appello, idiota.
No... no... oh, Dio, no...
In perfetta sincronia, il terzetto adocchi, oltre la sua spalla, quelli che dovevano essere V e
Rhage che svoltavano l'angolo. I lesser si prepararono a colpire mettendosi in posizione di
combattimento, con le mani all'altezza del petto.
Butch fece un passo verso il trio. Poi un altro.
Butch... La voce angosciata alle sue spalle era quella di Vishous. Dio... no.
Capitolo 13
John si gir faticosamente dall'altra parte e richiuse gli occhi. Rannicchiato su una orrenda
poltrona verde avocado tutta scassata sentiva l'odore di Tohr ogni volta che respirava: quell'incubo di
ogni arredatore era l'oggetto preferito di Tohr e la "seatus non grata" di Wellsie. Esiliato fi, nel suo
ufficio al centro di addestramento, Tohr aveva passato ore e ore a lavorare, sprofondato in quella
poltrona intanto che John studiava.
Dopo gli omicidi, John l'aveva usata come letto.
Esasperato, si gir in modo da appoggiare le gambe sopra un bracciolo, testa e spalle premute
contro la met superiore dello schienale. Serr gli occhi con forza, invocando un po' di riposo. Il guaio
era che il sangue gli scorreva frenetico nelle vene e in testa gli ronzavano una quantit di cose, niente di
particolare, ma tutte urgenti.
Cristo, le lezioni erano finite due ore prima, ma lui aveva continuato a esercitarsi anche dopo
che gli altri se n'erano andati. In pi dormiva male da una settimana. Avrebbe dovuto crollare come un
sasso.
Ma forse era ancora agitato per via di Lash. Quel figlio di puttana gli aveva dato il tormento
perch il giorno prima era svenuto davanti a tutta la classe.
Cavolo, John lo odiava. Senza scherzi. Quell'arrogante, ricco, bisbetico...
Apri gli occhi, figliolo, lo so che sei sveglio.
John sobbalz con violenza, rischiando di cadere per terra. Mentre si tirava su, vide Zsadist
fermo sulla soglia dell'ufficio; il guerriero indossava la solita uniforme: dolcevita aderente e comodi
pantaloni da ginnastica.
L'espressione sul suo volto era dura come il suo fisico. Ascoltami bene, perch non lo ripeter
un'altra volta.
John si aggrapp ai braccioli della poltrona. Aveva la sensazione di sapere di cosa si trattasse.
Non vuoi andare alla clinica di Havers, e va bene. Per basta con le stronzate, dacci un taglio.
Salti i pasti, hai la faccia di uno che non dorme da un pezzo e il tuo atteggiamento comincia a farmi
girare le scatole.
Niente a che fare coi soliti colloqui genitori-insegnanti, eh? John non la prese per niente bene:
sentiva agitarsi nel petto un gran senso di frustrazione.
Z gli punt l'indice contro. Devi smetterla di marcare stretto Lash, hai capito?
Lascia stare quello stronzo. E, d'ora in avanti, verrai a mangiare su a casa.
John si accigli, poi prese il bloc-notes per essere sicuro di farsi capire.
Lascia perdere, ragazzo. Non mi interessa cos'hai da dire. John cominciava a incazzarsi di
brutto. Z sorrise, mettendo in mostra un paio di zanne mostruose.
Non sarai cos sciocco da provocarmi, vero?
John distolse lo sguardo. Z poteva spezzarlo in due come niente e quella consapevolezza gli
dava ancora pi sui nervi.
Devi piantarla con Lash, intesi? Non costringermi a perdere tempo con voi due. Lo
rimpiangereste amaramente. Fai di s con la testa se hai capito.
John annu, con un senso di vergogna. Di rabbia. Di stanchezza.
Quasi soffocato da tutta l'aggressivit che aveva dentro, espir con forza stropicciandosi gli
occhi. Dio, era stato calmissimo tutta la vita, forse timido, addirittura. Perch ultimamente tutto lo
faceva scattare?
Ormai sei vicino al cambiamento. Ecco perch.
John alz la testa lentamente. Aveva sentito bene?
Davvero? chiese a gesti.
S. Per questo  fondamentale che impari a controllarti. Se sopravvivi alla transizione, ti
ritroverai con un fisico capace di cose che ti lasceranno di stucco.
Sto parlando di pura potenza fisica, di forza bruta. Del tipo in grado di uccidere.
Pensi di avere dei problemi? Aspetta di dover gestire quel fardello. Devi imparare a dominarti
adesso.
Zsadist si volt, ma prima di uscire gli lanci un'occhiata da sopra la spalla. La luce cadde sulla
cicatrice che gli tagliava la faccia in due, deturpandogli il labbro superiore. Un'ultima cosa. Hai
bisogno di qualcuno con cui parlare? Di... cose varie?
S, come no, pens John. Neanche morto sarebbe tornato da quella psicologa alla clinica di
Havers.
Che poi era il motivo per cui si rifiutava di farsi visitare. L'ultima volta che aveva avuto a che
fare con il medico della razza, quello, con un ricatto, lo aveva costretto a sottoporsi controvoglia a una
seduta di terapia. Non aveva la minima intenzione di ripetere quell'esperienza. Con tutto quello che era
successo di recente, l'ultima cosa che voleva era rivivere il passato. Sarebbe tornato alla clinica solo ed
esclusivamente se avesse rischiato di morire dissanguato.
John? Vuoi parlare con qualcuno? Quando il ragazzo scosse la testa, Z socchiuse gli occhi.
Okay. Per ti  chiaro il messaggio riguardo te e Lash, giusto?
John abbass gli occhi e annu.
Bene. Adesso vedi di trascinare le chiappe fin su a casa. Fritz ti ha preparato la cena e io star
l a controllare che mangi. E mangerai tutto quanto. Devi essere in forze per affrontare il
cambiamento.
Butch si avvicin ai non morti, ma loro non si sentivano per nulla minacciati.
Semmai erano seccati, come se lui non stesse facendo il suo dovere.
Dietro di te, pezzo di cretino, disse quello in mezzo. Il tuo bersaglio  dietro di te. Due
fratelli.
Butch gir intorno ai lesser, leggendo istintivamente le loro caratteristiche. Il pi alto era stato
affiliato grosso modo nell'ultimo anno: c'erano ancora tracce di umano, in lui, anche se Butch non
avrebbe saputo spiegare come faceva a saperlo. Gli altri due erano nella Societ da molto pi tempo, ne
era certo, e non solo perch pelle e capelli erano sbiancati.
Si ferm alle loro spalle e al di l dei loro corpi massicci guard V e Rhage... avevano certe
facce... come se avessero visto morire tra le loro braccia un caro amico.
Butch sapeva esattamente quando i lesser avrebbero attaccato e avanz insieme a loro. Appena i
due vampiri si misero in guardia, afferr per il collo il non morto al centro del trio, scaraventandolo per
terra.
Quello si mise a urlare e Butch gli salt sopra, pur sapendo che non era in condizione di
combattere. Come previsto, venne sbalzato via; il lesser prese il sopravvento, sedendosi sopra di lui e
soffocandolo. Quel bastardo era fortissimo e incazzato nero, praticamente un lottatore di sumo
idrofobo.
Mentre cercava di impedire al lesser di staccargli la testa, Butch not di sfuggita un lampo
luminoso seguito da uno schiocco. Poi un altro. Rhage e V dovevano aver fatto piazza pulita; Butch
sent che stavano arrivando di corsa.
Grazie a Dio. .
Ma, proprio allora, ebbe inizio il numero da circo.
Quando Butch guard il non morto negli occhi, scatt un qualcosa che li un in modo
indissolubile, come se fossero rinchiusi insieme in una gabbia di ferro.
L'assassino rimase impietrito e Butch fu sopraffatto dal bisogno irresistibile di... be', non sapeva
bene cosa. Ma d'istinto schiuse le labbra per respirare.
E fu allora che ebbe inizio l'inalazione. Prima ancora di sapere cosa stava facendo, inspir a
fondo riempiendosi i polmoni.
No... mormor l'assassino, tremante.
Qualcosa pass da una bocca all'altra, come una nuvola nera che, uscita dal lesser, venne
aspirata da Butch...
Il contatto venne interrotto da un brutale attacco dall'alto. Vishous agguant il non morto,
staccandolo da Butch e scagliandolo di testa contro un palazzo.
Prima che quel bastardo potesse riprendersi, V gli si avvent contro, trafiggendolo con il
pugnale nero.
Quando la scintilla e lo sfrigolio si spensero, Butch lasci ricadere le braccia prive di forza
sull'asfalto. Poi rotol su un fianco, raggomitolandosi su se stesso, le braccia strette intorno allo
stomaco. La pancia gli faceva un male del diavolo, ma soprattutto era in preda a una nausea terribile,
una sgradevole eco di quello contro cui aveva lottato quando era al culmine della malattia.
Un paio di pesanti stivali entrarono nel suo campo visivo, ma lui non ce la faceva a sollevare gli
occhi per guardare l'uno o l'altro dei fratelli. Non sapeva cosa accidenti avesse fatto o cosa fosse
successo. Sapeva solo che lui e i lesser erano simili, come consanguinei.
La voce di V era flebile. Stai bene?
Butch serr gli occhi con forza, scuotendo la testa. Penso sia meglio.. . che mi porti via di qui.
E non azzardarti a riportarmi a casa.
Vishous gir la chiave nella serratura del suo attico e trascin dentro Butch mentre Rhage gli
teneva aperta la porta. Il terzetto era salito col montacarichi sul retro del grattacielo. Pi che logico,
visto che lo sbirro era un peso morto, molto pi pesante di quanto sembrava, come se la forza di gravit
lo avesse preso di mira.
I due vampiri lo adagiarono sul letto e lui si gir su un fianco con le ginocchia premute contro
lo stomaco.
Ci fu un lungo silenzio, durante il quale parve che Butch avesse perso i sensi.
Rhage si mise a girare per la stanza, irrequieto. Assorto nei suoi pensieri, V si accese una
sigaretta e aspir a fondo.
Hollywood si schiar la gola. E cos  qui che vieni con le tue femmine, eh, V? disse,
prendendo in mano un paio di catene imbullonate al muro nero. Ci erano giunte all'orecchio delle
voci, naturalmente. Immagino che siano tutte vere.
Pensa quello che ti pare, disse V, andando al mobile bar a versarsi un generoso bicchiere di
Grey Goose. Dobbiamo passare a casa di quei lesser, stanotte.
Rhage accenn col capo al letto. E lui?
Miracolo dei miracoli, lo sbirro alz la testa. Io al momento non vado da nessuna parte.
Fidatevi.
V lo scrut con attenzione. Lo sbirro, che di solito dopo uno sforzo fisico diventava tutto rosso,
com'era tipico degli irlandesi, era cadaverico. E aveva un odore... leggermente dolciastro. Come di
talco per neonati.
Cristo santo. L'incontro con quei lesser sembrava aver riportato a galla qualcos'altro... qualche
traccia dell'Omega.
V? la voce di Rhage era sommessa. Molto vicina. Preferisci restare qui? O magari riportarlo
da Havers?
Sto bene, gracchi Butch.
Una bugia sotto parecchi aspetti, pens V.
Scol la vodka e guard Rhage. Vengo con te. Noi torniamo tra poco, sbirro.
Ti porto qualcosa da mangiare, okay?
No. Niente cibo. E non tornate stanotte. Chiudetemi dentro a chiave cos non posso uscire, e
lasciatemi solo.
Cazzo. Sbirro, se ti impicchi nel bagno, giuro che poi ti ammazzo da capo, mi hai sentito?
Gli occhi nocciola di Butch si aprirono, spenti. Non mi faccio fuori, non preoccuparti. Al
momento mi interessa di pi sapere quello che mi hanno fatto.
Strinse di nuovo le palpebre e, qualche istante dopo, Vishous e Rhage uscirono sul terrazzo.
Chiudendo la porta a chiave, V si rese conto che lo preoccupava di pi tenere Butch l dentro piuttosto
che proteggerlo.
Dove si va? chiese rivolto a Rhage. Anche se di solito era lui a decidere il da farsi.
L'indirizzo nel primo portafoglio  459, Wichita Street. Interno C-4.
Andiamo a vedere.
Capitolo 14
Marissa apr la porta della sua camera da letto. Si sentiva un'intrusa: un'estranea distrutta,
confusa e col cuore spezzato.
Guardandosi intorno smarrita, pens: Dio, com' carina questa stanza bianca.
Con il grande letto a baldacchino, la dormeuse, i cassettoni d'epoca e i tavolini angolari. Era
tutto cos femminile, tranne le opere d'arte alle pareti; La collezione di xilografie di Albrecht Drer non
si accordava con il resto dell'arredamento, quelle linee nette e spigolose erano pi adatte a occhi e cose
maschili.
Quelle immagini, tuttavia, parlavano al suo cuore.
Ne guard una pi da vicino. Havers le aveva sempre disapprovate, pens.
Lui riteneva che a una Princeps femmina si addicessero di pi i dipinti di scene romantiche e
sognanti di Maxfield Parrish.
D'altronde avevano sempre avuto opinioni diverse in fatto di arte, no? In ogni caso, Havers le
aveva comprato lo stesso le xilografie perch sapeva quanto le piacevano.
Riscuotendosi, chiuse la porta e and a farsi una doccia. Non le restava molto tempo prima della
riunione del Consiglio dei Princeps, fissata per quella notte, e Havers preferiva arrivare sempre un po'
in anticipo.
Infilandosi sotto il getto d'acqua, pens che la vita era ben strana. Durante la quarantena insieme
a Butch si era scordata completamente del Consiglio, della glymera e... di tutto il resto. Ma adesso lui
se n'era andato e tutto era tornato normale.
Quel ritorno alla normalit la colp come una tragedia.
Dopo essersi asciugata i capelli, si infil un modello di Yves St. Laurent degli anni '60 del
Novecento, di un blu screziato di verde, poi dal portagioie scelse una vistosa parure di diamanti. Le
grosse pietre preziose erano gelide intorno al collo, gli orecchini pesanti ai lobi, il braccialetto un
catenaccio intorno al polso.
Guardando le gemme scintillanti, pens che le femmine dell'aristocrazia in realt erano solo
manichini da esposizione per le ricchezze delle loro famiglie.
Specialmente alle riunioni del Consiglio dei Princeps.
Scese da basso; l'idea di vedere suo fratello non la entusiasmava, ma tanto valeva levarsi il
pensiero. Havers non era nel suo studio, quindi and in cucina; forse stava mangiando un boccone
prima di uscire. Stava per entrare, quando vide Karolyn uscire dalla porta del seminterrato. La doggen
era carica di scatoloni piegati.
Aspetta, ti aiuto io, disse Marissa, correndo a darle una mano.
Non c' bisogno, grazie... padrona. La domestica arross e distolse lo sguardo, ma questo era
tipico dei doggen. Detestavano accettare l'aiuto dei loro datori di lavoro.
Marissa sorrise cortese. Immagino che tu stia sgombrando la biblioteca prima che arrivino gli
imbianchini. Oh, a proposito! Adesso non ho tempo, ma dobbiamo parlare del menu per la cena di
domani sera.
Mi perdoni, ma il padrone ha detto che il ricevimento con il princeps leahdyre  stato
annullato, disse Karolyn con un profondo inchino.
Quando te l'ha detto?
Proprio adesso, prima di uscire per andare al Consiglio.
Mio fratello  gi uscito? Forse aveva dato per scontato che lei volesse riposare. Allora far
meglio a sbrigarmi... ti senti bene, Karolyn? Non hai una bella cera.
La doggen si pieg in un inchino cos profondo da sfiorare il pavimento con gli scatoloni. Sto
bene, padrona. Grazie.
Marissa corse fuori di casa e si smaterializz verso la casa in stile Tudor dell'attuale leahdyre
del Consiglio. Bussando al portone, si augur che Havers si fosse calmato. Poteva capire la sua collera,
considerata la scena che si era trovato davanti per caso, ma non aveva motivo di preoccuparsi. Butch
non era entrato a far parte della sua vita, anzi, tutto il contrario.
Dio, le veniva da vomitare ogni volta che ci pensava.
Un doggen la fece accomodare in biblioteca, dove si teneva la riunione. Al suo ingresso,
nessuno dei diciannove aristocratici seduti al tavolo tirato a lucido la degn di uno sguardo. Questo
per non era insolito. Le cose strane erano altre: suo fratello tenne gli occhi bassi, alla sua destra non
aveva tenuto un posto libero per lei e non si scomod neanche per farla accomodare da qualche altra
parte.
Non gli era passata. Neanche un po'.
Pazienza, gli avrebbe parlato dopo la riunione. Lo avrebbe calmato, rassicurato, anche se al
momento era lei ad avere bisogno di un po' di conforto da parte sua.
And a sedersi in fondo al tavolo, dove c'erano tre sedie vuote. Scelse quella in mezzo. Quando
l'ultimo vampiro arriv, rimase impietrito nel vedere che tutti i posti erano occupati, salvo quelli vicino
a Marissa. Dopo una pausa imbarazzata, un doggen si affrett a portare un'altra sedia e il princeps si
strinse tra altri due membri del Consiglio.
Il leahdyre, un vampiro canuto dall'aspetto distinto e di origini altolocate, spost alcune carte,
picchi sul tavolo con la punta di una penna d'oro e si schiar la gola. Dichiaro aperta la seduta.
Desidero rinviare l'ordine del giorno che avete ricevuto tutti. Uno dei membri del Consiglio ha steso un
eloquente appello al re, che ritengo vada esaminato senza indugio. Cos dicendo, prese un foglio color
panna e lesse: "Alla luce del brutale assassinio della Princeps Wellesandra, nobile figlia delPrinceps
Relix nonch sposa di Tohrment, figlio di Hharm e guerriero della confraternita del Pugnale Nero, e
alla luce del rapimento della Princeps Bella, nobile figlia del Princeps Rempoon e sorella del Princeps
Rehvenge, nonch sposa di Zsadist, figlio di Ahgony e guerriero della confraternita del Pugnale Nero, e
alla luce dei numerosi decessi di esponenti della glymera, uccisi nel fiore degli anni dalla Lessening
Society, appare chiaro che il pericolo evidente e immediato che minaccia la nostra specie, di recente si
 aggravato. Di conseguenza, questo membro del consiglio rispettosamente chiede di ripristinare la
pratica della sehclusion obbligatoria per tutte le femmine nubili dell'aristocrazia, al fine di preservare le
nobili stirpi della razza. Inoltre, poich  dovere del qui presente Consiglio salvaguardare tutti i membri
della specie, questo membro del Consiglio rispettosamente chiede di estendere a ogni classe sociale la
suddetta pratica della sehclusion." Il leahdyre alz gli occhi. Come da prassi del Consiglio dei
Princeps, ora procederemo a discutere tale mozione.
Marissa si guard intorno, allarmata. Dei ventuno membri del Consiglio presenti, sei erano
femmine, ma lei era l'unica a cui si sarebbe applicato il decreto in questione. Pur essendo stata la
shellan di Wrath, infatti, il loro matrimonio non era mai stato consumato, quindi lei rientrava nella
categoria delle nubili.
Mentre nella biblioteca si levava un coro di consensi e mormorii di approvazione, Marissa fiss
suo fratello. Adesso Havers avrebbe esercitato un controllo totale su di lei. Ha giocato bene le sue carte,
non c' che dire.
Se Havers diventava il suo ghardian, lei non avrebbe pi potuto uscire di casa senza il suo
permesso. Non avrebbe pi potuto presenziare al Consiglio senza il suo benestare. Non avrebbe pi
potuto andare da nessuna parte o fare alcunch, perch sarebbe stata a tutti gli effetti una sua propriet.
E se il Consiglio dei Princeps approvava la mozione, non era pensabile che Wrath la
respingesse. Visto come stavano le cose con i lesser un veto sarebbe risultato inspiegabile. Nessuno per
legge poteva deporre Wrath, ma un crollo di fiducia nella sua leadership rischiava di sfociare in
disordini tra i civili. L'ultima cosa di cui aveva bisogno la razza.
Per fortuna Rehvenge era assente, quindi ogni decisione era rimandata. In base alle venerabili
norme procedurali del Consiglio dei Princeps, solo i rappresentanti delle sei famiglie originarie
avevano diritto di voto, ma per approvare una mozione, il Consiglio doveva essere presente al gran
completo.
Quindi, anche se le sei dinastie erano sedute al tavolo, senza Rehv al momento non si poteva
decidere niente.
Mentre il Consiglio discuteva la mozione in termini entusiastici, Marissa scosse la testa
pensando a Havers. Cosa gli era saltato in mente di scoperchiare quel vaso di Pandora? E tutto per
niente, perch lei e Butch non erano... niente.
Maledizione, doveva parlargli e convincerlo a ritirare quella proposta ridicola. S, certo,
l'assassinio di Wellesandra era vera tragedia, ma costringere tutte le femmine alla segregazione era un
passo indietro inaccettabile.
Un ritorno ai tempi bui in cui le femmine non contavano niente ed erano ridotte a meri oggetti
di propriet.
Con raggelante chiarezza, Marissa rivide quella madre, alla clinica, e la sua piccola con la
gamba rotta. Gi, quel provvedimento non solo era repressivo, ma anche pericoloso se la responsabilit
di un intero nucleo familiare veniva affidata all'hellren sbagliato. Dal punto di vista legale, nessuno
poteva fare niente contro il ghardian di una femmina sehcluded, il quale era libero di farle tutto ci che
voleva, a sua discrezione.
In un altro seminterrato di un'altra casa, in un'altra zona di Caldwell, Van Dean, con un
fischietto tra le labbra, seguiva i movimenti degli uomini dai capelli sbiaditi che aveva davanti. I sei
"studenti", allineati e leggermente piegati sulle ginocchia, prendevano a pugni l'aria con sorprendente
velocit, alternando destro e sinistro e accompagnando ogni gesto con le spalle. L'aria era satura del
loro profumo dolciastro, ma ormai Van non ci faceva pi caso.
Soffi due volte nel fischietto. All'unisono tutti e sei alzarono le mani nell'atto di afferrare la
testa di un uomo come si afferra un pallone da pallacanestro, poi spinsero ripetutamente in avanti il
ginocchio destro con forza. Van fischi di nuovo e i sei cambiarono gamba.
Detestava ammetterlo, perch significava che ormai era sul viale del tramonto, ma allenare
qualcuno a combattere era infinitamente pi facile che salire sul ring per un corpo a corpo. E
apprezzava molto quella pausa di riposo.
In pi, evidentemente, era bravo a insegnare. Anche se quei tizi, membri di qualche banda,
imparavano in fretta e picchiavano duro, quindi aveva il suo bel da fare.
Perch quelli erano decisamente membri di qualche banda. Tutti vestiti nello stesso modo, coi
capelli tinti dello stesso colore, dotati delle stesse armi. L'unica cosa poco chiara era cosa stessero
tramando. Quei ragazzi avevano la tempra dei militari, non la faciloneria che quasi tutti i teppistelli di
strada mascherano con spavalderia e pallottole. Che cavolo, se fosse stato pi ingenuo avrebbe dato per
scontato che lavorassero per il governo: c'erano squadre speciali fatte di elementi cos. Avevano un
equipaggiamento di prim'ordine. Erano concentrati di brutto.
Ed erano in tanti. Era in ballo da una settimana soltanto e aveva fatto cinque lezioni al giorno, a
gruppi sempre diversi. Diamine, quello era solo il secondo giro di giostra con quel gruppo in
particolare.
Ma perch i federali avrebbero scelto uno come lui per addestrare le reclute?
Fece un lungo fischio per farli fermare. Per stasera  tutto.
Gli uomini ruppero le righe e andarono a recuperare i borsoni. Non parlavano. Non interagivano
tra loro. Non facevano niente delle cose tipiche dei maschi quando sono in gruppo: niente battutacce da
spogliatoio, niente smargiassate da macho.
I sei uscirono in fila indiana e Van tir fuori dalla borsa la bottiglia dell'acqua.
Mentre beveva, pens che adesso doveva spostarsi dall'altra parte della citt: tra un'oretta aveva
un incontro. Neanche il tempo di mangiare un boccone, non che avesse tutta questa fame.
Si infil la giacca a vento, sal di corsa le scale del seminterrato e fece un rapido giro della casa.
Vuota. Niente mobili. Niente provviste. Niente di niente. E lo stesso valeva per tutti gli altri posti che
aveva visto, nessuno escluso. Gusci vuoti che dal di fuori sembravano case normalissime.
Proprio strano, cazzo.
Usc dall'ingresso principale, si assicur di aver chiuso bene la porta e si avvi verso il
camioncino. Ogni giorno l'appuntamento era in un posto diverso e aveva la sensazione che sarebbe
stato sempre cos. Ogni mattina alle sette in punto riceveva una telefonata con un indirizzo. Giunto sul
posto non doveva pi muoversi, le lezioni di arti marziali miste duravano due ore ciascuna. Il
programma filava liscio come l'olio, con la precisione di un orologio svizzero.
Forse erano dei fanatici di qualche gruppo paramilitare.
'Sera, figliolo.
Van si ferm di colpo, guardando oltre il cofano del furgone. Sull'altro lato della strada era
parcheggiata una monovolume e Xavier se ne stava appoggiato a quel catorcio con la stessa
disinvoltura della dolce mammina che avrebbe dovuto guidarlo.
Cosa c'? fece Van.
Stai facendo un ottimo lavoro. Il sorriso asettico di Xavier faceva il paio con il suo sguardo
vuoto e slavato.
Grazie. Adesso per devo andare.
Non ancora. Van si mise in allarme quando l'altro si stacc con calma dalla macchina e
attravers la strada. Dunque, figliolo, pensavo che magari ti farebbe piacere un coinvolgimento
maggiore con il nostro gruppo.
Un coinvolgimento maggiore? Il crimine non mi interessa. Spiacente.
Cosa ti fa pensare che quanto facciamo sia criminale?
E dai, Xavier. L'amico detestava quando non lo chiamava Signore. Quindi Van lo faceva
spesso. Sono stato dentro, una volta.  stato una palla.
Gi, quel giro di furti d'auto a mano armata in cui sei rimasto invischiato.
Scommetto che tuo fratello ha avuto parecchio da ridire, eh? Oh... non quello con cui andavi a
rubare, no, sto parlando dell'onesto di famiglia. Quello pulito.
Richard, giusto?
Van si accigli. Apri bene le orecchie. Lascia fuori la mia famiglia da questa storia, altrimenti
vado a spifferare alla polizia del tuo losco giro di case. Gli sbirri una visitina ve la farebbero volentieri,
poco ma sicuro. Non se lo farebbero ripetere due volte.
Xavier assunse un'espressione distante e Van pens, Beccato.
Poi per l'uomo sorrise. Tu stammi bene a sentire. Io posso darti qualcosa che nessun altro pu
darti.
Ah, s?
Senza il minimo dubbio.
Van scosse la testa, per nulla impressionato. Non  un po' presto per invitarmi a entrare nel
gruppo? E se non fossi affidabile?
Lo sarai.
La tua fiducia  davvero commovente. Ma la risposta  no. Mi dispiace.
Si aspettava una discussione, invece il tutto si ridusse a un cenno affermativo del capo.
Come vuoi, disse Xavier, voltandosi per tornare alla monovolume.
Strano, pens Van salendo sul camioncino. Quei tipi erano proprio strani.
Ma almeno pagavano puntuali. E bene.
All'altro capo della citt, Vishous riprese forma sul prato laterale di un palazzo ben tenuto.
Subito dopo, Rhage si materializz in carne e ossa nelle tenebre della notte.
Merda, pens V. Rimpiangeva di non essersi concesso un'altra fumata prima di andare l. Aveva
bisogno di una sigaretta. Aveva bisogno di... qualcosa.
Ehi, fratello, stai bene?
S. Benissimo. Forza, procediamo.
Dopo aver scassinato la serratura con la forza del pensiero, entrarono dall'ingresso principale.
All'interno c'era odore di deodorante per ambienti, una finta fragranza all'arancia che si stendeva sulle
narici come una mano di vernice.
Evitarono l'ascensore perch era occupato e salirono per le scale. Giunti al primo piano,
passarono davanti agli interni C1, C2 e C3. V teneva la mano infilata dentro al giaccone, sul calcio
della Glock, anche se il peggio che poteva capitare, a naso, era una telecamera di sicurezza piazzata in
corridoio. Il posto era lustro come uno specchio e decisamente pacchiano: mazzolini di fiori artificiali
appesi alle porte; zerbini decorati con cuoricini o tralci d'edera davanti a ogni appartamento; ispirati
quadretti di tramonti sulle tonalit del rosa e del pesca alternati ad altri con cagnolini lanuginosi e
insulsi gattini.
Ges, bofonchi Rhage, la fatina del kitsch  passata di qui e ha toccato tutto con la sua
bacchetta magica.
Finch si  rotta.
V si ferm davanti alla porta contrassegnata con la targhetta C4 e fece scattare le serrature con
la forza del pensiero.
Cosa state facendo?
I due vampiri si voltarono di scatto.
Porca miseria, una delle fottute Golden Girls: alta come un soldo di cacio e con una candida
corona di ricci in testa, la vecchietta era bardata con una voluminosa vestaglia imbottita e sembrava
avvolta nella trapunta del letto.
Il guaio era che aveva due occhietti da pitbull. Vi ho fatto una domanda, giovanotti.
Fu Rhage a prendere la parola. Meno male, pens V, lui era pi forte in fatto di charme. Siamo
venuti a trovare un amico, signora.
Conoscete il nipote di Dottie?
Ehm, s, signora. Lo conosciamo,
Be', a vedervi si direbbe proprio di s. Il che evidentemente non era un complimento. Penso
che dovrebbe andarsene, detto tra noi. Dottie  morta quattro mesi fa e lui qui c'entra poco o niente, non
 nel suo ambiente.
E neanche voi, aggiunsero i suoi occhietti.
Oh, ma se ne sta andando, disse Rhage sorridendo cortese, attento a non scoprire le zanne.
Se n' gi andato, in realt. Gi, proprio stasera.
Scusate, intervenne V, torno subito.
Rhage lo incener con un'occhiataccia della serie: "non azzardarti a mollarmi qui da solo con
questa patata bollente", ma lui entr lo stesso nell'appartamento, chiudendogli la porta in faccia. Se
Rhage non riusciva a tenere a bada la vispa vecchietta, poteva sempre cancellare i suoi ricordi, anche se
quella era l'ultima spiaggia. Gli umani pi anziani a volte non reagivano bene a quella procedura perch
il loro cervello mancava della duttilit necessaria a reggere quell'invasione.
Per cui, s, Hollywood e la vicina di Dottie potevano fare amicizia mentre lui perquisiva
l'appartamento.
Si guard intorno con una smorfia. Dio, la puzza di lesser era dappertutto. Un odore dolciastro e
nauseabondo. Come quello di Butch.
Merda. Non pensare a quello.
Si sforz di concentrarsi sull'appartamento. Contrariamente al solito era ammobiliato, anche se
con tutta evidenza non dal lesser stesso, ma dall'inquilina che l'aveva preceduto. Dottie aveva un debole
per le stampe floreali, i centrini e le statuette di gattini. Lei s che era proprio nel suo ambiente.
Era probabile che, avendo letto sul giornale della sua dipartita, i lesser si fossero impossessati
della sua identit. Diamine, magari era proprio suo nipote ad abitare l, dopo essere stato reclutato dalla
Societ.
V fece un rapido giro della cucina, per nulla sorpreso che negli armadietti e in frigo non ci fosse
traccia di cibo, poi pass a controllare l'altra met dell'appartamento. I lesser non nascondevano mai i
loro covi, il che era molto strano, riflett V. Quando morivano avevano addosso quasi sempre dei
documenti d'identit che riportavano dati veritieri. D'altronde, fomentare i conflitti era tra i loro
obiettivi...
Oh, salve, guarda chi si vede.
Sopra una scrivania rosa e bianca c'era un Dell Inspiron 8600 aperto e acceso.
V fece scorrere il dito sul touchpad, dando un'occhiatina veloce. File criptati. Il tutto
abbondantemente protetto da password. Bla, bla, bla...
Se i lesser erano molto disinvolti con i loro domicili, non lo erano per niente con i loro
computer. Quasi tutti avevano un portatile, a casa, e la Lessening Society ricorreva praticamente alle
stesse protezioni e agli stessi sistemi di codifica utilizzati da V al quartier generale. Quindi, in sostanza,
i loro file erano impenetrabili.
Per fortuna V non conosceva il significato del termine impenetrabile.
Spense il Dell e stacc la spina. Si infil in tasca il cavo elettrico, tir su la lampo del giaccone
e ci infil dentro il laptop, premendolo contro il petto. Poi si addentr ancora di pi nell'appartamento.
In camera da letto sembrava che fosse esplosa una bomba al cinz: al posto delle schegge, fiori e
fronzoli vari coprivano materasso, finestre e pareti.
Ed eccolo l. Sopra un tavolino accanto al letto, tra un telefono, un numero di Selezione vecchio
di quattro mesi e una colonia di flaconi di pillole arancioni: un vaso di ceramica grande pi o meno
quanto una confezione di latte da un litro.
Apr il cellulare per chiamare Rhage. Io vado, disse appena Hollywood rispose. Ho un
laptop e il vaso.
Riattacc, afferr il contenitore di ceramica e lo strinse contro il portatile.
Molto comodo che gli umani non proteggessero i muri con rivestimenti d'acciaio, pens
smaterializzandosi alla volta della Tana.
Capitolo 15
Guardando Van allontanarsi a bordo del furgoncino, Mr X cap di essere stato precipitoso.
Prima di fargli quell'offerta avrebbe dovuto aspettare che fosse un po' pi preso dal delirio di
onnipotenza che lo assaliva quando addestrava i lesser.
Solo che il tempo volava.
Non era preoccupato che la via di scampo appena intravista stesse sfumando, no - la profezia
non diceva niente in proposito - per l'ultima volta l'Omega era incazzato nero. Non aveva preso per
niente bene la notizia che l'umano contaminato era stato tolto di mezzo dai fratelli in quella radura in
mezzo ai boschi. Quindi la posta in gioco si stava alzando, e non a favore di X.
All'improvviso sent un calore al centro del petto, poi un battito nel punto in cui un tempo c'era
il cuore. Quella pulsazione ritmica gli strapp un'imprecazione. Quando si parla del diavolo... il
padrone lo stava chiamando.
Mr X sal sulla monovolume, mise in moto e guid per sette minuti attraverso la citt, fino a un
ranch merdoso in un quartiere malfamato. Il posto aveva il tanfo tipico dei laboratori clandestini per la
produzione di metamfetamine, cosa che in effetti era stato finch l'ex proprietario non era stato
ammazzato dal socio.
Grazie alla persistente tossicit del luogo, la Societ lo aveva ottenuto a un prezzo stracciato.
Mr X parcheggi nel garage e, prima di scendere, attese che la porta si chiudesse con un cigolio.
Dopo aver disattivato l'allarme di sicurezza che aveva installato, si avvi verso la camera da letto sul
retro.
Aveva la pelle irritata e un prurito diffuso in tutto il corpo, come nel caso di eruzioni cutanee
dovute all'eccessiva sudorazione. Pi tardava a rispondere alla chiamata del padrone pi il prurito
sarebbe peggiorato. Fino a farlo impazzire per il bisogno d grattarsi.
Si accovacci sulle ginocchia a capo chino; non aveva nessuna voglia di andare dall'Omega. Il
padrone aveva un istinto infallibile, come un radar, e adesso Mr X era animato da obiettivi suoi
per-sonali, non pi da quelli della Societ. Il guaio era che, una volta convocato, il Fore-lesser doveva
presentarsi sui due piedi. Quelli erano i patti.
Vishous entr nella Tana e subito prov un moto di rabbia per tutto quel silenzio. Si mise a
trafficare con il portatile di quel lesser e, per fortuna, meno di un quarto d'ora dopo qualcuno buss alla
porta. Lanci un'occhiata a uno dei monitor e fece scattare le serrature con la forza del pensiero.
Entr Rhage sgranocchiando qualcosa, la mano infilata in una busta di plastica per alimenti.
Hai avuto fortuna con l'ottimo prodotto di Mr Dell?
Cosa stai mangiando?
L'ultimo pezzetto del pane alle noci e banane della signora Woolly. E squisito. Vuoi
assaggiare?
V alz gli occhi al cielo, riportando l'attenzione sul portatile. No, per potresti andare in
cucina a prendermi una bottiglia di Goose e un bicchiere.
Nessun problema. Effettuata la consegna, Rhage si appoggi contro il muro.
Allora, trovato niente?
Non ancora.
Quando il silenzio si dilat fino a risucchiare tutta l'aria della Tana, V cap che quella visita
nascondeva pi della semplice curiosit di sapere cosa conteneva il Dell.
Come previsto, Rhage disse, Senti, fratello...
Non sono molto in vena di chiacchiere, al momento.
Lo so. Per questo loro mi hanno chiesto di venire.
V lo guard al di sopra del computer. E chi sarebbero questi "loro"? Ma conosceva gi la
risposta.
I fratelli sono in pensiero per te. Sei troppo teso, V, nervoso da maledetto, e non negarlo.
L'hanno notato tutti.
Ah, e cos Wrath ti ha chiesto di venire a giocare allo psicologo con me?
Ordine esplicito. Ma sarei venuto comunque.
V si stropicci gli occhi. Sto bene.
Se non stai bene non c' problema.
C'era eccome, invece. Vorrei finire con questo PC, se non ti spiace.
Ci vediamo per l'Ultimo Pasto?
S. Certo. Come no.
V riprese ad armeggiare con il mouse, passando in rassegna l'insieme dei file e delle cartelle del
computer. Mentre fissava lo schermo, si accorse che l'occhio destro, quello tutto tatuato, aveva
cominciato a tremolare come se la palpebra fosse sul punto di andare in corto circuito.
Due pugni giganteschi si abbatterono sulla scrivania e Rhage si sporse verso di lui. O vieni o
vengo a prenderti io.
Vishous lo guard torvo. Rhage sostenne quello sguardo con i suoi occhi verde-azzurri, dall'alto
della sua statura imponente e della sua bellezza incredibile.
Ah, e cos era una specie di braccio di ferro, eh? Dovevano guardarsi nelle palle degli occhi
finch uno dei due cedeva, abbassando lo guardo per primo. Be', vaffanculo, pens V.
Se non che fu proprio lui a perdere. Nel giro di qualche istante abbass gli occhi sul portatile,
facendo finta di controllare qualcosa. Lasciami in pace, okay?
Butch vive qui con me, quindi  logico che sia preoccupato per lui, ma non  il caso di fare tante
storie. ..
Phury ce l'ha detto. Che non hai pi le visioni.
Cristo. V balz su dalla sedia, spinse via Rhage e si mise a camminare per la stanza. Non 
proprio capace di tenere la bocca chiusa quel gran figlio di pu...
Se la cosa pu consolarti, Wrath non gli ha dato altra scelta.
Vuoi dire che il re glie l'ha tirato fuori a forza di pugni?
E dai, V. Quando sono andato in crisi voi mi siete stati vicini. Adesso  la stessa cosa.
No, invece.
Perch si tratta di te.
Indovinato. Dio, V proprio non riusciva a parlarne. Lui che parlava sedici lingue non trovava
le parole per esprimere il terrore che lo attanagliava riguardo il futuro: di Butch. Suo. Dell'intera razza.
Quelle visioni premonitrici erano sempre state una gran rottura di palle, ma anche una strana forma di
conforto. Se anche non gli piaceva quello che c'era dietro l'angolo, almeno non era mai stato colto di
sorpresa.
Rhage gli pos una mano sulla spalla, facendolo trasalire, Stasera all'Ultimo Pasto, Vishous. O
ti fai vedere, o vengo a prenderti come un pacco postale, intesi?
Va bene. D'accordo, Adesso, per, vedi di levarti dai piedi.
Non appena Rhage fu uscito, V torn a sedersi davanti al portatile. Ma invece di rituffarsi
dentro computerlandia, chiam il nuovo cellulare di Butch.
La voce dello sbirro era cavernosa come non mai. Ehil, V.
Ehil. Incuneando il telefonino tra l'orecchio e la spalla, V si vers un bicchiere di vodka.
Intanto dall'altra parte giunse una specie di fruscio, come se Butch si stesse girando nel letto o
togliendo la giacca.
Rimasero a lungo in silenzio, uniti solo dalla linea telefonica.
Poi V non ce la fece pi a trattenersi. Volevi stare con loro? Hai la sensazione di dover stare
con i lesser? Non lo so. Profonda inspirazione. Lunga, lenta espirazione. Non ci giurerei. Ho
riconosciuto subito quei bastardi. Ne ho avvertito la presenza. Ma quando ho guardato negli occhi quel
non morto volevo distruggerlo.
V alz il bicchiere. Quando deglut, la vodka gli bruci la gola in modo molto piacevole.
Come ti senti?
Cos cos. Ho una nausea pazzesca. Come se mi mancasse la terra sotto i piedi. Altro silenzio.
E questo che avevi sognato? All'inizio, quando hai detto che dovevo legarmi alla confraternita, che era
destino... hai sognato di me e dell'Omega?
No, ho visto un'altra cosa.
Anche se, con tutto quello che stava succedendo, non riusciva proprio a trovare una logica in
quello che aveva visto, non la trovava sotto molti punti di vista: nella sua visione c'era lui, nudo, e
Butch stretto a lui, tutti e due in alto nel cielo, avvinghiati in mezzo a un vento gelido.
Ges Cristo. Era matto. Matto da legare e pervertito. Senti, appena fa buio vengo l da te e
faccio lavorare ancora un po' la mano.
Bene. Quello aiuta sempre. Butch si schiar la gola. Per, V, non posso starmene qui ad
aspettare che passi e basta. Voglio passare all'offensiva.
Prendiamo qualche lesser e torchiamolo come si deve, cosa ne dici?
Costringiamoli noi a cantare, tanto per cambiare.
Ci vai gi pesante, sbirro.
Hai visto cosa mi hanno fatto? Credi che mi importi di violare la fottuta Convenzione di
Ginevra?
Prima fammi parlare con Wrath.
Per vedi di sbrigarti.
Lo faccio oggi stesso.
Andata. Ci fu un altro lungo silenzio. Senti... per caso hai una tele in questo posto?
C' uno schermo piatto in alto, a sinistra del letto. Il telecomando ... non so dov'. Di solito
non... s, insomma, quando sono l la TV non  in cima ai miei pensieri.
Ehi, V, cos' questo posto?
Parla da solo, non trovi?
All'altro capo della linea si sent ridacchiare. Phury si riferiva a questo, allora, eh?
Perch, cosa ha detto?
Che hai un debole per certe perversioni.
V ebbe una fugace visione di Butch sopra Marissa, il corpo virile che si sollevava mentre lei gli
stringeva le natiche con le belle mani.
Poi lo rivide alzare la testa e nella sua mente risuon il roco gemito erotico sfuggito alle labbra
del suo coinquilino.
Con un moto di disgusto verso se stesso vuot il bicchiere di vodka e subito se ne vers un
altro. La mia vita sessuale  una cosa privata, Butch. Cos come i miei... interessi anticonvenzionali.
Ricevuto. Sono solo affari tuoi. Per ho una domanda.
Quale?
Quando le femmine ti legano, ti pitturano le unghie dei piedi e roba del genere? Oppure ti
truccano e basta? V scoppi in una risata sgangherata.
Aspetta..., riprese Butch, ti solleticano le ascelle con una piuma, giusto?
Il solito sapientone.
Ehi, sono solo curioso. La risata di Butch si spense. Ma tu gli fai male?
Voglio dire...
Ancora un po' di vodka.  un rapporto tra adulti consenzienti. E non supero mai il limite.
Bene. Fa un po' impressione, sai, un cattolico come me... comunque, be', se serve a mandarti
su di giri...
V fece roteare la vodka sul fondo del bicchiere. Senti, sbirro, posso chiederti una cosa?
Spara.
Tu ami Marissa?
Dopo qualche istante, Butch farfugli. S, merda, la risposta  s.
Sul portatile comparve il salvaschermo e V sfior il touchpad con il polpastrello per farlo
sparire. E cosa si prova?
Si ud un grugnito, come se Butch stesse cambiando posizione e fosse rigido come una tavola.
In questo preciso momento  un inferno.
V giocherellava con il cursore, facendolo sfrecciare da una parte all'altra del desktop. Sai... mi
fa piacere che lei stia con te. Trovo logico che voi due stiate insieme.
A parte il fatto che sono un umano da quattro soldi e forse anche un po' lesser, direi che sono
d'accordo con te.
Non ti stai trasformando in un...
Ho risucchiato qualcosa di quel non morto dentro di me, stanotte. Quando ho inspirato. Credo
sia per questo che dopo ho cominciato a puzzare come uno di loro. Non perch ci siamo menati, ma
perch un po' del male era -  - ancora dentro di me.
V imprec; sperava con tutto il cuore che non fosse cos. Vedrai che ne verremo a capo, sbirro.
Non ho intenzione di tenerti all'oscuro.
Poco dopo riattaccarono e V rimase a fissare il portatile, facendo schizzare la freccina per tutto
lo schermo. Continu a giocherellare cos, senza curarsi del tempo che stava sprecando.
Stiracchiando le braccia sopra la testa, si accorse che il cursore era finito sul Cestino. Cestino...
Cestino dei rifiuti... rifiuti da riciclare... riciclare... sottoporre qualcosa a un processo di trasformazione
per poterlo riutilizzare.
Che cos'era successo a Butch quando aveva inspirato? Pensandoci bene, quando aveva staccato
quel lesser dallo sbirro gli era parso di spezzare un qualche legame tra loro.
Irrequieto, prese Goose e bicchiere e and a sedersi sul divano. Bevve un altro po' di vodka,
guardando la bottiglia di Lag posata sul tavolino.
Si pieg in avanti e la prese, svit il tappo, se la port alle labbra e bevve un sorso di scotch. Poi
poggi il collo della bottiglia sul bordo del bicchiere di vodka e vers. Con le palpebre socchiuse,
guard la miscela che veniva a formarsi; vodka e whisky scozzese si diluivano a vicenda, perdendo
ciascuno la propria purezza, eppure diventando pi forti insieme.
Alz il bicchiere, butt indietro la testa e trangugi quel miscuglio. Poi si abbandon contro lo
schienale del divano.
Era stanco... maledettamente stanco... sta...
Sprofond nel sonno cos in fretta che fu come ricevere una botta in testa. Ma il riposino non
dur a lungo. Il Sogno, come ormai lo chiamava, lo svegli pochi minuti dopo con la consueta
violenza: V apr gli occhi, urlando con la sensazione che qualcuno gli stesse aprendo il torace con un
divaricatore. Il cuore si ferm per un istante, poi prese a battere all'impazzata. Era tutto sudato.
Si spalanc la camicia per controllare il petto.
Era tutto a posto, non c'erano ferite aperte. Ma quelle sensazioni persistevano, l'orrore di essere
stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco, la devastante premonizione di essere morto.
Faticava a respirare. Poteva anche dire addio al suo sonnellino.
Lasci perdere la vodka e barcoll fino alla scrivania, deciso a fare seriamente conoscenza con
quel portatile.
Quando il Consiglio dei Princeps si sciolse, Marissa era spossata. Pi che logico, dal momento
che ormai l'alba era alle porte. La mozione di sehclusion era stata oggetto di un'animata discussione
tutta centrata sulla minaccia dei lesser; nessuno aveva espresso parere negativo. Al momento del voto
non solo sarebbe stata approvata, com'era evidente, ma se Wrath avesse evitato di emettere un
proclama, il Consiglio lo avrebbe interpretato come una dimostrazione che il re non si impegnava a
sufficienza in difesa della razza.
Cosa che i detrattori di Wrath morivano dalla voglia di portare in primo piano. I trecento anni in
cui Wrath si era sottratto al trono avevano lasciato l'amaro in bocca a non pochi esponenti
dell'aristocrazia, che adesso lo aspettavano al varco.
Impaziente di andarsene, Marissa attese a lungo sulla porta della biblioteca, ma Havers non la
finiva pi di parlare con gli altri. Alla fine usc e si smaterializz: se necessario si sarebbe accampata
fuori dalla camera da letto di suo fratello per riuscire a parlargli.
Varcato il portone di casa, non chiam Karolyn, come faceva di solito, ma and dritta di sopra,
in camera sua. Spalanc la porta e...
Oh... mio Dio. La sua stanza era... una citt fantasma.
La cabina armadio era aperta e vuota, senza pi neanche una gruccia. Il letto era stato disfatto, i
cuscini spariti insieme a lenzuola e coperte. Tutti i quadri erano stati staccati dalle pareti e contro la
parete in fondo c'era una pila di scatoloni, accanto a tutte le sue valigie Louis Vuitton.
Ma cosa... La voce le mor in gola quando and nella stanza da bagno. Tutti gli armadietti
erano stati svuotati.
Usc incespicando dal bagno e trov Havers fermo accanto al letto.
Cosa significa? chiese Marissa, indicando la stanza con un ampio gesto del braccio.
Devi lasciare questa casa.
All'inizio riusc solo a guardarlo incredula. Ma io qui ci abito!
Lui tir fuori il portafogli, da cui estrasse un grosso rotolo di banconote che allarg sul
cassettone. Prendi questi. E poi vattene.
Tutto per via di Butch? chiese lei. E come la metti con la proposta di sehclusion che hai
sottoposto al Consiglio? I ghardian sono tenuti a occuparsi delle loro...
Non sono stato io a proporre la mozione. Quanto a quell'umano... Havers scroll la testa. La
vita  tua. E vederti con un umano nudo come un verme, reduce da un atto sessuale... la voce gli si
incrin, costringendolo a schiarirsi la gola. Adesso vattene. Vivi come ti pare. Ma io non me ne star
qui a guardare mentre ti autodistruggi.
Havers, tutto questo  ridicolo...
Non posso proteggerti da te stessa.
Havers, Butch non ...
Ho minacciato la vita del re per vendicare il tuo onore! La sua voce riecheggi contro le
pareti. E poi sorprenderti con un umano! Io... io non ce la faccio pi a starti vicino. Non mi fido di
tutta questa rabbia che mi tiri fuori.
Scatena atti di una violenza tale... Havers si volt, rabbrividendo. Ho dato istruzione ai
doggen di accompagnarti dove preferisci, dopo di che torneranno qui. Dovrai trovartene degli altri.
Marissa era completamente stordita, Faccio ancora parte del Consiglio dei Princeps. Sarai
costretto a vedermi in quella sede.
No, perch non sono tenuto a posare gli occhi su di te. E poi dai per scontata la tua presenza al
Consiglio, cosa tutt'altro che certa. Wrath non avr motivo di respingere la mozione di sehclusion. Tu
non hai un compagno e io non ti far da ghardian, quindi non avrai nessuno in grado di autorizzarti a
uscire. Neanche le tue nobili origini sono al di sopra della legge.
Marissa rimase a bocca aperta. Misericordia divina... sarebbe stata in tutto e per tutto una reietta
della societ. Un vero e proprio nessuno. Come puoi farmi questo?
Havers la guard da sopra la spalla. Sono stanco. Stanco di dover lottare contro l'impulso di
difenderti dalle scelte che fai...
Quali scelte! In quanto femmina dell'aristocrazia non ho nessuna possibilit di scelta!
Questo  falso. Avresti potuto essere una compagna degna di Wrath.
Ma lui non mi voleva! Lo sai anche tu, l'hai visto con i tuoi occhi! Per questo volevi farlo
uccidere!
Adesso per, quando ci ripenso, mi chiedo... perch lui non provava niente per te? Forse non ti
sei impegnata abbastanza per suscitare il suo interesse.
Marissa fu pervasa da una furia cieca. Un'emozione che esplose in tutta la sua virulenza quando
suo fratello disse, Quanto alla libert di scelta, avresti potuto stare alla larga dalla stanza di
quell'umano, gi aa clinica. Hai scelto tu di entrarci. E hai anche scelto di... avresti potuto... non
andarci a letto.
Allora  di questo che si tratta? Per l'amor del cielo, sono ancora vergine.
Ora stai mentendo.
Quelle tre parole la riscossero dal tumulto delle emozioni. La rabbia si plac, lasciando il posto
alla chiarezza, e per la prima volta Marissa vide suo frateo per come era veramente: geniale, dedito ai
suoi pazienti, ancora innamorato dea sua defunta shellan... e assolutamente inflessibile. Uno
scienziato amante dell'ordine, delle regole e della prevedibilit, con una visione ben precisa della vita.
E chiaramente disposto a proteggere quella visione del mondo anche a costo di sacrificare il
futuro di sua sorella... la sua felicit... la sua stessa natura.
Hai perfettamente ragione, disse con una strana calma. Devo proprio andarmene.
Lanci un'occhiata agli scatoloni pieni dei vestiti che aveva indossato e delle cose che aveva
acquistato. Poi riport lo sguardo su suo fratello. Anche lui stava facendo la stessa cosa, fissava gli
scatoloni, quasi a valutare la vita che lei aveva condotto.
Ti lascer tenere i Durer, naturalmente, disse.
Naturalmente, ripet lei in un sussurro. Addio, fratello.
D'ora in poi per te sar Havers. Non fratello. Non chiamarmi mai pi cos.
Chin il capo e usc dalla stanza.
Nel silenzio che segu, Marissa fu tentata di buttarsi a piangere sul materasso spoglio. Ma non
c'era tempo. Le restava forse un'ora prima che facesse chiaro.
Vergine santa, dove poteva andare?
Capitolo 16
Quando Mr X torn dall'incontro con l'Omega, nell'altra dimensione, aveva come un bruciore
allo stomaco. Pi che logico, visto che si era mangiato il fegato.
Il padrone era infuriato per tutta una serie di motivi. Voleva pi lesser, pi vampiri colpiti a
morte, pi progressi, pi... pi... Il punto era che potevi dargli qualunque cosa, ma lui sarebbe sempre
stato insoddisfatto. Forse era quella la sua maledizione.
Pace amen. Il fallimento di Mr X era segnato, scritto alla lavagna col gesso, un'equazione
matematica che dava come risultato la sua distruzione. In quell'operazione algebrica l'incognita era il
tempo. Quanto mancava prima che l'Omega esplodesse, richiamandolo a s per l'eternit?
Doveva accelerare le cose con Van. Quell'umano doveva salire a bordo ed essere pronto a
salpare prima possibile.
Mr X and al portatile e lo accese. Sedendosi accanto alla macchia marrone lasciata da una
pozza di sangue rappreso, richiam le Pergamene e trov il passo che cercava. I versetti della profezia
bastarono a calmarlo: E un giorno verr qualcuno a portare la fine prima del padrone; un lottatore dei
tempi moderni scoperto nel settimo del ventunesimo, e lo riconoscerete dai numeri che reca:
Uno pi della bussola lui percepisce,
Bench solo quattro punti segni alla sua destra,
Tre vite avr,
Due marchi sul davanti,
e con un singolo occhio nero, in un pozzo nascer e morir.
Mr X si appoggi al muro, sgranchendosi il collo e guardandosi intorno. I resti maleodoranti
dell'ex laboratorio per la produzione di metamfetamine, la sporcizia del luogo, l'aria satura di misfatti
compiuti senza il minimo rimorso erano come una festa a cui non voleva partecipare, ma che non
poteva lasciare.
Proprio come la Lessening Society. Ma tutto si sarebbe sistemato. Quanto meno aveva
intravisto una via di scampo.
Il modo in cui aveva scovato Van Dean era stato stranissimo. In cerca di nuove reclute, X era
andato a quegli incontri di pugilato estremo, un misto di boxe, lotta e arti marziali senza guantoni n
regole, e Van si era subito distinto su tutti gli altri. Aveva qualcosa di speciale, qualcosa che lo elevava
al di sopra degli avversari. Osservando come si muoveva quella prima sera, Mr X credette di aver
individuato un'importante aggiunta alla Societ... finch non aveva notato il dito mancante.
In genere scartava chiunque presentasse dei difetti fisici.
Ma pi vedeva combattere Van, pi gli appariva chiaro che un mignolo in meno non era un
problema. Poi, un paio di sere dopo, aveva visto il tatuaggio.
Van combatteva sempre con addosso una T-shirt, ma a un certo punto la maglietta gli era salita
sopra i pettorali. Sulla schiena, in mezzo alle scapole, un occhio nero fissava Mr X.
Era stato questo a spingerlo a consultare le Pergamene. La profezia era sepolta con cura nel
manuale della Lessening Society, un paragrafo semidimenticato in mezzo alle regole di affiliazione.
Per fortuna quando era diventato Fore-lesser per la prima volta, Mr X aveva letto i vari passaggi con
sufficiente attenzione da ricordarselo.
Come sempre nelle Pergamene, tradotte in inglese negli anni '30 del Novecento, il linguaggio
della profezia era criptico. Ma se ti mancava un dito alla mano destra potevi segnare solo quattro punti.
Le "tre vite" erano l'infanzia, la maturit e poi la vita all'interno della Societ. E a sentire le folle che lo
acclamavano, Van era uno del posto, nato a Caldwell, cittadina nota anche come the Well, il Pozzo.
Ma c'era di pi. Quell'uomo aveva un istinto sviluppatissimo. Bastava guardarlo su quel ring
recintato per capire che il nord, il sud, l'est e l'ovest erano solo parte di ci che sentiva: aveva un raro
talento nel prevedere le mosse dell'avversario. Era questo il dono che lo distingueva dagli altri.
L'argomento decisivo, tuttavia, era il fatto che fosse stato operato di appendicite. La parola
"marchio" poteva essere interpretata in una quantit di modi, ma era plausibile che si riferisse a delle
cicatrici. Tutti hanno un ombelico, ma se in pi ti hanno tolto l'appendice hai due cicatrici sul
"davanti", giusto?
Inoltre quello era l'anno giusto, in base alla profezia: il settimo anno del ventunesimo secolo,
ovvero il 2007.
Mr X prese il cellulare e chiam uno dei suoi sottoposti.
Mentre ascoltava il segnale di libero all'altro capo della linea, cap che Van Dean, quel lottatore
moderno, quel bastardo con quattro dita, gli serviva pi di chiunque altro avesse conosciuto in vita sua.
O dopo la sua morte.
Quando Marissa si materializz davanti alla tetra magione grigia della confraternita, si port
una mano alla gola, reclinando il capo all'indietro. Dio, tutta quella pietra che si levava da terra, intere
cave saccheggiate per ricavarne a sufficienza. Tutte quelle finestre piombate con i vetri a losanga simili
a sbarre. Poi c'era il muro di cinta alto pi di sei metri che circondava il cortile e i terreni. E le
telecamere di sicurezza. E i cancelli.
Cos sicura. Cos fredda.
L'edificio era esattamente come se lo aspettava: una fortezza, non una casa.
Ed era avvolto da una sorta di cortina protettiva costituita da ci che nel Vecchio Continente
veniva chiamato mhis. In tal modo, se non eri autorizzato a stare l, il tuo cervello non riusciva a
elaborare l'esatta ubicazione e ti impediva di orizzontarti. L'unico motivo per cui lei era riuscita a
trovare il quartier generale della confraternita era che l dentro c'era Wrath. Per trecento anni si era
nutrita del suo sangue purissimo, quindi era in grado di rintracciarlo ovunque, in barba al mhis.
Ferma di fronte a quella montagna di pietra, sent un formicolio alla nuca, come se qualcuno la
stesse braccando, e si volt a guardare da sopra la spalla. A est la luce del giorno era sempre pi forte,
tanto da farle bruciare gli occhi. Il tempo a sua disposizione stava per scadere.
Con la mano alla gola si avvicin al massiccio portone di ottone. Non essendoci campanello n
batacchio, prov a spingere uno dei battenti, che si apri.
Il che fu uno shock... almeno finch non entr nel vestibolo. Ah, qui era dove si veniva
esaminati.
Volt la faccia verso la telecamera e rimase in attesa. Varcando la prima porta doveva aver fatto
scattare qualche allarme, quindi adesso sarebbe arrivato qualcuno per farla entrare... o per mandarla
via. Nel qual caso avrebbe dovuto ripiegare sulla seconda alternativa a sua disposizione. E di corsa.
Rehvenge era l'unico altro cui poteva rivolgersi, ma era un individuo complicato. La sua
mahmen era una specie di consigliera spirituale della glymera  di certo la presenza di Marissa
l'avrebbe profondamente offesa.
Rivolgendo una preghiera alla Vergine Scriba, si lisci i capelli col palmo.
Forse si sbagliava, ma era pronta a scommettere che Wrath non l'avrebbe cacciata via con l'alba
ormai alle porte. Per tutto ci che aveva sopportato con lui poteva ben concederle una giornata sotto il
suo stesso tetto. Wrath era un maschio d'onore.
Per fortuna Butch non abitava con i fratelli, o quanto meno non le risultava.
Per tutta l'estate era stato da qualche altra parte e immaginava che le cose non fossero cambiate.
Lo sperava vivamente.
Il pesante portone di legno a due battenti si apr e Fritz, il maggiordomo, parve molto sorpreso
nel vederla. Signora? l'anziano doggen si pieg in un profondo inchino. ... attesa?
No. Era tutt'altro che attesa. Io, ehm...
Fritz, chi ? chiese una voce femminile.
Sentendo dei passi che si avvicinavano, Marissa si strinse convulsamente le mani chinando il
capo.
Oh, Signore. Beth, la regina. Sarebbe stato molto meglio vedere prima Wrath.
Adesso poteva solo supporre che il suo piano non avrebbe funzionato.
Per sua maest la regina le avrebbe dato il permesso di usare il telefono per chiamare
Rehvenge, giusto? Dio, ma aveva il tempo di telefonargli?
Il portone si apr ancora di pi con un cigolio. Chi... Marissa?
Con gli occhi fissi a terra, Marissa si inchin, com'era d'uso fare. Mia regina.
Fritz, vuoi scusarci? Un istante dopo, rivolta a Marissa, Beth disse, Prego, accomodati.
Dopo un attimo di esitazione, Marissa varc la soglia. La vista periferica le comunic una
sensazione di colore e calore incredibili, ma non poteva alzare la testa per guardare meglio.
Come hai fatto a trovarci? chiese Beth.
Ho ancora il... sangue del tuo hellren nelle vene. Io... io sono venuta a chiedergli un favore.
Vorrei parlare con Wrath, se non ti dispiace.
Rimase scioccata nel sentirsi afferrare la mano. Che cosa  successo?
Quando alz gli occhi sulla regina, quasi si lasci sfuggire un'esclamazione di sorpresa. Beth
era cos sinceramente preoccupata, cos allarmata. Ricevere un'accoglienza tanto calorosa era
disarmante, specie da parte di quella femmina, che aveva tutto il diritto di mandarla via a calci.
Marissa, parlami.
Da dove poteva cominciare. Io... ehm, ho bisogno di un posto dove stare.
Non so dove andare. Sono stata cacciata di casa. Sono...
Aspetta, rallenta. Rallenta un attimo. Che cosa  successo?
Con un profondo sospiro, Marissa forn una versione succinta della vicenda, evitando ogni
riferimento a Butch. Le parole le uscivano di bocca come acqua sporca, riversandosi sul variopinto
pavimento a mosaico e insudiciandone la magnificenza. La vergogna le serrava la gola.
Puoi stare qui con noi, dichiar Beth alla fine.
Solo per questa notte.
Per tutto il tempo che vorrai. Beth le strinse forte la mano, ripetendo, Per tutto il tempo che
vorrai.
Marissa chiuse gli occhi, cercando di non crollare. In lontananza ud un rumore ritmico, pesanti
stivali che scendevano scale coperte da una passatoia.
Poi la voce profonda di Wrath rimbomb nell'atrio cavernoso. Cosa diavolo sta succedendo?
Marissa si trasferisce qui da noi.
Marissa si pieg in un'altra riverenza, spogliata di ogni amor proprio, vulnerabile come se fosse
nuda. Non avere nulla e ritrovarsi alla merc di qualcun altro era una strana forma di terrore.
Marissa, guardami, intim duro Wrath.
Conosceva bene quel tono, era lo stesso che Wrath aveva sempre usato con lei, lo stesso che
l'aveva fatta rabbrividire per tre secoli di fila. In preda alla disperazione, adocchi la porta aperta sul
vestibolo, anche se ormai era fuori tempo massimo.
I battenti di legno si chiusero con un tonfo, come per volere del re. Marissa, parla. .
Basta cos, Wrath, sbott la regina. Marissa ne ha gi passate anche troppe, per stanotte.
Havers l'ha sbattuta fuori di casa.
Che cosa? Perch?
Beth gli rifer in fretta tutta la storia; sentirla raccontare da una terza persona serv solo ad
accrescere l'umiliazione di Marissa. Con gli occhi lucidi cerc disperatamente di non scoppiare a
piangere.
Perse la sua battaglia quando Wrath esclam, Ges Cristo, che idiota. Ma certo che pu stare
qui.
Marissa si pass sotto gli occhi la mano tremante, catturando le lacrime tra le dita e
asciugandole in fretta.
Marissa? Guardami.
Lei alz la testa. Dio, Wrath era sempre lo stesso, il viso troppo crudele per essere davvero
bello, quegli occhiali da sole avvolgenti che lo facevano apparire ancora pi minaccioso.
Soprappensiero, not che aveva i capelli molto pi lunghi di quando lo aveva conosciuto, adesso gli
arrivavano fin quasi in fondo alla schiena.
Sono lieto che tu sia venuta da noi.
Lei si schiar la gola. Vi sarei grata se mi ospitaste qui per qualche giorno.
Dove sono le tue cose?
Sono tutte imballate a casa mia... ehm, a casa di mio fratello, s, insomma, a casa di Havers.
Quando sono tornata dalla riunione del Consiglio dei Princeps ho trovato tutto dentro degli scatoloni.
Ma pu restare l finch non avr deciso...
Fritz! Quando il doggen arriv di corea, Wrath disse, Vai a casa di Havers a prendere le
cose di Marissa. Farai meglio a usare il furgone, e fatti aiutare da qualcuno.
Fritz si inchin e usc con una velocit insospettabile per un doggen della sua et.
Marissa cerc di trovare le parole. Io... io...
Ti accompagno in camera tua, intervenne Beth. Sembri sul punto di crollare.
La regina la condusse verso il sontuoso scalone; mentre camminavano, Marissa si volt a
guardare Wrath. Il re aveva un'espressione feroce, la mascella sembrava scolpita nel cemento armato.
Marissa non pot fare a meno di fermarsi per chiedere, Sei sicuro?
Tuo fratello ha la capacit di mandarmi fuori dai gangheri, disse Wrath, rabbuiandosi ancora
di pi.
Non voglio crearvi fastidi...
Wrath non la lasci terminare. C'entra Butch, vero? V mi ha detto che sei andata da lui e lo hai
aiutato a riprendersi. Lasciami indovinare. .. Havers non ha gradito il fatto che sei entrata troppo in
confidenza con il nostro umano, giusto?
Marissa non pot far altro che annuire.
Come ho detto, tuo fratello riesce sempre a mandarmi fuori dai gangheri.
Butch  uno di noi, anche se non fa parte della confraternita, e chiunque lo abbia a cuore ha a
cuore noi fratelli. Quindi, per quanto mi riguarda, tu adesso ti trasferisci qui per il resto dei tuoi giorni,
maledizione. Cos dicendo, gir intorno alla scalinata. Accidenti a lui. Accidenti a quell'idiota di tuo
fratello. Vado ad avvertire Vishous che sei qui. Butch non c', ma V sapr di sicuro dove trovarlo.
Oh... no, non c' bisogno che...
Ma Wrath non si ferm, non ebbe un attimo di esitazione, il che le ramment che non si poteva
dire al re cosa fare o cosa non fare. Anche se volevi dirgli di non disturbarsi.
Be', mormor Beth, se non altro non  armato.
Sono sorpresa che se la sia presa tanto a cuore.
Vorrai scherzare? E spaventoso. Cacciarti fuori di casa appena prima dell'alba.
Comunque sia, ora andiamo a sistemarci.
Beth la tir leggermente per farla avanzare, ma Marissa non si mosse. Mi hai accolto con tanta
gentilezza. Come fai a essere cos...
Marissa, gli occhi blu scuro di Beth erano seri. Tu hai salvato l'uomo che amo. Quando gli
hanno sparato e il mio sangue non era abbastanza forte, sei stata tu a tenerlo in vita, offrendogli il tuo
polso. Quindi, tanto per essere chiari, non c' assolutamente niente che non farei per te.
All'alba, quando la luce inond l'attico, Butch si svegli eccitatissimo, strusciando l'inguine
contro le lenzuola di raso tutte aggrovigliate. Era madido di sudore, la pelle ipersensibile, l'erezione che
palpitava.
Intontito, confuso, faticava a distinguere ci che era reale da ci che sperava fosse reale. Spost
le mani verso il basso, si slacci la cintura e affond le mani dentro ai calzoni e ai boxer.
Immagini di Marissa gli turbinavano in testa, per met fantasie in cui si era appena crogiolato e
per met ricordi di quando era stato con lei. Prese il ritmo con la mano. Era lui che si stava toccando o
invece era Marissa ad accarezzarlo?.,.
Forse era lei... Dio, voleva che fosse lei.
Chiuse gli occhi inarcando la schiena. Oh, s. Che bello.
Ma poi si svegli.
Rendendosi conto di quello che stava facendo, divenne rabbioso. In collera con se stesso e con
tutto quello che stava succedendo, si masturb in modo brutale fino a eiaculare con un'imprecazione.
Non si poteva neanche definire un orgasmo. Era pi come se il suo uccello si fosse messo a
bestemmiare ad alta voce.
In preda al terrore, si fece coraggio e guard la mano.
Poi si accasci, sollevato. Almeno qualcosa era tornato alla normalit.
Scalci via i pantaloni, si pul con i boxer, and in bagno e apr la doccia.
Sotto il getto d'acqua, l'unica cosa a cui riusciva a pensare era Marissa. Gli mancava da morire,
era divorato da una sorta di smania feroce, disperata, che gli ricordava quando aveva smesso di fumare,
l'anno prima.
Cazzo, qui non c' Nicoderm che tenga, pens.
Quando usc dal bagno con un asciugamano legato in vita, il suo nuovo cellulare stava
suonando. Rovist tra i cuscini e alla fine lo trov.
S, V? gracchi. Dannazione, al mattino aveva sempre uno schifo di voce e quel giorno non
faceva eccezione. Sembrava un motore ingolfato.
Okay, cos adesso le cose normali a suo favore erano due.
Marissa  venuta a stare qui da noi.
Cosa? esclam, lasciandosi cadere pesantemente sul materasso. Cosa diavolo stai dicendo?
Havers l'ha sbattuta fuori di casa.
Per colpa mia?
Gi.
Che bastardo...
 qui al quartier generale, quindi non preoccuparti per la sua sicurezza. Per  scossa da far
paura. Ci fu un lungo silenzio. Ehi, sbirro? Se ancora l?
S. Butch si lasci andare all'indietro sul letto. E si accorse che i muscoli delle cosce
fremevano dalla voglia di raggiungerla.
Insomma, come ho detto, lei sta bene. Vuoi che te la porti l, stanotte?
Butch si copr gli occhi con la mano. Il pensiero che qualcuno l'avesse fatta soffrire in un modo
qualunque lo faceva letteralmente impazzire. Al punto di diventare violento.
Butch? Pronto?
Marissa si stese sul letto a baldacchino tirandosi le coperte fin sotto il mento; avrebbe tanto
voluto non essere nuda. Il guaio era che non aveva niente da mettersi.
Nessuno sarebbe venuto a infastidirla, l in camera, ma essere nuda le sembrava... sbagliato.
Scandaloso, anche se nessuno l'avrebbe mai saputo.
Si guard intorno. La stanza che le avevano dato era graziosa, tutta in azzurro delphinium. La
scena pastorale di una fanciulla col suo spasimante inginocchiato davanti a lei si ripeteva sulle pareti,
sulle tende, sul copriletto, sulla poltrona.
Non proprio l'ideale da avere sotto gli occhi. Quei due innamorati francesi la opprimevano non
in quanto stimoli visivi ma sonori, uno staccato caotico di ci che non aveva vissuto con Butch. Che
non avrebbe mai vissuto con Butch.
Per risolvere il problema, spense la luce e chiuse gli occhi. Quella versione oculare dei tappi
nelle orecchie funzion a meraviglia.
Beata Vergine, che pasticcio. Non pot fare a meno di chiedersi se le cose potevano
ulteriormente peggiorare. Fritz e altri due doggen erano andati a casa di suo fratello - a casa di Havers -
e lei quasi si aspettava che tornassero a mani vuote. Forse Havers nel frattempo aveva deciso di disfarsi
delle sue cose. Come aveva fatto con lei.
Sdraiata l, al buio, pass in rassegna i cocci della sua vita, cercando di stabilire cos'era ancora
utilizzabile e cosa invece doveva abbandonare perch irrecuperabile. Si trov davanti un immondezzaio
deprimente, un guazzabuglio di ricordi infelici incapaci di fornirle indicazioni. Non aveva la pi pallida
idea di cosa fare o dove andare.
E non era pi che logico? Aveva passato tre secoli aspettando e sperando di essere notata da un
maschio. Tre secoli tentando di adeguarsi alla glymera. Tre secoli sforzandosi disperatamente di essere
la sorella di qualcuno, la figlia di qualcuno, la compagna di qualcuno. Tutte quelle aspettative esterne
erano state le leggi che avevano governato la sua vita al pari delle leggi fisiche, pi pervasive e
imprescindibili della legge di gravit.
Ma dove l'avevano condotta tutti i suoi sforzi di rispettarle? Si era ritrovata orfana, sola e
ostracizzata da tutti.
Benissimo, allora, ecco la prima regola per il resto dei suoi giorni: non dipendere pi
dall'esterno per definire se stessa. Forse non sapeva ancora chi era, ma era sempre meglio sentirsi
smarrita e in cerca di identit che incasellata a forza da qualcun altro in una determinata categoria
sociale.
Il telefono accanto al letto suon, facendola trasalire. Dopo cinque squilli si decise a rispondere
solo perch quel coso non accennava a smettere. Pronto?
Signora? Un doggen, C' una chiamata per lei dal signor Butch. Desidera rispondere?
Oh, fantastico. E cos Butch aveva saputo.
Signora?
Ehm... s, d'accordo.
Come desidera. Gli ho dato il numero diretto della sua stanza. Resti in linea, per favore.
Ci fu un clic e poi quella voce cavernosa che avrebbe riconosciuto tra mille.
Marissa? Stai bene?
Proprio per niente, pens lei, ma la cosa non lo riguardava, S, grazie. Beth e Wrath sono stati
molto comprensivi.
Senti, voglio vederti.
Davvero? Allora devo dedurne che tutti i tuoi problemi sono magicamente scomparsi? Sarai
felice di essere tornato alla normalit. Congratulazioni.
Lui imprec. Sono in pensiero per te.
Gentile da parte tua, ma...
Marissa...
... non vogliamo rischiare di mettermi in pericolo, giusto?
Ascoltalo...
Quindi farai meglio a starmi lontano, se non vuoi farmi del male...
Accidenti a te, Marissa. Accidenti a tutta questa storia!
Lei chiuse gli occhi, furibonda con il mondo intero, con lui, con suo fratello e con se stessa.
Adesso che anche Butch si stava arrabbiando, quella conversazione era una bomba a mano pronta a
esplodere.
A voce bassa disse, Apprezzo molto che tu abbia chiamato per avere mie notizie, ma io sto
bene.
Merda...
S, credo che questo descriva bene la situazione. Addio, Butch.
Quando riagganci, si accorse che stava tremando.
Il telefono ricominci a suonare immediatamente e lei guard torva il comodino. Con uno scatto
si sporse in avanti e strapp via il cavo dal muro.
Poi torn a sdraiarsi tra le lenzuola, raggomitolandosi su un fianco.
Impossibile riuscire a dormire, ma chiuse gli occhi lo stesso.
Fumante di rabbia, al buio, giunse a una conclusione. Anche se era tutto... be', una merda, per
usare l'eloquente sintesi di Butch, per lo meno poteva dire questo: essere incavolata nera era meglio che
avere un attacco di panico.
Venti minuti dopo, con il suo berrettino dei Sox calato sulla fronte e un paio di occhiali da sole,
Butch si avvi verso una Honda Accord verde scuro. Guard a destra e a sinistra. Nel vicolo non c'era
nessuno. Nessuna finestra affacciata su di esso. Nessuna automobile di passaggio sulla Nona Strada.
Raccolse da terra un grosso sasso e con un pugno ruppe il finestrino dal lato del guidatore.
L'allarme cominci a suonare a tutto spiano e lui si allontan dalla berlina, nascondendosi nell'ombra.
Nessuno arriv di corsa. La sirena a poco a poco si spense.
Non fregava pi una macchina da quando era un teppistello sedicenne a South Boston, ma
adesso era pronto a tornare in pista. Si avvicin con aria disinvolta, apr la portiera e sal. Poi si mosse
con rapidit ed efficienza, a riprova del fatto che le tendenze criminali, come il suo accento di Southie,
erano qualcosa che non aveva mai veramente perduto: stacc il pannello sotto il cruscotto, trov i cavi,
colleg quelli giusti e... vruum.
Col gomito spinse fuori il resto del vetro rotto e part senza fretta. Aveva le ginocchia quasi
premute contro il petto, quindi abbass la mano, fece scattare la levetta del sedile e lo spost indietro
pi che poteva. Quindi, col gomito fuori dal finestrino come se si stesse godendo l'aria d'inizio
primavera, si appoggi allo schienale come se niente fosse.
Giunto al segnale di stop alla fine del vicolo, mise la freccia e inchiod: rispettare il codice della
strada quando eri alla guida di un veicolo rubato e non avevi i documenti era il minimo.
Svoltando a sinistra lungo la Nona, si sent in colpa per quel poveraccio, chiunque fosse, che
aveva appena fottuto alla grande. Vedersi fregare la macchina non era divertente e al primo semaforo
rosso Butch apr il vano portaoggetti.
L'auto era immatricolata a nome di una certa Sally Forrester. 1247 Barnstable Street.
Si ripromise di restituirle la Honda appena possibile e di lasciarle anche un paio di biglietti da
mille per il disturbo e il finestrino rotto.
A proposito di cose rotte... inclin leggermente lo specchietto retrovisore verso di s. Oh,
Cristo, era conciato da sbatter via. Aveva bisogno di farsi la barba e la faccia era ancora un disastro per
tutte le botte ricevute. Con un'imprecazione rimise a posto lo specchietto per non essere costretto a
vedere quella mappa degli orrori.
Disgraziatamente conservava un'immagine molto chiara di com'era ridotto.
Uscendo dalla citt a bordo della Accord di Sally Forrester, col muso che sembrava un sacco da
pugile, ebbe una botta di autocoscienza che non gli piacque neanche un po'. Era sempre stato a cavallo
di quella linea sottile che separa il bene dal male, sempre pronto a piegare le regole a proprio
vantaggio.
Diamine, aveva gonfiato di botte certi sospettati finch non si erano decisi a cantare e ogni tanto
aveva chiuso un occhio in cambio di qualche dritta su un caso. Si era drogato anche dopo essere entrato
in polizia... almeno finch non era riuscito a smettere con la coca.
Gli unici tab per lui erano accettare mazzette o favori sessuali nell'adempimento del dovere.
Perci, s, forse queste due cose facevano di lui un eroe.
E adesso, invece, cosa stava facendo? Correva dietro a una femmina la cui vita era gi un gran
casino. Tanto per aggiungersi a tutta la merda che le avevano gi scaricato addosso.
Ma era pi forte di lui. Dopo aver provato e riprovato invano a ritelefonare a Marissa, non ce
l'aveva fatta a non buttarsi in quel viaggio. Se prima era ossessionato, adesso era posseduto da lei.
Voleva solo vedere se stava bene e...
be', che cavolo, magari anche spiegarsi un po' meglio.
Per, se non altro, un lato positivo c'era. Sembrava proprio che fosse tornato normale, dentro.
Nella tana di V si era tagliato il braccio col coltello perch, malgrado gli esiti positivi della sega che si
era fatto appena sveglio, voleva controllare com'era il sangue. Era rosso, grazie a Dio.
Trasse un profondo respiro... poi si accigli. Avvicinando il naso al bicipite, inspir di nuovo. E
questo che cosa cavolo era? Malgrado il vento che soffiava dal finestrino e malgrado i vestiti, sentiva
un odore strano; no, non quello stomachevole di borotalco, che per fortuna era svanito. Adesso aveva
un odore diverso.
Cristo. Ultimamente il suo corpo sembrava un deodorante per ambienti con le idee poco chiare.
Ma almeno questo odore speziato gli piaceva...
Ehi un momento, non sar mica... No, impossibile. Non poteva essere.
Giusto?
Assolutamente no. Tir fuori il cellulare e premette il tasto di chiamata rapida.
Non appena sent il "pronto" di V disse, Occhio, sto arrivando.
Si ud un raschio seguito da un'inspirazione, come se Vishous si fosse acceso una sigaretta.
Non mi sorprende. Ma con cosa ti stai muovendo?
Con la Honda di Sally Forrester.
Di chi?
Non ne ho idea, l'ho rubata. Senti, non voglio fare niente di strano. S, bravo. S, insomma,
strano nel senso "da lesser". Ho solo bisogno di vedere Marissa.
Ci fu un lungo silenzio. Ti faccio entrare dai cancelli. Che cavolo, sono settantanni che il mhis
tiene lontani quei bastardi da questa propriet; mi pare improbabile che riescano a seguire le tue tracce
fin quaggi. E non credo che tu ci stia dando la caccia. A meno che non mi sia bevuto il cervello.
No, no, tranquillo.
Butch si risistem il berretto dei Sox e quando il polso gli pass davanti al naso, sent un'altra
zaffata di quello strano odore. Ah, V... senti, mi succede una cosa un po' strana.
Cosa?
Puzzo di colonia per uomo.
Buon per te. Le femmine vanno matte per quel genere di roba.
Vishous, puzzo di Obsession for Men, solo che non me lo sono spruzzato addosso, capito?
Ci fu un silenzio sulla linea. Poi, Gli umani non manifestano i loro legami sentimentali tramite
l'odore.
Ah, no? Vai a dirlo al mio sistema nervoso centrale e alle mie ghiandole sudoripare.
Gradiranno molto la notizia, ne sono sicuro.
Hai notato se ce l'avevi dopo che voi due siete stati insieme, gi in clinica?
Da allora  peggiorato, ma mi sembra di avere avuto pi o meno lo stesso odore anche un'altra
volta.
Quando?
L'avevo vista salire in macchina con uno.
Quanto tempo fa?
Sar stato tre mesi fa. Ho messo mano alla Glock quando  successo.
Silenzio. Butch, gli umani non marchiano le femmine col loro odore come facciamo noi
vampiri.
Lo so.
Ancora silenzio. Poi, Non  che per caso sei stato adottato?
No. E non ci sono zanne in famiglia, se stai pensando a quello. Piuttosto, V, ho bevuto un po'
del tuo sangue, ricordi? Sei sicuro che non sono diventato...
La genetica  l'unica via. La storia della trasformazione dopo un morso  tutta una balla
folcloristica. Senti, ti faccio entrare e ne parliamo dopo che avrai visto Marissa. Ah, ho chiesto. Wrath
non ha problemi a torchiare i lesser per scoprire cosa ti  successo. Per non vuole coinvolgerti.
Butch strinse con forza la mano sul volante. 'Fanculo. Mi sono guadagnato il diritto di
vendicarmi, V. Ho versato il mio sangue per il diritto di massacrare di botte quei figli di puttana e
cavargli fuori delle risposte.
Wrath...
 un bravo ragazzo, ma non  il mio re. Quindi pu anche lasciar perdere.
Vuole solo proteggerti.
Digli che non ho bisogno di favori.
V spar un paio di frasi nell'Antico Idioma, frasi che suonavano terribili, poi bofonchi, E va
bene.
Grazie.
Un'ultima cosa, sbirro. Marissa  ospite della confraternita. Se non vuole vederti ti sbattiamo
fuori, okay?
Se non vuole vedermi, me ne andr per conto mio. Giuro.
Capitolo 17
Quando Marissa sent che bussavano alla porta socchiuse gli occhi e controll l'orologio. Le
dieci del mattino e non aveva dormito neanche un po'. Dio, era esausta.
Ma forse era Fritz che voleva riferirle delle sue cose. S?
La porta si apr e sulla soglia si stagli una grossa ombra scura con un capellino da baseball.
Marissa si rizz a sedere, stringendosi le coperte sopra i seni nudi. Butch?
Ciao, la salut lui; si tolse il berrettino, stringendolo in una mano mentre con l'altra si
scompigliava i capelli.
Marissa accese una candela con la forza del pensiero. Che cosa ci fai qui?
Ehm... volevo essere sicuro che stessi bene. E poi il tuo telefono... Inarc le sopracciglia di
scatto; doveva aver visto il cavo che lei aveva strappato via dal muro. Ehm, s... il tuo telefono non
funziona. Ti spiace se entro un minuto?
Marissa inspir a fondo e subito sent il suo odore; le penetr nelle narici, sbocciando su tutto il
suo corpo.
Bastardo, pens. Bastardo irresistibile.
Marissa, non ti dar il tormento, te lo prometto. Lo so che sei arrabbiata, ma non possiamo
parlare, almeno?
Va bene, disse lei, scuotendo la testa. Ma non t'illudere che serva a qualcosa.
Butch fece un passo avanti e subito lei cap che non era stata una buona idea.
Se voleva parlare, avrebbe dovuto riceverlo al piano di sotto. Dopo tutto lui era molto maschio.
E lei molto nuda. E adesso erano... gi, chiusi nella stessa camera da letto.
Eccellente pianificazione. Ottimo lavoro. Forse il passo successivo era saltare gi dalla finestra.
Butch si appoggi contro la porta che si era chiuso alle spalle. Prima di tutto, ti trovi bene
qui?
S. Dio, che imbarazzo. Butch...
Scusa se mi sono messo a fare il grand'uomo con te, neanche fossi Humphrey Bogart. Sulla
sua faccia tutta ammaccata si dipinse una smorfia. Lo so che sai badare a te stessa, non  questo.  di
me che ho paura, sono spaventato a morte all'idea di farti del male.
Marissa lo fissava. Ecco, era semplicemente spaventoso. Quella sua umilt nello scusarsi
rischiava di farla capitolare. Butch...
Aspetta, per piacere... prima lasciami finire. Ascoltami fino alla fine, poi me ne vado. Ispir
lentamente, il grosso petto si gonfi sotto l'elegante cappotto nero. Tenerti lontana da me  l'unico
modo per garantire la tua sicurezza. Ma perch io sono pericoloso, non perch tu sei debole. Lo so che
non hai bisogno di protezione e che non ti serve una balia.
Nel lungo silenzio che segu, lei lo scrut attenta. Allora dimostralo, Butch.
Dimmi cosa ti  successo veramente. Non c' stato . nessun incidente d'auto, vero?
Butch si stropicci gli occhi. Mi hanno beccato i lesser. Marissa si lasci sfuggire
un'esclamazione inorridita e lui si affrett a dire, Niente di che. Sul serio...
Lei alz una mano. Fermati, O mi dici tutto o non mi dici niente. Non voglio mezze verit.
Sarebbe umiliante per entrambi.
Lui imprec. Ricominci a sfregarsi gli occhi.
Butch, o parli o te ne vai.
Okay... okay. Alz gli occhi nocciola su di lei. Da quanto abbiamo capito mi hanno
interrogato per dodici ore.
Lei strinse le coperte, cos forte da perdere la sensibilit alle dita.
Interrogato... come?
Non ricordo granch, ma in base ai danni direi una roba standard.
Una roba... standard?
Elettroshock, pugni, torture sotto le unghie. Quando s'interruppe, Marissa era sicurissima che
l'elenco continuasse.
Un fiotto di bile le serr la gola. Oh... Dio...
Non pensarci.  finita. Andata.
Beata Vergine del Fado, come faceva a dire una cosa del genere?
Perch... Si schiar la gola. Aveva preteso tutta la storia per dimostrargli che era in grado di
reggerla, dopo tutto. Perch allora ti hanno messo in quarantena?
I lesser mi hanno messo dentro qualcosa. Cos dicendo, si sfil dai calzoni la camicia
button-down di seta per mostrarle la cicatrice nera sull'addome. V mi ha trovato mezzo morto in
mezzo ai boschi e ha tirato fuori quello che avevo-dentro, qualunque cosa fosse. Ma adesso sono
come... legato ai lesser. Marissa si irrigid e Butch lasci ricadere la camicia. Gi, gli assassini,
Marissa. Quelli che stanno cercando di sterminare la tua gente. Perci, credimi quando ti dico che il
mio bisogno di sapere cosa mi hanno fatto non  una delle solite menate pseudopsicologiche della serie;
"voglio scoprire il mio io pi profondo". I tuoi nemici hanno manomesso il mio corpo. Mi hanno messo
qualcosa dentro.
Sei... uno di loro?
Io non voglio esserlo. E non voglio fare del male a te o a nessun altro. Per, vedi, il problema 
proprio questo: ci sono troppe cose che ancora non so.
Butch, lascia che ti aiuti.
Lui imprec. E se poi...
Gli "e se poi" non servono a niente, lo interruppe lei con un sospiro. Non voglio mentirti.
Ho paura. Per non voglio voltarti le spalle e tu sei pazzo se credi di riuscire a convincermi.
Butch scosse la testa, gli occhi colmi di rispetto. Sei sempre stata cos coraggiosa?
No, ma a quanto pare per te lo sono diventata. Prometti di non tagliarmi pi fuori?
S, te lo prometto. Sento il bisogno di farlo. Pass qualche minuto prima che si decidesse ad
attraversare la stanza. Ti spiace se mi siedo qui vicino a te?
Quando Marissa annu facendogli posto, Butch si sedette sul letto; il materasso s'infoss sotto al
suo peso e lei gli scivol addosso. Lui rimase a fissarla a lungo prima di prenderle una mano. Dio,
aveva un palmo cos grande e caldo, pens Marissa.
Butch si chin a sfiorarle le nocche con le labbra, poi sfreg la bocca avanti e indietro. Voglio
sdraiarmi accanto a te. Non per fare sesso, quello non c'entra niente. Solo...
S.
Butch si alz e Marissa tir indietro le lenzuola, ma lui scosse la testa. No, io resto sopra.
Si tolse il cappotto e si stese accanto a lei. La strinse a s. La baci sulla testa.
Sembri stanca morta, disse al lume di candela.
Mi sento stanca morta.
Allora dormi. Veglier io su di te.
Lei si strinse ancora di pi contro il suo corpo muscoloso e sospir. Era cos bello poggiare la
testa sul suo petto e sentire il suo calore, annusare il suo odore cos da vicino. Butch prese ad
accarezzarle adagio la schiena e lei croll addormentata senza neanche accorgersene. A un certo punto
sent il letto muoversi e si svegli.
Butch?
Devo parlare con Vishous, disse lui, baciandola sul dorso della mano. Tu continua a
riposare. Non mi piace come sei pallida.
Lei sorrise a fior di labbra. Niente discorsi da balia.
Era solo un suggerimento, ribatt lui, poi con un mezzo sorriso aggiunse,
Cosa ne dici se ci vediamo prima di colazione? Ti aspetto gi in biblioteca.
Marissa annu. Butch le fece scorrere la punta del dito sulla guancia. Poi guard le sue labbra e
all'improvviso l'odore che emanava si fece pi intenso.
I loro sguardi si incontrarono e non si lasciarono pi.
In meno di un secondo una smania si accese nelle vene di lei, un bisogno bruciante, irresistibile.
Come animati da volont propria, i suoi occhi si spostarono dal viso alla gola di Butch e le zanne
cominciarono a palpitare mentre tutto in lei si riduceva a puro istinto: voleva addentare la sua
giugulare. Voleva nutrirsi del suo sangue. E, nel farlo, voleva fare sesso con lui.
Era assetata di sangue.
Oh, Dio, ecco perch era cos stanca. L'altra notte, da Rehvenge, non era riuscita a sfamarsi, e
poi c'era stato tutto lo stress per le gravi condizioni di Butch seguito dalla loro brusca separazione.
Senza contare la rottura con Havers.
Non che al momento i perch contassero qualcosa. L'unica cosa che sentiva erano i morsi della
fame.
Schiuse le labbra e fece per avvicinarsi...
Ma cosa sarebbe accaduto se avesse bevuto da Butch?
Be', la risposta era semplice. Lo avrebbe prosciugato nel tentativo di saziarsi perch il sangue
umano era troppo debole. Lo avrebbe ucciso.
Per, Dio, che buon sapore doveva avere.
Mise a tacere la sua sete di sangue e, con un supremo sforzo di volont, infil le braccia sotto le
coperte. Ci vediamo stasera.
Butch si raddrizz; aveva lo sguardo velato e le mani davanti all'inguine, quasi a voler
nascondere un'erezione. Il che, naturalmente, non fece che rinfocolare in lei il desiderio di agguantarlo.
Abbi cura di te, Marissa, disse lui in tono sommesso, triste.
Era gi davanti alla porta quando lei lo chiam, Butch?
S?
Non penso che tu sia debole.
Lui si accigli, forse si stava chiedendo da dove saltasse fuori quel commento.
Neanche io. Dormi bene, bellezza. Ci vediamo presto.
Rimasta sola, Marissa attese che la fame passasse, e cos fu. Il che le diede qualche speranza.
Con tutto quello che stava succedendo, preferiva rimandare ancora un po' il problema del nutrimento.
Non le pareva giusto entrare in intimit con Rehvenge.
Capitolo 18
Mentre la notte calava su Caldwell, Van guidava verso il centro. Uscito dalla superstrada,
imbocc una viuzza d'accesso al fiume, una striscia d'asfalto costellata di buche che correva sotto il
grande ponte della citt. Fermatosi sotto un pilone contrassegnato dalla scritta F-8 in vernice spray
arancione, scese dal camioncino e si guard intorno.
Sopra la sua testa il traffico scorreva veloce, gli autoarticolati procedevano sobbalzando con
grande frastuono, le macchine ogni tanto strombazzavano. L sotto, a livello del fiume, il rumore
dell'Hudson era pari quasi al baccano sovrastante. Quel giorno c'era stato un primo assaggio di caldo
primaverile e l'acqua fluiva impetuosa, ingrossata dal disgelo delle nevi.
La corrente grigio scuro sembrava asfalto liquido. E aveva un cattivo odore.
Van perlustr la zona con gli occhi, all'erta. Cristo, da solo sotto il ponte non era mai un bel
posto dove stare. Specialmente quando faceva buio.
'Fanculo, avrebbe fatto meglio a non andarci. Si volt per tornare al camioncino.
Xavier emerse dall'ombra. Lieto di vederti, figliolo.
Van trattenne un moto di sorpresa. Merda, quel tizio era una specie di fantasma. Non
potevamo parlarne al telefono? Be', cos suonava un po' fiacca.
Io ho da fare, cazzo.
Ho bisogno che mi aiuti a fare una cosa.
Ti ho gi detto che non mi interessa.
Xavier fece un sorrisetto. Gi,  vero, me l'hai detto.
Un rumore di ruote sulla ghiaia s'insinu nelle orecchie di Van, che volt a sinistra. La Chrysler
Town & Country, quell'anonima monovolume dorata, si stava fermando proprio vicino a lui.
Con gli occhi fissi su Xavier, Van infil la mano in tasca, facendo scivolare l'indice sul grilletto
della nove millimetri. Se stavano cercando di fregarlo, avrebbero fatto i conti con il piombo delle sue
pallottole.
Sul sedile di dietro c' qualcosa per te, figliolo. Coraggio. Apri. Ci fu una pausa. Paura,
Van?
'Fanculo, fece lui, avvicinandosi all'auto, pronto a estrarre la pistola.
Quando apr la portiera, per, non pot fare a meno di sobbalzare. Suo fratello, Richard, era
legato come un salame con una fune di nylon, gli occhi e la bocca tappati con del nastro adesivo.
Oh Cristo, Rich... Nello sporgersi in avanti, sent lo scatto di un cane che veniva alzato e
sollev gli occhi sul tizio al volante. Il bastardo coi capelli bianchi gli stava puntando in faccia quella
che aveva tutta l'aria di essere una Smith & Wesson calibro quaranta.
Mi piacerebbe che riconsiderassi la mia offerta, disse Xavier.
Al volante della Honda di Sally Forrester, Butch imprec quando, svoltando a sinistra a un
semaforo, vide una volante della polizia ferma davanti allo Stewart's, all'angolo tra la Framingham e la
Hollis. Porco diavolo. Girare su una macchina rubata con duemila dollari in contanti non era il
massimo per sentirsi rilassati.
Meno male che poteva contare sui rinforzi. V gli stava appiccicato al sedere, a bordo della
Escalade. Stavano andando all'indirizzo stilla Barnstable Road.
Nove minuti e mezzo dopo, Butch localizz la villetta di Sally. Spense i fari, rallentando fino a
fermarsi, poi scolleg i due cavi d'accensione e il motore si spense. La casa era tutta buia, quindi and
dritto alla porta d'ingresso, infil la busta con i soldi dentro la buca per la posta e attravers la strada di
corsa, diretto verso la Escalade. Non temeva di farsi beccare in quella stradina tranquilla. Se qualcuno
si azzardava a fare domande, bastava che V gli desse una bella candeggiata al cervello.
Stava salendo sul SUV quando si blocc di colpo, pervaso da una strana sensazione.
Per nessun motivo apparente il suo corpo cominci a trillare... non riusciva a descriverlo
altrimenti. Neanche avesse un cellulare piantato in mezzo al petto.
In fondo alla strada... in fondo alla strada. Doveva andare in fondo alla strada.
Oh, Dio... l in fondo c'erano dei lesser.
Cosa c', sbirro?
Li sento. Sono vicini.
Allora giochiamo. Vishous scivol fuori da dietro al volante ed entrambi chiusero le portiere.
Poi V inser l'allarme e i fari della Escalade lampeggiarono una volta. Dai, sbirro, vediamo dove ci
porta il tuo istinto.
Butch si mise a camminare. Poi acceler l'andatura.
Correndo, attraversarono le tenebre di quel pacifico sobborgo, tenendosi lontani dalla luce delle
verande e dei lampioni. Tagliarono per un giardino, costeggiarono una piscina, oltrepassarono
guardinghi un garage.
A un certo punto il quartiere si fece pi losco. I cani abbaiavano, minacciosi.
Pass un'auto a fari spenti, pompando rap a manetta. Una casa abbandonata.
Seguita da un terreno incolto. Finch si trovarono davanti una decrepita villetta a due piani degli
anni Settanta, circondata da uno steccato di legno alto quasi tre metri.
Qui dentro, disse Butch, guardandosi intorno in cerca di un cancello.
Dammi la gamba, sbirro.
Butch afferr la sommit della staccionata piegando il ginocchio e V lo spinse dall'altra parte
come se fosse il giornale del mattino. Atterr sul prato e rimase accovacciato.
Eccoli l. Tre lesser. Due dei quali stavano trascinando per le braccia un vampiro fuori dalla
casa.
Butch si scald subito, neanche fosse radioattivo. Ribolliva di rabbia.
Imbestialito per quello che gli avevano fatto, frustrato dai timori per Marissa, ingabbiato dalla
sua natura umana... i lesser divennero la valvola di sfogo della sua aggressivit.
V si materializz vicino a lui e lo afferr per la spalla. Butch si volt di scatto per mandarlo
affanculo, ma Vishous sibil, Attaccali pure, se vuoi, ma cerca di non fare rumore. Qui ci sono occhi
dappertutto e senza l'aiuto di Rhage dovr dare il massimo, okay? Per cui niente mhis. Non sar in
grado di mascherare questa scena.
Butch lo guard; era la prima volta che gli veniva lasciata piena libert d'azione. Perch adesso
mi dai il via libera?
Dobbiamo scoprire da che parte stai, rispose V, sfoderando uno dei pugnali.
E in questo modo lo sapremo. Perci io prendo i due con il civile e tu pensi a quell'altro.
Butch annu e si lanci in avanti; sentiva un gran rombo in testa e dentro tutto il corpo. Scatt
verso il lesser che stava per entrare in casa e quello si volt, quasi lo avesse sentito.
Nel vederlo, quel bastardo parve semplicemente seccato. Era ora che arrivassero i rinforzi,
disse, voltandosi dall'altra parte. Qui dentro ci sono due femmine. Quella bionda  velocissima, quindi
voglio...
Butch lo placc da dietro stringendolo in una morsa, aggrappandosi alla testa e alle spalle di
quel figlio di puttana. Era come montare un cavallo da rodeo.
Il lesser si mise a girare come un matto su se stesso, inferocito, afferrandolo per le gambe e per
le braccia. Vedendo che non funzionava, il bastardo si gett all'indietro, andando a sbattere con Butch
contro la casa, talmente forte da ammaccare il rivestimento di alluminio.
Butch rimase avvinghiato alla sua schiena, un avambraccio premuto contro il suo esofago,
l'altra mano stretta intorno al polso nel tentativo di torcerglielo all'indietro. Per migliorare la presa, gli
cinse la vita con le gambe, incroci le caviglie e serr le cosce con forza.
Ci volle un po' di tempo, ma alla fine l'asfissia e lo sforzo fiaccarono il non morto.
Prima che le ginocchia del lesser cominciassero a cedere, tuttavia, Butch aveva imparato cosa
voleva dire essere la pallina di un flipper. Quello stronzo lo aveva sbattuto contro l'esterno della casa,
poi contro lo stipite della porta e adesso che erano nell'ingresso lo faceva rimbalzare avanti e indietro in
quello spazio ristretto.
Dentro il cranio il cervello era tutto sballottato e gli organi interni sembravano uova strapazzate,
ma, perdio, non aveva intenzione di mollare. Pi teneva impegnato il lesser pi quelle femmine
avevano la possibilit di scappare...
Oh, cazzo, adesso sembrava di stare su un ottovolante. Il mondo fin a gambe all'aria e Butch
colp il pavimento per primo, col lesser che gli rovinava addosso.
Pessima posizione. Adesso era lui che non riusciva a respirare.
Spinse in fuori una gamba e, scalciando contro il muro, riusc a scivolare fuori, torcendo con
violenza il busto del lesser. Sfortunatamente anche il bastardo ruot su se stesso e tutti e due
cominciarono a rotolare sopra un'orrenda moquette arancione. Butch era allo stremo delle forze.
Senza il minimo sforzo, l'assassino lo rovesci sulla schiena in modo da averlo di fronte, poi lo
immobilizz riducendolo all'impotenza.
Okay... adesso era il momento che V si facesse vedere.
Ma proprio allora il lesser guard in gi, incrociando il suo sguardo, e tutto rallent. Si ferm.
Si blocc. Di colpo.
Adesso un altro tipo di morsa li teneva inchiodati, una stretta di sguardi. Pur essendo
schiacciato sotto il non morto, adesso era Butch ad avere il controllo.
Il lesser rimase pietrificato e Butch segu il proprio istinto.
Ovvero apr la bocca e cominci a inspirare lentamente.
Solo che non inspirava aria. Inspirava il lesser. Lo stava assorbendo.
Consumando. Com'era gi accaduto in quel vicolo, con la differenza che, adesso nessuno giunse
a interrompere il processo in corso. Butch continu a inalare senza fermarsi; attraverso occhi, naso e
bocca, un flusso nero, ininterrotto, come un'ombra allungata, pass dal lesser a Butch, penetrando
dentro di lui.
Butch si sentiva come un pallone che si gonfia di smog, come se stesse assumendo il ruolo del
nemico.
Alla fine il lesser si disintegr, riducendosi in cenere, e il sottile pulviscolo di particelle grigie
ricadde sul volto, sul petto e sulle gambe di Butch.
Porca miseria.
In preda alla disperazione, Butch si guard intorno. Premuto contro la porta d'ingresso, V si
teneva aggrappato allo stipite come se la casa fosse l'unica cosa che lo teneva in piedi.
Oh, Dio. Butch rotol su un fianco, la ruvida moquette gli graffi la guancia.
Aveva lo stomaco in subbuglio, la gola che bruciava come dopo ore e ore passate a ingollare
scotch e, quel che era peggio, il male era tornato dentro di lui, gli scorreva nelle vene.
Sent odore di borotalco. E cap che proveniva da lui stesso, non dai resti del lesser.
V... disse disperato, che cosa ho fatto?
Non lo so, sbirro. Non ne ho idea.
Venti minuti dopo, Vishous si chiuse dentro la Escalade insieme all'amico bloccando tutte le
portiere. Fece un numero al cellulare e lo avvicin all'orecchio, lanciando un'occhiata a Butch, sul
sedile accanto. Lo sbirro era afflitto da una quantit di malori, come se avesse contemporaneamente il
mal di mare, il jet-lag e l'influenza. E puzzava di talco per neonati, sembrava trasudare quell'odore da
tutti i pori.
Mentre il telefono squillava a vuoto, Vishous mise in moto il SUV, innest la prima e ripens a
Butch che faceva a quel lesser qualche strano rito voodoo. Santa Maria, Madre di Dio, per citare una
delle esclamazioni preferite dello sbirro.
Cavolo... quella specie di risucchio era un'arma formidabile. Anche se le complicazioni erano
una marea.
Lanci un'altra occhiata al compagno. E si rese conto di una cosa: voleva rassicurarsi che Butch
non lo stesse guardando come un lesser. Cazzo.
Wrath? disse quando risposero al telefono. Ascolta. Io... merda... il nostro amico, qui, ha
appena consumato un lesser. No, non Rhage. Butch. S, Butch.
Cosa? No, l'ho visto con i miei occhi, consumare quel bastardo. Senti, per sicurezza lo porto a
casa mia e lo lascio l a dormire finch non gli  passata. Poi torno a casa, okay? Va bene... No, non ho
la pi pallida idea di come abbia fatto, ma appena arrivo ti racconto tutto per filo e per segno. S. Va
bene. Ahhah. Oh, per l'amor... s, io sto bene, smettila di chiedermelo. A dopo.
Riattacc e butt il telefonino sul cruscotto. La voce di Butch gli giunse flebile e roca. Sono
contento che non mi porti a casa.
Vorrei tanto poterlo fare, per. V tir fuori una delle sue sigarette e l'accese, aspirando una
lunga boccata. Soffiando fuori il fumo, socchiuse appena uno dei finestrini. Ges Cristo, sbirro, come
facevi a sapere di poter fare una roba del genere?
Non lo sapevo. Butch tossicchi, come se avesse un fastidio alla gola.
Dammi uno dei tuoi pugnali.
V lo guard, accigliato. Perch?
Dammelo e basta. Vedendolo esitare, Butch scosse mestamente la testa.
Non ho intenzione di correrti dietro con quello. Te lo giuro su mia madre.
Giunti a un semaforo rosso, V spost la cintura di sicurezza per sfilare uno dei pugnali dal
fodero sul petto. Lo allung a Butch tenendolo per la lama, poi torn a concentrarsi sulla strada.
Quando si volt di nuovo, Butch si era tirato su una manica e si stava incidendo l'interno
dell'avambraccio. Tutti e due guardarono quello che usciva dal taglio.
Sanguino di nuovo nero.
Be'... la cosa non mi sorprende.
Puzzo anche come uno di loro.
Gi, disse V. Cavolo, non gli piaceva per niente il modo in cui lo sbirro fissava il pugnale.
Cosa ne dici di ridarmi il coltello, socio?
Butch glielo restitu. Prima di rinfoderare l'arma, V pul la lama d'acciaio nero sui pantaloni di
pelle.
Butch si premette il braccio sullo stomaco. Non voglio stare vicino a Marissa quando sono
cos, okay?
Nessun problema. Sistemo tutto io,
V?
Cosa?
Preferirei morire piuttosto che farti del male.
Gli occhi di V saettarono oltre lo spazio che li separava. Lo sbirro era tetro in volto e i suoi
occhi nocciola erano serissimi; quelle non erano parole dette tanto per dire, erano una promessa
solenne: Butch O'Neal era pronto a uscire di scena se la situazione si fosse fatta critica. Ed era
capacissimo di farlo.
V aspir un'altra boccata di fumo, cercando di non affezionarsi ancor di pi all'umano.
Speriamo di non arrivare a tanto.
Ti prego, Dio, fa' che non si debba arrivare a tanto.
Capitolo 19
Dopo l'ennesimo giro della biblioteca, Marissa si ritrov di nuovo davanti alle finestre
affacciate sul terrazzo e sulla piscina.
Doveva essere stata una giornata calda, pens. La neve si era sciolta in alcuni punti lasciando
intravedere le lastre nere di ardesia del terrazzo e il terriccio marrone del prato.
Ma chi se ne fregava del paesaggio.
Dopo il Primo Pasto, Butch era uscito dicendo di avere una faccenda veloce da sbrigare. Bene.
Benissimo. Perfetto. Se non che, erano gi passate due ore.
Si volt di scatto quando qualcuno entr nella stanza. Butch... oh... sei... tu.
Fermo sotto l'ingresso ad arco c'era Vishous, un vero guerriero, incorniciato dalla stravagante
modanatura a foglie dorate.
Beata Vergine del Fado... aveva un'espressione vacua, del tipo che ti viene quando devi dare
una brutta notizia.
Dimmi che lui  vivo, disse Marissa. Salvami la vita dicendomi subito che  vivo.
 vivo.
Le cedettero le ginocchia e dovette aggrapparsi a uno dei lunghi scaffali della libreria. Per
non verr, giusto?
No.
Mentre si fissavano, Marissa not di sfuggita che insieme ai soliti pantaloni di pelle nera
Vishous si era messo una bella camicia bianca: una button-down Turnbull and Asser. Aveva
riconosciuto il taglio. Erano le camicie che portava Butch.
Si strinse un braccio intorno alla vita, intimorita, anche se Vishous era all'altro capo della
stanza. Aveva un aspetto cos minaccioso... e non per via dei tatuaggi alla tempia, del pizzetto nero o
del fisico impressionante. Il fratello era gelido fino al midollo, e uno cos era capace di tutto.
Dov'? chiese Marissa.
Sta bene.
Allora perch non  qui?
 stato solo uno scontro veloce.
Uno scontro veloce. Le ginocchia le si piegarono di nuovo mentre veniva assalita dal ricordo di
quand'era al capezzale di Butch. Lo rivide steso sopra le lenzuola della clinica con quel camice
addosso, completamente massacrato, mezzo moribondo. Contaminato da qualcosa di malefico.
Voglio vederlo.
Non  qui.
 a casa di mio fratello?
No.
E tu non vuoi dirmi dov', giusto?
Tra poco ti chiamer lui.
Si  scontrato con i lesser? Quando Vishous si limit a fissarla in silenzio, il cuore di Marissa
ingran la quarta. Non sopportava l'idea che Butch venisse coinvolto in quella guerra. Bastava vedere
cosa gli avevano gi fatto.
Maledizione, dimmi se si  scontrato con i non morti, brutto bastardo.
Soltanto silenzio. Il che, naturalmente, equivaleva a una risposta. E lasciava intendere anche che
Vishous se ne infischiava se lei era infuriata o meno con lui.
Marissa raccolse le sottane e si avvicin a passo di carica al guerriero. Quando gli fu sotto,
dovette allungare il collo per guardarlo in faccia. Dio, quegli occhi, quegli occhi bianchi come diamanti
con l'iride cerchiata di blu. Freddi. Gelidi.
Fece del proprio meglio per nascondergli che stava rabbrividendo, ma lui se ne accorse lo
stesso. Lo cap dalle spalle.
Paura di me, Marissa? disse. Cosa pensi che potrei farti, esattamente?
Non voglio che Butch combatta, disse lei ignorando la provocazione.
Vishous inarc un sopracciglio. Non sta a te decidere.
E troppo pericoloso per lui.
Dopo stanotte, non ne sarei poi tanto sicuro.
Il sorriso forzato del fratello la indusse a fare un passo indietro, ma la collera la salv da una
ritirata in piena regola. Ricordi quel letto d'ospedale? Hai visto cosa gli hanno fatto, l'ultima volta.
Credevo che gli volessi bene.
Se viene fuori che Butch  un'arma potente, e se lui  d'accordo, verr utilizzato.
In questo preciso momento la confraternita non mi piace per niente, sbott lei. E neanche
tu.
Fece per oltrepassarlo, ma con gesto fulmineo Vishous l'afferr per un braccio, trattenendola
senza farle male. Punt gli occhi sul suo viso, sul collo, poi li fece scorrere sul resto del corpo.
Fu allora che lei vide il fuoco che lo divorava. Il calore vulcanico, L'inferno interiore
imprigionato sotto quel glaciale autocontrollo.
Lasciami andare, sussurr, col cuore che batteva all'impazzata.
Non mi sorprende. Il tono di Vishous sembrava inoffensivo... inoffensivo come un coltello
affilato posato su un tavolo.
C-che cosa?
Sei una femmina di valore. Quindi  giusto che io non ti piaccia. Quegli occhi scintillanti si
socchiusero, scrutandola con attenzione. Sai, sei proprio la pi bella della specie.
No... no, non sono...
S, invece. La voce di Vishous era sempre pi bassa, pi sommessa, finch Marissa si chiese
se la stava sentendo per davvero o se fosse solo un'illusione.
Butch  una scelta saggia, femmina. Si prender cura di te, se glielo permetterai.
Lo farai, Marissa? Gli permetterai di... prendersi cura di te?
Ipnotizzata da quegli occhi di diamante, sent il pollice di Vishous muoversi sul polso, avanti e
indietro. A poco a poco il suo battito cardiaco rallent, stabilizzandosi su un ritmo rilassato.
Rispondi alla mia domanda, Marissa.
Lei barcoll leggermente. Cosa... cosa mi hai chiesto?
Gli permetterai di prenderti? Vishous si chin avvicinandole la bocca all'orecchio. Lo
prenderai dentro di te?
S... rispose lei con un filo di voce, consapevole che stavano parlando di sesso, ma troppo
ammaliata per non rispondere. Lo accoglier dentro di me.
Quella mano d'acciaio si ammorbid, allent la presa accarezzandole il braccio, scivolando
calda e forte sulla sua pelle. Vishous guard il punto in cui la stava toccando, profondamente
concentrato. Bene. Molto bene. Voi due siete bellissimi, insieme. Una autentica ispirazione.
Poi gir sui tacchi e usc dalla stanza con passo felpato.
Disorientata, scioccata, Marissa incespic fino alla soglia della biblioteca e lo vide salire le
scale; le cosce possenti divoravano la distanza senza il minimo sforzo.
D'un tratto Vishous si ferm e volt la testa verso di lei. Marissa si port la mano alla gola.
Il sorriso del guerriero era tenebroso quanto il suo sguardo era cristallino. E
dai, Marissa. Credevi davvero che ti avrei baciata?
Lei si lasci sfuggire un'esclamazione stupita. Era esattamente quello che le stava passando per
la...
Vishous scosse la testa. Tu sei la femmina di Butch e sarai sempre questo, per me, che tu
finisca col metterti con lui oppure no. Riprese a salire. E poi non sei il mio tipo. Hai la pelle troppo
morbida.
V entr nello studio di Wrath e chiuse la porta; quella chiacchieratina con Marissa lo aveva
turbato parecchio per tutta una serie di motivi. Cristo, erano settimane ormai che non riusciva a leggere
nel pensiero di nessuno, ma invece i pensieri di Marissa erano chiari come il sole. O forse aveva solo
tirato a indovinare. Diavolo, quest'ultima ipotesi era la pi verosimile. Da come aveva sgranato gli
occhi, era davvero convinta che volesse baciarla.
Sbagliato. Il motivo per cui l'aveva fissata tanto intensamente era che lei lo affascinava, non che
lo attraeva. Era curioso di sapere cosa ci trovasse Butch, cosa lo avesse spinto ad andarci a letto, ad
amarla con tanto trasporto. Era la sua pelle? La sua ossatura? La sua bellezza? Qual era il suo segreto?
Come faceva a portare Butch in un luogo dove il sesso era una comunione profonda tra due
esseri?
Si massaggi il centro del petto con un lacerante senso di solitudine.
Ehil fratello?, disse Wrath appoggiandosi all'elegante scrittoio, tutto avambracci muscolosi e
mani gigantesche. Sei qui per fare rapporto o per fare la bella statuina?
S... scusa. Ero distratto.
Vishous si accese una sigaretta e rifer dello scontro, specialmente la parte finale quando, grazie
al suo coinquilino, aveva visto dissolversi nel nulla quel lesser.
Cristo santo... esclam Wrath in un sussurro.
V and al camino e gett tra le fiamme il mozzicone. Non ho mai visto niente del genere.
Lui sta bene?
Non lo so. Lo farei visitare volentieri da Havers, ma riportarlo alla clinica  fuori discussione.
Al momento  da me con il suo cellulare. Se le cose si mettono male mi chiamer e io mi far venire in
mente qualcosa.
Le sopracciglia di Wrath scomparvero dietro gli occhiali a specchio. Sei sicuro che i lesser non
siano in grado di seguire le sue tracce?
Sicurissimo. In entrambi i casi  stato lui a braccarli.  come se li fiutasse o roba del genere.
Quando gli arriva vicino, loro sembrano riconoscerlo, ma  sempre lui a muoversi per primo.
Wrath abbass gli occhi sulla pila di carte che ingombrava la scrivania. Non mi piace che se ne
stia l tutto solo. Non mi piace per niente.
Ci fu una lunga pausa, poi V disse, Potrei andare a prenderlo. Portarlo qui a casa.
Wrath si tolse gli occhiali da sole stropicciandosi gli occhi. Il grosso diamante nero che portava
al dito medio brill. Qui ci sono delle femmine. E una di loro  incinta.
Potrei tenerlo d'occhio. Potrei assicurarmi che non esca mai dalla Tana. Potrei sbarrare
l'accesso al tunnel.
Maledizione. Gli occhiali da sole scivolarono di nuovo al loro posto. Vai a prenderlo. Porta
a casa il nostro ragazzo.
Per Van l'aspetto pi spaventoso dell'affiliazione alla Lessening Society non era stata la
trasformazione fisica, l'Omega o la natura involontaria di tutto quanto.
Non che quella roba non fosse terrificante. Lo era eccome. Ges Cristo... sapere che il male
esisteva veramente e se ne andava in giro indisturbato e... faceva certe cose alla gente... Quella s che
era una rivelazione agghiacciante.
Ma non era l'aspetto pi spaventoso.
Con un grugnito si tir su dal materasso spoglio su cui era sdraiato Dio solo sapeva da quanto.
Si guard e distese bene il braccio, poi lo pieg di scatto.
No, l'aspetto pi spaventoso era che, quando finalmente aveva smesso di vomitare ed era
riuscito a riprendere fiato, si era scordato il motivo per cui non aveva accettato subito. Perch nel suo
corpo era tornata la potenza: il ruggito dei vent'anni era parcheggiato di nuovo nel suo garage. Grazie
all'Omega era di nuovo se stesso, non pi l'ombra sbiadita e annacquata di quello che era stato un
tempo. Certo, i mezzi utilizzati per raggiungere lo scopo lo avevano riempito di terrore e incredulit.
Ma i risultati... erano stupefacenti.
Flett di nuovo il bicipite per il gusto di sentire i muscoli e le ossa, estasiato.
Stai sorridendo, disse Xavier entrando nella stanza.
Van guard in su. Mi sento benissimo. Proprio... benissimo... cazzo.
Xavier aveva uno sguardo distante. Non montarti troppo la testa. E ascoltami bene: stammi
sempre vicino, non allontanarti mai senza di me. Intesi?
S. Certo. Van butt le gambe gi dal letto. Non vedeva l'ora di mettersi a correre per godersi
la sensazione.
Quando si alz in piedi, Xavier aveva una faccia strana. Frustrazione?
Cosa c' che non va? chiese Van.
La tua affiliazione  stata cos... mediocre.
Mediocre? Farti cavare il cuore e scambiare il sangue con quella specie di catrame era tutto
tranne che mediocre, a suo parere. No, non voleva saperne di quell'atteggiamento disfattista. Per quanto
lo riguardava, il mondo era tornato come nuovo. E lui era rinato.
Spiacente di averti deluso, biascic.
Non mi hai deluso. Non ancora. Xavier controll l'orologio. Vestiti, Usciamo tra cinque
minuti.
Van and in bagno e rimase fermo davanti al water. D'un tratto si rese conto che non doveva
andare di corpo. E non aveva n fame n sete.
Okay, questo s che era strano. Gli sembrava innaturale non seguire la solita routine mattutina.
Si sporse in avanti a guardare la propria immagine riflessa nello specchio sopra il lavandino. I
lineamenti erano sempre gli stessi, ma gli occhi erano diversi.
Con un certo disagio si sfreg la faccia col palmo per assicurarsi che fosse ancora di carne e
ossa. Tastandosi il cranio sotto la pelle sottile, pens a Richard.
Che era a casa con la moglie e i due figli piccoli. Al sicuro, adesso.
Van non avrebbe pi avuto contatti con la sua famiglia. Mai pi. Ma la vita di suo fratello gli
era parsa uno scambio equo. I padri avevano la loro importanza.
E poi guarda cosa aveva guadagnato in cambio di quel sacrificio. Il suo lato speciale era tornato
in azione.
Sei pronto? grid Xavier dal fondo del corridoio.
Van deglut a fatica. Dio, quello in cui adesso era invischiato, qualunque cosa fosse, era molto
pi oscuro e profondo di una semplice vita criminale. Adesso era un agente del Male, giusto? Il che
avrebbe dovuto turbarlo non poco.
Invece gongolava per quel senso di potenza, pronto a farlo valere alla prima occasione. S,
sono pronto.
Van sorrise al proprio riflesso, con la sensazione che il suo destino speciale si fosse compiuto.
Adesso era esattamente quello che voleva essere.
Capitolo 20
La sera seguente Marissa, uscendo dalla doccia, sent le tapparelle che si alzavano per la notte.
Dio, com'era stanca; d'altronde era stata una giornata pesante. Molto pesante.
Per fortuna tutti i suoi impegni le avevano impedito di tormentarsi pensando a Butch. Be', le
avevano impedito quasi del tutto di pensare a lui. E va bene, ogni tanto le avevano fatto smettere di
pensare a lui.
Il fatto che fosse stato ancora vittima di un lesser era solo parte della sua preoccupazione. Si
chiedeva dove fosse e chi si stesse prendendo cura di lui. Non suo fratello, ovviamente. Ma allora
Butch aveva qualcun altro?
Aveva trascorso la giornata con un'altra femmina? Si era fatto assistere da lei?
S, certo, la sera prima gli aveva parlato e lui non aveva sbagliato una virgola: l'aveva
rassicurata dicendole che stava bene, non le aveva mentito sullo scontro col lesser, con franchezza
aveva ammesso che preferiva evitare di vederla finch non si fosse sentito pi stabile e le aveva
promesso che si sarebbero incontrati quella sera, per il Primo Pasto.
Le era parso affettato, ma l'aveva giustificato col fatto che era scosso, e non poteva fargliene
una colpa. Solo dopo aver riattaccato, le era venuto in mente tutto quello che si era scordata di
chiedergli.
Disgustata dalle proprie insicurezze, and decisa allo scivolo per la biancheria sporca e spinse
gi l'asciugamano. Nel raddrizzarsi le venne il capogiro, barcoll sui piedi scalzi e dovette
accovacciarsi. O cos o sarebbe crollata a terra svenuta.
Ti prego, fai che questo bisogno di nutrirmi passi. Ti prego.
Inspir a fondo finch la testa le si snebbi, poi lentamente si alz in piedi e and al lavandino.
Unendo le mani a coppa sotto l'acqua fredda per sciacquarsi il viso, cap che doveva andare da
Rehvenge. Ma non quella sera. Quella sera aveva bisogno di stare con Butch. Aveva bisogno di vederlo
da vicino per sincerarsi che stava bene. E doveva parlargli. Era lui la cosa pi importante, non il suo
bisogno di nutrirsi.
Quando si fu ripresa, si infil l'abito verde-azzurro di Yves Saint Laurent.
Adesso detestava indossarlo. Era legato a troppi brutti ricordi, quasi che la scenata con suo
fratello Io avesse impregnato del suo odore sgradevole.
Il momento che attendeva da ore giunse alle sei in punto. Bussarono alla porta. Marissa and ad
aprire e si trov davanti Fritz; l'anziano maggiordomo s'inchin con un sorriso.
Buonasera, padrona.
Buonasera. Hai quelle carte?
Come mi aveva chiesto.
Marissa prese il fascicolo che Fritz le porgeva e and al cassettone, dove sfogli i documenti e
appose una serie di firme. Poi chiuse la cartellina posandovi sopra la mano.  stata una cosa veloce.
Abbiamo ottimi legali, non trova?
Con un sospiro, Marissa gli restitu le carte relative alla procura e all'affitto.
Poi and al comodino a prendere il braccialetto di diamanti della parure che aveva ancora
addosso quando era giunta al quartier generale della confraternita.
Suo padre le aveva regalato quei gioielli pi di un secolo prima, pens fugacemente mentre lo
porgeva al doggen.
E non si sarebbe mai sognato che sarebbero serviti a quello scopo. Grazie alla Vergine Scriba.
Il maggiordomo si accigli. Il padrone non approva.
Lo so, ma Wrath  gi stato anche troppo gentile con me. I diamanti scintillavano, sospesi tra
le sue dita. Fritz? Prendi il braccialetto.
Il padrone non approva, davvero.
Lui non  il mio ghardian. Quindi non ha voce in capitolo.
 il re. Ha voce in capitolo su tutto, ribatt Fritz, che per prese il gioiello.
Quando si volt sembrava cos scosso che Marissa si sent in dovere di dire,
Ti ringrazio per il cambio di biancheria e per aver mandato in lavanderia questo vestito. Sei
molto premuroso.
Fritz si illumin leggermente a quel complimento. Vuole che tiri fuori dai bauli qualche altro
vestito?
Marissa abbass gli occhi sul modello di St. Laurent e scosse la testa. Non mi tratterr qui a
lungo.  meglio lasciare tutto cos com'.
Come desidera, padrona.
Grazie, Fritz.
Il maggiordomo esit. Ho messo un mazzo di rose fresche in biblioteca per il suo
appuntamento di stasera con il signor Butch. Mi ha chiesto lui di comprarle, pensando di farle cosa
gradita. Mi ha anche raccomandato di sceglierle di un bel giallo dorato, come i suoi capelli.
Marissa chiuse gli occhi. Grazie, Fritz.
Butch sciacqu il rasoio, lo picchiett sul bordo del lavandino e chiuse il rubinetto. A giudicare
da quello che vedeva nello specchio, farsi la barba non era servito a granch, anzi, aveva messo ancora
pi in risalto i lividi, che adesso spiccavano pi gialli di prima. Accidenti. Voleva essere bello per
Marissa, specialmente dopo il pasticcio della sera prima.
Guardando la sua immagine riflessa, si tast l'incisivo, quello leggermente scheggiato. Merda...
se voleva apparire all'altezza di Marissa gli serviva un intervento di chirurgia plastica, una cura
disintossicante e qualche seduta dal dentista.
Pazienza. Aveva altro a cui pensare se voleva vederla entro dieci minuti. La sera prima, al
telefono, Marissa aveva una voce tremenda; gli era parso che tra loro si fosse creata di nuovo una certa
distanza. Ma se non altro aveva accettato di vederlo.
Il che portava alla sua preoccupazione principale. Prese un coltello da cucina dal bordo del
lavandino bianco, tese il braccio e...
Sarai tutto bucherellato se vai avanti cos, sbirro.
Butch guard nello specchio. Alle sue spalle, Vishous se ne stava appoggiato allo stipite della
porta con in mano un bicchiere di Goose e una sigaretta. L'aria profumava di tabacco turco, un aroma
pungente, virile.
E dai, V, devo essere sicuro. So che la tua mano fa miracoli, ma.., Fece scorrere la lama sulla
pelle, poi chiuse gli occhi, timoroso di vedere cosa sarebbe sgorgato.
 rosso, Butch. Stai bene.
Butch guard lo sbaffo rosso cremisi. Ma come faccio a esserne proprio sicuro?
Non puzzi pi come un lesser, al contrario di ieri sera, disse V entrando in bagno. E in
secondo luogo...
Con una mossa a sorpresa, V gli afferr l'avambraccio e si chin a leccare il taglio, che si
rimargin all'istante.
Butch si liber di scatto dalla sua stretta. Cristo, V! E se il sangue fosse contaminato?
 okay. Solo un po'... Con un violento sobbalzo, Vishous ansim accasciandosi contro il
muro e rovesciando gli occhi nelle orbite, scosso dalle convulsioni.
Oh, Dio...! grid Butch terrorizzato, protendendosi verso l'amico...
Al che V smise subito di contorcersi e, con estrema calma, bevve una sorsata di vodka. Stai
bene, sbirro. Il tuo sangue non ha niente di strano. Be', bene per un umano, che non  proprio il
massimo, dal mio punto di vista, se capisci cosa intendo.
Butch gli tir un pugno al braccio. E quando il fratello imprec, gliene sferr un altro.
V lo guard di traverso, massaggiandosi il braccio. Cristo, sbirro.
Ben ti sta.
Poi lo spinse via e and all'armadio. Indeciso su cosa mettersi, spingeva le grucce avanti e
indietro, con gesti bruschi.
A un certo punto si ferm. Chiuse gli occhi. Che cazzo, V. Ieri notte sanguinavo nero e oggi
ho smesso. Il mio corpo  una specie di impianto di riciclaggio dei tesseri
V and a stendersi sul letto con la schiena appoggiata alla testiera, posando il bicchiere sulla
coscia fasciata di pelle. Pu darsi. Non saprei.
Dio, era cos stufo di sentirsi confuso. Credevo che tu sapessi tutto.
Adesso sei ingiusto, Butch.
Merda... hai ragione. Ti chiedo scusa.
Al diavolo le scuse/Posso restituirti i pugni che mi hai dato, invece?
Scoppiarono a ridere tutti e due. Butch si impose di fare una scelta e alla fine butt sul letto
accanto a V un gessato blu e nero di Zegna. Poi pass in rassegna le cravatte. Ho visto l'Omega, vero?
Quella roba che avevo dentro era parte di lui. Mi ha messo dentro una parte di s.
S. Lo penso anch'io.
Butch fu colto dal bisogno improvviso di andare in chiesa a pregare per la propria salvezza.
Non torner mai pi normale.
Probabilmente no.
Butch fissava la sua collezione di cravatte; troppi colori, troppa scelta, non sapeva decidersi.
Mentre se ne stava l impalato, chiss perch ripens alla sua famiglia, a South Boston.
A proposito di gente normale... quelli s che erano immutabili, irrimediabilmente uguali a se
stessi. Per il clan O'Neal c'era stato un unico evento chiave, e quella tragedia aveva buttato all'aria la
scacchiera familiare. Ricadendo, i pezzi erano atterrati nella colla: dopo che Jane era stata stuprata e
assassinata, all'et di quindici anni, i suoi parenti erano rimasti tutti inchiodati al loro posto. E
lui era l'outsider che non avevano perdonato.
Per interrompere il corso dei suoi pensieri, prese dal portacravatte una Ferragamo rosso sangue.
Allora, cosa hai in programma per stasera, vampiro?
In teoria sarei di riposo.
Bene.
No, male. Sai che detesto non poter combattere, no?
Sei troppo teso.
Hah!
Butch gli lanci un'occhiata da sopra la spalla. Devo ricordarti cos' successo oggi
pomeriggio?
V abbass gli occhi sul bicchiere. No, grazie.
Ti sei svegliato urlando come un ossesso. Credevo che ti avessero sparato.
Cosa cavolo stavi sognando?
Niente.
Non cercare di liquidarmi cos,  seccante.
V fece roteare la vodka nel bicchiere prima di berla. Era solo un sogno.
Balle. Sono nove mesi che vivo con te, bello. Quando dormi non si sente volare una mosca.
Se lo dici tu.
Butch lasci cadere l'asciugamano che aveva in vita, si infil un paio di boxer neri e tir fuori
dal guardaroba una camicia button-down bianca e inamidata.
Dovresti informare Wrath.
E se cambiassimo discorso?
Butch si infil la camicia, la abbotton, poi stacc dalla stampella i calzoni gessati. Sto solo
dicendo che...
Dacci un taglio, sbirro.
Dio, quanto sei abbottonato. Senti, se ti va di parlare io sono qui, okay?
S, ma non sperarci troppo. Comunque... lo apprezzo molto. V si schiar la gola. A
proposito, ieri sera ho preso in prestito una delle tue camicie.
Nessun problema.  il tuo vizio di fregarmi i calzini che mi manda in bestia.
Non mi andava di vedere la tua ragazza in tenuta da combattimento, e non ho altro da
mettermi.
Marissa mi ha detto che le hai parlato. Credo che tu la renda nervosa.
V bofonchi qualcosa che suonava come: "Lo spero bene".
Butch lo guard. Cosa hai detto?
Niente, rispose V balzando gi dal letto e andando alla porta. Senti, stasera vado nell'altra
mia tana. Starmene qui da solo quando tutti gli altri sono al lavoro mi mette di pessimo umore. Se hai
bisogno di me, mi trovi all'attico.
V. Quando il vampiro si volt a guardarlo, Butch disse. Grazie.
Di cosa?
Butch alz il braccio. Lo sai.
V si strinse nelle spalle. Ho pensato che cos ti saresti sentito pi a tuo agio a starle vicino.
John camminava nel tunnel sotterraneo diretto all'edificio principale del quartier generale; i suoi
passi riecheggiavano come un rullo di tamburo facendolo sentire solo come nessun altro al mondo.
Be', "solo" a parte la rabbia. Che adesso era sempre con lui, come una seconda pelle. Dio, quella
sera non vedeva l'ora che cominciassero le lezioni per poterla sfogare almeno in parte. Era teso,
iperattivo, irrequieto.
Forse in parte perch non poteva fare a meno di ricordare la prima volta che aveva fatto quello
stesso percorso insieme a Tohr. Era cos nervoso, allora, e la vicinanza del guerriero lo aveva
rassicurato.
Felice anniversario del cazzo, pens.
Erano passati tre mesi esatti dalla sera in cui era successo tutto. Erano passati tre mesi esatti da
quando l'assassinio di Wellsie, l'assassinio di Sarelle e la scomparsa di Tohr si erano succeduti uno
dopo l'altro, come tre brutte carte dei tarocchi. Bang. Bang. Bang.
Dopo c'era stato uno speciale tipo di inferno. All'indomani delle tragedie, per un paio di
settimane John aveva pensato che Tohr sarebbe tornato. Aveva aspettato, sperato, pregato. Invece...
niente. Niente notizie, niente telefonate, niente di niente.
Tohr era morto. Doveva essere cos.
Si ferm davanti alla breve scalinata che conduceva alla grande casa della confraternita; non se
la sentiva di varcare la porta segreta che si apriva sull'atrio.
Non aveva nessuna voglia di mangiare. Non aveva voglia di vedere nessuno.
Non aveva voglia di sedersi a tavola. Solo che Zsadist sarebbe andato a cercarlo, poco ma
sicuro. Negli ultimi due giorni lo aveva trascinato di peso fino alla grande casa perch mangiasse con
loro. Il che era imbarazzante e faceva infuriare entrambi.
John si costrinse a salire le scale e a entrare in casa. L'accecante tavolozza di colori dell'atrio era
un affronto ai sensi, per lui, non pi una festa per gli occhi; si avvi verso la sala da pranzo con lo
sguardo fisso a terra. Passando sotto il sontuoso arco d'ingresso, vide che la tavola era apparecchiata,
ma ancora deserta.
Sent un profumino di arrosto di agnello... il piatto preferito di Wrath.
Il suo stomaco protestava, ma lui non aveva voglia di mangiare. Ultimamente, per quanto fosse
affamato, non appena mandava gi qualcosa, anche i piatti cucinati appositamente per chi, come lui,
era nella fase di pre-transizione, gli venivano i crampi allo stomaco. E in vista del cambiamento
avrebbe dovuto mangiare di pi? S, buonanotte.
Sent dei passi rapidi, leggeri e volt la testa. Qualcuno stava correndo sulla balconata al primo
piano.
Poi dall'alto giunse una risata. Una bellissima risata femminile.
John si sporse in fuori e lanci uno sguardo al grande scalone.
Sul pianerottolo comparve Bella, scalza, senza fiato, sorridente, la lunga vestaglia di raso nera
sollevata tra le dita. In cima alle scale rallent e si volt a guardare, la folta chioma scura che si agitava
come una criniera.
Il rumore ritmico che segu, dapprima pesante e lontano, divenne sempre pi forte, sembrava di
sentire dei massi che colpivano il suolo. Evidentemente era quello che Bella stava aspettando. Con una
risatina sollev ancora di pi la vestaglia e cominci a scendere le scale sfiorando appena i gradini,
quasi volasse.
Appena mise piede sul pavimento a mosaico dell'atrio si volt di scatto, proprio mentre Zsadist
sbucava al primo piano.
Il fratello la vide e and dritto alla ringhiera della balconata, si puntell sulle braccia e, dandosi
una spinta, la scavalc con un balzo proiettandosi nel vuoto in un perfetto tuffo ad angelo... salvo che
non era sull'acqua, era due piani sopra la dura pietra.
Il grido d'aiuto di John si tradusse in un silenzioso, potente flusso d'aria...
Che s'interruppe quando Zsadist si smaterializz nel punto pi alto della parabola per riprendere
forma a qualche metro da Bella, la quale si era goduta tutto lo spettacolo, raggiante di felicit.
Il cuore di John batteva all'impazzata per lo shock... poi cominci a pompare freneticamente per
un'altra ragione.
Bella sorrideva al compagno, il respiro ancora affannoso, le mani che ancora stringevano la
vestaglia, lo sguardo carico di promesse. In risposta a quel richiamo, Zsadist avanz verso di lei con
movenze da predatore; sembrava ancora pi gigantesco. Il suo odore di maschio innamorato riempiva
l'atrio, come il suo basso ringhio leonino. In quel momento era solo un animale... un animale
sensualissimo.
Ti piace essere inseguita, nalla, disse con una voce cos profonda da suonare distorta.
Il sorriso di Bella divenne ancora pi smagliante. Pu darsi, fece lei indietreggiando in un
angolo.
Allora perch non scappi ancora un po'? Persino John colse la minaccia erotica insita in
quelle parole.
Bella part di scatto schivando il compagno, diretta verso la sala del biliardo. Z
la bracc come una preda, ruotando su se stesso, gli occhi puntati sulla lunga chioma e lo
splendido corpo della femmina. Ritrasse le labbra scoprendo le zanne, e i canini, di un bianco
accecante, si allungarono sporgendo fuori dalla bocca. E non erano la sola reazione di Zsadist alla sua
shellan.
All'altezza dell'inguine, premuta contro la patta dei calzoni, spiccava un'erezione grossa come
un tronco d'albero.
Un'occhiata di sfuggita a John e il vampiro riprese la caccia sparendo dentro la stanza dove si
era rifugiata Bella, il suo ringhio era sempre pi forte. Dalla porta aperta giunse uno strillo deliziato, i
rumori di una baruffa, un ansito femminile e poi... pi niente.
L'aveva catturata.
John si appoggi al muro con la mano per non cadere, non si era accorto che stava barcollando.
Mentre pensava a quello che stavano facendo quei due, si sent pervadere da uno strano fremito. Come
se qualcosa, nel suo corpo, si stesse risvegliando.
Qualche istante dopo, Zsadist emerse dalla stanza con in braccio Bella.
Abbandonandosi alla forza del suo hellren i lunghi capelli scuri sciolti sulle spalle, lei teneva gli
occhi fissi sul suo viso e gli accarezzava il petto, le labbra increspate in un sorriso segreto.
Sul collo aveva il segno di un morso, un segno che di sicuro prima non c'era, e la sua
soddisfazione nel vedere la bramosia sul volto del suo compagno era assolutamente irresistibile. John
intu che, di sopra, Zsadist avrebbe portato a termine due cose: l'accoppiamento e il pasto. Si sarebbe
attaccato alla gola di Bella e infilato tra le sue gambe. Forse in contemporanea.
Dio, anche lui voleva un rapporto come quello.
Ma come faceva, col suo passato? Se anche fosse riuscito a superare la transizione, come
avrebbe fatto a mostrare tanta sicurezza con una femmina? I veri maschi non avevano subito quello che
era toccato a lui, non erano stati costretti a una ignobile sottomissione sotto la minaccia di un coltello.
Che cavolo, bastava guardare Zsadist, cos forte e prestante. Le femmine cercavano dei maschi
cos, non delle mezze seghe come John. Perch era fin troppo chiaro: per quanto grosso potesse
diventare, lui sarebbe sempre stato quello, una mezza sega, segnata per sempre da quello che gli
avevano fatto.
Si volt e and a sedersi a tavola, solo in mezzo a quella profusione di porcellane, argenti,
cristalli e candele.
Ma da solo stava bene, decise.
Da solo era al sicuro.
Capitolo 21
Butch attese in biblioteca che Fritz salisse ad avvertire Marissa, Quel doggen era proprio una
brava persona, pens. Quando gli aveva chiesto un favore, l'anziano maggiordomo era stato felicissimo
di soddisfare la sua richiesta.
Anche se si trattava di una richiesta alquanto singolare.
Appena nella stanza si diffuse un profumo di brezza oceanica, Butch ebbe un'istantanea quanto
visibilissima reazione fisica. Nel voltarsi si assicur che la giacca del completo fosse ben chiusa.
Oh, Cristo, Marissa era magnifica in quell'abito verde-azzurro. Ehil, piccola.
Ciao, Butch. La voce di Marissa era pacata, la sua mano incerta mentre si lisciava i capelli.
Ti trovo... bene.
S, sto bene. Grazie alla mano risanatrice di V.
Ci fu un lungo silenzio. Poi Butch disse, Ti spiace se ti saluto come si deve?
Quando lei annu, le and incontro e le prese la mano. Poi si chin a baciarla; il palmo era
ghiacciato. Era nervosa? Oppure malata?
Butch si accigli. Marissa, vuoi sederti un minuto prima di andare a cena?
S, per favore.
La scort fino a un divano rivestito di seta, notando che era malferma sulle gambe mentre
raccoglieva i panneggi del lungo abito per accomodarsi accanto a lui.
Parlami, disse voltandole la testa. Vedendo che esitava, la incalz. Marissa...
c' qualcosa che ti turba, giusto?
Non voglio che tu combatta con la confraternita, disse lei dopo una pausa imbarazzata.
Allora si trattava di questo. Marissa, ieri sera  stata una cosa inaspettata. Io non combatto.
Davvero.
V per ha detto che se sei d'accordo, loro sono pronti a utilizzarti.
Ma va? Quella s che era una novit. Per quanto ne sapeva lui, lo scontro della sera prima
serviva a mettere alla prova la sua lealt, non a reclutarlo in pianta stabile per la guerra contro i lesser.
Ascolta, i fratelli hanno passato gli ultimi nove mesi a tenermi fuori dagli scontri. E comunque non ho
intenzione di farmi coinvolgere nella guerra contro i lesser. Io non c'entro niente.
Marissa si rilass leggermente. Non sopporto l'idea che tu possa soffrire come l'altra volta,
ecco.
Non devi preoccuparti per questo. I fratelli fanno quello che devono fare, le loro faccende
c'entrano poco o niente con me, la rassicur lui, infilandole una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Vuoi parlarmi di qualcos'altro, piccola?
Avrei una domanda, in effetti.
Chiedimi qualunque cosa.
Non so dove vivi.
Qui. Io vivo qui. Notando la sua confusione, annu in direzione della porta aperta della
biblioteca. Dall'altra parte del cortile, negli ex alloggi del custode.
Abito insieme a V.
Oh... allora ieri notte dov'eri?
Proprio l. Ma non potevo muovermi.
Lei aggrott la fronte. Poi di getto chiese, Hai qualche altra femmina?
Come se esistessero femmine in grado di reggere il confronto con lei. No!
Perch me lo chiedi?
Non siamo andati a letto insieme e tu sei un maschio con evidenti... esigenze.
Anche adesso il tuo corpo  cambiato,  diventato duro, grosso.
Oh, cavolo. E s che aveva cercato di nascondere l'erezione, sul serio.
Marissa...
Avrai sicuramente bisogno di trovare sfogo in modo regolare. Il tuo corpo  phearsom.
L'ultima parola non suonava affatto bene. Come?
Forte e potente. Degno di penetrare una femmina.
Butch chiuse gli occhi. Adesso Mister Degno era decisamente all'altezza della situazione.
Marissa, non c' nessun'altra a parte te. Nessuna. Come potrebbe essere altrimenti?
I maschi della mia specie possono avere pi di una compagna. Non so se gli umani...
Io no. Non con te. Non riesco neanche a immaginare di stare con un'altra donna. Voglio dire,
tu riesci a immaginarti con qualcun altro?
Nell'attimo di esitazione che segu, un brivido gelido gli corse lungo la spina dorsale, dal
fondoschiena dritto fino alla base del cranio. E mentre lui sclerava, Marissa cincischiava con la sua
elegantissima sottana. Merda, stava anche arrossendo.
Io non voglio stare non nessun altro, disse alla fine.
C' qualcosa che non mi hai detto, Marissa?
C' qualcuno che... mi  stato vicino.
Il cervello di Butch cominci a perdere colpi, come se i circuiti neuronali fossero andati in tilt
lasciando a piedi la materia grigia. "Vicino" in che senso?
Non c' niente di romantico, Butch. Te lo giuro.  solo un amico, per  un maschio, per
questo te lo sto dicendo. Gli sfior la guancia con la mano. L'unico che voglio sei tu.
Butch non dubitava della sua sincerit mentre fissava i suoi occhi solenni. Per, cazzo, si
sentiva come sminuito. Il che era ridicolo, oltre che meschino e... oh, Dio... proprio non gli andava gi
che Marissa frequentasse qualcun altro...
Cerca di calmarti, O'Neal. Torna con i piedi per terra, bello. Subito.
Bene, disse. Anch'io. Voglio essere l'unico, per te.
Mettendo da parte tutte le stronzate da ragazzino geloso, le baci la mano...
e si allarm per come tremava.
Che cosa c'? chiese, stringendole nel palmo le dita gelate. Perch stai tremando? Sei
turbata oppure stai male? Hai bisogno di un medico?
Lei liquid i suoi timori con un brusco gesto della mano, senza la grazia abituale.  una cosa
che posso sistemare da sola. Non preoccuparti.
S, col cavolo. Cristo, era debolissima, aveva gli occhi dilatati e si muoveva in modo
scoordinato. Era malata, decisamente. Non vuoi che ti accompagni di sopra, piccola? Soffrir da
morire senza di te, ma non mi sembri in condizione di cenare. Posso portarti su io qualcosa da
mangiare.
Lei incurv le spalle. Speravo... S, credo che sia meglio cos.
Nell'alzarsi in piedi, perse l'equilibrio. Butch l'afferr per un braccio maledicendo quell'idiota di
suo fratello. Se Marissa aveva bisogno di assistenza medica a chi altri potevano rivolgersi?
Coraggio, piccola. Appoggiati a me.
Molto lentamente sal con lei fino al primo piano, dove, oltrepassata la stanza di Rhage e Mary
e quella di Phury, giunsero alla suite d'angolo che le era stata assegnata.
Marissa pos le dita sulla maniglia di ottone. Mi dispiace, Butch. Volevo passare un po' di
tempo con te, stasera. Non pensavo di essere cos debole.
Posso chiamare un dottore, per piacere?
Lei lo guard. Era stordita, ma per nulla preoccupata. Stranamente. Non serve.  una cosa che
posso risolvere da sola. Presto sar di nuovo in forma.
Dio... in questo momento non sai quanto avrei voglia di farti da balia.
Lei sorrise. Non  necessario, ricordi?
Neanche se lo faccio solo per stare pi tranquillo?
No.
Mentre si guardavano negli occhi, Butch ebbe una folgorazione, nel suo cervello di gallina
balen un pensiero fulminante: lui amava quella donna.
L'amava da morire.
E voleva che lei lo sapesse.
Le accarezz la guancia col pollice; che gran peccato non avere il dono dell'eloquenza. Voleva
dire qualcosa di brillante e tenero insieme, introdurre nel migliore dei modi la bomba che stava per
sganciare. Ma non gli venne in mente niente.
Quindi, con la sua solita mancanza di tatto, disse di slancio, Ti amo.
Marissa lo guard con tanto d'occhi.
Oh, merda. Stava correndo troppo...
Lei gli gett le braccia al collo, affondandogli la faccia nel petto. Mentre anche lui la stringeva
tra le braccia preparandosi a scavare trincee di avvicinamento per farla capitolare, dal corridoio
giunsero delle voci. Butch apr la porta della stanza e spinse dentro Marissa in cerca di un po' di
intimit.
La guid verso il letto e l'aiut a sdraiarsi, passando mentalmente in rassegna tutte le paroline
dolci che conosceva e pronto a lanciarsi nel romanticismo pi sfrenato. Ma prima che potesse aprire
bocca, Marissa gli afferr la mano stringendola fin quasi a stritolarla.
Anch'io ti amo, Butch.
A quelle parole, Butch rimase senza fiato.
Completamente KO, si gett in ginocchio ai piedi del letto, incapace di trattenere un sorriso.
Perch vuoi accollarti una rogna del genere, piccola?
Credevo fossi una ragazza intelligente.
Lei rise sommessamente. Lo sai perch.
Perch ti faccio pena?
Perch sei un uomo di valore.
Lui si schiar la gola. Proprio per niente.
Come puoi dire una cosa simile?
Be', vediamo un po'. Era stato cacciato dalla Omicidi per aver spaccato il naso a un sospetto. Si
era scopato quasi solo puttane e poco di buono. Aveva sparato e ucciso altri uomini. E poi, s, c'erano i
suoi trascorsi da cocainomane e il vizio radicato e persistente di sbevazzare scotch. Ah, e le tendenze
suicide che aveva sviluppato dopo l'omicidio di sua sorella, parecchi anni prima, quelle se le era
scordate?
Gi, altro che uomo di valore. Lui non valeva proprio niente, al massimo un bel viaggio in una
discarica.
Apr la bocca, pronto a vuotare il sacco, ma poi si blocc di colpo.
Tappati la bocca, O'Neal. Questa donna, che tu non meriti neanche lontanamente, dice che ti
ama. Non rovinare tutto con la triste storia del tuo passato. Ricomincia tutto da capo, qui e ora, insieme
a lei.
Fece scorrere il pollice sulla guancia perfetta di Marissa. Ho voglia di baciarti.
Posso?
Lei esit. Non poteva dire di biasimarla. L'ultima volta che erano stati insieme era successo un
casino; prima il suo corpo aveva sputato fuori quello schifo di roba nera e poi suo fratello li aveva colti
sul fatto. E in pi adesso Marissa era chiaramente stanca.
Decise di fare marcia indietro. Scusa...
Non  che non voglio stare con te, anzi.
Non c' bisogno che mi spieghi. Io sono felice anche solo di starti vicino, anche se non
posso... Stare dentro di te. Anche se noi non... s, insomma, sai, se non facciamo l'amore.
Mi trattengo perch ho paura di farti male.
Con un sorriso feroce, Butch pens che se anche Marissa gli graffiava la schiena riducendola a
brandelli a lui andava benissimo. Non mi importa se mi fai male.
Importa a me.
Lui fece per alzarsi. Sei molto dolce. Senti, ti porto su qualcosa...
Aspetta, lo ferm lei; i suoi occhi brillavano nella penombra della stanza.
Oh... Dio, Butch... Baciami.
Lui rimase come paralizzato. Poi si butt di nuovo in ginocchio. Ci andr piano. Promesso.
Si sporse verso di lei e pos la bocca sulla sua, sfiorandole appena le labbra.
Dio, com'era morbida. Calda. Merda... aveva voglia di infilarle la lingua in bocca.
Ma non voleva forzarle la mano.
Poi per lei lo afferr per le spalle dicendo, Ancora.
Pregando di riuscire a dominarsi, Butch sfreg di nuovo le labbra sulle sue, poi fece per tirarsi
indietro. Ma lei lo segu, mantenendo il contatto... prima di riuscire a fermarsi, Butch fece scorrere la
lingua sul suo labbro inferiore. Con un sospiro sensuale, Marissa schiuse le labbra e lui non riusc a
trattenersi, non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di penetrarla.
Mentre Marissa tentava di avvicinarsi il pi possibile, Butch sal col busto sopra il letto
premendosi addosso a lei. Non proprio un'idea grandiosa. Il modo il cui i seni di lei assorbirono il suo
peso fece divampare nel suo corpo un rogo di proporzioni gigantesche, ricordandogli che, davanti alla
sua donna in posizione orizzontale, un uomo era pronto a tutto.
Piccola,  meglio se mi fermo qui. Ancora un minuto e le sarebbe saltato addosso tirandole su
il vestito.
No. Marissa gli infil le mani sotto la giacca, facendola scivolare gi dalle spalle. Non
ancora.
Marissa, io qui sto andando su di giri. Di brutto. E tu non stai bene...
Baciami, disse lei affondandogli le unghie nelle spalle; attraverso la camicia, lui sent tante
piccole, deliziose trafitture.
Con un gemito la baci con molta meno delicatezza.
Pessima idea, di nuovo. Pi si abbandonava alla passione pi Marissa lo ricambiava con
altrettanto trasporto, finch le loro lingue si scontrarono in duello e ogni muscolo del suo corpo
cominci a fremere.
Devo toccarti, mugol a un certo punto, salendo con tutto il corpo sul letto, le gambe sopra
quelle di lei. La prese per un fianco e strinse con forza, poi fece scorrere la mano verso l'alto, sopra il
torace, fin sotto il seno.
Merda. Adesso era proprio al limite.
Fallo, disse lei contro la sua bocca. Toccami.
Inarc la schiena e lui prese quello che gli stava offrendo, catturando il suo seno,
accarezzandolo attraverso il corpino di seta dell'abito. Con un ansito Marissa mise la mano sopra la sua,
stringendolo pi forte a s.
Butch...
Oh, merda, voglio guardarti, piccola. Posso guardarti? Prima che lei potesse parlare, le
cattur la bocca; il modo in cui lei incontr la sua lingua gli diede la risposta che cercava. La tir su a
sedere e cominci a sbottonarle il vestito sulla schiena. Si muoveva in modo impacciato, ma come per
miracolo il raso si apr.
Peccato che gli strati di tessuto non fossero finiti, anzi. Accidenti, la sua pelle... doveva arrivare
alla pelle.
Impaziente, eccitato, smanioso le sfil il davanti del vestito e poi abbass le spalline della
sottoveste, che si raccolse in un mucchietto di seta intorno ai fianchi.
La gupire bianca fu una sorpresa erotica; Butch vi fece scorrere sopra le mani, sentendo le
stecche e, sotto, il calore del corpo di lei. Poi per non riusc pi a resistere e gliela strapp via,
rischiando di romperla.
Rimasta a torso nudo, Marissa gett la testa all'indietro, offrendo al suo sguardo il lungo collo
flessuoso e le spalle. Senza staccare gli occhi dal suo viso, Butch si chin sopra di lei prendendo in
bocca un capezzolo e succhiando.
Misericordia divina, che sapore meraviglioso, stava per venire. Ansimava come un cane, gi
assatanato, e non erano neanche nudi.
Ma lei non era da meno, fremente, eccitata, frenetica, le gambe che sforbiciavano sotto le
gonne. Dio, la situazione gli stava sfuggendo di mano, come un motore a combustione che andava
sempre pi su di giri. Non riusciva a fermarsi.
Posso togliertelo? Merda, la voce era completamente andata. Il vestito... tutto quanto?
S... L'assenso usc in un gemito, un gemito convulso.
Purtroppo quel maledetto vestito era complicatissimo e Butch non aveva la pazienza di slacciare
tutta quella sfilza di bottoni. Fin con l'arrotolare intorno alla vita la lunga sottana, sfilando dalle gambe
lunghe e lisce di Marissa un paio di leggerissime mutandine bianche. Poi fece scorrere le mani su per
l'interno delle sue cosce, spalancandole.
Lei si irrigid e lui si ferm. Se vuoi smetto. Immediatamente. Voglio solo toccarti ancora un
po'. E magari... guardarti. Quando lei si accigli, Butch fece per abbassare la gonna. Non importa...
Non sto dicendo di no.  solo che... oh, Dio... e se non ti piacesse come sono fatta, l sotto?
Ges, come le veniva in mente una cosa del genere, Butch non riusciva a capacitarsi.
Impossibile. So gi quanto sei perfetta. Ti ho accarezzata, ricordi?
Lei fece un gran sospiro.
Marissa, mi  piaciuto da morire quando ti ho toccata. Davvero. Nella mia mente ho
un'immagine bellissima di te. Voglio solo conoscere la realt.
Un istante dopo lei annu, Va bene... vai avanti.
Senza smettere di guardarla negli occhi, Butch infil una mano tra le sue cosce e poi... oh, s,
ecco il suo nido morbido e segreto. Talmente caldo e bagnato che si sent mancare.
Sei bellissima, qui, le sussurr all'orecchio. Marissa sollev i fianchi di scatto quando lui la
accarezz, le dita viscide del suo miele. Mmm, s... voglio stare dentro di te. Voglio infilare il mio... -
la parola uccello era decisamente troppo volgare, ma era a quello che stava pensando - ... il mio corpo
dentro di te, piccola. Proprio qui. Voglio sentirmi avvolto da tutto questo, sentirmi stretto dentro di te.
Adesso mi credi quando dico che sei bellissima? Marissa? Rispondi.
S... Butch si spinse un po' pi a fondo e lei rabbrivid. Dio,.. s.
Vuoi che un giorno venga dentro di te?
S...
Vuoi sentirmi dentro di te?
S...
Dio, perch  questo che voglio. Le mordicchi il lobo dell'orecchio. Voglio perdermi
dentro di te, voglio sentire che mi stringi mentre vieni. Mmm...
strusciati contro la mia mano, voglio sentire che ti muovi per me. Oh, merda...  bellissimo. ...
muoviti per me... oh, s...
Merda, doveva smetterla di parlare. Perch se avesse eseguito alla lettera le sue indicazioni
sarebbe esploso.
Oh, al diavolo. Marissa, allarga di pi le gambe. Fallo per me. Aprile completamente. E
continua a fare quello che stai facendo, non smettere.
Lei obbed. Adagio, con discrezione, Butch si tir indietro e la guard. Sotto metri di raso
verde-azzurro tutto sgualcito, la sua mano spariva in mezzo a quelle cosce bianco latte spalancate, e
Marissa dimenava i fianchi a un ritmo che gli fece esplodere l'uccello nei calzoni.
Attaccandosi pi vicino al seno, con delicatezza le allarg ancora di pi una gamba. Poi spost
di lato tutti quei panneggi, alz la testa e tolse la mano. In fondo alla distesa piatta del ventre, oltre la
fossetta dell'ombelico, sulla pelle immacolata della culla pelvica vide l'incantevole fessura del suo sesso.
Tremava tutto. Sei assolutamente perfetta, mormor. Assolutamente... magnifica.
Ammaliato, si spost un po' pi indietro per rimirarla meglio. Rosa, lucida di umori, delicata.
Anche il suo odore lo mandava in tilt, il cervello in corto circuito faceva scintille. Oh... Ges...
Cosa c' che non va? disse lei stringendo le ginocchia di scatto.
Assolutamente niente. Butch premette le labbra sulla sommit della sua coscia
accarezzandole le gambe, cercando di aprirle con delicatezza. Non ho mai visto niente di pi bello.
Diamine, bello non rendeva minimamente l'idea, pens Butch leccandosi le labbra, la lingua
smaniosa di fare ben altro. Dio, piccola, disse con voce assente, adesso ho una gran voglia di venire gi da te.
Venire gi da me?
La sua confusione lo fece avvampare. Io... ehm, ho voglia di baciarti.
Lei sorrise e si rizz a sedere, prendendogli la faccia tra le mani. Ma quando fece per attirarlo a s, Butch scosse la testa.
Non sulla bocca, stavolta. Marissa aggrott la fronte, perplessa, allora lui le infil di nuovo la mano tra le cosce. Qui.
Lei sgran gli occhi al punto che gli venne voglia di imprecare. Bel modo di aiutarla a rilassarsi,
O'Neal.
Perch... cominci Marissa, ma dovette schiarirsi la gola prima di continuare.
Perch avresti voglia di farlo?
Dio buono, non aveva mai sentito parlare di... be', certo che no.
Probabilmente gli aristocratici facevano un sesso molto beneducato, molto "posizione del
missionario", e se anche sapevano delle pratiche orali, di sicuro non ne avrebbero mai parlato con le
loro figlie. Non c'era da stupirsi che Marissa fosse scioccata.
Perch, Butch?
Ehm... perch se lo faccio bene, ti piacer tantissimo. E... s, piacer molto anche a me.
La guard. Dio, quanto gli sarebbe piaciuto. Fare sesso orale con una donna non era mai stata
una sua ossessione, ma con Marissa sentiva il bisogno di farlo.
Moriva dalla voglia di farlo. Al pensiero di fare l'amore con lei con la bocca, ogni centimetro
quadrato del suo corpo divenne duro, Ho una voglia matta di sentire che sapore hai.
Le cosce di lei si rilassarono leggermente. Farai... piano?
Porco diavolo, gli stava dando il permesso? Butch cominci a tremare. S, piccola. E ti far
godere. Promesso.
Si spost leggermente, tenendosi di lato per non darle un senso di oppressione. Via via che si
avvicinava al fulcro della sua intimit, sent che stava perdendo il controllo sul proprio corpo, che si
tese all'altezza delle reni proprio come gli succedeva appena prima di un orgasmo.
Dio, doveva andarci piano. Assolutamente. Per il bene di tutti e due.
Mi piace il tuo odore, Marissa. Le baci l'ombelico, poi il fianco, scendendo a poco a poco su
quella pelle vellutata, un centimetro dopo l'altro. Pi gi... sempre pi gi... fino a premere la bocca
chiusa sulla sommit della vulva.
Fantastico. Il problema fu che Marissa si irrigid tutta. E trasal quando le pos una mano sulla coscia.
Butch si sollev leggermente, sfregando le labbra avanti e indietro sul suo addome. Sono
proprio fortunato.
P-perch?
Come ti sentiresti, tu, se qualcuno si fidasse di te fino a questo punto? Al punto di offrirti una
cosa cos intima? Soffi nel suo ombelico e lei rise, solleticata dal fiato caldo. Tu mi fai un grande
onore, lo sai? Davvero.
Cerc di tranquillizzarla parlando e baciandola senza fretta, indugiando sempre un po' di pi e
scendendo un po' pi in basso a ogni bacio. Quando la sent pronta, fece scorrere la mano lungo
l'interno della sua gamba, l'afferr sotto il ginocchio e, con delicatezza, le allarg le cosce di un palmo
coprendo di baci la vulva, dolcemente, finch la tensione che la irrigidiva non si sciolse del tutto.
Poi avvicin il mento, apr la bocca e la lecc. Marissa si rizz a sedere ansimando.
Butch...? Quasi volesse accertarsi che lui sapesse cosa aveva appena fatto.
Non te l'avevo detto? fece lui. Si chin e, sfiorandola appena, pass la lingua su quella carne rosea. E solo un bacio alla francese, piccola.
Riprese a leccarla lentamente e lei abbandon la testa all'indietro inarcando la schiena, i
capezzoli eretti. Perfetto. Proprio come la voleva lui. Dimentica del pudore e tutto il resto, rapita dal
piacere di avere qualcuno che la amava come si meritava.
Sorridendo, and avanti finch riusc ad assaporarla pienamente.
Estasiato, deglut. Non assomigliava a niente di quello che aveva gustato in vita sua. Sapeva
insieme di oceano, melone maturo e miele, un cocktail talmente perfetto che gli veniva voglia di
piangere. Ancora... ne voleva ancora. Per, maledizione, doveva frenarsi prima di continuare. Aveva
voglia di divorarla e lei non era pronta per tanta ingordigia.
Mentre riprendeva fiato, Marissa alz la testa. Hai finito?
Neanche per sogno. Dio, quanto gli piaceva quel suo sguardo velato di eccitazione. Perch
non ti sdrai e non mi lasci fare. Abbiamo appena incominciato.
Marissa si rilass leggermente e lui contempl i suoi segreti pi intimi; la carne, tenera e
delicata, era lucida di umori e alla fine lo sarebbe stata ancora di pi. La baci di nuovo, poi appiatt
bene la lingua e, pigramente, senza fretta, la fece scorrere dal basso verso l'alto, come su un leccalecca.
Quindi sfreg la bocca avanti e indietro, strofinando anche il naso, affondandolo dentro di lei,
sentendola mugolare. Con delicatezza le divaric ancora di pi le cosce e si attacc a lei come a una
mammella, succhiandola ritmicamente.
Quando Marissa cominci ad agitarsi in modo scomposto, nella testa di Butch scatt un
campanello d'allarme, una segnalazione di pericolo da parte del suo lato civilizzato, un avvertimento
che le cose stavano per precipitare. Lui per non poteva smettere, specialmente quando Marissa si
aggrapp alle lenzuola inarcandosi come se stesse per venire da un momento all'altro.
Ti piace? disse titillando la sommit della vulva, lambendo il suo punto pi sensibile. Ti
piace cos? Ti piace sentire la mia lingua? O forse preferisci questo...
La risucchi in bocca e lei grid. Oh, s... Dio, sei sulle mie labbra... sentile, sentimi...
Le prese la mano e se la port alla bocca, muovendole le dita avanti e indietro e poi leccandole.
Marissa lo guardava a occhi sgranati, ansimante, i capezzoli turgidi. Stava esagerando, lo sapeva, ma lei gli stava dietro.
Dimmi che vuoi questo, disse mordendole il palmo. Dimmi che mi vuoi.
Io... fece lei contorcendosi sul letto.
Dimmi che mi vuoi. Affond di pi i denti nel palmo. Merda, non sapeva perch moriva dalla voglia di sentirglielo dire, ma era cos. Dillo.
Ti voglio, ansim lei.
D'un tratto una bramosia pericolosa, sfrenata, s'impadron di lui mandando in frantumi il suo
autocontrollo. Con un gemito gutturale dal profondo delle viscere, Butch piant le mani dentro le sue
cosce, le spalanc al massimo e letteralmente si tuff tra le sue gambe. Mentre cadeva sopra il suo
sesso penetrandola con la lingua, trovando il ritmo giusto con la mascella, gli parve di sentire un
rumore nella stanza, un ringhio.
Era lui? Impossibile. Quello era il verso di... un animale.
Da principio Marissa era rimasta scioccata dall'atto in s. Dalla sua carnalit.
L'intimit peccaminosa, la spaventosa vulnerabilit. Ben presto per tutto ci aveva perso
importanza. La calda lingua di Butch era cos erotica da rendere quasi intollerabile quella carezza
viscida, scivolosa.., e al tempo stesso era insopportabile l'idea che lui si fermasse. Poi Butch cominci a
succhiare, a succhiare e a deglutire e a dire cose che la eccitavano, finch piacere e dolore si confusero.
Ma questo era ancora niente al confronto di quando lui si scaten. Con un soprassalto di virilit
la tenne gi con le mani, divorandola con la bocca, la lingua, la faccia... Dio, quel verso che gli usciva
dalle labbra, quel mugolio gutturale, ininterrotto, simile alle fusa di un gatto...
Venne con un orgasmo selvaggio, la cosa pi bella e sconvolgente che avesse mai provato;
inarc la schiena sciogliendosi nelle fiamme liquide del piacere...
Salvo che al culmine del piacere quell'energia ribollente mut, si trasform, deton.
Accanto alla tensione erotica del momento, la sete di sangue si risvegli con prepotenza,
risucchiandola nel vortice di un appetito insaziabile. La fame ebbe il sopravvento sulla natura
civilizzata, spazzando via tutto tranne l'urgenza di attaccarsi al collo di Butch. Marissa scopr le zanne,
pronta a rovesciarlo sulla schiena per addentargli la giugulare e bere avidamente
Cos lo avrebbe ucciso.
Con un urlo cerc disperatamente di liberarsi dalla sua stretta. Oh, Dio... no!
Cosa?
Lo spinse via per le spalle buttandosi gi dal letto e cadendo per terra. Mentre Butch cercava di
fermarla, confuso, Marissa arranc sulla moquette fino all'angolo pi lontano della stanza,
trascinandosi dietro il vestito, il corpetto penzolante all'altezza della vita. Con le spalle al muro si
raggomitol su se stessa, tremando in modo incontrollabile. I morsi della fame la travolgevano a
ondate, pi atroci ogni volta.
In preda al panico, Butch fece per seguirla. Marissa...?
No!
Lui si blocc di colpo, teso in volto, pallidissimo. Mi dispiace da morire... Dio buono...
Devi andartene. Le lacrime le serravano la gola, rendendo gutturale la sua voce.
Cristo santo, mi dispiace... mi dispiace tantissimo... non volevo spaventarti...
Lei cerc di controllare il respiro per poterlo rassicurare, ma non ci riusc: ansimava, piangeva.
Le zanne pulsavano in modo doloroso. Aveva la gola secca.
Voleva avventarsi contro Butch, spingerlo gi per terra e affondargli i denti nel collo, non
riusciva a pensare ad altro.
Dio, bere il suo sangue. Doveva essere buonissimo. Talmente buono che non sarebbe mai
riuscita a saziarsene.
Lui fece un altro tentativo di avvicinarsi. Ho esagerato, non volevo, le cose mi sono sfuggite di
mano...
Marissa balz in piedi e soffi come un gatto per tenerlo lontano. Vai via!
Per l'amor del cielo, vattene se non vuoi che ti faccia male!
Corse in bagno e si chiuse dentro a chiave. Quando il rumore della porta che sbatteva si spense,
si ferm di colpo, scivolando sul marmo del pavimento, e vide nello specchio la sua immagine riflessa.
Era orribile. Coi capelli aggrovigliati, tutta discinta, le lunghe zanne che sporgevano candide dalla
bocca spalancata.
Senza controllo. Senza dignit. Difettosa.
Afferr la prima cosa che le capit a tiro, un pesante candeliere di vetro, e lo scagli contro lo
specchio mandando in frantumi il suo riflesso. Piangendo amaramente, vide se stessa andare in pezzi.
...
.
...
FINE Parte 1.